
La chiesa di San Marco: era stata "adottata" da Obama
“Cosa posso fare per restaurare questa bellissima chiesa?”. Era l’8 luglio quando il presidente Barack Obama, giunto per il G8, visitò il centro dell’Aquila distrutto dal terremoto e pronunciò quelle parole davanti a San Marco e a molti testimoni (qui le FOTO della visita e il VIDEO da YouTube). In mattinata Michelle Obama voleva adottare la chiesa di S. Maria Paganica. Ma, a oggi, gli Stati Uniti non hanno ancora onorato la promessa. Continua
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Guarda nei GRAFICI: il piano di ricostruzione. Lo SPECIALE di Panorama.it
Donne, vecchi e bambini: ci vorrebbero loro per lo schiaffo in mondovisione a Silvio Berlusconi e per far saltare i preparativi del G8 che portera a luglio i grandi della Terra fra i senzatetto d’Abruzzo. Donne, vecchi e bambini, gente tignosa, mossa dalla disperazione di chi ha perso tutto e che ora, proprio ora, macina rabbia sotto le tende degli sfollati, dimenticati da tutti. I progetti semplici, ambiziosi, vengono coltivati in silenzio.
Nella tendopoli il piano assume forma, profondita nei cuori dei piu impazienti, che vengono individuati, scelti, fatti amici. In breve, si vogliono trasformare i giorni di Barack Obama, del G8, dall’8 al 10 luglio nei luoghi violati dal cataclisma, in un happening incalzante di contestazioni, in una tomba mediatica internazionale per il premier; proteste da far alzare un muro d’odio che isoli il governo e imbarazzi le cancellerie dei paesi amici. L’allarme arriva dall’Aisi, gli 007 del generale Giorgio Piccirillo che stanno occupandosi di mettere in sicurezza il vertice.
Hanno scoperto che l’attivita di proselitismo viene portata avanti da un gruppo di 15-20 persone. Si sono “infiltrate ” tra i volontari civili, aiutano la popolazione abruzzese ad affrontare la quotidianita negli accampamenti e cercano di individuare chi potrebbe partecipare all’iniziativa. L’obiettivo e quindi fomentare proteste, magari persino disordini, non da parte dei “movimenti”, dei gruppi internazionali contro la globalizzazione, con azioni di guerriglia urbana che gia aveva caratterizzato i black bloc a Genova, ma sollevando i terremotati contro il premier. Lo scarto di rilevanza mediatico e evidente: le azioni di protesta da parte dell’antagonismo vedrebbero una reazione fredda dei leader dei paesi, che reagirebbero ritenendo l’azione contro il G8 e non contro il primo organizzatore.
Se invece fossero gruppi di senzatetto ad accusare il governo di disattendere le promesse fatte, di non avviare i trasferimenti nei prefabbricati nei tempi previsti, insomma se Silvio Berlusconi venisse accusato dai terremotati di aver non solo illuso la povera gente ma anche mentito, l’impatto sarebbe micidiale sotto i riflettori in tutto il mondo. L’abile mossa di portare i grandi del pianeta nelle miserie lasciate dall’onda tellurica si trasformerebbe cosi in un boomerang dagli effetti imprevedibili. Questi “finti” volontari, sempre secondo quanto raccolto dagli 007, starebbero diffondendo false notizie per creare incertezza. La prima e che l’agenda definita dalla Protezione civile e dal governo per assicurare alle famiglie un tetto entro Natale non verrebbe rispettata.
Percio ogni disguido, ogni ritardo, ogni nomina rinviata, a iniziare dalla scelta dei subcommissari, viene enfatizzato per radicalizzare i malumori. E inoltre evidente che proprio gli errori e le lacune di Genova, che provocarono qualche graffio all’allora capo della Polizia Gianni De Gennaro (oggi a capo del dipartimento delle informazioni per la sicurezza, che coordina Aisi e Aise), possono evitare gli errori del passato con un’operazione di prevenzione e isolamento da artificieri del dissenso pilotato.
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Coesione: è quello che serve più che mai all’Italia. Lo ricorda e lo chiede il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel messaggio agli italiani in occasione della Festa della Repubblica (qui il testo integrale e il VIDEO). “Basta guardare alla realtà senza paraocchi, per vedere che c’è bisogno, come ho detto e non mi stanco di ripetere, di più coesione nel paese - dice Napolitano -, dinanzi alla crisi e alle tensioni che scuotono il mondo”.
