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Berlusconi contro Ballarò

Berlusconi a Ballarò: “L’anomalia? I giudici comunisti”. E Floris fa boom di ascolti

Il fermo immagine della puntata di Ballarò, con la telefonata a sorpresa del premier Berlusconi

Il fermo immagine della puntata di Ballarò, con la telefonata a sorpresa del premier Berlusconi

E dopo aver ottenuto la pace con Tremonti, come già era successo qualche giorno fa con Bruno Vespa, ecco la telefonata in diretta e a sospresa a Ballarò, su Rai3. Il perché, lo spiega direttamente Silvio Berlusconi: “Ho assistito al festival delle falsità della sinistra, adesso voglio rispondere”, ha detto il premier chiedendo la parola al conduttore Giovanni Floris. Continua

Porta a Porta e Ballarò: se la sinistra grida al regime nascente

Lo studio di Ballarò

Ci sono alcune domande che, come in un gioco di specchi, vorremmo rivolgere a coloro che si dicono convinti che in Italia il governo stia costruendo un regime, violando libertà di stampa e diritti politici sanciti dalla nostra Costituzione, mettendo la mordacchia alle poche “voci libere” della televisione. Continua

Sul caso Noemi Ballarò fa scintille. E record di ascolti

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Tradizionalmente considerato il salotto pacato dell’approfondimento di Rai Tre, Ballarò del 26 maggio è stato invece denso di polemiche e battibecchi. Ci si è parecchio scaldati in studio, sul caso Noemi: Ezio Mauro, il direttore di La Repubblica, solitamente restio alle comparsate in tv, contro Maurizio Belpietro; Dario Franceschini ancora contro il direttore di Panorama; il coordinatore del Pdl e ministro della Cultura Sandro Bondi contro Repubblica e il segretario del Pd… “Quando l’argomento è piccolo ci sono le risse”, commenta a fine puntata Marco Pannella, ospite in studio. Sarà…
Eppure la vicenda che ruota intorno alla ragazza napoletana è da tanti giorni al centro del dibattito mediatico e politico. Argomento piccolo e di poco conto? Di fatto interessa e divide. E, a quanto pare, piace al pubblico televisivo: a seguire la trasmissione di Giovanni Floris sono stati 4 milioni 218 mila spettatori con il 17,73% di share, record stagionale di ascolti.

I toni si accendono con il botta e risposta tra Ezio Mauro e Belpietro. Dopo un’introduzione di Mauro che ha chiesto a Silvio Berlusconi di rispondere alle dieci domande che sta ponendo da giorni sul caso Noemi, è toccato a Belpietro prendere la parola, osservando che “quelle domande non sono domande dirette ma provocatorie, insinuanti”. “Avete intervistato l’ex fidanzatino di Noemi che si chiama Gino Flaminio. Ebbene, al casellario giudiziario risulta che esiste un Gino Flaminio condannato a due anni per rapina. È lo stesso che avete intervistato voi?”. Mauro ha provato a rispondere ma Belpietro è tornato alla carica: “Le avete fatte o no le verifiche su questo ragazzo? Quello che avete intervistato è lo stesso che era stato condannato?”. Il direttore di Repubblica ha dovuto ammettere che non è stato effettuato il controllo ma ha spiegato che Flaminio “ha raccontato un pezzo della sua vita”.
Ecco allora scendere in campo il segretario del Pd, Franceschini: “Quello che a me preoccupa è l’intolleranza verso la libera stampa e non Noemi. Vedo un fastidio micidiale verso le inchieste e stasera, qui, contro il direttore di Repubblica è stato aperto un fuoco di fila da un giornalista che per la cronaca è dipendente di Berlusconi. In qualsiasi democrazia di fronte a una vicenda così la stampa avrebbe vivisezionato la storia. Ed invece io sono preoccupato da un’intolleranza che vedo verso chi cerca di vederci chiaro nella storia”. Belpietro non ci sta ad essere definito dipendente del presidente del consiglio Silvio Berlusconi: “Lei” attacca rivolto a Franceschini “non ha titoli per darmi lezioni di indipendenza che io ho sempre dimostrato. La realtà è un’altra: quando io pubblicai la vicenda che riguardava il portavoce di Prodi fui assalito da tutti”.

