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Della Vedova (FL): «La nostra forza sarà essere diversi dalla Lega»

Benedetto Della Vedova

Benedetto Della Vedova

“Non un partito vero e proprio ma un movimento d’opinione perché al di là dei 40 deputati che abbiamo alla Camera penso che Futuro e Libertà abbia incontrato un pezzo di opinione pubblica che la pensa come Fini e come noi tutti”. Così il vicecapogruppo alla Camera di Futuro e Libertà Benedetto Della Vedova parla di quello che di fatto, tralasciando le sfumature linguistiche, è il nuovo partito di Gianfranco Fini. Continua

Caso Englaro, quale futuro per laici e cattolici nel Pdl?

Il presidente della Camera, Gianfranco Fini (Ansa)

Il presidente della Camera, Gianfranco Fini (Ansa)

L’anniversario della morte di Eluana Englaro riaccende il dibattito tra laici e cattolici del Pdl. Continua

Strategia Cavaliere: il leader taglia e ricuci

Sciolgo o non sciolgo? Alla fine il Cav invece di sciogliere ha scelto: la rete.

Quindi Forza Italia non muore e il nuovo partito (Pdl o Ppl, la scelta nel fine settimana) sarà un network di cui faranno parte i partiti della Cdl, i circoli e chi vorrà entrare della società civile. I maligni, e pure molti alleati, sostengono che a Silvio Berlusconi siano stati messi sotto il naso i sondaggi che, da solo, non lo vedevano vincente. D’altra parte non avrebbe potuto prendere il 51%, visto che anche le rilevazioni più rosee lo davano al 37%. E allora dopo giorni di grande fibrillazione tra gli azzurri, mercoledì mattina di buon ora è stata decisiva una riunione a palazzo Grazioli con i vertici del partito. Il punto di riferimento della nuova formazione sarà il Partito popolare europeo, e ci sarà un direttivo costituente al quale prenderanno parte tutti i leader e i segretari dei partiti che vorranno confluire nel Pdl in proporzione alla consistenza dei partiti stessi e, a fianco e in un secondo momento, ci sarà un esecutivo più ristretto.
Come spiegare l’ammorbidimento del Cavaliere? Il riformatore liberale di Forza Italia, Benedetto Della Vedova, prova a decriptare per Panorama.it l’ultima mossa del Cavaliere: “C’è un momento per accelerare e un momento per approfondire il dialogo e il progetto. Ieri Berlusconi ha approfondito il dialogo”. E solo così si può spiegare la mutazione dal Berlusconi-capopopolo di Milano fino a quello che a palazzo Grazioli ha tracciato la road map del futuro centrodestra ai suoi fedelissimi.
Uno che a Berlusconi parla e dà consigli, il segretario del Partito Repubblicano, Francesco Nucara, a Panorama.it spiega: “Ai più potranno sembrare tentennamenti e giravolte del Cavaliere. Ma lui il disegno c’è l’ha ben chiaro in testa. Il partito nuovo lo vuole fare e con quest’ultima decisione ha voluto dare la possibilità a Fini e Casini di rientrare”. Un pensiero, quello del leader repubblicano, che sembrerebbe confermato proprio dalle parole del leader del centrodestra, che ieri a passeggio per Roma ha dichiarato: “Spero che possano entrare anche An e Udc”.

Ma Berlusconi si è convinto da solo? Probabilmente le trattative hanno avuto una parte importante. Sempre Nucara rivela: “Diciamo che l’uscita di ieri è il frutto del lavoro delle diplomazie che lavoravano dal giorno della svolta del predellino di San Babila”.
Il lavorìo della diplomazia è confermato a da uno dei colonnelli di Alleanza Nazionale, Maurizio Gasparri: “Mi sembra normale che si cerchi un recupero. Sono gli elettori che ci vogliono tutti insieme”. Poi Gasparri lancia una mano tesa: “Per ora c’è ancora troppa confusione. Ci vorrebbe un tavolo politico per fare chiarezza nel centrodestra”.
Una diplomazia che però il leader dell’Udc, Pierferdinando Casini, non ha colto: ieri dopo il vertice con Walter Veltroni (che venerdì 30 vedrà anche il Cav.), si è lasciato scappare una battuta dal sapore anti-Cav: “Preparatevi al colpo di scena ragazzi: domani salgo sul tetto della Camera e fondo qualcosa…”. Ma Casini non è stato il solo: Gianfranco Fini a Matrix ha sbarrato la strada di un eventuale ritorno a palazzo Chigi di Berlusconi: “Non è detto che sarà premier”.
Chi invece se la rideva ieri erano gli azzurri. Molto più rilassati che nei giorni precedenti: sui divanetti del Transatlantico di Montecitorio, affollatissimo di deputati che votavano la fiducia sul welfare, dove normalmente si siedono gli onorevoli di Forza Italia, i sorrisi si sprecavano.