L’Italia è unita e si è dimostrata tale davanti a molte situazioni difficili e nonostante l’incessante muro contro muro della politica. Ne è convinto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che nel messaggio agli italiani per il 2 giugno ricorda come il Paese si sia rivelato unito di fronte all’emergenza del terremoto in Abruzzo. Ma non solo.
L’Italia, ha spiegato Napolitano, “si è ritrovata unita negli ultimi mesi nel celebrare il 25 aprile, giorno della Liberazione dal nazifascismo, del ritorno alla pace, alla libertà e all’indipendenza ; si è ritrovata unita nel rendere omaggio alle vittime del terrorismo, delle stragi, della violenza politica di ogni colore; si è ritrovata unita nel ricordare con gratitudine gli eroici magistrati e appartenenti alle forze di polizia caduti nella lotta contro la mafia”.
“Sono stati - ha sottolineato il presidente - altrettanti segni di unità del paese attorno a valori di democrazia e di solidarietà propri della nostra Costituzione. Segni di unità tanto più importanti quanto più sono aspre le contrapposizioni politiche e istituzionali, soprattutto in periodo elettorale”.
Riforme nel rispetto dei ruoli e delle prerogative di tutti gli attori sulla scena politica è quello che chiede il presidente della. Il capo dello Stato spiega che, “specie per prendere finalmente la strada delle riforme necessarie al paese e al suo sviluppo, c’è bisogno di più coesione sociale e nazionale”. Tutto questo deve avvenire “nel rispetto dei diversi ruoli istituzionali; nel libero e civile confronto tra le diverse opinioni”.
“Sono convinto” conclude Napolitano “che sia questo un auspicio diffuso tra gli italiani. Di certo è il mio augurio nell’interesse della Repubblica che oggi festeggiamo perché dal 2 giugno del 1946 con essa si identifica la nostra patria”.
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Le scosse di terremoto non si fermano, la più intensa è di mercoledì alle 22.17 di magnitudo 4.1. Poi alle 7.44 di giovedì 16,una nuova scossa è stata registrata dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, con una magnitudo locale di 3.2. Le località prossime all’epicentro sono Collimento, San Panfilo d’Ocre e Fossa.
Intanto continuano gli accertamenti sull’agibilità delle case, mentre l’inchiesta della magistratura sulle eventuali responsabilità muove i primi passi e trova i primi testimoni pronti a farsi ascoltare. Il procuratore Adriano Rossini ha rivolto ieri un appello ai cittadini perché consegnino agli inquirenti i video girati sui crolli causati dal terremoto. Uno dei sospetti della procura è che vengano occultate prove, le stesse macerie utili all’accertamento della verità ed i cui campioni sono stati acquisiti dagli investigatori. E’ stato disposto anche il sequestro dello stesso immobile in cui ha sede il tribunale, come le altre aree in cui si sono verificati i crolli. L’inchiesta è complessa ma, assicurano i magistrati, i suoi tempi saranno ragionevolmente brevi.
Il calendario scolastico dell’Abruzzo, sconvolto dal terremoto, prevedeva che gli istituti riaprissero domani. Per il capoluogo dovranno funzionare strutture di emergenza come le tende, ma anche in alcune aree delle altre province abruzzesi il rientro a scuola è in forse a causa delle verifiche necessarie a garantire l’agibilità degli istituti.
Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, oggi a Poggio Picenze, a pochi chilometri dall’Aquila, inaugura una scuola da campo, insieme al ministro dell’istruzione Maria Stella Gelmini e al sottosegretario alla Protezione civile Guido Bertolaso. I primi a riprendere le lezioni saranno i bambini della scuola materna ed elementare. Nessuno, ha detto il ministro, perderà l’anno scolastico, anche se gran parte degli edifici scolastici sono infatti lesionati. Ma non va meglio per le abitazioni: proseguono le verifiche, ma secondo le previsioni del capo della protezione civile Guido Bertolaso, quando queste saranno compiute definitivamente, ben 20.000 persone non potranno far ritorno nelle loro case perché ormai definitivamente compromesse.
