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Armi, munizioni esplosivi: si moltiplicano i sequestri di arsenali illegali

sequestro armi

Armi, esplosivi, silenziatori e maschere antigas. Dopo l’attentato al manager di Equitalia, le rivendicazioni “italiane” del pacco bomba trovato in Germania, i proiettili recapitati al sindaco di Roma, Gianni Alemanno e al ministro Paola Severino e soprattutto dei numerosi ritrovamenti e sequestri di armi illegali, viene da domandarsi se stia cambiando qualcosa in Italia. Quali organizzazioni criminali ci sono dietro il traffico illegale di armi e esplosivi? Chi sono gli acquirenti finali? Gruppi eversivi “nostrani” o mafie straniere che si sono radicate nel tessuto italiano? In meno di una settimana la Finanza e i carabinieri sono riusciti a intercettare, grazie da un’attività d’intelligence, migliaia tra armi e munizioni entrate illegalmente nel nostro Paese. Continua

A caccia, tra deroghe e proteste. Quanto conta la lobby delle doppiette

Un cacciatore in appostamento

Un cacciatore in appostamento

Usciranno dai boschi e si faranno sentire anche a Roma, i cacciatori d’Italia, il prossimo 9 marzo. Senza i fucili ma con i megafoni e i cartelli di protesta. Continua

Nella casa del presunto mostro armi, voodoo e dvd sugli stupri

sequestro di materiale porno e armi in casa di Luca Bianchini

La GALLERY con il materiale sequestrato

Bamboline di cera rossa alle quali erano stati applicati aghi e chiodi; piccole bottiglie di vetro contenenti pozioni per ottenere amore e salute; guide per compiere riti esoterici. E ancora: dvd pornografici (aventi per oggetto violenze sessuali dai titoli eloquenti come “Stupri gallery” o “Realmente stuprate”); fascette di plastica nera, simili a quelle utilizzate per immobilizzare le vittime, un coltellino a serramanico e un taglierino.
Questi alcuni degli oggetti sequestrati nella casa di Luca Bianchini, l’uomo arrestato con l’accusa di essere uno stupratore seriale che ha terrorizzato Roma.
Il materiale è stato mostrato dalla polizia di Roma e ben descrive, secondo gli inquirenti, la psicologia dell’uomo ritenuto il presunto autore degli stupri della Bufalotta e dell’Ardeatino.

Ma Bianchini ribadisce la sua estraneità ai fatti: “Sono innocente, vi state sbagliando, voglio rifare il test del Dna alla presenza di un mio perito di fiducia”, ha risposto durante l’interrogatorio di garanzia alla presenza del gip Roberto Amorosi e del pm Antonella Nespola nel carcere di Regina Coeli.
Tranquillo e lucido, durante l’interrogatorio, durato circa un’ora e mezza, Bianchini ha aggiunto: “Mi stanno rovinando la vita e la carriera politica. Sono innocente, dimostrerò la mia estraneità a tutti i fatti dei quali sono accusato. Se non mi crederanno mi ucciderò”.
Viste le condizioni psicologiche del detenuto oltre all’isolamento è stata disposta anche la sorveglianza 24 ore su 24.

Dopo il clamore sucitato dal caso del violentatore dei garage, s’infiamma il dibattito politico sulla castrazione chimica per chi si macchia del reato di stupro. Voi siete d’accordo?

Blitz anti-spaccio: decine di arresti, anche tra i Casalesi

Un'auto dei carabinieri

È scattata alle prime ore dell’alba una vasta operazione antidroga dei carabinieri nelle province di Caserta, Napoli e in altre località in Italia per arrestare 40 persone ritenute responsabili di associazione per delinquere finalizzata all’importazione, detenzione e spaccio di ingenti quantità di sostenze stupefacenti, aggravata dal metodo mafioso. Una decina di soggetti appartengono al clan del Casalesi.
L’operazione, che conclude una complessa attività d’indagine coordinata dalla Dda di Napoli, ha connsetito di individuare un gruppo che trafficava ingenti quantità di cocaina e hashish sul litorale domitio e in particolare nei comuni di Castel Volturnio, Mondragone e Giugliano in Campania. Nel corso delle indagini erano già stati sequestrati complessivamente 45 kg di sostanze stupefacenti, circa 10mila euro in contanti e titoli, oltre a fucili e pistole mitragliatrici, e tratte in arresto in flagranza di reato 26 persone.
L’operazione, denominata “Matriarca”, coordinata dalla Dda di Napoli, ha consentito di individuare un gruppo che trafficava cocaina e hashish sul litorale domitio e in particolare nei comuni di Castelvolturno, Mondragone e Giugliano in Campania.
Nel corso dell’indagine erano già stati sequestrati complessivamente 45 chili di sostanze stupefacenti e circa 10mila euro in contanti e titoli, nonché fucili e pistole mitragliatrici, ed erano state arrestate in flagranza di reato 26 persone.

