
Guarda la GALLERY: le 10 province italiane del benessere
Al Centro si sta meglio. No, non è una dichiarazione politica. Piuttosto, una condizione geografica: quella dello star bene o, secondo la classifica redatta dal Sole 24 Ore, insieme al Centro studi Sintesi, tenendo conto degli otto indicatori previsti dal “Bil”, cioè “Benessere interno lordo” (rispetto al Pil pro-capite) dell’economista Joseph Stiglitz a cui anche il presidente francese Nicholas Sarkozy ha dato l’incarico della ricerca del “benessere pluridimensionale”. Continua

I rosari sequestrati ad Ancona
Assieme a scarpe, occhiali, borse prodotti all’estero ma con la dicitura ‘Made in Italy’, adesso spuntano anche i rosari con l’immagine del Papa. Il comando provinciale della Guardia di Finanza di Ancona ha sequestrato nel porto dorico oltre 10 mila rosari provenienti da Patrasso in Grecia e diretti nella Capitale. Gli oggetti di culto, tutti rigorosamente confezionati all’interno di piccole scatole di plastica oltre ad avere l’immagine dipinta di Papa Benedetto XVI e ad emanare un intenso profumo di rosa, risultavano tutti fabbricati in territorio italiano. In realtà, secondo i primi accertamenti effettuati dai finanzieri, erano stati interamente prodotti e confezionati in Romania. “La commercializzazione in Italia con la dicitura “Made in Italy” di un prodotto fabbricato all’estero, anche se per conto di un imprenditore italiano, secondo le leggi vigenti costituisce una violazione penalmente rilevante in quanto si fornisce al consumatore un’indicazione falsa circa l’origine del prodotto”, spiegano dal Comando provinciale marchigiano. I finanziari, infatti, hanno denunciato sia l’autotrasportatore che il titolare della ditta romana che provvedeva a rifornire le bancarelle e alcuni negozi vicini alla Basilica di San Pietro.

Migliaia di automobilisti si sono visti addebitare i costi di una rottamazione del proprio veicolo che, in realtà, non era mai avvenuta. La loro vecchia auto (Euro zero o Euro 1) anziché essere stata demolita, era stata spedita e rivenduta all’estero, in Bulgaria.
Un traffico internazionale di veicoli usati che venivano rottamati solo sulla carta per percepire gli incentivi della Finanziaria 2007, è stato scoperto dalla Guardia di Finanza e dal Corpo Forestale dello Stato di Ancona. Un’operazione che non ha precedenti per la vastità del raggiro.
Migliaia di auto venivano imbarcate nel porto della città dorica, raggiungevano la Bulgaria, dopo aver fatto scalo nel porto di Patrasso, in Grecia.
Una truffa ai danni dello Stato organizzata da 45 autodemolitori di nove regioni del centro e nord Italia che oltre ad aggirare la normativa Iva per le esportazioni, dopo aver denunciato l’avvenuta rottamazione del mezzo e lo smaltimento dei componenti delle auto (comprese le batterie, gomme e liquidi esausti) le spedivano nell’est Europa dove le rivendevano ad una cifra minima di 500 euro. Oltre alla Bulgaria, le auto venivano rivendute anche in Romania e in Polonia e una piccola parte commercializzata anche in Grecia.
Un giro d’affari milionario che ha visto imbarcare dal porto marchigiano, in soli due anni, 38 mila auto usate. “Per 5 mila di queste vetture - chiarisce il colonnello Fabrizio Cuneo, comandante della Guardia di Finanza di Ancona - i titolari delle officine di demolizione avevano già incassato gli incentivi governativi dopo averle radiate ‘ufficialmente’ dal Pubblico Registro Automobilistico”.
Sulla questione interviene anche l’Adiconsum: “I dati che sono emersi da questa operazione sono allarmanti- spiega Silvana Santinelli, responsabile Adiconsum Marche- e come associazione che tutela i consumatori monitoreremo ogni eventuale fatto futuro, che potrebbe derivare dalla circolazione del mezzo che invece doveva essere rottamato, e che potrebbe ricadere sul proprietario originario”.
Una truffa che non ha solo risvolti finanziari ma anche ambientali; “Non sono stati smaltiti regolarmente 6 milioni di chilogrammi di rifiuti speciali pericolosi- puntualizza Raffaele Velardocchia, comandante del Corpo Forestale dello Stato di Ancona- cifra che è stata denunciata dagli stessi autodemolitori in relazione alle false attestazioni di avvenuta rottamazione”. “Occorre considerare –conclude Velardocchia- che questi mezzi sono considerati inquinanti e che questa operazione di carattere transfrontaliero è stata finalizzata alla tutela della salute e della sicurezza dei cittadini italiani e dell’Unione Europea”.

