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Cani e gatti di razza, occhio alle fregature


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La gioia di un cucciolo che entra in casa, magari pagato a caro prezzo e scelto dopo aver comparato le caratteristiche delle razze. E dopo pochi mesi, la sgradita sorpresa di una patologia congenita che costringe l’animale e la sua famiglia adottiva a cure lunghe, difficili, dispendiose. Sempre che le condizioni di salute non siano talmente gravi da veder morire l’animale a cui ci si è appena affezionati. Succede più spesso di quanto non s’immagini, e non solo nel caso di veri e propri crimini, come l’importazione illegale di cani dall’Est scoperta dalla Guardia di Finanza di Bologna.
Capita a causa di incroci fra consanguinei, screening poco accurati o mai eseguiti, ma anche sfortuna, visto che molte patologie non sono riscontrabili prima dell’anno di età, o alcuni cuccioli le sviluppano pur provenendo da genitori sani. Ettore Degli Esposti, portavoce dell’Enpa di Milano, ha la sua teoria: “Noi partiamo ovviamente da una posizione diversa; gli animali non si comprano, si adottano. E solo dopo aver pensato a lungo all’impegno e le cure che un cucciolo in casa richiede, magari dando un’occhiata alla nostra documentazione”.

“Se però una famiglia preferisce un cane o un gatto di razza” continua “deve procedere all’acquisto senza leggerezza o imprudenza. Quando compriamo un televisore, ad esempio, controlliamo offerta e garanzie decine di volte. Nel caso di un animale, invece, ci facciamo trasportare dall’entusiasmo. E dimentichiamo che l’allevatore è un commerciante; ci sta vendendo un bene”. Per cui i consigli di Degli Esposti sono di rivolgersi sempre all’allevatore, possibilmente attivo da anni e ben conosciuto, e mai a un negozio; di visitare l’allevamento per rendersi conto delle condizioni degli animali; di informarsi da un veterinario sull’esistenza e l’incidenza, per quella razza, di patologie genetiche e pretendere pedigree, certificati di vaccinazione e ricevuta del pagamento. “Cardiopatie, displasia dell’anca, cimurro, parvovirosi per i cani; panleucopenia, rinotracheite, rene policistico per i gatti e cardiopatie per entrambi. Sono tra le più comuni affezioni, genetiche e non, che un nuovo padrone potrebbe affrontare. Il problema è che molti di loro non ne sanno nulla; acquistano l’animale ammaliati dalla bellezza e sono impreparati davanti a un’eventualità del genere”, spiega Salvatore Avenia, veterinario Enpa.

E a quel punto, cosa si può fare? “Bisogna inviare una raccomandata all’allevatore per comunicare il problema, entro 8 giorni dalla sua scoperta. Purtroppo il codice civile tutela l’acquirente solo entro l’anno di acquisto. E in ogni caso, non stiamo parlando di un elettrodomestico; sostituire un animale o offrire ad esempio uno sconto su un nuovo esemplare non lenisce certo il dolore per la brutta esperienza. Noi offriamo un servizio di consulenza e assistenza legale, ma non possiamo rifondere il danno morale “, spiega Degli Esposti.

Inoltre, conviene verificare che l’allevatore sia affiliato all’Enci, Ente nazionale della cinofilia italiana per i cani e all’Anfi, Associazione nazionale felina italiana per i gatti. Eventualmente si possono chiedere informazioni proprio a queste due associazioni. “Consiglio anche di non avere fretta; il mio Cavalier l’ho aspettato un anno per avere il pedigree giusto. E ricordo che le parentele si possono anche controllare online sul nostro sito“, spiega Fabrizio Crivellari, Direttore generale dell’Enci.

“Entro tre, cinque giorni al massimo portare il cucciolo dal veterinario per un controllo completo; farsi consegnare istruzioni dettagliate per la dieta e la cura e diffidare da chi non lo fa” suggerisce Cristina Kowalczuk, presidente Anfi. “E per tutelarsi in futuro, visto che molte patologie si notano solo dopo parecchi mesi di vita, stabilire un accordo scritto con l’allevatore che preveda un rimborso delle spese o un altro animale gratis in caso di problemi genetici riconducibili all’allevamento. Certo, dovrebbe stare alla coscienza dell’allevatore venire incontro a chi ha acquistato sfortunatamente un esemplare malato”. Ma siccome non tutti sono uguali, conviene stabilirlo a priori al momento del pagamento.

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