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“Le ragazze che ho conosciuto le ricordo tutte, potrei elencare nomi e cognomi di tutte le mie compagne di scuola” racconta al telefono con voce inconfondibile Giulio Andreotti. Solo pochi giorni fa, parlando proprio con Panorama di Anna Magnani nel centenario della nascita, un flashback fulminante: “Ah, la Magnani… Una foto innocente mi costò una ripassata da mia moglie”. Facile immaginarla, visto che alla signora Livia, compagna e spettatrice discreta e fedelissima di ormai oltre sessant’anni di vita, calza a pennello quel soprannome familiare, “la Marescialla”.
Ma che effetto fanno le donne di oggi al “divo Giulio”? Qualche secondo di pausa, poi la risposta: “Vorrei dire quello di sempre… Va bene, ci sto, facciamola una chiacchierata”. E così con Panorama Andreotti per la prima volta attraversa cinema, politica e costume al femminile. “Pensi che quando ero bambino le donne portavano vestiti, diciamo, medio-lunghi. Seppi poi che era scandaloso mostrare persino le caviglie”.
E oggi?
Diciamo che l’evoluzione, chiamiamola così, ha visto un risparmio di tessuti.
Scandalizzato dalle ragazze che sognavano Miss Italia e oggi vogliono fare le veline?
Miss, veline… Magari per qualcuna sarà ancora un sogno. Per fortuna non credo che tutte le ragazze di oggi siano così. Mi metterei le mani nei capelli.
Troppo diverse da quelle dei suoi tempi?
È logico che sia così. Ma far paragoni e classifiche non sarebbe cortese.
Un invito all’impertinenza: il potere logora chi non ce l’ha, ma quando uno ce l’ha suscita molti appetiti. E allora, quanto è stato corteggiato?
Piano, piano, su questi argomenti c’è molto millantato credito. Per quanto mi riguarda, poi, sono sempre stato attento e prudente. E non lo dico perché anche mia moglie leggerà quest’intervista.
Teme che la Marescialla le somministri un’altra ripassata?
Non ne avrebbe ragione. Ma se per corteggiamento si intende una certa pressione, un’insistenza, diciamo così, epistolare, beh sì, nella vita ho ricevuto molte lettere femminili.
Ardenti? Imbarazzanti?
Ero in politica, molto vicino al mondo del cinema. E certe missive così esplicite mi divertivano, non posso negarlo. Poi però mi seccavo: ho sempre temuto l’adulazione e leggendo parole in qualche caso così sorprendenti ero terrorizzato dal rischio che certe signorine o signore così intraprendenti si conservassero la minuta.
Delle donne in politica che cosa pensa?
Comincio dall’archeologia e ricordo il debutto della prima, Angela Maria Guido Cingolani: nella politica di allora, una novità folgorante. Oggi ce ne sono molte, alcune bravissime. Ma non parlatemi di quote rosa: sono un insulto alla bravura e alla parità . Provo fastidio al solo pensiero che le donne debbano essere ripartite in quote solo in quanto donne.
Senta questa su sesso e politica: tra le signore più mediatiche della politica italiana, Daniela Santanchè ha fatto outing, dichiarando pubblicamente “di non averla mai data per fare carriera”.
Evviva. Prescindendo dalle parole dell’onorevole Santanchè posso solo dire, però, che indubbiamente si presenta bene.
La voce: quanto le piace in una donna?
Preferisco una racchia che mi affascini con la voce!
E l’immagine quanto conta? Cosa pensa di attrici come Laura Morante, Margherita Buy, Sabrina Ferilli?
Non sarebbe elegante fare classifiche. E sono forse più preparato sulla tv: la presenza frequente in video con un aspetto simpatico crea sempre di più simpatia profonda. Per esempio, quando la sera al Tg1 appare quell’annunciatrice…
La fermo, senatore, oggi si chiamano conduttrici e sono giornaliste…
Sì, sì, lo so, ma l’ho detto all’antica. Mi riferisco a quella giornalista bionda, capelli lunghi: gradevole e sempre preparata.
Vuol dire Maria Luisa Busi?
Ammetto che con garbo riesce a far digerire anche tante notizie su tutto quello che va male.
Insomma, proprio lei che ha fatto il buono e il cattivo tempo nella politica cinematografica ha tradito il cinema per la televisione…
Al cinema non vado più dal 1978, da quando è iniziato il rischio delle aggressioni e andare in giro in pubblico senza protezione cominciò a essermi caldamente sconsigliato. Avrei potuto farlo magari di domenica, scortato dalla polizia. E pensi un po’ se per vedere un film dovevo avere sulla coscienza il tempo libero degli agenti obbligati a rinunciare per un mio divertimento a un pomeriggio con i loro figli. No, non potevo ammetterlo.
Ma i film li potrebbe vedere, però, in dvd o magari in videocassetta…
Sono all’antica, spesso me li portano a casa, ma vedere il cinema in televisione è diverso. Vuoi mettere le emozioni che ti dà la sala?
Sta per uscire Il Divo, il film di Paolo Sorrentino sulla sua vita. Ha già detto proprio a Panorama che lo avrebbe preferito “da morto” ma è sempre dell’idea di non vederlo o, magari, come dice maliziosamente qualcuno, che lo vedrà con gli avvocati al fianco?
Vedremo. Non ho posto veti e non amo le censure. Però, con tutto quello che ho fatto nella vita, spero proprio di non essere ricordato solo per un film.
- Mercoledì 26 Marzo 2008

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