“Molte scuole sono agibili, alcune immediatamente utilizzabili, altre bisognose di modesti interventi di ristrutturazione. Mi rendo conto però che, se non cessa lo sciame sismico in atto, nessun genitore si azzarderebbe a mandare i figli a scuola in queste strutture”, ha detto il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente, poco prima di incontrare il ministro dell’istruzione, Mariastella Gelmini, in Abruzzo proprio per fare il punto sulla situazione scolastica.
“Ecco perché”, ha detto Cialente, “stiamo pensando a delle tensostrutture che ci consentano di tamponare l’emergenza. La priorità , a mio avviso”, ha concluso il sindaco, “dovrà essere data alla riapertura dell’Università e allo svolgimento degli esami di Stato e di terza media”.
“Non volevo gli onori della cronaca, anzi questa cosa mi sta creando tanti problemi. Mi disturba. Capisco l’importanza ma l’obiettivo era ed è di dare ai bambini un’opportunità per riconquistare spazi di cui tanto hanno bisogno”. Il sindaco di Poggio Picenze, Nicola Menna, è imbarazzato davanti al clamore che ha provocato la sua iniziativa di riaprire, primo centro delle zone terremotate, la scuola.
Giovedì 16, alle 10, la scuola nel centro dell’Aquilano - che ha avuto cinque morti, di cui due bambini delle elementari - sarà quindi riaperta, in una tenda. Secondo il sindaco ci saranno una trentina di bambini. “Prima del terremoto erano 80″, ha spiegato, “in molti sono andati con la famiglia sulla costa, ma torneranno a scuola anche loro nei prossimi tempi, già da lunedì ce ne saranno di più”.
Mentre nel vicino Molise proprio la sicurezza degli istituti ha sucitato proteste. La tragedia di S. Giuliano di Puglia e ora il terremoto dell’Aquila fanno crescere la paura ad Isernia, dove il sindaco è stato costretto a chiudere, oggi e domani, le scuole di proprietà comunale per le proteste dei genitori che reclamavano edifici sicuri. La decisione è stata presa dopo una giornata di riunioni con tecnici e cittadini.
Le materne, le elementari e le medie di Isernia prolungheranno le vacanze pasquali per consentire la sistemazione delle aule in strutture a norma. Secondo i genitori, gli stabili fino ad oggi utilizzati non avrebbero tutti i requisiti di sicurezza, come accertato anche dalle perizie tecniche avviate dopo il sisma abruzzese. Da qui la decisione del primo cittadino, Gabriele Melogli di prendere tempo per reperire altri locali dove sistemare circa duemila ragazzi fino alla fine dell’anno scolastico. La decisione è stata presa dal sindaco dopo una lunga riunione con un comitato di genitori. “I tecnici non hanno riscontrato danni agli edifici”, ha spiegato Melogli, “ma le scuole non rispettano la nuova normativa antisismica essendo state costruite prima dell’entrata in vigore delle nuove leggi”.
Nessuno studente delle zone terremotate dell’Abruzzo perderà l’anno scolastico. Lo ha assicurato il ministro della pubblica istruzione, Mariastella Gelmini, al termine di una riunione tenuta nel pomeriggio all’Aquila con tutte le autorità preposte alle attività scolastiche. “Senza voler nascondere le difficoltà , che pur ci sono, per far concludere l’anno scolastico”, ha spiegato il ministro, “concentreremo tutti i nostri sforzi dando la massima priorità per garantire che si possano sostenere regolarmente gli esami di Stato e di terza media, affinchè nessuno studente si trovi a dover perdere l’anno”.
Abruzzo: i soccorsi dell’unità cinofila
Una settimana fa l’Abruzzo è stato colpito dal terremoto: lo sciame sismico continua ad imperversare anche se sembra ridursi di intensità (variabile da 2,8 a 3,1 di magnitudo) lungo la direttrice Aquilano-Valle dell’Aterno-Velino/Sirente. Intanto arriva il freddo e non mancano i disagi per i 55 mila sfollati, dei quali oltre 33 mila ospitati nelle tendopoli. Da questa mattina un forte vento, con pioggia a tratti, sta interessando gran parte dell’area disastrata. Un fenomeno che per gli uomini della protezione civile e i volontari accelerare le operazioni di completamento delle strutture con la fornitura di tutte le attrezzature che le rendano sufficientemente autonome.La prima emergenza riguarda il completamento e la fornitura di coperte e di stufe da riscaldamento per far fronte al freddo. Per i prossimi giorni, in base alle previsioni meteorologiche, L’Aquila dovrebbe essere la città più fredda d’Italia con la temperatura che scenderà fino ai tre gradi.
