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Beppe-Severgnini

Severgnini: la fatica di raccontare Berlusconi e di vergognarsi

Beppe Severgnini (MATTEO BAZZI / ANSA)

Beppe Severgnini (MATTEO BAZZI / ANSA)

di Pietrangelo Buttafuoco

Beppe Severgnini, noto giornalista de Il Corriere della Sera, nonché grande firma dell’editoria popolare, è stato impegnato in un tour negli Usa, anzi, in un book tour, per promuovere un libro su Silvio Berlusconi. Il titolo è “Mamma mia” e dalla cronaca che lui stesso ci ha offerto dal suo giornale se ne ricava la convinzione che è stato tutto un trionfo rispetto allo sfasciarsi di una stagione politica. Continua

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  • Giovedì 10 Novembre 2011

Sfoghi e sfottò. Gli juventini scatenati sul web: “Mourinho uno di noi”

José Mourinho

Il verdetto è scritto: “Mourinho uno di noi”. Il coro non arriva dalla curva dell’Inter, di cui “Special One” è allenatore, bensì dai forum di tifosi juventini, scatenati all’indomani del presunto sfogo, fatto nello spogliatorio dall’allenatore portoghese dopo la sconfitta dell’Inter contro l’Atalanta. “Il primo scudetto ve lo hanno dato in segreteria, il secondo lo avete vinto perché non c’era nessuno. Il terzo all’ultimo minuto. Siete una squadra di…”, avrebbe tuonato il tecnico.
Al popolo bianconero, che da due giorni impalla i blog su internet, non è parso vero. Per diventare un’icona, seppure della fede sbagliata, è bastata quella sfuriata. Tutto quello che, da quasi tre anni, grida gran parte dei credenti juventini è stato sottoscritto dal capo dei nemici in cinque minuti: il massimo che si può ottenere dalla vita. Che poi lo stesso riceva da Massimo Moratti nove milioni di euro l’anno (o forse anche molto di più come ha riportato Panorama.it), rende il tutto irresistibile. Per palati bianconeri, ovviamente.
Qualcuno, nei blog, s’interroga sulla veridicità delle dichiarazioni, ma è una minoranza: troppo bella la storia, per metterla in discussione con un pò di verità, pensa la maggioranza dei bianconeri. “Non posso entrare nel merito di queste affermazioni perché non sappiamo se e come sono state pronunciate” sottolinea a Panorama.it Franco Lauro, giornalista di Rai Sport e conduttore di 90° Minuto. “Siamo entrati nella fase più calda della stagione ed è chiaro che ci sia molta pressione sull’Inter e in particolare su Mourinho. Se dovesse fallire in Champions contro il Manchester United le ripercussioni sarebbero pesanti anche sul campionato, dove nelle ultime settimane ha avuto difficoltà e la Juventus si è rifatta sotto. Ma basta vincere per tornare subito Special One e la gente si dimentica presto di frasi, presunte o reali”.
Pronunciate o meno, queste parole stanno facendo il giro del mondo. Oltre 150 mila interventi sul forum “j1897.it“, quasi 15 mila su Vecchiasignora.com. “Mou uno di noi”, è il commento più incollato, anche se c’è chi si sbilancia ancora di più: “Mou vieni alla Juve”. Altri sperano che il portoghese continui: “Potevi anche dirgli che in Champions league il miglior risultato negli ultimi 40 anni è stata una semifinale con Cuper”.
La rivelazione di blog e giornali ha fatto scattare le ire della società, che ha cercato di smentire seccamente. Ma sui forum del tifo la notizia è da prima pagina. “Ha cercato solo di scuotere la squadra” scrive un interista. E un altro: “Ben vengano questi metodi se portano alla vittoria”. Come riportato sul sito di Tuttosport, il quotidiano vicino all’ambiente bianconero, “una cosa possiamo escluderla di sicuro: e cioè che Josè Mourinho volesse acquisire meriti agli occhi dei tifosi juventini. Mou, dopo la traumatizzante sconfitta di Bergamo, avrebbe tirato in ballo l’argomento degli scudetti proprio per pungolare l’orgoglio nerazzurro. Perché nessuno tra i nerazzurri, se mai lo aveva fatto, si senta troppo appagato o rassicurato da questi due campionati di quasi totale predominio”.
Se non altro, ora il portoghese ha conquistato l’uditorio avversario, dopo che già molti giocatori bianconeri lo stimavano. “Durante i fatti di Calciopoli” commenta Alberto Rossetto, dell’Associazione nazionale amici della Juventus, “Mourinho era all’estero e si vede che lì hanno capito meglio come sono andate le cose in Italia. Quelle considerazioni, lui le aveva fatte anche quando stava al Chelsea. Finalmente, qualcuno dice la verità anche dentro l’Inter”. Sull’argomento sono intervenuti anche due interisti doc. “Mourinho è troppo intelligente, non può aver denigrato gli scudetti post Calciopoli dell’Inter nello strigliare la squadra dopo la disfatta di Bergamo”, è l’opinione di Alessandro Altobelli, ex stella nerazzurra. “Se quelle parole le dice Moggi va bene, ma se le avesse dette Mourinho sarebbe grave”, è stato invece il duro commento di Beppe Severgnini, giornalista e scrittore di fede interista, scettico sul fatto che Special One abbia usato argomenti del genere. “Sono argomenti delicati, toccano corde che hanno fatto soffrire molto in passato. E soprattutto, sugli scudetti, non è vero”. Sarà, ma gli juventini nel frattempo gongolano e Mourinho, almeno per un altro pò di tempo, resterà “uno di loro”.

Cent’anni di scout. Verdone e la Melandri tra gli ex


Cento anni di scout. Di giovani uniti da valori di “buon cittadino” per diventare “cittadini del mondo”.
Era il 1907 quando Sir Robert Baden-Powell organizzò, con un gruppo di ventidue ragazzi inglesi, il primo campo scout nell’isola di Brownsea, nella baia di Poole, sulla Manica. Da allora più di 400 milioni di donne e uomini sono passati tra le fila dello scautismo. E oggi il movimento, interrazziale, interculturale, interreligioso, conta circa 40 milioni di bambini, ragazzi e giovani in 250 paesi del mondo (200 mila associati in Italia).

Quest’anno, su iniziativa della World Organization of the Scout Movement (Wosm), ricorrono i festeggiamenti per il centenario, che simbolicamente cade il primo agosto. E intanto, come anticipo, la Provincia di Firenze organizza per martedì 27 marzo, presso la sua sede di Palazzo Medici Riccardi alle 10, il convegno “Ask the boy. Nuove frontiere educative: scautismo e istituzioni a confronto”.
Partecipano tanti ex scout: il ministro alla Pubblica istruzione Giuseppe Fioroni, il presidente della Provincia di Firenze Matteo Renzi, il sottosegretario alla solidarietà sociale Cristina De Luca, il presidente e amministratore delegato di Somedia Alessandro Alacevich, il vice direttore generale di Confindustria Luigi Mastrobuono, l’ex presidente Agesci Paola Trenti.

Tra i “vip” italiani sono stati ex lupetti o coccinelle anche Carlo Verdone, l’architetto Renzo Piano, l’onorevole Giovanna Melandri, i giornalisti Piero Badaloni, Beppe Severgnini, David Sassoli, Alberto Romagnoli, Sergio Valzania, l’ambasciatore Mario Sica, l’ex ministro Giancarlo Lombardi. Segnalateci gli altri.

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
 
 
 
 
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