
Una delle proteste dei lavoratori dell’Alcoa nel porto di Civitavecchia

Che monotonia il posto fisso! E che noia vedersi accreditare lo stipendio puntualmente ogni fine mese, ricevere la tredicesima e magari anche la quattordicesima, poter rimanere a casa ogni volta che si è malati. Per non parlare di quanto sia poco stimolante accedere a un mutuo per l’acquisto di una casa senza dover trascinare i propri genitori in banca a far da garanti con le loro pensioni. Magari non voleva dire proprio questo ieri sera il premier Mario Monti ospite della trasmissione di Canale 5 Matrix, ma il suo ormai leggendario humor inglese questa volta è risultato piuttosto fuori luogo. Soprattutto perché la battuta segue di poche ore la pubblicazione dei dati Istat sulla disoccupazione nel nostro Paese e a guardare le cifre c’è davvero poco da scherzare. Continua

Oltre alle proteste di taxi e tir in tutta Italia, gli altri argomenti caldi della giornata sui quotidiani sono il bracco di ferro tra Lega e PdL e la riforma del lavoro. Continua

Mario Monti ed Elsa Forneo davanti alle parti sociali (Credits: Mauro Scrobogna /LaPresse)
“Il contratto unico non esiste in natura”. Al termine del primo tavolo tra governo e parti sociali sul tema della riforma del mercato del lavoro, Panorama.it ha chiesto a Emilio Viafora, fondatore del Nidil, il settore della Cgil dedicato ai lavoratori atipici e attuale segretario generale del Veneto, perché su una riforma che, nel nome di una maggiore equità, intende superare la giungla dei 40 tipi di contratto ad oggi applicati in Italia, il maggior sindacato italiano dice di no. Come anche a un superamento dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori che garantisce solo chi è assunto in aziende con più di 15 dipendenti. Continua

Due gli argomenti che occupano stamane le pagine di politica interna dei quotidiani, oltre al comizio leghista a Milano: le liberalizzazioni e la riforma del mercato del lavoro, la cosiddetta “terza tappa” del governo Monti. Continua

La missione di Monti in Europa e l’incontro a sorpresa tra il ministro del Welfare Fornero e il segretario della Cgil Camusso. Sono i due temi che occupano le prime pagine dei quotidiani oggi, che offrono lunghi approfondimenti sul tema dello sviluppo, del mercato del lavoro e delle liberalizzazioni. Continua
Quali siano le reali intenzioni del governo Monti sulla riforma del mercato del lavoro, lo scrive stamane Repubblica in un retroscena che conquista l’apertura del quotidiano: superare l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Continua

Il segretario del PD Pierluigi Bersani (ANSA/ALESSANDRO DI MEO)
La riforma dell’art. 18? Archiviata. Era solo un pourparler, un esercizio di accademia. Dovevamo pur immaginarlo, visto che il governo somiglia più a un collegio accademico che a un esecutivo politico. Ma politico lo è, il governo Monti. E infatti, politica e partitica è la scelta di accantonare il (sacrosanto) dibattito sull’art. 18, anticamera di una necessaria revisione delle dinamiche del lavoro in Italia per rafforzare le imprese e insieme aiutare i precari e i giovani privi di qualsiasi prospettiva (prima ancora che privi di autentici diritti). Partitica perché l’annuncio di riforma dell’art. 18 è stato soffocato quasi sul nascere dal veto del Partito democratico e personalmente del suo leader, Pierluigi Bersani. Continua

Maurizio Landini (d) segretario Generale FIOM partecipa al corteo di contestazione dei lavoratori fuori dall'Unione Industriale durante l'incontro tra FIAT e Sindacati dopo la disdetta dei contratti all'Unione Industriale
di Paolo Guzzanti
Scontro sull’articolo 18, quello della tutela del posto di lavoro capiti quel che capiti. La ministra Fornero vuole mettere mano su questo articolo e di fatto abolirlo, i sindacati l’aggrediscono, la Camusso in particolare, accusandola a loro volta di aggressione. La Fornero ricorda che i due giuslavoristi Massimo D’Antona e Marco Biagi furono assassinati proprio perché studiavano una nuova ingegneria nel campo del lavoro. Quel campo è minato. È tabù e finora chi ha osato metterci piede, come Biagi e D’Antona appunto, ci ha rimesso la pelle. Continua