Il Campidoglio approva: a Roma i vigili con la pistola

vigili a Roma

Certo: la delibera approvata stanotte dal consiglio comunale “non cambia il ruolo della polizia locale”. Eppure, la decisione approvata dal parlamentino romano e fortemente voluta dal sindaco Gianni Alemanno sembra essere una piccola svolta per la città capitolina.

Dopo trent’anni - nel 1978 le armi furono tolte dall’allora primo cittadino Giulio Carlo Argan - i vigili dell’Urbe potranno girare armati. La decisione, ha detto ieri il primo cittadino romano, garantisce “maggiori garanzie per l’autodifesa e consente ai vigili di essere rispettata e di avere anche maggiore autonomia rispetto agli altri Corpi di polizia”. A differenza delle altre forze dell’ordine, le armi potranno però essere utilizzate solo in casi di difesa personale : “I vigili urbani” ha spiegato l’assessore alle Risorse umane del Comune di Roma Enrico Cavallari “svolgeranno gli stessi servizi, ma con una dotazione in più che consentirà di difendere meglio i cittadini”.
L’armamento è costituito da una pistola a funzionamento semiautomatico, da una sciabola per i componenti della squadra d’onore, e da bombolette spray antiaggressione e mazzette distanziatrici per tutti gli agenti della Polizia Municipale.

Nel regolamento, composto di 18 articoli, si affronta anche il problema di “possibili danni che possono essere causati a beni e persone dall’uso dalle armi” e “sono stipulate dall’amministrazione polizze per la responsabilità civile e patrimoniale entro sei mesi dall’assegnazione dell’arma”.
La prima “tappa” per dare le pistole ai vigili urbani è del giugno scorso quando la giunta approvò la delibera nella quale si decideva di armare i vigili urbani, con pistola calibro nove, spray anti aggressione e manganelli di plastica. Mentre il 6 agosto dello scorso anno, dopo una lunga trattativa, c’è stata la sottoscrizione di tutte le sigle sindacali ad eccezione degli Rdb.

Una decisione che ha comunque spaccato l’opposizione al consiglio comunale (2 astenuti e 8 contrari nelle fila del Pd) e che tuttavia non è affatto isolata: delibere simili sono già in vigore a Palermo (1.400 vigili urbani hanno in dotazione una calibro nove), a Napoli (i più anziani girano con una beretta calibro 7.65), senza dimenticare altre grandi città come Torino, Milano Genova e Bologna: tutte realtà nelle quali le armi saranno solo utilizzabili per legittima difesa.

L’Associazione romana vigili urbani (Arvu) ha però già deciso di ricorrere al Tar, pur essendo la promotrice dell’armamento della polizia locale perché: “i vigili urbani potranno difendersi da atti criminosi ma non potranno difendere i cittadini in quanto l’arma viene data per la sola difesa personale”.

Alemanno: pistole ai vigili a Roma. La prima volta dopo 35 anni

Gianni Alemanno

Dopo ben trentacinque anni, torna a girare armata la polizia municipale della Capitale.
La decisione è arrivata al termine di una lunga trattativa tra il sindaco di Roma Gianni Alemanno e le organizzazioni sindacali della polizia municipale che si è svolta nel tardo pomeriggio in Campidoglio.

