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Bergamo

Si sente male in discoteca, muore 19enne bergamasca

Giovani in discoteca. A Milano sono partiti i controlli contro l'abuso di alcol |MsAnthea by Flickr

È morta agli Ospedali Riuniti di Bergamo Kristel Marcarini, la ragazza di 19 anni ricoverata d’urgenza domenica, in coma irreversibile, dopo un improvviso malore in discoteca. La giovane è stata dichiarata morta questa mattina per una “lesione cerebrale irreversibile”. La 19enne, residente a Clusone (Bergamo), si trovava in terapia intensiva nel reparto di neurochirurgia da domenica pomeriggio, dopo essersi sentita male la notte precedente in un locale.

I genitori di Kristel hanno acconsentito all’espianto degli organi, per cui si attende il nullaosta del magistrato che si occupa dell’inchiesta. Nel suo sangue sono state trovate tracce di sostanze stupefacenti riconducibili all’amfetamina. I carabinieri della compagnia di Clusone stanno ora cercando di ricostruire ogni istante della serata che la giovane ha trascorso alla discoteca “Fluid” di Orio al Serio.

La ragazza si è sentita male intorno alle 3 del mattino, quando ancora si trovava nel locale e si è fatta accompagnare a casa da alcuni amici. Nel frattempo ha ricevuto la telefonata della madre, preoccupata perché non la vedeva rientrare: “Mi ha risposto che sarebbe arrivata”, ha dichiarato la donna, “ma la voce non mi piaceva, si capiva che aveva qualcosa”. Domenica mattina le condizioni della 19enne sono precipitate.

Dannoso, menzognero e incline alla frode: il vino è finito sotto processo

Al Tribunale penale di Bergamo, l’8 ottobre, nell’ambito di Bergamo Scienza, esperti del settore, medici, avvocati, sommelier e studenti, nella veste di giurati, decideranno, tra il serio e il faceto, se assolvere o condannare una bevanda sotto l’occhio del ciclone |Foto tratta da Flickr by kloogheem
Il nettare degli dei è finito sotto processo, accusato di falsa testimonianza. Al Tribunale penale di Bergamo, l’8 ottobre, nell’ambito di Bergamo Scienza, esperti del settore, medici, avvocati, sommelier e studenti, nella veste di giurati, decideranno, tra il serio e il faceto, se assolvere o condannare una bevanda sotto l’occhio del ciclone.
Amato come non mai negli ultimi tempi (vedi i numeri), oggi è conteso da salutisti e amanti del gusto. Ecco i capi d’imputazione: danni alla salute pubblica (se si abusa di alcol, di cui il vino è il conduttore più a buon mercato, si incorre a gravi danni per la salute: ci si fa male o si fa del male agli altri), falsa testimonianza (secondo l’antico detto “in vino veritas” è da stabilire se davvero il vino distrugge ogni inibizione), frode o sofisticazione (tanti i casi di contraffazione, prezzi esagerati, per non parlare del vecchio incubo “metanolo”).
Ad organizzare l’evento è il Cesvi (un’organizzazione umanitaria che presenta, per l’occasione, anche un importante progetto realizzato in Albania per il sostegno ai produttori nel settore di viticoltura e zootecnia) in collaborazione con Slow Food e Veronelli Editore. Lo scopo è indagare gli aspetti sociali, culturali ed economici del mondo enologico, analizzando in modo critico e ironico tutti i risvolti del vino sulla società.

Lo strumento? Interrogatori e contro-interrogatori, deposizioni di testimoni ed esperti, prove, studi ed esperienze a favore e contro i capi di imputazione. Al Presidente del Tribunale (Ettore Tibaldi, zoologo e vicepresidente Cesvi) spetterà la pronuncia della sentenza finale di innocenza o colpevolezza.
Un sistema, quello del processo all’americana, già positivamente sperimentato dal Cesvi sul cacao (processato e assolto circa un anno fa). Perché favorisce la partecipazione pubblica e stimola nei più giovani il giudizio critico più di qualsiasi noioso convegno.
Indipendentemente dal verdetto, comunque, l’imputato sarà a disposizione del pubblico, alla fine del processo, per le degustazioni di rito.