In via Torino a Milano, sede dei Circoli della LibertÃ
E fiorivano le leggende su una Michela Vittoria Brambilla molto arrabbiata: alcuni sostengono di averla vista in un bar del centro di Roma che sbraitava contro la decisione antiscioglimento di Forza Italia. Più di un deputato ha sogghignato: “Ma come poteva la segretaria di Confcommercio pensare di poter sciogliere un partito del 30%…”

Radicali a congresso: di qua o di là, la priorità sono le riforme economiche

Emma Bonino al congresso dei radicali a Padova
Meno lotte sui diritti civili e più riforme economiche. Sembra essere questa la strada su cui sono avviati i Radicali, che da giovedì 1 novembre, fino a domenica, stanno celebrando il loro VI congresso a Padova. Centrale, poco prima dell’inizio delle assise congressuali, è stata la provocazione lanciata dal leader storico, Marco Pannella a tutti i congressisti, cioè quella di - in prospettiva di un dopo Prodi e dunque della formazione di nuove maggioranze – “salvare la legislatura e dare priorità assoluta alle riforme economico-sociali, liberali, liberiste piuttosto che alle questioni laiche che da sempre ci vedono in prima fila”.
Una strategia sottolineata a Panorama.it dalla segretaria di Radicali Italiani, Rita Bernardini: “Pensiamo sia giusto dare priorità alla campagna economico sociale e alle riforme che non possono essere rinviate, ma non dismettiamo le nostre battaglie storiche sui diritti civili”. Sintetizzando il programma in questo momento i Radicali mettono da parte gli slogan come ‘No Vatican, no taliban’ e chiedono più legge Biagi. Una sezione del congresso viene dedicata alla difesa della legge Biagi, dall’attacco della sinistra radicale – sul cui termine subito interviene Bernardini: “basta con l’uso truffaldino di questo termine. Radicale è un aggettivo nostro: quella è la sinistra comunista”. Ma è anche prioritario battersi per l’aumento dell’età pensionabile – aggiunge la segretaria dei Radicali – “è assurdo che negli altri paesi dell’Europa si vada in pensione più in là e da noi l’età pensionabile la abbassiamo”.
Durante il congresso i Radicali faranno anche un bilancio di questo anno e mezzo nel governo. Un esecutivo, nel quale sono dentro per la prima volta e dove sono rappresentati dalla ministra per le Politiche Comunitarie, Emma Bonino: “Emma – spiega ancora Bernardini – sta tornando da New York dove ha combattuto e vinto la battaglia per la moratoria della pena di morte. Credo che prima di Natale potremmo arrivare all’agognata moratoria all’Onu”.
Ma i Radicali al termine della legislatura resteranno con il centrosinistra? I tanti temi che tratta la galassia radicale potrebbero far pensare ad ondeggiamenti, ma i Radicali sono saldamente nel centrosinistra. Anzi, da alcune parti arrivano spinte per entrare addirittura nel Partito Democratico. E ovviamente dal centrodestra arrivano critiche. Benedetto Della Vedova, ex radicale, ora deputato di Forza Italia, parlando con Panorama.it attacca: “Io me ne andai proprio sulle riforme economiche. E fui sbeffeggiato. Pensavo che il focus dovesse essere la modernizzazione liberale. Ritenevo che per portare avanti questo tipo di modernizzazione però non bisognava far vincere Prodi”. Quindi un appello al vecchio compagno Marco: “L’invito che gli rivolgo è quello che una volta chiusa la stagione di Prodi sarebbe importante se i Radicali cominciassero a volgere il proprio sguardo a 180 gradi. E in special modo al centrodestra di Silvio Berlusconi. Se venissero con noi rafforzerebbero la parte innovatrice della Cdl”.

