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La giacca se l’è dovuta mettere, perché per poter entrare a Montecitorio è un obbligo. Ma il codino, no. A quello non ha rinunciato. È la domanda più frequente che gli fanno, da quando è stato eletto: “Ma perché non te lo tagli?”. Antonio Boccuzzi, operaio, superstite del rogo della ThyssenKrupp del 5 dicembre 2007 e da 19 mesi deputato del Pd, la risposta vera a quella domanda la dà raramente. Molti pensano che il codino, insieme con quel taglio curioso (capelli lunghi al centro, rasati corti sulle tempie dove sono più chiari) sia un vezzo. Leggi l’intervista
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Antonio Boccuzzi, scampato alla strage della Thyssen e candidato per il Pd
Essere vittime di fatti di cronaca paga? In termini di voti pare di sì, visto che c’è la corsa a candidarsi e a candidare i protagonisti di storie finite in prima pagina. Sono arruolati come simboli di una battaglia civile o della difesa dei diritti di una categoria. Di certo l’opinione pubblica li ricorda più con i nomi delle tragedie che li hanno resi famosi (Thyssen, Rignano, mafia) che con i loro cognomi.
Gli esempi del recente passato, Heidi Giuliani, Rita Borsellino, Rosa Calipari, Olga D’Antona, solo per citarne alcuni, promettono bene in termini di successo alle urne.
La notizia più fresca riguarda la candidatura per il Senato nelle liste dell’Italia dei valori di Roberta Lerici, responsabile dei rapporti con le istituzioni dell’associazione dei genitori di Rignano Flaminio (l’Agerif). La stessa Lerici ha smentito che i suoi figli siano tra le vittime dei presunti abusi della Olga Rovere. “Proprio il fatto di non essere direttamente coinvolta in questa doloroso caso giudiziario tuttora in corso”, spiega la neocandidata del Lazio, attrice e autrice, “mi ha dato la possibilità di svolgere un ruolo di raccordo fra le famiglie e le istituzioni per risolvere i numerosi problemi riguardanti la scuola”.

Alla vicenda di Rignano Roberta Lerici ha dedicato un blog, “Bambini coraggiosi”, dove tra l’altro ha pubblicato alcuni dei racconti dei piccoli che avrebbero subito le violenze sessuali. Il cavallo di battaglia della senatrice Lerici, se verrà eletta, sarà la tutela dei minori. E, ovviamente, il raggiungimento della verità sulla scuola Olga Rovere. Di Pietro ha spiegato che il suo partito candida persone della società civile e che “Roberta rappresenta il diritto delle famiglie di mettere il proprio figlio in una scuola, senza temere che finisca in un giro di pedofili”.
Sempre l’Italia dei Valori ha candidato al Senato in Calabria un’altra donna, simbolo della lotta alla ‘ndrangheta. Si tratta di Teresa Cordopatri, il cui fratello Carlo Antonio è stato assassinato nel 1991 da un killer della mafia.
La causa della lotta alle morti bianche infine ha due rappresentanti nelle liste elettorali, entrambi operai della Thyssen Krupp di Torino. Antonio Boccuzzi, scampato alla strage della linea 5 il 6 dicembre scorso, corre per il Pd e Ciro Argentino, sindacalista delle acciaierie, per la Sinistra Arcobaleno.