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Ancora neve. Da 30 ore, quasi ininterrottamente, nevica su Milano, dove si sono accumulati 28 centimetri di neve (qui le IMMAGINI).
Ma i fiocchi stanno cadendo in tutta la Lombardia, e su tutto il Nord, e solo nel pomeriggio di oggi 7 gennaio è prevista un’attenuazione del fenomeno. I milanesi tornano quindi al lavoro con notevoli disagi: 320 operatori dell’Amsa, con mezzi spargi-sale e spala-neve, sono al lavoro per pulire le strade cittadine, ancora molto coperte da uno spesso strato bianco e scivolose. Interventi che tuttavia non sono bastati a pulire le strade, che, a metà mattina (come segnalano anche molti lettori) erano ancora impraticabili.
Al momento funzionano regolarmente i tram e le linee metropolitane. La circolazione dei veicoli, invece, è difficile non solo per la neve ma anche per la caduta di tre alberi, che per fortuna non hanno fatto feriti. Numerose, stamattina, le richieste di intervento ai vigili del fuoco per alberi, rami e cavi elettrici pericolanti.
Sulle tangenziali si viaggia senza particolari difficoltà, mentre sulle autostrade A21 e A7 c’è il blocco ai mezzi pesanti. Difficoltà sulla statale 336, in direzione Malpensa, dove, a causa di un grave incidente in località Somma Lombardo, il transito è stato ridotto a una sola corsia. In funzione le linee delle Ferrovie Nord, Malpensa Express compreso, anche se con ritardi fino ai 50 minuti. Oltre a Milano, nevica con particolare intensità soprattutto sulle province di Lodi, Pavia, Mantova, Como e Lecco; localmente sono caduti fino a 45 centimetri di neve.
A Linate e Malpensa “l’attività aeroportuale è stata sospesa fino alle 13″. E sono chiusi anche gli scali di Orio (Bg) e Caselle (TO). Lo ha reso noto la Sea, precisando che la decisione è stata presa dai Comitati Neve dei due aeroporti - Enac, Enav, Sea, Compagnie aeree ed enti aeroportuali - a causa del “perdurare delle avverse condizioni meteo e vista l’estrema difficoltà del personale aeroportuario e delle compagnie aeree a raggiungere gli aeroporti di Linate e Malpensa”.
Nel capoluogo lombardo e in quello torinese le scuole sono comunque rimaste aperte, contrariamente a quanto deciso a Genova e in altri comuni della Lombardia e del Piemonte (a Lecco e in parte della provincia di Bergamo gli istituti scolastici rimarranno chiusi, così come tutte le scuole delle province di Vercelli. Nel Verbano-Cusio-Ossola, invece, restano chiuse di sicuro soltanto le scuole secondarie superiori, di competenza della Provincia, mentre ogni Comune ha deciso in modo autonomo sulle scuole primarie e dell’infanzia). Decisione che ha fatto infuriare non pochi milanesi. Anche perché, in molti casi, i bambini e i ragazzi sono stati rimandati indietro, visto che non è stata garantita la consegna dei pasti
A Genova si registrano disagi al traffico soprattutto sulle zone collinari. In provincia sono in azione una ventina di mezzi spazzaneve per liberare le strade. La decisione di sospendere le lezioni negli istituti scolastici è stata presa dal comitato operativo per le emergenze riunito in permanenza. La neve ha creato disagi soprattutto nell’entroterra, sulle alture del genovese e savonese.
Autostrade per l’Italia ha reso noto che nevica da oltre da oltre 36 ore su oltre 800 km della rete del gruppo: la società non segnala disagi per la circolazione, grazie ai piani di intervento che stanno interessando il centro-nord. Facendo il punto della situazione, alle ore 7:30 risultano interessate dal fenomeno l’A1 Milano-Napoli, tra Milano e Modena; l’A4 Milano-Brescia; l’A8 Milano-Varese; l’A9 Lainate-Como-Chiasso; l’A7 Milano-Genova, tra Serravalle e Genova; l’A10 Genova-Savona; l’A12 Genova-Sestri Levante; l’A26 Genova Voltri-Gravellona Toce; l’A6 Torino-Savona; il Traforo del Monte Bianco.
Il piano operativo per il solo nord-ovest ha coinvolto - informa un comunicato della società - oltre 800 tra uomini e mezzi per la viabilità e per le operazioni spazzaneve e spargisale. Fino alla serata di oggi si prevedono precipitazioni nevose che potranno interessare anche l’Emilia e l’appennino Tosco-Emiliano tra Bologna e Firenze. Autostrade per l’Italia spiega che alla luce delle previsioni meteo avverse e per evitare disagi ad automobilisti ed autotrasportatori, “le prefetture liguri e del basso Piemonte hanno disposto il divieto di circolazione per tutti i mezzi con massa superiore alle 7,5 tonnellate. Il divieto sarà mantenuto fino al termine delle nevicate intense”. Potranno inoltre essere attivati “protocolli di filtraggio dinamico mezzi pesanti/controllo catene” e di regolazione dei flussi di entrata ai caselli. Inoltre, si potranno riscontrare tempi di percorrenza elevati a causa delle operazioni di controllo dotazioni neve ed a causa dei mezzi spazzaneve. Automobilisti ed autotrasportatori vengono invitati a verificare la manutenzione dei veicoli, a dotarsi di catene a bordo o pneumatici invernali e, comunque, a partire solo in caso di effettiva necessità.
Automobilisti ed autotrasportatori vengono invitati a verificare la manutenzione dei veicoli, a dotarsi di catene a bordo o pneumatici invernali e, comunque, a partire solo in caso di effettiva necessità. Un altro consiglio è quello di mantenersi costantemente informati sulle condizioni meteo e di viabilità ascoltando Isoradio 103.3 fm, Rtl 102.5 e prestare attenzione ai pannelli a messaggio variabile lungo la rete.
Da ieri notte nevica su circa 400 chilometri della rete del gruppo Autostrade senza disagi per la circolazione, grazie ai piani di intervento di Autostrade per l’Italia, agevolati dal consueto divieto di circolazione dei mezzi pesanti. Gli eventi nevosi registrati hanno interessato, in modo diffuso, sia il nord che il centro della penisola.