L’annuncio dell’accordo (qui
il documento in .pdf
)è stato fatto in tarda serata dallo stesso Alemanno che ha sottolineato come l’armamento “garantirà l’autodifesa e la difesa dei cittadini”. I vigili urbani avranno, dunque, la possibilità “di avere delle pistole salvo i casi di obiezione di coscienza”. L’addestramento “sarà lo stesso della polizia di Stato e considero questo - ha sottolineato il sindaco di Roma - un primo passo, ma molto importante, per garantire la sicurezza dei cittadini”.
La decisione presa oggi nel corso dell’incontro fa seguito alla delibera approvata nel giugno scorso dalla giunta comunale nella quale si decideva di armare i vigili urbani, con pistola calibro nove, spray anti aggressione e manganelli di plastica. “Hanno firmato tutte le sigle” ha aggiunto il sindaco visibilmente soddisfatto e dopo l’applauso raccolto per il raggiungimento dell’accordo “eccetto gli RdB. È stata una lunga trattativa e adesso l’accordo sarà portato in consiglio comunale a settembre”. Soddisfatto anche il comandante dei vigili urbani Angelo Giuliani: “È terminata la concertazione sul regolamento delle armi che questo corpo aspettava da tanti anni. È stato un grande lavoro”.
Per il segretario generale aggiunto del Sindacato unitario lavoratori polizia municipale (Sulpm) Alessandro Marchetti “È un momento storico per la sicurezza di Roma”.
Nel corso del tavolo si è parlato anche della necessità che i vigili frequentino un corso di abilitazione all’uso delle armi che comprende test psico-attitudinali e un corso teorico-pratico.
La seconda fase sarà l’addestramento al tiro.
Per un uso corretto delle armi, i sindacati hanno chiesto oggi al sindaco di poter organizzare dei corsi di “Tecniche di gestione delle criticità “. Nel corso della riunione è stato anche trovato l’accordo, tra le altre cose, per l’istituzione di due tavoli tecnici permanenti sulla sicurezza e sulla verifica dell’applicazione dell’ordinamento professionale e sul prolungamento del contratto a tempo determinato.

Il VIDEO servizio:

Holding ‘ndrangheta: “fattura” il 3 per cento del Pil italiano

La strage di Ferragosto
La strage di Duisburg

‘Ndrangheta, una vera e propria holding internazionale in grado di fatturare nel 2007 poco meno di 44 miliardi di euro, pari al 2,9 per cento del prodotto interno lordo italiano. Un giro d’affari equivalente alla ricchezza nazionale prodotta insieme da Estonia (13,2 miliardi di euro) e Slovenia (30,4 miliardi di euro). È quanto illustrato dal dossier “Ndrangheta 2008″, realizzato dall’Eurispes.

L’istituto ha mappato 131 cosche attive in Calabria: 73 in provincia di Reggio Calabria, 21 a Catanzaro, 17 a Cosenza, 13 a Crotone e 7 a Vibo Valentia. La ‘ndrangheta calabrese, di fatto, supera in giro d’affari e influenza le mafie “tradizionali” come Cosa Nostra, camorra e Sacra Corona Unita. Gli “addetti ai lavori” concordano nell’indicare la ‘ndrangheta come l’organizzazione criminale al momento più pericolosa, dalla vocazione internazionale sempre più spiccata e dalla struttura sempre più tentacolare, al punto da richiamare il modello di Al Qaeda. L’organizzazione ha infatti assunto, in Italia e all’estero, un ruolo di primo piano nel mercato internazionale degli stupefacenti, e dispone di ingenti risorse finanziarie, che consolidano la sua immagine ai vertici del crimine organizzato transnazionale, dove è riuscita a consolidare rapporti di partenariato, dimostrati dai contatti diretti con i principali cartelli che immettono la droga sul mercato mondiale.

Il settore più remunerativo si conferma proprio quello del traffico di stupefacenti, che determina introiti per 27.240 milioni di euro,oltre il 62 del monte profitti illeciti. Sul fronte dell’impresa, il fatturato dei gruppi criminali locali è stimato in 5.733 milioni, grazie alla crescente infiltrazione negli appalti delle opere pubbliche e alla compartecipazione in imprese di tutti i tipi. Completano i proventi illeciti i mercati di estorsione e usura (5.017 milioni), traffico di armi (2.938), mercato della prostituzione (2.867 milioni di euro). Tra il 1999 e il 2008 in Calabria si sono verificati 202 omicidi di ‘ndrangheta, con un incremento del 667%. Tra il 1992 e il 2007 sono stati sequestrati e confiscati beni pari a 231 milioni di euro.

Il 10% delle intercettazioni telefoniche dell’intera Italia vengono effettuate nella sola provincia di Reggio Calabria. Ma solo il 6,7% dei calabresi vorrebbe l’esercito a presidiare il territorio. Sono 38 i casi di amministrazioni comunali calabresi sciolte per infiltrazioni mafiose dal 1991 al 2007. Una performance negativa pari al 22,5% del totale dei comuni colpiti da provvedimento di scioglimento registrato nelle province calabresi, campane, pugliesi e siciliane che ha riguardato, nel periodo considerato, 169 realtà comunali. Il territorio provinciale più colpito si conferma Reggio Calabria, con 23 comuni sciolti per infiltrazione della ‘ndrangheta, dietro solo a Napoli nella graduatoria generale con 44 casi. Tra il ‘92 e il 2006, i latitanti pericolosi finiti in manette sono stati oltre 3.650, di cui 598 nella sola Calabria.

