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- Un commento
Mercoledì pomeriggio nel Consiglio di Amministrazione Rai convocato per le 14 approderanno le nomine. Ma non sarà ricambio completo come sembrava fino ad alcune settimane or sono : si parte da Rai Uno, dal Tg1 e dai quattro vice direttori generali di viale Mazzini. La Rai quindi per ora si occupa dell’urgenza, ovvero del tg ammiraglio che era rimasto senza direttore dopo il trasloco di Gianni Riotta al Sole 24 Ore. Una prudenza che ai vertici di viale Mazzini serve anche a prevenire qualche affondo e la richiesta - lo ha ripetuto anche ieri il segretario del Pd Dario Franceschini - di rinviare le nomine al dopo-elezioni.
Stando alle ultime indiscrezioni alla guida della prima rete dovrebbe approdare Mauro Mazza, attuale direttore del Tg2, mentre Augusto Minzolini (notista de La Stampa e di Panorama) è il candidato in pole position per il Tg1. I consiglieri Rai hanno già ricevuto il materiale informativo che deve precedere di almeno 24 ore ogni nomina. Anche se, nel caso di Minzolini, la nomina diventerà effettiva dopo le elezioni europee: ci sono infatti alcuni adempimenti burocratici che porteranno via circa due settimane. Ma il Cda di oggi pomeriggio avrà anche l’onere di promuovere la squadra di vice dg, che affiancheranno Mauro Masi. Saranno quattro: una conferma, quella di Giancarlo Leone, e tre new entry, Lorenza Lei, Gianfranco Comanducci e Antonio Marano. Quest’ultimo, direttore di Raidue e una mai nascosta fede leghista, dovrebbe ottenere una delega “pesante” al prodotto e al palinsesto (che faceva parte del “portafoglio” di Leone). Altra delega importante sarà quella che verrà affidata a Lei, che continuerà ad occuparsi di Risorse televisive e di produzione tv (ma non è escluso un incarico anche sul personale). Leone passerà ad occuparsi di digitale, mentre a Comanducci resterebbe l’incarico sui servizi e gli acquisti.
Le ore che hanno preceduto il nulla osta sulle nomine, come sempre in Rai, sono piene di voci e retroscena. Anche perché il puzzle va composto in maniera tale che ogni tessera del mosaico si possa incastrare al posto giusto. E così anche le caselle che verranno scelte nelle prossime settimane sembrano avere un loro posto. Nelle ultime ore di trattative e limature al settimo piano, si era materializzata l’ipotesi di un intervento più pesante nell’organigramma aziendale. Si dava per fatto l’accordo sulla seconda rete (con Mario Orfeo alla testata e Susanna Petruni a Raidue), vicino quello sulla terza (doppia conferma o Di Bella alla rete al posto di Ruffini e Berlinguer al Tg) così come si è cercata un’intesa su altre caselle: a cominciare dalla testate regionali (Masi ha sondato un possibile accordo su Piero Vigorelli), la radio e la Fiction.
Tuttavia, la situazione ha suggerito maggiore cautela, e anche dal presidente Rai, Paolo Garimberti, è arrivato l’invito ad occuparsi solo delle emergenze. Innegabile, come hanno fatto notare il responsabile comunicazione Pd, Paolo Gentiloni e il consigliere Nino Rizzo Nervo, che promette battaglia e minaccia una “frattura insanabile” in seno al Cda, che la copertura dell’emergenza Raiuno e la promozione di Marano lascino scoperte altre due caselle, aprendo la strada a due nuovi interim e, di conseguenza, a due nuove urgenze che però, sottolineano al settimo piano, “potranno essere affrontate subito dopo le elezioni”. Insomma il Cda si annuncia perlomeno movimentato. Così come non promette di sedarsi la polemica politica: denuncia “l’assalto alla diligenza” l’opposizione, avvertendo del rischio di minare la “credibilità aziendale”; viceversa fa quadrato intorno alle scelte del dg Masi la maggioranza. Duro il commento del presidente della Vigilanza, Sergio Zavoli, che si dice “preoccupato per la possibilità di una spaccatura” interna al Cda e osserva come le prime proposte di nomina non tengano conto “della ricchezza culturale dell’azienda”.
E se i consiglieri di opposizione annunciano battaglia (“estremamente negativo” il giudizio dei due in quota Pd, Giorgio Van Straten e di Rizzo Nervo, come quello dell’Udc), si allinea Giovanna Bianchi Clerici, consigliere di amministrazione in quota Lega. In questi ultimi giorni, il Carroccio non ha nascosto una certa insofferenza per l’allargamento della squadra di vice dg: secondo i patti interni alla maggioranza, quella poltrona toccava in esclusiva a Marano.
Tuttavia, lo scontro pare rientrato e l’intesa è stata siglata. Anche perchè “le deleghe di Marano e Lei sono vere, le altre sono solo medagliette”, dicono dai piani alti di viale Mazzini.
- Mercoledì 20 Maggio 2009
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