Alle 7 di stamane le autostrade interessate dalla neve sono: A6 Torino Savona; A26 Genova Voltri-Gravellona Toce; A1 Milano - Napoli, nel tratto tra Sasso Marconi e Firenze; A24 Roma - L’Aquila; A25 Torano - Pescara. Si prevedono, per tutta la giornata di Santo Stefano, ancora precipitazioni a carattere nevoso con moderata entità, su tutto il nord ovest e sul centro Italia. Neve nel Casertano dove le condizioni del tempo sono peggiorate nelle ultime ore. Si registrano abbondanti nevicate in Basilicata sul Massiccio del Matese, mentre si imbiancano le zone collinari, anche a quote più basse; vento forte in tutta la provincia.
Sul Massiccio Matesino ci sono disagi per la circolazione veicolare, a partire da Castello del Matese; nella zona piu’ alta, tra Miralago, Sella del Perrone e Bocca della Selva, e tra Miralago, Gallo e Letino, nonostante il lavoro degli spazzaneve della Provincia, è indispensabile l’uso delle catene. Il vento forte, poi, oltre a rendere difficile la circolazione sulle principali strade, ha anche provocato l’abbattimento di cartelloni pubblicitari e di alberi. I vigili del fuoco del comando provinciale hanno già effettuato numerosi interventi.
Mille persone, tra le quali circa 500 turisti, sono bloccate da ieri a Sauris (Udine), paese turistico della Carnia, in Friuli, a causa di una frana che ha bloccato la strada del Lumiei, unica via d’accesso alla località.
La frana - che ha un fronte di circa settanta metri - sarà messa in sicurezza dalla Protezione civile del Friuli Venezia Giulia forse già oggi e per questa sera i tecnici puntano a liberare almeno una carreggiata della provinciale in modo da permettere il traffico a senso alternato.
Il movimento franoso - causato dal maltempo di questi giorni e dall’alternarsi di freddo e giornate quasi primaverili - ha una consistenza di circa 7.000 metri cubi di terriccio e massi.
La protezione civile del Friuli Venezia Giulia non ha segnalato danni a persone
- Tags: Alitalia, autostrade, cenone, consume, crisi, esodo, Natale, neve, Telefono-Blu, treni, vacanze, viaggi
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Esodo: dicesi di popolo in movimento, migrazione, trasferimento da un posto ad un altro. Ma si può ancora parlare di “esodo” natalizio per le vacanze, in tempo di crisi?
Pare di sì, nonostante qualche calo. Che sia nella tranquillità famigliare o sulle piste da sci, in una località esotica o in una città d’arte, gli italiani non rinunciano a viaggiare durante le feste. Anche a costo di indebitarsi, sottoporsi a blitz più stressanti di una strigliata del capoufficio, affrontare code in autostrada, cancellazioni di aerei e ritardi dei treni. La prima grossa ondata di partenze è attesa per stasera, in concomitanza del ponte natalizio. Ma le stime su quanti saranno i nostri connazionali in movimento sono contrastanti:
Per l’Isnart (l’Istituto nazionale per le ricerche turistiche), le partenze sono in calo: sono poco oltre sette milioni gli italiani che hanno pianificato una vacanza a dicembre, pari al 14,9% della popolazione, cui si aggiungeranno probabilmente, all’ultimo momento, il 7,5% di indecisi. Rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso l’Isnart registra una contrazione del 14%, con un milione in meno di partenze. Il motivo sta nella congiuntura sfavorevole che sta attraversando l’Italia: il 42,9% degli italiani non andrà infatti in vacanza per motivi economici. Secondo un’indagine Confesercenti-PublicaRes-Swg sulle intenzioni dei consumatori invece saranno circa 15 milioni gli italiani in viaggio per le festività natalizie, due milioni in più rispetto al 2007. E spenderanno circa 9 miliardi di euro (1,3 miliardi in più dello scorso anno).
Viaggiare sì, ma dove? Sempre secondo l’Isnart chi si permetterà un viaggio privilegerà soprattutto il l’Italia (dove si concentreranno il 72,1% dei flussi) e in modo particolare Trentino (11,3%) seguito da Toscana (7,7%) e da Lombardia (6,8%). Per quanto riguarda le destinazioni estere, l’Isnart segnala il primo posto della Francia con il 4%, seguita da Austria (3,2%) e Spagna (3,1%). L’ associazione dei consumatori Telefono blu parla di un calo del 20 per cento delle richieste sull’ estero e del 15 sulle località italiane mentre le agenzie di viaggio stimano un dieci per cento in meno, sperando in un recupero sul Capodanno.
Sarà un Natale casalingo e familiare, insomma, più per economia che per scelta. La stima degli addetti del settore è che tra viaggi “di piacere” e di “ricongiungimento familiare” alla fine si muoveranno 4 italiani su 10.
Se molti devono rinunciare alla settimana bianca, sono almeno altrettanti quelli che si concederanno una vacanza a cinque stelle: le prenotazioni in agenzie di viaggio per i resort di lusso non hanno registrato cali. E anche nelle località più modaiole del turismo invernale la crisi non ha colpito duro: Cortina d’Ampezzo si presenta con il suo tradizionale ”tutto esaurito”. Negli alberghi della conca, ormai tutti aperti, è difficile trovare un posto letto per le prossime notti. Segnalato in crescita il turismo rurale: con circa il 7 per cento dei vacanzieri che per Natale e/o Capodanno alloggerà in agriturismo la previsione è per un aumento della vacanza in campagna favorita anche dai prezzi che sono rimasti sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno. Lo afferma la Coldiretti sulla base dell’indagine Confesercenti-Swg. Ma la percentuale che salirà di più sarà quella di chi alloggerà presso amici e parenti (30%), seguita da un 25% che sceglierà come soluzione l’albergo o la pensione. Cresce dell’11% il numero degli italiani che si affideranno ai bed and breakfast.