Contro Franceschini e Mauro si è scagliato anche il ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi: “Berlusconi ha già chiarito, la realtà è che Franceschini non è un moderato ma un estremista ed è più irriguardoso delle persone di Di Pietro. Lei e Mauro vi dovete vergognarmi”. Bondi ha anche accusato il direttore di Repubblica, di essere andato a “rimestare nella pattumiera” e ha chiesto a Mauro se il giornale abbia pagato un cachet per l’intervista all’ex ragazzo di Noemi. “La sfido a dimostrare una cosa del genere”, si è ribellato Ezio Mauro.
Dopo che l’esponente del Pdl ha accusato il segretario Pd di essere “un estremista che sta bene con Di Pietro”, il leader democratico, nella replica, si rivolge al ministro con un “vedi Bondi”. Dura reazione del minsitro: “Mi dia del lei, non ho amicizia con lei”. Gelido Franceschini: “Sì, eccelenza…”. . E quando Ezio Mauro ha detto che Bondi “ha perso la testa”, il ministro ha protestato: “Non ho perso la testa ma sono indignato per la vostra ipocrisia”.

Il VIDEO del battibecco da YouTube:

Palermo, i professori ostaggio degli studenti. A scuola con l’elmetto

Immagini tratte da video sul bullismo scolastico postato su YouTube
Immagine tratta da video sul bullismo scolastico postato su YouTube

Un tempo, neanche troppi anni fa, preside e professori venivano accolti in aula con un alzarsi in piedi e con una sorta di timore. Ora invece vengono salutati a suon di sediate in testa, e sono loro probabilmente ad aver paura. Questo almeno a Palermo, nella scuola media dell’istituto comprensivo “Verga” di Ballarò, quartiere dove il degrado e il disagio sociale raggiungono livelli di guardia.
E per il corpo docente è un vero e proprio bollettino di guerra: il vicepreside è finito in ospedale con la testa rotta per una sedia scagliata da un alunno, un’insegnante è stata percossa e costretta a una settimana di malattia, e un’altra professoressa è stata fatta cadere a terra da un gruppo di alunni.
Ma la preside Rosamaria Rizzo, che ha subito anche lei una gomitata da un ragazzino, non demonizza gli scolari: “Questi ragazzi non vanno criminalizzati perché spesso la violenza è un modo per chiedere aiuto”. E continua: “Quel che è accaduto esprime tutti i problemi di questo quartiere e di bambini spesso lasciati soli da famiglie poco presenti o costrette a lavorare fuori casa tutto il giorno. La convivenza spesso non è semplice. I ragazzini litigano tra loro e quando tentiamo di dividerli subiamo le loro reazioni”.
La “Giovanni Verga” conta oltre duecento studenti di etnie diverse. Ci sono adolescenti di origine tunisina, marocchina e indiana, senegalesi, cinesi e di un’altra decina di nazionalità.

Per gli aggressori ora si prospettano sanzioni esemplari? Ovviamente… no. Il procedimento disciplinare avviato ha delle caratteristiche del tutto particolari. I ragazzini probabilmente dovranno ripulire il giardino della scuola, dipingere le pareti, riparare gli oggetti danneggiati… “La sospensione - spiega la Rizzo - deve essere l’extrema ratio, perché allontanare gli alunni dalla scuola significa riconsegnarli, spesso, a situazioni di degrado e violenza”. E allora la soluzione escogitata, insieme all’Osservatorio Centrostorico, è quella del “contratto formativo”: agli studenti indisciplinati si fa firmare l’impegno a tenere comportamenti riparatori che abbiano attinenza con i comportamenti scorretti da sanzionare. Impegno poi sottoscritto anche dalle famiglie e da due psicopedagogiste. Una specie di legge del contrappasso. A chi ha tirato la sedia sul capo del vicepreside spetterà la riparazione di tutte le seggiole dell’istituto?
E il Moige, l’associazione Movimento Italiano Genitori, che in questi giorni sta lanciando la campagna nazionale contro il bullismo, commenta così i fatti di Palermo: “L’episodio del quartiere popolare di Ballarò a Palermo è solo l’ennesimo atto di una lunga serie di episodi, che hanno come denominatore comune la mancanza di chiarezza nella determinazione dei ruoli e della loro autorità: i genitori devono fare i genitori, e saper dire i loro no, facendo capire ai figli l’importanza per la propria crescita dell’istituzione scolastica, e facendo scattare in loro un’assunzione di responsabilità”.

