
Lapresse
Il tam tam degli attivisti No Tav su internet e sui social network è iniziato subito, quasi in contemporanea con il blitz della polizia. “Sono arrivati. E’ in corso una perquisizione domiciliare con custodia cautelare da Guido Fissore a Villar Focchiardo. Urgente esserci. Urgente.“
Sulle pagine di facebook e twitter così come su quella del Movimento contro la realizzazione della Tav in Val Susa, sono rimbalzate per tutta la mattina le notizie degli arresti e delle perquisizioni tanto da “disegnare” quasi in tempo reale la mappa dell’operazione eseguita dalla Digos in 15 provincie d’Italia. Continua

Il primario di ginecologia dell'ospedale civile di Pieve di Cadore, Carlo Cetera ANSA/Stefano CAMPOLO
Vendeva maternità. Anzi, vendeva i tentativi di gravidanza con la procreazione assistita per mantenersi un tenore di vita lussuoso: auto, viaggi, cene e gioielli. Non gli bastava il suo stipendio di primario dell’ospedale di Pieve di Cadore, le visite che effettuava privatamente o le numerose “comparse” nei salotti televisivi o sui giornali, lui voleva di più. Così, per arrotondare, il dottor Carlo Cetera chiedeva alle coppie più “deboli” che si rivolgevano a lui per avere un figlio usando la tecnica della procreazione medicalmente assistita, tangenti da 2.500 euro. Che questi fossero industriali, gelatai, panettieri o semplicissimi operai, a lui non importava. Era sempre questa la cifra che il mago della procreazione chiedeva alle sue vittime. E se quest’ultime erano titubanti, non esitava a chiamarle a casa o al cellulare per farsi pagare. Senza nessun ritegno, senza nessuna delicatezza verso queste donne il cui unico sogno era quello di diventare mamma. Continua

L'identikit di Matteo Messina Denaro (Ansa)
Sta vacillando la latitanza del boss indiscusso di Cosa Nostra, Matteo Messina Denaro? Sicuramente il cerchio attorno al numero uno dei latitanti ricercati, si sta stringendo. E non poco. L’indagine dei carabinieri del Ros che questa mattina ha portato all’arresto di 11 uomini d’onore e di insospettabili, tra questi anche il sindaco di Campobello di Mazara, ha cominciato a fare terra bruciata in una delle zona del trapanese, monopolio indiscusso del boss Messina Denaro. Continua

Il magistrato antimafia Nicola Gratteri, in una immagine del 31 maggio 2010. ANSA/ANTONIETTA BELCASTRO
“Se queste accuse verranno provate ma noi di chi c… ci dobbiamo più fidare?”. E’ lo sfogo amareggiato di Mimmo Nasone , referente regionale Calabria dell’Associazione Libera dopo l’arresto del giudice del Tribunale di Reggio Calabria, Vincenzo Giuseppe Giglio per corruzione e favoreggiamento personale di un esponente del clan Lampada, con l’aggravante di aver commesso questi reati «al fine di agevolare le attività» della ‘ndrangheta. Era il giudice Giglio, l’uomo dello Stato e esponente di Magistratura democratica al quale l’associazione nata nel 2005 per combattere le mafie e diffondere la cultura della legalità, Libera, si rivolgeva ogni qual volta doveva parlare di beni confiscati alla ‘Ndrangheta. Continua

Ilda Bocassini
“Fateci leggere le carte. Dateci la possibilità di leggere qualcosa. Ancora non abbiamo nessuna notizia». E’ la richiesta più che legittima del presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti che nell’ambito dell’inchiesta della Dda di Milano si è visto arrestare il consigliere regionale Francesco Morelli e il giudice del Tribunale di Reggio Calabria Vincenzo Giuseppe Giglio nonché presidente della Corte d’Assise e presidente della sezione «Misure di prevenzione». Continua

La caserma della Guardia di Finanza di Torino (ANSA/ TONINO DI MARCO)
Commercialista delle mie brame qual è la truffa che hai deciso di attuare? La frase mutuata ad una tra le favole più conosciute, in questi giorni ben si addice alla categoria dei commercialisti sempre più spesso coinvolti nelle maxi-truffe milionarie ai danni dello Stato. Da Nord a Sud in meno di una settimana ne sono stati arrestati 10. Gli ultimi tre professionisti pizzicati sono finiti in carcere solamente poche ore fa nell’ambito dell’operazione della Guardia di Finanza di Torino assieme ad altre 11 persone con l’accusa di fatture false per un valore di 100 milioni di euro e per un’evasione stellare. Continua

(ANSA/GIORGIO BENVENUTI)
(ANSA) - Un’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Bologna, condotta dal Gruppo di Investigazione sulla Criminalità Organizzata del Nucleo di Polizia Tributaria ha portato all’esecuzione di 20 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettanti presunti affiliati o fiancheggiatori del clan camorristico dei Casalesi, dediti abitualmente, secondo le accuse, al compimento di estorsioni nella provincia di Modena. FOTO
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Il premier Silvio Berlusconi | (Marco Merlini/LaPresse)
“Se c’è un governo che più di tutti ha fatto della lotta alla mafia uno dei suoi obiettivi più netti e coerenti, questo è il mio governo“. Silvio Berlusconi passa al contrattacco. È così, dopo aver trascorso un giornata di riposo a villa la Certosa, alla vigilia della sua visita ufficiale in Bielorussia, il presidente del Consiglio sferra un nuovo affondo contro il tam-tam dei giornali su un suo presunto coinvolgimento nelle indagini di mafia sugli avvenimenti del 1992-93. Continua