Natale con i tuoi: più riposo e relax che voglia d’evasione, questo si aspetta la maggioranza dei vacanzieri, ma attenzione, questo scenario soporifero non è del tutto veritiero, se SpeedVacanze.it, il primo tour operator specializzato in viaggi per cuori solitari, ha fatto registare un aumento delle prenotazioni del 28% rispetto al 2007.
Ma come si muoveranno i viaggiatori natalizi? Già assegnate renne e slitta, rimangono tre opzioni: treno, auto e aereo.
TRENI - Le Ferrovie dello Stato, in vista della mobilità straordinaria di Natale, hanno intanto potenziato i servizi di assistenza nelle principali stazioni ferroviarie e tutti i presidi delle sale operative centrali e territoriali. In un comunicato, Trenitalia stima in 6 milioni il numero di italiani che sceglieranno il treno per spostarsi: “boom di viaggiatori sull’Alta Velocità Roma - Milano, stazioni affollate soprattutto a Roma, Firenze, Napoli e Bari, traffico ferroviario regolare, 70 treni speciali fino all’Epifania”. L’offerta ordinaria rispetto allo scorso anno vede aumentate del 50% le corse lungo la dorsale Milano-Roma-Napoli, dove viaggiano oggi 50 treni al giorno ad Alta Velocità e sono stati introdotti nuovi servizi veloci tra Roma e Genova, Venezia, Verona, Bari, Lamezia. E sarebbe proprio l’Alta Velocità tra Roma e Milano, in questo periodo natalizio, spiega Trenitalia, a segnare un vero boom di prenotazioni. Da novembre l’aumento medio di viaggiatori tra Roma e Milano è stato di circa il 30%, con la crescita più significativa in prima classe, dove l’aumento ha toccato punte del 35%. Sono stati infatti oltre 63.000 i passeggeri che a Roma e a Milano, dal 14 dicembre, sono saliti a bordo del Frecciarossa e 25.000 quelli che, ad oggi, hanno già prenotato un posto sugli AV Fast, i treni no-stop Roma - Milano, fino ai primi di gennaio.
AEREI - La crescita del treno per i viaggi nella penisola si spiega anche con l’incertezza che ormai accompagna il nome “Alitalia“ nei pensieri di chi si accinge a organizzare un viaggio: dopo l’ennesima giornata nera di ieri, con quasi 80 voli cancellati a Roma-Fiumicino, oggi la situazione resta tesa: le incertezze e gli errori di Cai nelle assunzioni per la nuova compagnia hanno messo sul piede di guerra i lavoratori di terra. La conseguenza? Assemblee fiume, ritardi, bagagli ammucchiati e voli cancellati. La promessa del presidente dell’Enac Vito Riggio è che entro oggi tutti i passeggeri rimasti bloccati a Fiumicino dovrebbero riuscire a rimettersi in viaggio. Non si segnalano al momento particolari disagi in altri aeroporti e con altri operatori.
AUTO - Il calo del prezzo della benzina può aver convinto molti a mettersi alla guida per gli spostamenti prenatalizi. Il flusso massimo è atteso tra stasera e domani. Al momento sul sito di Autostrade sono segnalate code in uscita da Milano in direzione Venezia, traffico congestionato sulla Milano-Napoli tra Roma e il capoluogo campano, rallentamenti intorno a Firenze e in uscita da Bologna. Le grandi città si svuotano lentamente. Autostrade raccomanda cautela per la nebbia in pianura Padana.
Sì, viaggiare. Anche in tempi di magra. Anche per il Meteo dovrebbe favorire gli spostamenti della vigilia. Il bel tempo di questi giorni sembra sia destinato a uscire di scena proprio in concomitanza del Natale. Il 25 infatti secondo le previsioni si avrà un generale peggioramento delle condizioni atmosferiche in concomitanza con l’arrivo di un fronte freddo continentale, accompagnato da temperature in sensibile calo e precipitazioni sparse, più probabili ed intense lungo il settore adriatico. Al Nord il tempo risulterà prevalentemente soleggiato, con alcune nevicate sporadiche. Precipitazioni più intense invece al centro e al sud, ma non si dovrebbero raggiungere i livelli delle scorse settimane. Un parziale miglioramento è atteso per domenica 28. Sperando che l’inizio del 2009 sia baciato dal sole.

L’allerta - oltre che un invito alla prudenza - l’ha dato la Protezione Civile, al termine di una riunione delle strutture nazionali del Dipartimento dedicata a organizzare gli interventi. E infatti: dalla mattina c’è una coperta di neve su tutto il nord Italia.
I bollettini fotografano un settentrione che si è svegliato sotto una coltre bianca. Spargisale e spazzaneve non sono riusciti a limitare i disagi. Si registrano due incidenti stradali dovuti a maltempo e precipitazioni. Un camionista è morto nel cremonese e una ragazza ha perso la vita, sempre in un incidente automobilistico, nell’entroterra ligure. Grandi disagi anche su tutta la rete autostradale, 500 chilometri di carreggiata sono coperti da diversi centimetri di neve. Sono due invece i morti e due i feriti gravi questa mattina sulla bretella che congiunge Caltanissetta con l’autostrada Palermo-Catania: probabilmente a causa di una raffica di vento, un furgone cassonato con quattro persone a bordo, tutte di Favara, nell’agrigentino, è uscito fuori strada cadendo dal viadotto Imera.
Anche per questo da Autostrade per l’Italia arriva l’invito agli automobilisti e gli autotrasportatori a mantenersi costantemente informati sulle condizioni meteo e di viabilità, prima di intraprendere il viaggio e a considerare tempi di percorrenza maggiori per la ridotta capacità della infrastruttura a causa dell’operatività dei mezzi spazzaneve. È importante, per la sicurezza propria ed altrui, controllare le condizioni di manutenzione del veicolo che deve essere dotato di pneumatici invernali o portare a bordo catene da neve.
Per informazioni in tempo reale è possibile chiamare il Centro Multimediale di Autostrade per l’Italia al numero 840.04.21.21, oppure consultare il sito di Autostrade o chiamare il numero verde CCISS 1518.