Bergamo, polmone della Lombardia malato di smog

È il polmone malato della Lombardia con le sue automobili, le sue fabbriche, le acciaierie di Dalmine e le Orobie a far da schermo. Per questo Bergamo, come e più di altre città del nord Italia, combatte ogni anno contro lo smog. E anche per questo inverno 2007/2008 la battaglia si annuncia lunga e dura. Per questo il Comune ha già previsto una domenica ecologica al mese fino a marzo, ha fatto partire un piano di sostituzione degli autobus inquinanti con mezzi a metano e ha ampliato il teleriscaldamento. “Oltre ciò - spiega Fausto Amorino, assessore all’Ambiente di Palazzo Frizzoni - faremo partire le targhe alterne dopo cinque giorni consecutivi di sforamento dei limiti della quantità di Pm10 nell’aria e ci adegueremo alle misure regionali contro l’inquinamento”. Quindi niente Euro 0 a diesel e benzina, niente cicli e motocicli a due tempi, niente diesel Euro 1 fino all’inizio della primavera.

Calciopoli: è l’ora dei processi

(In alto, da sin.) Luciano Moggi,Antonio Giraudo, Innocenzo Mazzini: (in basso, da sin.) Pier Luigi Pairetto, Massimo De Santis e Paolo Bergamo. I pm di Napoli Filippo Beatrice e Giuseppe Narducci hanno chiesto il rinvio a giudizio per 37 imputati nell'ambito dell'inchiesta sugli illeciti nel calcio. Le accuse vanno dall'associazione per delinquere alla frode in competizioni sportive.
Da Luciano Moggi ad Antonio Giraudo, dal dirigente Figc Innocenzo Mazzini ai designatori Paolo Bergamo w Pierluigi Pairetto all’arbtirto Massimo De Santis. Sono alcuni dei 37 personaggi che dai pm napoletani vengono indicati come promotori “costitutori ed organizzatori dell’associazione per delinquere”. Per loro la procura di Napoli ha chiesto il rinvio a giudizio per lo scandalo del calcio: 29 partite condizionate nella stagione 2004-2005 sono costate agli indagati accuse che vanno dalla frode sportiva all’associazione a delinquere.

Diverse squadre sono state riconosciute come parti offese: Atalanta, Bologna, Brescia, Cagliari, Chievo, Lecce, Livorno, Palermo, Parma, Roma, Sampdoria, Siena Udinese e Salernitana. Anche i ministeri dell’Economia e delle Finanze e quello per le Politiche Giovanili sono considerati parti lese, assieme ai Monopoli di Stato, il Coni, la Figc, la Lega Calcio e la Rai.

Guarda i servizi VIDEO
Processo per 37 a Napoli:

Sfilata di nomi eccellenti del calcio al processo di Roma contro la Gea:

Nuovi tormentoni: le città italiane se la cantano su YouTube

Giovani in discoteca (Credits: Flickr)

Dal genovese “Sono troppo diversa io, nè?” al “pieno di cozzaglia” di Bari: modi di dire finiti sul web grazie all’ultima ondata della cultura pop, lanciata su YouTube dal video “Milano is burning“, diventato famoso anche con il nome “Frangetta”.

Un vero tormentone che, riversandosi in molte città e piccoli centri, ha acceso la creatività dei giovani che si sono divertiti a ironizzare, con musica e parole, sulle abitudini, i modi di dire e i tic delle province italiane.

Questo è la clip da e su Bergamo:

Un filmato da Palermo:

E una canzone da Ivrea:

Tutti gli altri possono essere visti su Youtube. (Qualora decideste di cliccare potreste imbattervi in un linguaggio non sempre conveniente).

Calcio, l’altra classifica di fine campionato: i danni degli ultrà a treni e stazioni

