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Angela-Maraventano

“La Tunisia paghi i danni a Lampedusa”

La senatrice Maraventano durante un comizio in piazza (Ansa/Flavio Lo Sclazo)

La senatrice Maraventano durante un comizio in piazza (Ansa/Flavio Lo Sclazo)

Il vicesindaco di Lampedusa e senatrice della Lega Nord, Angela Maraventano, non usa mezzi termini per commentare la rivolta scoppiata ieri nell’isola: “I tunisini sono dei criminali vanno mandati via immediatamente e in Tunisia arrestati. Chiederò al Governo di chiedere i danni”. Continua

La Padania non basta più: la Lega ora piace anche al Sud


La mappa, dal sito della Lega Nord, che indica le regioni dove sono presenti sezioni del Carroccio

La mappa, dal sito della Lega Nord, che indica le regioni dove sono presenti sezioni del Carroccio

Potrà sembrare un paradosso, ma immaginare una rinascita dell’Italia sotto il segno di quel partito che vent’anni fa avrebbe voluto dividerla, non è un’ipotesi del tutto surreale. Soprattutto se si osservano i consensi che sta macinando la Lega Nord negli ultimi anni. Continua

A Lampedusa altri 300 clandestini: centro al collasso. Il sindaco: “Avevamo ragione”

Centro accoglienza di Lampedusa

Nuovo maxi sbarco di immigrati clandestini sull’isola di Lampedusa, dove sono approdati complessivamente 171 extracomunitari, tra cui 26 donne e un neonato. I clandestini sono arrivati direttamente in porto riuscendo ad eludere i controlli. Non si sa ancora se gli immigrati verranno trasferiti nel Centro di identificazione ed espulsione.
È il secondo sbarco in poche ore a Lampedusa. La notte scorsa sono arrivati altri 84 clandestini, portati al Cie prima del rimpatrio, mentre gli altri 34 immigrati, tra i quali tre donne, di cui due in stato di gravidanza, stanno facendo rotta verso Porto Empedocle sulla nave della Marina militare. In questo momento il Cie è al collasso, soprattutto perché la struttura è stata notevolmente “ridimensionata” dall’incendio dei giorni scorsi, in cui sono andati distrutti tre edifici.
Una situazione che fa riesplodere le polemiche sull’isola. A parlare è proprio il sindaco Dino De Rubeis: “Il fenomeno epocale dell’immigrazione clandestina non si arresta. I barconi continuano ad arrivare, come ci aspettavamo, perché questa è la strada più breve. La linea decisa dal governo di trasferire a Porto Empedocle gli immigrati, invece di portarli a Lampedusa, funziona solo quando il mare non è in tempesta”.
Poi De Rubeis ribadisce la sua netta contrarietà all’istituzione di un Centro di identificazione ed espulsione sull’isola, dopo gli ultimi “arrivi” che fanno registrare nuovamente il “tutto esaurito” nel Centro di contrada Imbriacola. Sul molo del porto si trovano ancora i 171 migranti, tra i quali 26 donne e un neonato, che non sanno ancora dove saranno trasferiti. Con ogni probabilità nella ex base Loran di Capo Ponente, che tuttavia è ancora in fase di ristrutturazione.
“Quanto sta accadendo” spiega il sindaco “è la conferma di quello che avevamo previsto: bisogna ritornare al ‘modello Lampedusa’, un Centro di prima accoglienza e soccorso per l’ospitalità immediata sull’isola, mentre i Cie devono essere realizzati sulla terra ferma. Lo ripeterò anche oggi, in occasione del sopralluogo del vice capo della polizia Izzo, del capo del dipartimento immigrazione del Viminale, il prefetto Morcone, e della vice responsabile dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati, la signora Feller”.
L’atteggiamento dell’esecutivo comunque non cambia: martedì 3 marzo il sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano ha confermato la linea dura anche di fronte alla Commissione diritti umani: l’Italia, ha detto, “non è un luogo dove si può arrivare nel disprezzo delle regole con la prospettiva di rimanerci”. Dunque, per chi cerca una vita diversa nel nostro Paese, secondo Mantovano, non c’è altra soluzione che “tornare a casa”

Sos da Lampedusa al premier e al Pd: “Bisogna svuotare subito il centro”