Family day, cercasi laico urgentemente

Ma dove sono finiti i laici Ds? E i liberal del centro destra? Sul Family day le posizioni sono tutte morbide, tutte possibiliste. Fuori dal fronte di Piazza Navona (dove si terrà la contromanifestazione Coraggio laico) si ode solo qualche sporadico “Io non ci vado”, ma non si leva nessuna voce che dica nettamente “l’appuntamento di piazza San Giovanni è sbagliato”. Nel centrodestra, gli storici difensori della laicità dello Stato tacciono. Nel centrosinistra si cova il progetto dei Dico, ma non ci si oppone alla mobilitazione che proprio a quel progetto vuole sbarrare la strada. Possibile che i laici siano improvvisamente spariti tutti?

La prima risposta arriva da Franco Grillini, che a Panorama.it dice: “Ai miei interventi sulla laicità, durante i congressi Ds, i palazzetti dello sport rimbombavano di applausi. Adesso invece nessuno fiata. All’ultimo congresso ho detto a Fassino: ‘Di’ qualcosa di laico’. Lui non solo non l’ha detto, ma ha affermato che tutte le leggi, nel nuovo Pd, dovranno essere condivise, un eufemismo per dire che si è prigionieri degli integralisti religiosi”. Insomma, stando a Grillini, sinistra e laicità nel Pd non vanno più d’accordo. “Non si può sposare una forza storicamente laica con un partito confessionale: quello tra Ds e Dl è un matrimonio contro natura. Pur di fare l’unione con la Margherita, i Ds hanno accettato di svendere non solo la questione sulle coppie di fatto, ma tutta la questione della laicità, dalla legge 40, al divorzio breve, alla liberalizzazione delle droghe leggere”. Così l’ex storico leader dell’Arcigay esce dai Ds. E al al Partito democratico preferisce Cecchi Paone, col quale si appresta a fondare un nuovo soggetto politico.
Nel frattempo, chi resta con Fassino sopporta in religioso silenzio la nuova svolta. Unica eccezione, Vittoria Franco, la sola ad aver contestato la scelta del ministro Rosy Bindi di escludere le associazioni gay dalla Conferenza nazionale sulla famiglia. Intervistata da Panorama.it non se la sente di dire che il Family day sarebbe da evitare. “Siamo in democrazia” dice la deputata “e non si può impedire a nessuno di fare una manifestazione”. Ma poi chiarisce: “Quello che non mi piace del Family day non è la mobilitazione, ma il suo ordine del giorno, che è ideologico e non politico. Si stanno saldando sempre più chiesa e politica, un binomio che andrebbe smontato”.
Il binomio andrebbe smontato anche per Alfredo Biondi, Presidente del Consiglio Nazionale di Forza Italia, che non si allinea alle posizioni del suo leader di partito. Berlusconi non andrà al Family day pur sostenendone le ragioni. Biondi invece non ci andrà perché lo considera “un appuntamento senza senso”. “Gli organizzatori dicono che sarà una manifestazione per difendere la famiglia della Costituzione, dunque un’iniziativa laica” osserva Biondi “Ma questi signori confondono laicità con elettoralità. La verità è che hanno paura di mettere in discussione i dictat della Chiesa. La fede smuove le montagne” conclude Biondi “e smuove anche molti voti”.
Altra mosca bianca nel centro destra è Benedetto Della Vedova, ex radicale approdato a Forza Italia, che dice: “Non soltanto non ci andrò, ma considero la mobilitazione un errore ideologico. Non si può mettere in contrapposizione la difesa della famiglia con il sostegno alle unioni omosessuali. Il centrodestra italiano” dice “dovrebbe cogliere la lezione francese, dove i Pacs convivono con un’ottima politica per la famiglia”. E domanda: “Quando ci sarà un Sarkozy italiano col coraggio di dire che la posizione della Chiesa sull’omosessualità fa orrore?”

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