Il Centro nazionale per la viabilità è riunito al Servizio Polizia Stradale del ministero dell’Interno e tiene sotto controllo la situazione. Nevica in maniera più consistente sulla A26 Genova Voltri Gravellona Toce, sulla A7 Serravalle Genova e sulla A6 Torino Savona. Si consiglia di mettersi in viaggio su queste tratte solo se strettamente necessario con catene a bordo o pneumatici da neve. Il traffico pesante dall’autostrada A/26 è stato dirottato sull’A/7 Milano-Genova all’altezza di Genova e a Predosa-Bettole. Sull’A/15 Parma La Spezia è interdetto il transito ai mezzi pesanti superiori a 7,5 t tra Parma Ovest ed Aulla. Sono in atto le operazioni di filtraggio da parte della Polizia Stradale in autostrada e dall’Arma dei Carabinieri sulla viabilità ordinaria.
Pioggia e venti forti stanno provocando problemi in gran parte delle Sicilia. A causa di un forte vento di scirocco che imperversa sulle isole Eolie, sono saltati i collegamenti via mare a causa del moto ondoso che ha raggiunto forza 7. A causa del forte vento sono rimasti fermi la notte scorsa a Porto Empedocle e Trapani i traghetti per Lampedusa e Pantelleria. Fermi anche i collegamenti con le Egadi. Sulla terraferma, il vento di scirocco ha fatto cadere cornicioni di abitazioni pericolanti a Palermo, ma anche cartelloni pubblicitari e ha alimentato incendi.
Sono stati sospesi tutti i collegamenti veloci con le isole di Ischia e Procida per Napoli, per il forte vento di scirocco che imperversa al momento sulle isole del Golfo. L’unico aliscafo partito in mattinata è stato quello della Caremar delle 8,50. Sospesi i collegamenti traghetto delle società “Gestur” e “Procidaline 2000″ che collegano Procida con Pozzuoli e viceversa. Regolari i collegamenti della compagnia pubblica Caremar. Viaggiano, ma con ritardo, le navi traghetto che collegano Ischia con Napoli e Pozzuoli. Dalla Guardia Costiera di Ischia si apprende che le condizioni meteo nella giornata di oggi sono date in progressivo peggioramento con previsioni di burrasca.
È emergenza nel sud Sardegna, in particolare in Marmilla, e in Ogliastra per le abbondanti piogge e la bufera di vento abbattutesi nella notte sull’isola. Nelle prime ore della mattina il servizio regionale della Protezione civile ha dichiarato lo stato d’emergenza a Turri, Villamar, Furtei, Sanluri, San Gavino, Siliqua, Vallermosa, Serrenti, Las Plassas, Barumini, Orosei, Galtelli’, Onifai, Tortoli’, Lanusei e Urzulei. Ma situazioni pesanti si registrano anche a Segariu, uno dei centri piu’ colpiti dall’alluvione del 4 novembre scorso.
Inoltre, i vigili del fuoco sono alle prese con decine di chiamate di soccorso per allagamenti, caduta di alberi e cornicioni pericolanti in tutta la provincia, in particolare nel Sulcis-Iglesiente. Mareggiate hanno provocato danni anche a Flumini di Quartu e a Frutti d’oro, centro residenziale vicino a Capoterra gia’ pesantemente provato dall’alluvione del 22 ottobre scorso. Non trovano conferma per ora voci sull’esistenza di dispersi.
- Tags: auto, autostrade, Bartolomeo-Giachino, cellulari, codice, incidenti, minicar, patente, sottosegretario-alle-Infrastrutture, strada, velocità
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Velocità eccessiva, telefonino incollato all’orecchio, passeggeri senza cinture: il governo alza la guardia sul rispetto del codice della strada e, per arginare incidenti e morti stradali, annuncia maggiori controlli, sanzioni più severe, esami più difficili per patente e recupero punti.
Un deciso giro di vite insomma, a 6 anni di distanza dall’ introduzione della patente a punti, con la riforma del codice della strada - dice all’Ansa il sottosegretario ai Trasporti Bartolomeo Giachino - che partirà da settembre sotto la guida del ministero delle Infrastrutture. A far scattare il campanello d’allarme, un rallentamento della curva di diminuzione degli incidenti e delle mortalità negli ultimi anni ma soprattutto, una recrudescenza della mortalità legata alle due ruote, in particolare nei week end, una curva in controtendenza rispetto al resto d’Europa: le morti tra i centauri sono arrivati a coprire il 40% del totale sulla strada dal venerdì alla domenica. E stavolta a snocciolare i dati è l’associazione sostenitori amici della polizia stradale (Asaps) non ha dubbi e snocciola dati che evidenziano un’emergenza tutta italiana: “Moto e motocicli rappresentano il 20% del parco veicoli in Italia con un indice di mortalità molto alto, pari al 26% lungo le strade della Penisola contro appena il 16% della media europea”, dice Giordano Biserni, presidente Asaps. Dati allarmanti “Soprattutto nel Centro Nord dove ci sono più moto in circolazione” spiega Biserni. “Rispetto al 2007, i primi otto mesi di quest’anno registrano 38 incidenti mortali in meno nei week end ma crediamo sia dovuto alla primavera particolarmente piovosa che ha determinato meno moto in circolazione”.
Tornando alla riforma annunciata da Giachino, anche la segnaletica cambierà, di notte nei punti critici i segnali stradali diverranno luminosi. “Tolleranza zero” per alcol o droghe al volante ma anche regole più stringenti per le “minicar” guidate dai minorenni senza bisogno di patente. Il governo accende poi i riflettori su velocità e abuso del telefonino alla guida, senza auricolare, che causa un pericoloso calo di attenzione. Maggiori controlli su tutta la rete è la parola d’ordine: ispezioni a sorpresa, e domani giornata straordinaria di controlli sulle strade. Dall’inasprimento delle pene, da metà giugno, per chi guida in stato alterato, “i veicoli sequestrati sono stati 800, evitando così di allungare la lista delle vittime” dice Giachino, che ha la delega alla sicurezza stradale e sarà il coordinatore del tavolo sulla revisione del codice.