Gli studenti palermitani non sono gli unici a “divertirsi” con le sedie. Due VIDEO da YouTube, con lanci di seggiole in classe e dalle finestre:

Blog, giornali e tv: tutti contro Mastella. Ecco gli ultimi video

Il ministro della Giustizia Clemente Mastella nell'Aula di Montecitorio durante il question time alla Camera
Da settimane sembra sia diventato il parafulmine su cui cadono tutte le critiche, il simbolo vivente dei privilegi della Casta: “Sono il male dell’Italia?, si chiede lui sul proprio blog, diventato uno sfogatoio per gli altri e un fortino per lui. Lui che è il ministro di Grazia e Giustizia. Ma in giro e intorno, lui ne percepisce assai poca, di grazia (e giustizia). Anzi, Mastella si sente odiato (e lui ha giustamente detto che l’odio è un sentimento pericoloso) e sempre più al centro di un attacco da parte di giornali e tv, vicini alla sua stessa maggioranza.
La gogna mediatica è cominciata prima sull’Espresso: copertina dedicata a chi “ha ucciso la giustizia” e la foto di Mastella in bella mostra. Poi è continuata con il carosello di articoli sull’uso “improprio” dei voli di Stato e sull’acquisto di immobili di pregio a prezzi “di favore”.
Infine è culminata con le due trasmissioni televisive di Anno zero (in cui Marco Travaglio lo trasforma in una macchietta soprannominandolo: “Dumbo, per la propensione alle trasvolate”) e Ballarò (con Giovanni Floris che lascia a briglie sciolte Maurizio Crozza).
Una regia orchestrata “ad arte” sostengono nell’Udeur, che ha un preciso disegno politico: depotenziare il progetto di un centro moderato a cui il Guardasigilli sta lavorando potrebbe erodere al nascente Partito democratico: “Il Pd ha il controllo della Rai” si è sfogato Mastella “e il suo silenzio è eloquente. E Romano che fa? Tace anche lui. La sinistra di Capalbio mi vuole fottere, attacca me per colpire Prodi”.
Per la rabbia e il dispiacere, il ministro ha disertato alla fine il vertice sulla Finanziaria: un’assenza che ha fatto chiasso. Prima ha fatto sapere che non sarebbe andato, spedendo a nome dell’Udeur, i capigruppo a Camera e Senato Fabris e Barbato. Poi, più tardi, ha spiegato che avrebbe disertato l’appuntamento solo per “motivi di salute” e che se fosse stato presente, “avrebbe soltanto riconfermato la piena fiducia al presidente Prodi”.
Cortesia ricambiata dal Prof. che, leggendo in quell’assenza i tanti malumori del Campanile, ha subito espresso solidarietà al proprio ministro.
Povero Clemente: l’unica volta che parlano bene di lui, lui manca…

Qui i VIDEO di YouTube con Mastella nel mirino:

Anno Zero del 20/09/2007


Il monologo di Crozza a Ballarò

Il precedente con Santoro (febbraio 2007)

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
 
 
 
 
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Il video del direttore, di Giorgio Mulè
L'arcitaliano, di Giuliano Ferrara
Cane sciolto, di Vittorio Feltri
L'editoriale, di Giorgio Mulè
L'europeo, di Sergio Romano
Fatti & credenze, di Luca Ricolfi
Fuori Porta, di Bruno Vespa

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