Centro accoglienza di Lampedusa

Altri 423 migranti: gli ultimi due maxisbarchi a Lampedusa hanno portato il Centro di prima accoglienza dell’isola nuovamente al collasso. E i numeri sono lì a dimostrarlo: al momento si trovano nel Cpa oltre 1.800 persone, in una struttura che ha una capienza massima di 800 posti letto.
E allora, dopo il sit in di protesta organizzato dall’associazione Sos Immigrati, ecco il drammatico appello lanciato dal sindaco dell’isola, Bernardino De Rubeis: “Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, faccia svuotare, immediatamente il centro di accoglienza di Lampedusa”. Di più, va giù duro il primo cittadino sostenuto (anche) dal centrodestra: l’imperativo è “Garantire la dignità di questa povera gente che è dentro un lager e effettuare tutti i lavori di ristrutturazione e di sistemazione della struttura al fine di poter garantire nei prossimi mesi una seria accoglienza”.
“Ieri sera” racconta il primo cittadino “sono andato nel centro e nelle camerate c’erano 50 persone anziché 20; all’aperto, era una tendopoli. C’erano casette create con materassi luridi e spazzatura ovunque. L’ente gestore è in difficoltà a mantenere in condizioni dignitose queste persone”. “Lo svuotamento” insiste il sindaco “lo chiediamo al presidente Berlusconi che è una politico di grande livello e a cui faccio riferimento. Dimostri che è vicino a Lampedusa, svuoti il centro”.
Ma De Rubeis si appella anche alla sinistra, in modo bipartisan. La richiesta di aiuto è rivolta “a tutte le forze politiche d’Italia, in particolare alla sinistra in considerazione che nel passato la gestione della sinistra era, rispetto a questa, eccellente”.
Dopo l’ultimo sbarco avvenuto la notte scorsa ed il rinvenimento anche di un cadavere, il sindaco alza il tiro e chiede aiuto. Un gruppo di 53 immigrati clandestini è arrivato nella notte a Lampedusa: sul gommone con cui hanno attraversato il Canale, c’era anche un cadavere. Il gommone utilizzato per la traversata è stato recuperato a circa un chilometro e mezzo da Cala Pisana, dove sono stati intercettati gli extracomunitari, tutti provenienti dall’Africa sub sahariana.
“La sinistra e le associazioni umanitarie vengano in soccorso e in aiuto a questa povera gente, degli immigrati. A mio avviso le condizioni nella struttura sono discutibili su ogni aspetto e c’è il rischio per l’ordine pubblico e la sicurezza, non solo nel centro ma in tutta l’isola”.
A mettere ancor più pepe sulla questione anche la comunicazione fatta dal capo del dipartimento immigrazione del Viminale, Mario Morcone (arrivato a Lampedusa per verificare la situazione nel Cpt e studiare possibili soluzioni per alleggerire il centro di accoglienza), sul piano adottato dal ministero dell’Interno. In particolare è stato previsto da Roberto Maroni l’utilizzo temporaneo dell’hangar nell’aeroporto per creare un centro di espulsione e l’arrivo di container da posizionare nella base di Capo Ponente. “Il ministro sogna nuove strutture e un carcere a cielo aperto” attacca De Rubeis.
La nuova ondata di arrivi ha portato insomma un piccolo ma significativo terremoto politico sull’isola delle Pelagie. De Rubeis ha infatti revocato, sia pur “con decisione sofferta”, l’incarico alla sua vice, la senatrice leghista Angela Maraventano. Nella motivazione spiega che la condotta del ministro dell’Interno Maroni in materia di immigrazione clandestina ha causato grave allarme sociale nella popolazione dell’isola: “La senatrice anziché farsi interprete di tale giusto e fondato disagio ha assunto sulla questione immigrazione posizioni dissonati con quella del sindaco, dell’amministrazione e della popolazione”.
Insomma la decisione di Maroni non è andata giù al sindaco di Lampedusa, “è qualcosa di preoccupante che crea allarme nel territori” ha detto il primo cittadino dell’isola. L’amministrazione ha già preso le sue “contromosse” che porteranno ad uno sciopero generale ad oltranza. Il “programma” prevede già alle 19 di oggi un comizio del sindaco in piazza “per informare il popolo sulla decisione assunta da Maroni”. Venerdì 23 alle 17, il presidente del consiglio comunale, Vincenzo D’Ancora, di Forza Italia, ha già convocato il consiglio comunale dietro richiesta del capo dell’opposizione Giuseppe Palmeri per discutere delle ultime emergenze. Poi alle 19 tutti si recheranno davanti al municipio per comiziare al popolo.
Si perché la protesta monta ed è bipartisan: “Ci sarò anche l’ex sindaco Salvatore Martello (Ds)” dice De Rubeis “il segretario locale di Idv, Di Malta e rappresentati di associazioni ed esponenti politici locali. Tutti insieme in coro per dire no a quelle che sono le volontà del ministro.Per martedì sarà proclamato lo sciopero generale ad oltranza”. Con la benedizione, in segno di solidarietà e vicinanza, della portavoce dell’Alto Commissariato per i rifugiati delle nazioni unite, Laura Boldrini e da parlamentari regionali di tutti gli schieramenti.

