
Il premier Silvio Berlusconi (Ansa)
Nasce come un gesto di riconoscenza del premier verso i suoi elettori, ma l’obiettivo è forse più ambizioso: diventare la carta d’identità del Pdl. Continua
- Giovedì 4 Marzo 2010
Leggi tutte le notizie su:
antonio-palmieri

Il premier Silvio Berlusconi (Ansa)
Nasce come un gesto di riconoscenza del premier verso i suoi elettori, ma l’obiettivo è forse più ambizioso: diventare la carta d’identità del Pdl. Continua
Mentre l’antipartitismo e il movimento dei “vaffa” hanno come mezzo principe di diffusione il web, i partiti politici per lo più naufragano, si arenano o galleggiano nella Rete. Mentre ogni post sul blog grilliano si riempie di migliaia di commenti, molti dei siti di partiti neanche sanno cosa siano i commenti e l’interattività tipica del web 2.0 (molti forse faticano anche a capire cosa sia il web 2.0). È questo quello che traspare dal Monitoraggio 2007 dei portali politici svolto dall’Università di Udine (qui in pdf), guidato dal professor Francesco Pira, che già aveva svolto un’indagine simile sui portali dei ministeri italiani e dei principali esecutivi europei.
“In generale i siti sono fermi, non si è vista nessuna evoluzione sull’interattività se non addirittura qualche regressione; - afferma Pira - mancano gli strumenti di interazione vera per fare proposte e dialogare. I partiti che hanno inserito i blog in molti casi non li gestiscono in modo adeguato. Altri hanno fatto la scelta di linkare a community esterne”.
Gli unici a raggiungere ampi consensi sono i siti personali di due politici, uno di centrosinistra e uno di centrodestra: quello di Antonio Di Pietro (guarda caso uno dei pochi non invisi a Beppe Grillo e aperto a discorsi anti-casta) e quello di Antonio Palmieri, onorevole di Forza Italia, che hanno raggiunto punteggi tra l’ottimo e il buono. Il primo, che ha creato una bella community con molti commenti, brilla in qualità dei contenuti e in comunicazione interattiva; il secondo, che è stato attento a inserire il CommentAudio ed è passato al blog, ha i suoi meriti in grafica e contenuti. Si inserisce tra i due, come migliore sito di partito, il portale della Margherita, “con una community vivace e partecipativa”, si legge nei risultati del Monitoraggio.
Maglietta nera invece per Repubblicani Europei e Italia dei Valori (”tutta un’altra storia rispetto al blog, contenuti non aggiornati, organizzazione degli stessi carenti, poca interattività ”), che non strappano la sufficienza e sono in fondo alla classifica. Poco meglio, con una sufficienza risicata, Lega Nord, Alleanza Nazionale, Comunisti italiani, Federazione Verdi, Sdi, Udeur. Le carenze internettiane non hanno colore politico. Senza parlare dell’Msi, addirittura non dotato di sito internet. Per Lega Nord “usabilità scarsa, contenuti sparsi in una serie di pagine web esterne al sito che costringono a un continuo andirivieni”. Il sito dei Verdi è cresciuto nei contenuti ma non nell’organizzazione, “troppi banner e bottoni”. Quello di An buono per l’archivio multimediale ma ciò che “proprio no va è l’interazione”.
E le due maggiori forze politiche italiane, Forza Italia e Ds? I due se la cavano con un buono. E con loro debutta bene anche il neonato Partito Democratico, all’interno dell’Ulivo: “molti i materiali e le risorse finalizzate al 14 ottobre; sull’interattività le gallery fotografiche e i video sono alimentati con le immagini democratiche degli utenti”. Per Forza Italia “il sito non cresce e l’interattività è un po’ a senso unico, aderisci ma non c’è uno spazio per le proposte”, ma è stato annunciato un nuovo portale. Il sito dei Ds è completamente ristrutturato, ma non ancora a regime, con il tallone d’Achille dei blog, “poco aggiornati e poco frequentati”.
Poco più della sufficienza per Radicali, Udc e Rifondazione Comunista. Almeno non dovranno vedersela con gli esami di riparazione…

Politica e Internet provano ad andare d’accordo. Nell’era della globalizzazione fioriscono siti, blog e persino sezioni distaccate dei partiti nostrani in quel di Second Life. La rete e il Palazzo si tendono una mano. Anche se, sarebbe il caso di dire, si cercano ma spesso non si trovano. L’anteprima del monitoraggio annuale dei siti politici curata dal Francesco Pira professore dell’Università di Udine, che Panorama.it pubblica in esclusiva, rivela che i primi della classe sono i parlamentari della Margherita.
Paolo Gentiloni, Ministro delle Comunicazioni, ha il sito più agile, animato e longevo, con un archivio che risale al 2005. “Ci sono poi” spiega Pira “Linda Lanzillotta, con un blog che sembra essere nato di recente, nel novembre 2006, ma che è ben costruito sotto il profilo delle notizie personali, anch’esso aggiornato e frequentato da utenti commentatori”.
Dario Franceschini raccoglie consensi in base ai criteri della ricerca che tengono conto di voci quali grafica, usabilità , contenuti e comunicazione interattiva. Tra gli esponenti del Governo, grande successo riscuote il blog di Antonio Di Pietro. Il Ministro, reduce da una sfortunata esperienza su Second Life, dove aveva cercato di creare una sezione politica, generando una violenta rivolta degli avatar, conta almeno un centinaio di commenti per ogni intervento pubblicato, scrive quotidianamente e ha un’agenda sempre aggiornata. Tonino posta video anche su Youtube e dice così la sua sui principali fatti del paese. Diligente e moderno, come il collega di Forza Italia Antonio Palmieri, il migliore in forza al centrodestra. Grazie ad una newsletter, sostengono sempre all’Università di Udine, Palmieri mantiene un contatto costante con il suo elettorato e risponde puntualmente alle mail, tanto da essersi guadagnato il titolo di miglior sito personale in diverse rilevazioni. Di buon livello anche i siti personali di Luca Volonté e Carlo Giovanardi dell’Udc. Decisamente sottotono sono invece altri colleghi della Casa delle libertà , mentre si guadagnano una citazione di merito il radicale Marco Cappato e la versione blog del sito della Lega Nord. E dire che a Montecitorio è nata anche un’associazione ad hoc Amici delle nuove tecnologie.
A proposito di politica nella blogosfera, da una ricerca condotta da Giuseppe Veltri della London School of Economics su un campione di oltre 1100 blogger, con la collaborazione delle tre principali piattaforme di blogging italiane(Dada.net, Splinder e il Cannocchiale), risulta che il profilo dei blogger politici italiani è in maggior parte costituito da adulti di sesso maschile (71%), di buon livello culturale, orientati a sinistra (solo il 27% dei blog si colloca a destra). “Nel caso dei politici” come spiega lo stesso autore della ricerca “il blog è visto come il passo successivo al sito personale. La maggioranza dei blogger ritiene l’utilizzo del social networking lo strumento di un politico per promuovere eventi, dibattiti, manifestazioni, in altre parole per mobilitare il proprio elettorato”. Il 47% degli interpellati considera i blog come una fonte complementare ai media tradizionali e giudica meglio i politici che decidono di interagire con il proprio elettorato. In pratica, quelli che rispondono alle mail e si aprono ai commenti dei visitatori dei loro siti.