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Fecondazione, i numeri della legge 40

Cinque anni fa entrava in vigore la Legge 40. Da allora la Procreazione medicalmente assistita ha cambiato volto, almeno in Italia: sono progressivamente aumentati il numero delle coppie che si sono rivolte a tali tecniche ed il numero dei nati. È il bilancio dell’ultima relazione sull’applicazione della legge inviata al Parlamento, lo scorso marzo, dal ministero del Welfare, sulla base dei dati dell’Istituto Superiore di Sanità. Dati, è la posizione più volte espressa dal sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella, che dimostrano come la legge funzioni. Ma secondo numerosi osservatori, i limiti della legge 40 hanno prodotto effetti “devastanti”, a partire dal cosiddetto fenomeno del “turismo procreativ”.

Aumenta il numero delle coppie che si sono rivolte ai centri di fecondazione assistita: da 43.024 nel 2005 a 55.437 nel 2007, mentre i nati vivi sono passati da 4.940 a 9.137. I parti gemellari in Italia si attestano intorno ai valori delle media europea (2,7%) ma per quello che riguarda i parti trigemini la superano fortemente: 3,5% contro lo 0,8% in Europa.

Al 31 gennaio 2009 i centri iscritti al Registro Nazionale sono 341. Sul totale, il 45,7% (156) dei centri sono pubblici o privati convenzionati e offrono servizi a carico del SSN. I restanti 185 centri (54,3%) sono privati (nel Nord i centri pubblici o convenzionati sono circa il 60%).

La percentuale dei nati vivi con malformazione è dell’1.1%, con le tecniche di II e III livello, a fronte dello 0.5% con tecniche di I livello e dello 0.4% che si ha nella popolazione generale. Il tasso di complicanze da iperstimolazione ovarica per le donne è sotto la media Ue.

Anche nel 2007 si assiste ad un ulteriore aumento dell’età delle donne e ciò si riflette sui risultati delle tecniche stesse: passa da 35,4 anni del 2005 a 36 anni nel 2007. In Europa la media è di 33.8 anni.

In 4 anni dall’entrata in vigore della legge, le nascite sono diminuite del 2,78%, è quadruplicato il numero delle coppie che con la speranza di concepire un figlio si sono recate all’estero (+200%) e le gravidanze multiple sono passate da un 16% a un 23%: sono i dati più recenti diffusi dal centro Artes di Torino specializzato nella diagnosi e nel trattamento della sterilità di coppia. Nel 2006, secondo il centro, il turismo procreativo è cresciuto del 200%: prima della legge 40, il numero delle coppie che per concepire un figlio si sono recate all’estero era 1.066, mentre nel 2006 ha toccato quota 4.173. Tra le mete preferite la Spagna, la Svizzera, la Francia, ma anche Repubblica ceca, Slovenia e Grecia. Minore appeal, per la quotazione della sterlina, è l’Inghilterra, mentre per motivi opposti sono in crescita gli Usa.

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