Ma rischia grosso anche chi guida con il telefonino incollato all’orecchio: stop alla tolleranza, “la guida deve diventare responsabile e guai a chi sgarra - dice il sottosegretario - i cittadini dovranno avere questa netta percezionè.
Da settembre quindi, al via un’analisi attenta per rendere più stringenti ed efficaci le regole della strada, da parte un pool di tecnici ed esperti tra cui l’ex ministro Pietro Lunardi, “padre” della patente a punti, Regioni (chiamate a elaborare i piani regionali sicurezza stradale) ed enti locali. “Nonostante continui la flessione sia del numero degli incidenti che dei morti, assistiamo a un cambiamento del tipo di incidenti, legati soprattutto alla velocità eccessiva e alle due ruote” evidenzia Giachino. Dai 7.100 morti del 2001 si è passati a 5.500 nel 2007. Ma il gap rispetto all’Europa resta alto: la congestione infrastrutturale costa all’Italia quasi il 2% del Pil, contro lo 0,9% della Ue. E 30 miliardi di euro è il costo annuale ulteriore dell’incidentalità per famiglie e Stato.
Il bilancio pubblico incamera notevoli risorse dalla tassazione sui trasporti ma al settore ritorna una parte minima. Occorre invece - dice il sottosegretario - rilanciare le infrastrutture e spostare le merci dalla strada. I trasporti sono fattore di sviluppo”. “I morti sulle strade, soprattutto giovani, sono un costo sociale troppo alto che l’Italia non può permettersi. La gente - prosegue - deve capire che l’auto non è un proiettile e che si deve tornare a una guida responsabile”. “L’intervento del Santo Padre deve interpellare tutti” afferma Giachino “anche un governo e una maggioranza che pure nella legislatura 2001-2006 hanno portato avanti una politica complessiva e organica sulla sicurezza. Purtroppo l’attenzione dell’opinione pubblica e dei media sui temi della sicurezza stradale” continua il sottosegretario “è massima solo nei periodi di grande spostamento, intorno a Ferragosto“. In questi primi tre mesi, sottolinea il sottosegretario alle Infrastrutture, “il nuovo governo si è mosso coerentemente con tre provvedimenti importanti: sblocco degli investimenti autostradali; sequestro dei veicoli a chi assume alcol o droghe (e ad oggi sono circa 800 i veicoli sequestrati); accordo con gli autotrasportatori per la sicurezza stradale e il rinnovo del parco mezzi, 120 milioni di contributi nel triennio 2007-2009″.
Da settembre l’azione del ministero sarà quindi incentrata sulla prevenzione e si estenderà anche alle case automobilistiche: “Dobbiamo spiegare che è inutile puntare sulla velocità per i nuovi modelli, quando a causa delle strade congestionate non si può correre. Bisogna privilegiare invece le dotazioni di sicurezza”.
La stretta a tutto campo, riguarderà anche le revisioni degli automezzi (oltre 1 milione l’anno) e, annuncia Giachino, “sarà più difficile l’esame della patente ma anche riottenere i punti una volta persi. E per i rinnovi della patente sarà necessario seguire un corso. Il tutor verrà esteso a tutta la rete autostradale”.
E soprattutto controlli, più numerosi e a tappeto. Due milioni di multe l’anno elevate ai mezzi pesanti, un dato questo destinato ad aumentare e non solo per i tir.
Ma sulla pericolosità delle strade italiane si è alzata anche la denuncia di alcuni importanti quotidiani internazionali: meglio evitare di guidare sulle strade italiane se non si vuole andare incontro a incidenti anche mortali. L’allarme è unanime: secondo Les Echos ogni anno si registrano in Italia 5.669 decessi per incidenti stradali, contro i 3.279 del Regno Unito, i 4.709 della Francia e i 5.091 della Germania. Siamo, come evidenzia Peter Kiefer del New York Times, il Paese con le strade più pericolose e piene di cantieri, in assoluto. Polemici anche i toni de El Pais, che sottolinea come su un totale di 627 pedoni rimasti vittime di incidenti, ben 197 sono stati uccisi sulle strisce pedonali da guidatori distratti o sotto effetto dell’alcol.
Il VIDEO servizio:
di Antonio Rossitto
Ormai lo chiamano mestamente “il chilometro 131″. Era il 1975: a Roma Benigno Zaccagnini veniva eletto segretario della Dc, a Londra nascevano i Sex Pistols e in Basilicata il Monte Sirino franava sulla Salerno-Reggio Calabria. La bretella provvisoria a doppia esse sta ancora lì, unico tratto dell’autostrada rimasto a una corsia.
Ma c’è ancora speranza. I lavori per risolvere l’inghippo sono partiti da qualche mese: 33 anni dopo. Nel mentre, al chilometro 131 si è visto di tutto: incidenti mortali, automobili ferme per giorni, lavori interminabili. Quanto è successo ai piedi del Sirino è l’esemplificazione di come possano diventare sciagurati i cantieri stradali in Italia. Appalti eterni, varianti fatte e rifatte, gallerie che si sbriciolano come biscotti. Così, da Nord a Sud, i disagi crescono: anno dopo anno, estate dopo estate. Per verificare, basta mettersi in macchina. E armarsi di pazienza.
Il viaggio parte da Milano, destinazione le spiagge liguri. L’intoppo arriva prima dell’uscita per Casei Gerola. Le corsie diventano due: a lato, da anni, si sta costruendo la terza. Venerdì sera, per attraversare questi 20 chilometri, ci vuole anche più di un’ora. Gli automobilisti si ritrovano in fila, imprecanti e iperagitati. Si voltano a destra, poi a sinistra: ruspe abbandonate, nessun operaio nei paraggi.
Una veduta diventata ormai abituale. Così come la domanda conseguente: perché in Italia servono tempi biblici per finire una corsia, perdipiù in pianura e in una zona poco abitata?