Qui il testo integrale del DOSSIER

LEGGI ANCHE: Sequestrati 33 milioni sull’asse Crotone-Milano

Tagli alla Difesa: e le stellette staranno a guardare

Il contingente italiano in Libano
di Stefano Vespa
La manutenzione dei mezzi e l’addestramento degli uomini scendono pericolosamente di livello, l’efficienza e la capacità operativa si riducono e di questo passo l’Italia non potrà più contribuire ai livelli attuali (in qualità e quantità) alle missioni. Con la Legge finanziaria 2008 torna una domanda: che ruolo si vuole che abbia l’Italia? L’allarme è arrivato dal ministro della Difesa, Arturo Parisi, illustrando gli stanziamenti alla commissione Difesa del Senato. Nella scorsa legislatura i tagli sono stati pesanti, in quella attuale sono stati inferiori, ma sempre tali da mettere in difficoltà le Forze armate.
Vediamo i numeri. Alla Funzione difesa (Esercito, Marina e Aeronautica) sono destinati 15,223 miliardi, il 5,4 per cento in più dell’anno scorso. Il costo del personale però sfiora il 60 per cento, agli investimenti tocca il 23,84 e all’esercizio appena il 16,52 per cento. Inoltre, l’accantonamento di risorse previsto dalla Finanziaria 2007 per il contenimento della spesa riduce i fondi effettivamente disponibili.
Esercizio significa manutenzione e addestramento. Spiega il generale Vincenzo Camporini, capo di stato maggiore dell’Aeronautica: “Un pilota deve addestrarsi almeno 150 ore l’anno, in ogni caso mai sotto le 120 ore. Con questi fondi, per consentire ad altri di addestrarsi al meglio, qualcuno resterà a terra, sarà costretto a un nuovo ciclo addestrativo e alla fine ci costerà di più”.
La Nota aggiuntiva allo stato di previsione per il 2008 è un allarme continuo. L’Esercito vedrà ulteriormente penalizzata “l’efficienza operativa e la qualità della vita del personale” e “si renderà estremamente difficile poter garantire tutti gli impegni assunti” a livello internazionale. Per la Marina non si frenerà il “decadimento” dei mezzi, delle infrastrutture “e dello stesso fattore umano”. Nella Nota i bilanci degli ultimi anni sono paragonati a quello del 2004: la voce Esercizio per il 2008 è in calo del 31,2 per cento rispetto a quattro anni fa, anche se meno del 2006 e del 2007.
I fondi della Finanziaria 2008 per la funzione Difesa
Gli investimenti fanno venire l’orticaria alla sinistra radicale, ma i mezzi vanno rinnovati (con piani pluriennali). Così, tra l’altro, vengono rifinanziati cingolati e blindati dell’Esercito; la portaerei Cavour e le fregate Orizzonte e Fremm della Marina; Eurofighter, F16, Jsf, C130J ed elicotteri dell’Aeronautica.
Non se la passano bene nemmeno i Carabinieri (Funzione sicurezza): 5,358 miliardi di cui il 93,2 per cento per il personale e solo lo 0,2 (116 milioni) per investimenti, nonostante la necessità di rinnovare autovetture ed elicotteri. “Professionalmente siamo al livello dei più importanti paesi europei” rileva il sottosegretario alla Difesa Lorenzo Forcieri (Ds). “Per mantenere questo standard, però, occorrono scelte sia politiche sia finanziarie: il modello di difesa più snello verso cui stiamo andando costa inizialmente. Inoltre, bisogna capire se vogliamo mantenere il ruolo e le ambizioni internazionali attuali”.
Più snello significa più efficiente: ci sono troppi marescialli e pochi sergenti e volontari di truppa. Mancano soldi per lo scivolo pensionistico degli esuberi né si agevola il passaggio ad altre amministrazioni “che dev’essere volontario” ribadisce il generale Domenico Rossi, presidente del Cocer Difesa (l’organo di rappresentanza). Il quale batte cassa: “Sul patto per la sicurezza c’è una grave mancanza di risorse per il rinnovo contrattuale del biennio 2008-2009″. D’accordo che i militari non scioperano, però…

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
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Fuori Porta, di Bruno Vespa

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