
Un panorama della cittadina umbra di Todi (Credits: LaPresse)
Non sono passati neanche quattro mesi dall’incontro di Todi, aperto dalla prolusione del cardinale Angelo Bagnasco. Ma il Forum delle persone e delle associazioni di ispirazione cattolica nel mondo del lavoro (più noto come Forum di Todi), fondato da Mcl, Cisl, Confcooperative, Compagnia delle Opere, Confartigianato con l’adesione di Acli e Coldiretti, sembra aver già perso la voce.
Complice la fuga in avanti di uno dei protagonisti dell’incontro di Todi: il ministro Andrea Riccardi che si era detto disponibile ad un incontro a tre a Napoli, a metà gennaio, con Pier Ferdinando Casini, Lorenzo Cesa e Raffaele Bonanni per discutere della rinascita della «cosa bianca».
Un’iniziativa che ha provocato la decisa reazione di alcuni componenti del Forum, a cominciare dal presidente del Mcl (Movimento Cristiano Lavoratori) Carlo Costalli che ha polemizzato apertamente con l’iniziativa di Napoli. Continua

Il presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco (Ansa/Luca Zennaro)
Non ci sono riusciti i radicali italiani. Non c’è riuscito il deputato Pdl Raffaella Giammanco con la sua proposta di legge. Né Stefano Liviadotti con la sua inchiesta sui privilegi del Vaticano (I senza Dio, Bompiani). Ma c’è riuscito il cardinale Tarcisio Bertone. Una breve dichiarazione del Segretario di Stato vaticano che apriva alla possibilità di una revisione del regime sulle esenzioni dell’Ici ha fatto cambiare idea (o quanto meno strategia) anche al presidente della Cei, Angelo Bagnasco. Continua

Il presidente della Cei, Angelo Bagnasco (Ansa)

Annalisa Chirico
Al cardinal Bagnasco questa roba non piace. Il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana apprezza solo le suore vere, non quelle travestite. E i crocefissi multitasking gli danno disgusto. Stupisce che qualcuno se ne stupisca. Una cosa però va detta: dal super cardinale mi aspettavo un guizzo di originalità. Voglio dire, di questione morale parlava già Berlinguer, e da allora persino Di Pietro ha imparato a discettarne a destra e a manca. Paradossi della storia. “Pansessualismo” di fresco conio cardinalizio invece è giunto inaspettato e assai gradito. Continua


Il cardinale Bagnasco è il numero uno della Cei
Chi era convinto che i vescovi italiani avessero già cambiato cavallo è rimasto deluso. L’attesa prolusione del cardinale Angelo Bagnasco, ai lavori del Consiglio episcopale permanente della Cei ad Ancona, è severa nel condannare «comportamenti contrari al pubblico decoro» e nell’invitare alla «sobrietà e all’onore» chi riveste cariche pubbliche. Ma il presidente della Cei si guarda bene dal chiedere le dimissioni del premier. Continua

Una classe elementare della scuola italo-araba di Milano
Un’ora a scuola dedicata alla conoscenza del Corano. Un’altra provocazione da parte degli ex An, dopo la proposta di cittadinanza agli stranieri in 5 anni, che manda in subbuglio il centrodestra. Continua

Il segretario di Stato cardinale Tarcisio Bertone
Le prime tre stagioni sono state in salita. Ma dopo la campagna acquisti estiva la squadra del segretario di Stato è pronta a guidare il campionato. Tarcisio Bertone, salesiano, tifoso juventino e commentatore di partite di calcio, si prepara a dare una svolta al governo della Chiesa. Continua
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Un segreto custodito da un manipolo di fedelissimi, un’arma di ricatto nelle mani degli avversari, un’imbarazzante verità da seppellire negli archivi giudiziari. L’affaire Boffo ha assunto una dimensione che neppure il cardinale Camillo Ruini, informato sulla vicenda da almeno cinque anni, avrebbe mai immaginato.
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L’Uaar ci riprova. Lo slogan che era stato bocciato per gli autobus atei (”La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona, è che non ne hai bisogno”) rispunterà sui muri di Genova. Dieci cartelloni da sei metri per tre, informa l’associazione degli atei, agnostici e razionalisti, saranno affissi in vie molto trafficate della città del presidente della Cei, monsignor Angelo Bagnasco, al quale viene attribuita dal sito la richiesta di bloccare gli “ateobus”.
Lo scorso gennaio infatti la concessionaria pubblicitaria Igp Decaux aveva costretto l’Uaar a cambiare la frase prevista per essere scritta sulle fiancate dei bus genovesi, considerata offensiva per i credenti. Così si era optato per un più blando “La buona notizia è che in Italia ci sono milioni di atei. Quella ottima, è che credono nella libertà di espressione” sulla linea 36. Campagna a cui avevano risposto alcune associazioni cattoliche scrivendo ad esempio sulle ambulanze “Dio c’è e noi ne abbiamo bisogno”.
Ma lo slogan ateista bloccato era risultato il più votato sul sito dell’Uaar. Per questo ora verrà riproposto sui manifesti acquistati. “Non ci stanchiamo, e non ci stancheremo, di batterci per affermare la libertà di pensiero e di espressione dei non credenti” ha detto Raffaele Càrcano, segretario nazionale dell’Uaar. “Per questo stiamo cercando di affiggere i manifesti anche in altre città italiane”.
L’iniziativa riprende quelle intraprese in altre città europee e statunitensi, a cominciare da Londra, dove però lo slogan stampato sui bus era “There’s probably no god. So stop worrying and enjoy your life” (”Probabilmente Dio non esiste. Quindi smettila di preoccuparti e goditi la vita”), proposto dal biologo evoluzionista Richard Dawkins.