Sull’A7 (1) i lavori dovevano cominciare nel 2000. Sono partiti, invece, il 6 giugno del 2005. Il colossale ritardo si giustifica con il continuo ricambio dei vertici della Milano-Serravalle: ossequio ai furibondi scontri tra gli azionisti pubblici e il costruttore Marcellino Gavio. Sulla stessa autostrada, andando però verso il capoluogo lombardo, c’è il perenne inciampo di Bolzaneto: la galleria Montegalletto. Negli ultimi tre anni è rimasta chiusa a singhiozzo, prevalentemente di notte, causando disagi inenarrabili. Ora i lavori di consolidamento sono finiti. Ma partiranno quelli per aumentare l’altezza del tunnel. Un’odissea.
La stessa che sono costretti a patire gli automobilisti sull’Autosole (2). I guai cominciano dopo Bologna. Da Casalecchio a Sasso Marconi si prepara la terza corsia. Se ne parla da tempo immemore. Nel 1999 sembrava cosa fatta. Invece, approvato il progetto definitivo, è cominciato il calvario: 20 mesi per il parere del ministero dei Beni culturali, 11 per quello dell’Ambiente, 7 per il nuovo disegno, quasi tre anni per l’accordo tra Autostrade per l’Italia ed enti locali. Conclusione: i lavori sono partiti solo a maggio del 2006. “Purtroppo da noi le grandi opere hanno tempi lunghissimi” si giustifica Gennarino Tozzi, direttore dello Sviluppo rete per la società Autostrade. “I capricci di un comune minuscolo possono bloccare tutto per anni. E poi l’iter autorizzativo: estenuante…”. Simone Gamberini, sindaco di Casalecchio di Reno, obietta: “Per evitare lungaggini bastava prevedere le barriere antirumore fin dall’inizio”.
In Maremma ci si gingilla, invece, da vent’anni sulla Siena-Grosseto (3): la superstrada che dal Chianti porta, per dirne una, a Capalbio. Una vecchia strada a due corsie fu completata negli anni Settanta. Un percorso bizzarro. “Inizialmente si pensava a un tracciato lineare” racconta Sergio Bovicelli, assessore ai Trasporti della Provincia di Grosseto. “Poi il parroco di Civitella Marittima, stretto amico di Amintore Fanfani, ottenne che la superstrada passasse dal suo paesino. Servirono nuovi viadotti e gallerie e, ovviamente, un sacco di soldi in più”.
Poco tempo dopo l’inaugurazione ci si rese però conto che era già inadeguata: servivano due corsie per senso di marcia. I progettisti si rimisero all’opera. E gli anni passarono. “Solo che qui non ci sono stati ostacoli né da parte degli enti locali né dei privati” dice Bovicelli, un omone con baffi da zapatista e l’effigie di Che Guevara sul cellulare. L’Anas sostiene che, se lo Stato avesse elargito a dovere, la superstrada sarebbe finita da un pezzo. Sarà pure così, ma anche i lavori appaltati non è che procedano speditamente. Su 60 chilometri, ne restano da fare la metà. Per i primi 11 ci sono voluti quattro anni. A Roselle, nel 2004, venne trovata una villa romana. La sovrintendenza obbligò l’impresa a costruire un cavalcavia per tutelare il “bene prezioso”. Costò 10 milioni di euro. Utilità? Dubbia. “Più che una villa romana è un rudere di nessun pregio” schernisce Bovicelli.
Per i secondi 9 chilometri della superstrada sono serviti invece cinque anni: lo svincolo di Paganico costruito accanto a un fiumiciattolo. Al primo diluvio finì a catafascio: nuove planimetrie e altri soldi.
Quanto però a lire ed euro volatilizzati il primato indiscusso è della Salerno-Reggio Calabria (4), i 443 chilometri più sventurati d’Italia. Salvo imprevisti, alla fine, costerà 9 miliardi di euro. La ristrutturazione è cominciata nel 1998. Per conoscere la data in cui terminerà non basterebbero le sibille cumane al completo, che pure qui intorno, vicino al Lago d’Averno, si trovavano per oracolare. L’Anas però giura e spergiura che l’incubo avrà fine nel 2012. Intanto, anche quest’estate, i disagi saranno enormi: 62,5 chilometri a unica corsia, il doppio dell’anno scorso, sono la metafora di un Paese in cui rammodernare un’autostrada può diventare disperante.
C’è dunque il famigerato chilometro 131. Il vecchio percorso è diventato uno sgangherato slargo pendente a sinistra in cui stazionano i controllori dell’Anas. Arrivano su una Panda bianca nel tardo pomeriggio. Uno è pelato e fuma il sigaro. L’altro è tarchiato, con i capelli grigi: “La domenica pomeriggio qua è una tragedia” racconta. Snocciola l’elenco degli incidenti mortali: l’impiegato del ministero, la famiglia siciliana, la coppietta in vacanza. Dopo la frana del 1975, l’Anas ha fatto e rifatto almeno tre progetti per questo tratto, lungo 800 metri. Il penultimo nel 2001. “I lavori sono cominciati nel 2004″ spiega Antonio Filardi, sindaco di Nemoli. “Ma si sono fermati poco dopo. Il tracciato era sbagliato: il rischio idrogeologico restava”. Ricapitolando: il tratto era stato costruito nuovamente sulla stessa frana. Ora i lavori sono ripartiti, su un altro progetto ovviamente, lo scorso marzo. “Ci vorranno almeno 4 anni” ammette Filardi. “Ma sembra un miracolo vedere operai per qualche mese di seguito”. Visione non proprio frequente sulla Salerno-Reggio Calabria. Non si ha l’impressione che i lavori fervano. Tra Tarsia e Altomonte, per esempio, si viaggia a corsia unica per più di 10 chilometri. A lato il cantiere è deserto.
Di certo, non è facile rifare le strade in Calabria. La commissione parlamentare Antimafia ha ricostruito tutte le infiltrazioni della ’ndrangheta negli appalti. Ne è venuta fuori la mappa della spartizione: una rigida suddivisione, cosca per cosca, di come la criminalità controlla ogni centimetro d’asfalto.