I numeri: 49 comuni, per un totale di 464 mila abitanti. Sedici liste, 480 aspiranti consiglieri e cinque candidati a contendersi il loro voto, il 27 e il 28 maggio, per guidare la Provincia di Ancona. Ma due nomi su tutti come principali duellanti, Patrizia Casagrande Esposto, rappresentante del centrosinistra, e Ivana Ballante, rappresentante del centrodestra. Un confronto tutto al femminile che fa guardare senza troppi sensi di “inferiorità” (di parità tra i sessi) al ballottaggio per le presidenziali francesi, dove Ségolène Royal, una donna, ha partecipato alla gara per l’Eliseo.
La Casagrande, la prima a uscire allo scoperto e a mostrare i suoi intenti da leader, è sostenuta da Comunisti italiani, Verdi, Unità socialista Sdi, Rifondazione comunista, Italia dei valori-Udeur, Movimento repubblicani europei, Ulivo. La Ballante da Fi, Udc, Pri, Democrazia cristiana per le autonomie, Identità e tradizione per Ancona, An. Ai loro estremi due candidati estremi: Luca Torselletti, esponente del Partito Comunista dei Lavoratori, nato da una scissione in casa Prc, e Gianni Correggiari per Forza Nuova, sorpresa dell’ultimo momento che si propone come forza di rottura. E come altra sorpresa last minute è giunta la candidatura di Dino Latini, attuale sindaco di Osimo (quinto comune anconetano più popoloso dopo, in ordine, Ancona, Senigallia, Jesi e Fabriano), capofila delle “Liste civiche - Latini presidente”.
Ma sono le due signore le favorite alla vittoria, le primedonne (in ogni senso) di queste elezioni. È la prima volta che la provincia di Ancona vede due lady ad affrontarsi. Ma non è la prima volta di un Presidente donna. Precedentemente ai due mandati di Enzo Giancarli, ora in carica, Marisa Saracinelli era stata la prima donna a candidarsi e a essere eletta. Saracinelli che ora vede la sua erede nella Casagrande, nel segno della tradizione di centrosinistra anconetana.
Affabilità e disponibilità all’ascolto sono le doti della Casagrande. Tenacia e determinazione nel portar avanti le sue scelte, nate dal confronto, quelle della Ballante. Ad accomunarle un’età simile, rispettivamente 55 e 51 anni, e una grande esperienza politica alle spalle. La prima, diessina, è assessore uscente all’Ambiente della giunta provinciale (e già era stata assessore provinciale ai Lavori pubblici), la seconda è sindaco di Filottrano, al secondo mandato, e dirigente di Alleanza Nazionale. Ed è proprio l’ambiente uno dei temi caldi tra le due, nonché un punto importante di entrambi i programmi elettorali. “La gestione dei rifiuti è stata mal curata dalla giunta Giancarli” dice la Ballante. “Abbiamo presentato un ricorso al Tar sul Piano Provinciale di Gestione dei rifiuti per illegittimità procedurali e nell’individuazione delle aree idonee per lo smaltimento”. Filottrano, di cui è sindaco la candidata di centrodestra, è stato indicato come sede di una maxi-discarica.
“La valorizzazione del riciclo dei rifiuti e la presenza di una maxi-discarica sono necessità che non possono privilegiare le politiche locali” ribatte la Casagrande.
Tra le proposte di quest’ultima: “Una rivoluzione degli orari di lavoro in Provincia, eliminando consigli provinciali serali, rispettando l’esigenza femminile, come di tutti, di armonizzare lavoro e vita privata. Per un miglioramento della qualità della vita che parta dalla Provincia e arrivi ai Comuni”. I temi principali della Ballante: “Una politica del territorio che coordini le esigenze dei Comuni senza invadere il loro campo. Inoltre sbloccare la situazione delle infrastrutture (dal porto di Ancona all’aeroporto alla grande viabilità)”.
Una battaglia senza toni accesi ma con piccole stoccate affilate e gentili. Come solo una donna, anzi due, sanno fare.
Comunque andrà, la Provincia di Ancona… sarà di certo femmina.