Amministrative: a Lampedusa la Lega sbarca e sbanca. Avrà il vicesindaco

[i](Credits: Ansa)[/i]
Nel lentissimo e contestato scrutinio nei 156 comuni siciliani, una sorpresa c’è. Ghiotta: la Lega Nord avrà il vicesindaco del comune più a sud d’Italia, quello di Lampedusa.
I dati delle amministrative siciliane, emersi subito dopo la chiusura delle urne stanno consegnando Palermo, Trapani, Modica e la provincia di Ragusa alla Cdl.
Ma a fare notizia è l’isola all’estremità dell’Italia, approdo per migliaia clandestini. E non tanto per la coalizione del centrodestra che qui risulta vincente sulla scia del resto della regione, quanto per il fatto che a partecipare e vincere alle elezioni in questo lembo di terra del “profondo” Sud d’Italia, è stata la Lega Nord che con Angela Maraventano conquista la poltrona di vicesindaco.
La coalizione formata dal Movimento per l’Autonomia, An, Lega Udc ha ottenuto il 40% delle preferenze: il sindaco sarà Bernardino De Rubeis del Mpa. Sua vice, appunto la “pasionaria” del Carroccio in Sicilia. La Lega Nord, tra l’altro, ottiene il risultato migliore tra i partiti della coalizione vincente, riuscendo a portare al Comune 4 suoi consiglieri: addirittura meglio di Forza Italia, il cui rappresentante Bruno Siragusa, che partiva come sindaco uscente, è arrivato terzo, quindi fuori dall’assemblea cittadina.
La Maraventano è famosa per le sue battaglie contro l’immigrazione clandestina: cavalcando questo tema è riuscita a portare sul Carroccio 360 iscritti, facendo della Lega il terzo partito dell’isola (poco più di 5mila residenti), dietro Forza Italia e Udc.
“Finalmente potrò fare le mie battaglie dall’interno del palazzo del Comune e non più fuori nel mio gazebo” dice emozionata il neo-vicesindaco all’Adnkronos. “Lavorerò per questa isola, come ho sempre fatto, con la differenza che avrò un ruolo istituzionale”.
La prima cosa che farà? “Utilizzare la struttura destinata a nuovo centro di accoglienza per immigrati” e che dovrebbe essere pronto già nel prossimo autunno, come “scuola per i nostri bambini”. “Non abbiamo strutture adeguate per i nostri figli” spiega. “Quindi, la prima cosa da fare è prendere quei locali e darli alla scuola: materna, elementare e media. Soltanto quando avremo scuole adeguate per i bambini consegneremo la struttura per farne un Centro di accoglienza per gli immigrati”.
[i](Credits: Ansa)[/i]
Occhi puntati anche sulla sanità nell’isola. “Inesistente”, sottolinea ancora il neo vicesindaco. “Abbiamo una guardia medica che lascia a desiderare - aggiunge - dovremo fare di tutto per avere una struttura più adeguata”. Con i soldi che oggi alimentano tutti i furgoncini delle forze dell’ordine su e giù per il litorale lampedusano, le guardie costiere e il Cpt, Maraventano vorrebbe portare a Lampedusa servizi ed efficienza, sbarrando le porte ai clandestini.
“L’isola ha voglia di cambiare e i nostri cittadini vogliono essere padroni a casa propria” aveva detto, chiudendo la campgana elettorale, spalleggiata da Roberto Castelli: parole e slogan da leghista dura e pura, anche se qui la chiamano “la garibaldina”.
Che dopo aver tentanto senza successo di far cambiare provincia all’isola, da Agrigento a Bergamo, è riuscita a far sventolare il Sole delle Alpi padane sul pennone del palazzo comunale dell’estremità meridionale della penisola italiana.

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