Così va anche dall’altra parte della costa. La 106 Ionica (6) è l’angusta strada statale che arriva a Taranto: 491 chilometri, di cui appena 65 rifatti. Molti cantieri sono fermi. Partendo dal capoluogo reggino, a una sessantina di chilometri una brusca deviazione segnala i lavori per la variante di Palizzi (6). È lunga 5 chilometri. Quattro gallerie sono scavate. Ma della prima ormai resta poco. È crollata lo scorso dicembre: ci sono mucchi di sabbia e pietre sotto il tunnel, una fioca luce appesa in alto, tubi di gomma, arnesi arrugginiti.
Le indagini della procura reggina hanno chiarito le cause del cedimento. Il cemento era pessimo: acqua e sabbia in abbondanza, ma pochissimo calcestruzzo. Per i magistrati i lavori erano diretti dalla ’ndrangheta, tramite due società. Entrambe, secondo le indagini, dipendevano dalla cosca di Africo Nuovo, capeggiata da Giuseppe Morabito, “’u tiradrittu”, in carcere da 20 anni. Il cantiere è sotto sequestro, sorvegliato da due carabinieri. “Bisogna ripartire al più presto. Non deve finire come a Bova Marina, dove per qualche chilometro ci hanno messo 20 anni” dice Giovanni Nocera, sindaco di Palizzi, mentre da una collina indica avvilito pilastri che sorreggono aria e gallerie che sbucano sul niente.
A 70 chilometri e due ore di viaggio da Palizzi c’è Roccella Ionica, sovrastata da un bel castello medioevale. La 106 taglia in due il paese. In estate ci vuole anche un’ora per fare qualche chilometro. Pure qui l’Anas stava realizzando una variante lunga più di 8 chilometri. Un’altra saga dai contorni epici. I lavori cominciano nel 1985. Dieci anni dopo, una frana fa cedere una galleria. Comincia uno scaricabarile tra l’Anas e l’impresa durato un decennio. Nel 2006 si ricomincia. Ma dopo alcuni attentati, la magistratura sequestra tutto. Il sindaco Sisinio Zito, ex sottosegretario socialista in epoca craxiana, spiega: “I mafiosi fanno intendere: o le cose si fanno alle nostre condizioni o niente. E tutto si blocca. Una sconfitta inaccettabile per lo Stato. La magistratura si deve muovere. E l’Anas trovare nuove soluzioni”.
Un immobilismo che, passato lo stretto, i siciliani conoscono alla perfezione. Per vedere completata la Palermo-Messina ci sono voluti quarant’anni. Ma c’è poco da festeggiare. Prima dello svincolo di Castelbuono (7), una deviazione aggira la galleria Langenia. Il passaggio, lungo un chilometro, è sbarrato dal 26 aprile 2006, giorno in cui un autocarro ha preso fuoco. “I danni sono stati ridicoli, ma è già chiusa da oltre due anni” dice Mario Cicero, sindaco di Castelbuono. “I lavori non sono mai cominciati. In compenso però tre operai sono rimasti per mesi davanti all’ingresso della galleria tutto il giorno”. Il tunnel è abbandonato.
Qualche decina di chilometri più avanti, tra Milazzo e Rometta, da sette anni sono inservibili due gallerie. Due agenti della stradale stazionano nei dintorni: usano lo spazio sgombro per piazzarci l’autovelox. “Mai visto un operaio” dice il più vecchio, un cinquantenne barbuto e laconico.
Non va meglio in Val di Noto, terra di palazzi color oro e spiagge bianche. I lavori dell’autostrada Siracusa-Gela (8) sono iniziati quarant’anni fa. Ma sono stati completati appena una trentina di chilometri. E solo fino a Noto. La continuazione per Rosolini (8) è pronta dal 2006. Eviterebbe file di turisti indemoniati. Manca però l’illuminazione e la segnaletica che, nel mentre, si è scolorita. L’autostrada è gestita dal Consorzio per le autostrade siciliano (Cas), rimasto commissariato per sette anni, fino al 2007. Il nuovo consiglio d’amministrazione, ovviamente, annuncia incisività e solerzia. Il tratto però è stato sequestrato dalla magistratura: dopo tutta l’attesa, c’erano avvallamenti, fenditure e cedimenti sull’asfalto. Ora i lavori sono ripresi sotto la guida dei periti della procura. Finiranno a settembre, assicura il Cas. Allora le cose miglioreranno. Fino a un certo punto, però. Il progetto non ha mai contemplato di raggiungere il lembo più a sud d’Italia. “Fu una barzelletta” ricorda Fernando Cammisuli, sindaco di Portopalo e fresco membro del cda del Cas. “Nel 2000 l’Anas, durante i lavori, si rese conto di aver dimenticato lo svincolo per Pachino”.
In Italia però un rimedio si trova sempre. E la Sicilia, quanto a varianti in corso d’opera, non è mai stata seconda a nessuno. Alla provinciale per Pachino si arriverà dunque con una bretella. Costerà 21,4 milioni di euro. Una sbadataggine, ci mancherebbe. Ma piuttosto cara.
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Dopo due fine weekend di agosto da “bollino nero” sulle strade delle vacanze, il prossimo - quello di Ferragosto - si annuncia più tranquillo. Ma domenica pomeriggio la prima tappa del controesodo potrebbe provocare rallentamenti verso le città. Ed al Nord il fine settimana sarà all’insegna del maltempo.
Per il weekend di ferragosto saranno circa 5 milioni i veicoli in viaggio sulla rete di Autostrade per l’Italia. Fascia critica - da bollino rosso - quella tra le 14 e le 22 di domenica 17. Ma il traffico sarà decisamente inferiore (si stima un calo del 10%) a quello delle prime due settimane di agosto. A fornire il quadro dei movimenti dei vacanzieri è Paolo Berti, responsabile Traffico della società. La maggior parte degli italiani, spiega Bertim all’Ansa, “ha ormai raggiunto la meta delle vacanze e quindi ci sarà meno movimento rispetto ai giorni da ‘bollino nerò della prima parte di agosto. Inoltre - aggiunge - il maltempo previsto al Centro-Nord ridurrà ulteriormente i volumi di traffico”.