Il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, ha spiegato che allo studio del Tesoro c’è anche la possibilità di destinare alle zone terremotate dell’Abruzzo i proventi dello scudo che potrebbe essere concesso per i capitali che rientrano dai paradisi fiscali. Per quanto riguarda invece l’attività scolastica Brunetta assicura che “l’anno scolastico riprenderà in brevissimo tempo”, grazie anche alla tecnologia e all’utilizzo di lavagne “telematiche” in grado di far seguire le lezioni anche nelle zone terremotate dell’aquilano.
La Prefettura dell’Aquila sta valutando il da farsi per quanto riguarda lo svolgimento delle elezioni previste per il prossimo 7 giugno. In Abruzzo, infatti, si dovrà votare non solo per le Europee, ma anche per il rinnovo delle quattro amministrazioni provinciali, compresa quindi quella dell’Aquila.
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Per il terzo giorno consecutivo il premier è andato a L’Aquila nelle zone colpite dal terremoto. Lo ritiene un suo dovere di capo del governo: “Devo far vedere che lo Stato c’è”, ripete a tutti come un mantra. E dopo la visita alla tendopoli fuori città di ieri, oggi è stata la volta del sopralluogo nel centro de L’Aquila. Che lo stesso Silvio Berlusconi non esita a definire “città fantasma”. Indossando un caschetto protettivo rosso dei Vigli del fuoco, il Cavaliere è salito su un pulmino della Guardia di finanza ed ha voluto visitare il centro storico, la parte più danneggiata dal sisma di lunedì scorso.
Accompagnato dal ministro della Giustizia, Angelino Alfano, e dal presidente della Regione, Gianni Chiodi, è andato prima in via XX settembre. In quest’arteria che parte di fronte al Tribunale ha percorso un tratto a piedi fino alla Casa dello Studente, la struttura interamente crollata dove tanti giovani hanno perso la vita. Nonostante la strada sia transennata e gli abitanti tutti evacuati una signora anziana riesce ad avvicinare il premier. “Silvio, aiutaci. Aiutaci. Non ho più nulla”. Lo prega la signora. “Nemmeno i denti c’ho più”. Il premier, visibilmente emozionato le prende le mani, interrompe il sopralluogo e la rincuora: “Facciamo il possibile, dai che l’Italia risponde. Cominci ad andare in un albergo. Vedrà che non lasciamo indietro nessuno”.
Poi l’arrivo davanti dopo pochi metri l’arrivo in via XX settembre davanti ad uno dei luoghi simbolo del sisma aquilano, la Casa dello Studente dove fino all’ultimo si è cercato di estrarre dei superstiti. “Presidente, ieri sera qui abbiamo estratto una ragazza viva dopo 42 ore, Eleonora di 23 anni” ha ricordato il direttore centrale dell’emergenza Vigili del fuoco della Regione Abruzzo Sergio Basti che accompagnava Berlusconi. E il premier ha domandato premuroso “Si salverà la ragazza?”.
Ma la parte più difficile della lunga camminata aquilana è arrivata in piazza Duomo. “Ero stato qui in campagna elettorale” ricorda Berlusconi prima di avviarsi tra le macerie dei palazzi che delimitano Corso Vittorio Emanuele. “Questa è una città non solo ferita” ha sottolineato “ma è veramente in condizioni drammatiche. Ci sono tanti edifici di grande pregio che sono stato lesionati e che in alcuni casi andranno abbattuti per ricostruirli magari con l’architettura, la forma e i progetti originali. Però si tratterà di un lavoro davvero improbo su cui non si è in grado di fare nessuna previsione”. Infine il premier ha sottolineato che lui da padre non lascerebbe che i suoi figli restassero o rientrassero in case del genere. Insomma nella case “si potrà tornare soltanto” ha puntualizzato “in situazioni che siano antisismiche al 100 per cento. Quello che è rimasto non può essere medicato e bisognerebbe intervenire e rifare tutto da capo, un lavoro immane e quindi sui tempi nessuno può avanzare ipotesi”.