Il traffico sarà comunque sostenuto (da “bollino giallo”) - è la previsione - il 14 verso le località di mare. Sarà invece da “bollino rosso” tra le 14 e le 22 di domenica 17, quando i rientri di fine ferie si sommeranno a quelli dei vacanzieri del fine settimana. In seguito, i rientri più consistenti sono previsti per i weekend del 24 e del 31 agosto. Quanto agli incidenti stradali, Berti rileva che sulla rete del gruppo quest’estate i tassi sono in linea con il periodo, mentre dei cantieri programmati soltanto nove sono attivi e comunque è sempre garantito un minimo di 2 corsie disponibili.
Consigli agli automobilisti: pianificare la partenza in modo adeguato, sentendo i gestori autostradali o il Cciss; verificare lo stato dell’auto, specie delle gomme, che con le elevate temperature estive possono dare problemi; viaggiare riposati; rispettare i limiti di velocità (più del 50% degli incidenti è causato dalla velocità eccessiva); allacciare le cinture di sicurezza davanti e dietro.
La Polstrada è impegnata ogni giorno con 1.500 pattuglie, di cui la metà in autostrada. A queste si aggiungono le pattuglie in borghese nelle aree di servizio e sosta per contrastare attività criminali ed assistere gli utenti. C’è inoltre un impiego coordinato dei reparti volo con aerei ed elicotteri a vigilare sui più importanti snodi autostradali. Stefanio Ferrara, vicequestore aggiunto del servizio Polizia stradale osserva che “nonostante i gravi incidenti registrati nei giorni scorsi, la tendenza è quella di un calo dei sinistri che speriamo possa proseguire. Sul versante della prevenzione” aggiunge “i controlli della Polstrada contro la guida in stato di ebbrezza sono stati intensificati”.
Sul fronte meteo, Italia spaccata in due a Ferragosto: maltempo al Nord, con piogge che potranno interessare anche parte delle regioni centrali, sole e caldo al Sud. Una perturbazione atlantica, secondo le previsioni degli esperti del Dipartimento della Protezione Civile, entrerà nella penisola proprio il 15, portando temporali localmente anche molto intensi su tutte le regioni settentrionali e piogge sparse su Toscana, Lazio e Umbria. Bel tempo invece su tutte le regioni meridionali, dove si registreranno anche temperature di poco sopra la media stagionale. Un miglioramento è previsto già per la giornata di sabato, con le piogge che dovrebbero interessare solo Nord-Est e alto Adriatico. Ma nella serata di domenica una nuova perturbazione si affaccerà sulle regioni del Nord-Ovest.
Venerdì scorso l’ennesima strage in autostrada: 7 morti sull’A4, all’altezza di Cessalto (Treviso). Sul sito www.youreporter.it è stato pubblicato il video dell’incidente in cui si vede il tir che improvvisamente perde il controllo e invade la carreggiata opposta.
Il camion, come si vede nella sequenza filmata, salta da una carreggiata all’altra: erano le 15.15 quando il mezzo, che sembra fosse in ritardo sulla tabella di marcia visto che a breve sarebbe scattato lo stop ai tir in un week end da bollino nero, ha prima travolto una macchina nella sua corsia, e poi ha invaso la carreggiata opposta schiacciando altre automobili.
È chiaro che questo sarà il video decisivo nell’aiutare gli investigatori a far luce sull’esatta dinamica di quello che è accaduto. In questo montaggio, istante dopo istante, la tragedia. Il tir è sulla prima corsia. Non sta effettuando alcun sorpasso. Improvvisamente perde totalmente il controllo e invade la carreggiata opposta, non prima di sbattere contro un camper giallo di olandesi che sbanda fino a ribaltarsi: gli occupanti usciranno, fortunatamente illesi.
E mentre fanno il giro della rete le immagini dello schianto di venerdì, il Giornale pubblica un’angosciante analisi fatta dalla Cgia di Mestre, secondo la quale proviene dall’Est, dai Paesi fuori dell’Unione Europea, il 65% dei tir che fanno stragi in strada. Quelli che secondo il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli dovrebbero sottostare a regole più rigide su ore di guida e controllo del mezzo.
Ecco i dati raccolti dall’associazione artigiani di Mestre: sul tratto Venezia-Trieste della A4, l’autostrada maledetta dove - come ha fatto notare il governatore del Veneto Giancarlo Galan - manca ancora la terza corsia, dal 2002 a oggi il 37% degli incidenti hanno visto coinvolti tir. Ma soprattutto il 65,5% di questi erano camion stranieri, “provenienti soprattutto dall’Est Europa”, scrive la Cgia nella sua relazione, svolta su analisi dei dati delle Autovie Venete, società che ha in concessione quel tratto di autostrada.
Sono numeri che fanno paura per la sicurezza di chi transita, ma che indicano anche un trend in crescita, nell’autotrasporto, di padroncini non italiani, al servizio di ditte straniere di Paesi extra Ue dove il gasolio, e i camionisti, costano meno: “Indipendentemente dalle responsabilità dell’autista polacco che ha provocato al strage di venerdì scorso” dice al Giornale Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre e assessore della giunta Cacciari a Venezia “sulla A4 è allarme autisti stranieri”. Che sono costretti a guidare in fretta, con poche soste (dieci, dodici ore di fila quando le regole europee prevedono un massimo di 4 ore e mezzo e poi 45 minuti di riposo) e metodi fuori legge: cronotachigrafi, gli strumenti che sui camion rilevano il numero di ore di moto, truccati. Vero anche che le piazzole per la sosta “mancano”, sottolinea anche la Cgia: “Occorre realizzare nuovi spazi attrezzati” sulla Venezia-Trieste. Ma le immagini dell’orrore sulla A4 sono davanti agli occhi di tutti: un camion che vira quasi a novanta gradi verso il guard rail, di colpo, causando una strage.
Il VIDEO da YouTube della strage