Poliziotti scortano gli Ultrà sul treno
Quello alla stazione di Terno d’Isola (BG) è l’ultimo scontro tra “tifosi” in un campionato di calcio che sta per concludersi, segnato da gravi episodi di violenza ma anche dal decreto Amato sugli stadi che avrebbe dovuto mettere un freno ai tifosi più esagitati. Ieri il bilancio è stato lieve: “solo” un poliziotto colpito a una gamba e tre passanti contusi. Seriamente danneggiate, invece, e in parte bruciate da una torcia due carrozze.
Trenitalia ha fatto sapere che citerà per danni i responsabili degli atti vandalici: “Saremo duri, niente sconti” dice, esasperato, Franco Fiumara, responsabile della Protezione Aziendale delle Ferrovie. “Non ne possiamo più di essere vittime della violenza ultrà, che è stupida e cieca di per sé. Ma che lo maggiormente quando distrugge anche i mezzi di trasporto pubblico”.
Via alla tolleranza zero?
Il termine è paradossale, chiediamo il semplice rispetto delle regole: chi sbaglia paga. E se da un punto di vista penale pagare significa essere messi dentro, dal nostro punto di vista significa sborsare i soldi per i danni arrecati.
Prima non era così?
No, solo dal 16 marzo 2007 il nuovo management del Gruppo Ferrovie dello Stato ha adottato la linea del rispetto delle regole per chi utilizza il treno, sulla scorta della legge Amato sulla sicurezza degli stadi. Sono stati diminuiti i treni dedicati alle tifoserie (charter: dai 104 del campionato 2005/06 agli 85 del 2006/07, ndr). Insomma, i tifosi, per raggiungere lo stadio, devono pagare la tariffa intera prevista per la tratta da percorrere. Su un normale treno di linea.
Com’è successo ieri per il regionale Milano-Bergamo…
Esatto: avevamo messo a disposizione quattro carrozze per 200 supporter interisti che hanno acquistato un regolare biglietto andata-ritorno.
A quanto ammontano i danni ai treni nel campionato 2006/2007?
A 100 mila euro. Ma il valore è approssimato per difetto visto che non è considerata la stima dei danni indotti come il costo del fermo di un convoglio per manutenzione e il suo mancato utilizzo.
Meglio o peggio in confronto al campionato scorso?
Meglio: nella stagione 2005/2006 arrivammo a 206 mila euro. Anche se vanno considerati due elementi importanti: la maggior parte dei danni dello scorso campionato è dovuta all’attività teppistica della tifoseria del Catania alla stazione di Parma del 14 gennaio 2006 (153.000 euro in un solo giorno, ndr). E poi quest’anno sono diminuiti di numero anche i tifosi trasportati: 41.700 contro i 69 mila del 2005.
Poliziotti in azione alla stazione

Calcio violento: battaglia sul treno tra ultrà di Inter e Atalanta. Manette in arrivo

Nel Far West di 200 anni fa azioni così erano chiamate “assalti alla diligenza”. Nel Far West degli ultrà del calcio di oggi, si chiamano “regolamento di conti”.
Preparato e messo in atto domenica 20 maggio: una cinquantina di ultrà dell’Atalanta che blocca il treno (di linea, quindi con altri passeggeri a bordo) su cui viaggiano gli avversari di curva dell’Inter diretti a Bergamo, per Atalanta-Inter, e lo assalta prima con una sassaiola e poi a colpi di bastone e bottiglie, terrorizzando gli altri passeggeri e scatenando il panico nella piccola stazione di Terno d’Isola, paesino tra Milano e Bergamo. I sostenitori dell’Inter, poco più di duecento, non sono certo rimasti a guardare: per un lungo quarto d’ora, si è scatenata una vera e propria battaglia: dalla banchina lancio di pietre e di fumogeni; dal treno lancio di seggiolini e oggetti vari.
Il blitz pare fosse studiato: tra le due curve, nonostante gli stessi colori di maglia, non è mai corso buon sangue. Soprattutto gli atalantini non hanno ancora dimenticato il “torto” subito subito sei anni fa, quando dal terzo anello di San Siro venne lanciato un motorino rubato a un tifoso bergamasco. Da qui la decisione della vendetta: aspettano il treno che, partito dalla Centrale di Milano, per raggiungere Bergamo deve passare da Terno alle 12.50. Ed è qui che gli atalantini lo aspettano: sanno che di quel convoglio locale quattro carrozze sono riservate agli interisti. E quando entra in stazione parte l’imboscata: volano sassi e bottiglie. Gli interisti scesi dal treno ed è cominciata la caccia all’uomo anche nelle vie intorno alla stazione di Terno. L’allarme alle forze dell’ordine è scattato subito, ma gli ultrà bergamaschi sono spariti. Messi al sicuro gli altri passeggeri, il convoglio viene fatto ripartire per la vicina stazione di Ponte San Pietro. Qui i tifosi vengono identificati e fatti risalire su un altro treno che li riporta a Milano (sono arrivati a Sesto San Giovanni alle 16,30). Ma il rientro a casa non significa impunità (e lo stesso dicasi per i bergamaschi che sono riusciti a scappare): la sassaiola non è finita in tv, (tanto meno nelle immagini della telecamera istallata dal comune all’imbocco del viale della stazione e fuori uso da mesi), ma le forze dell’ordine si stanno muovendo tra i tabulati e le chiamate via cellulare dei protagonisti di quest’ordinaria domenica di violenza ultrà. In manette è finito l’organizzatore dell’assalto, A.C., 33 anni, operaio di Palazzago, che alcuni testimoni hanno visto distribuire l’armamentario per l’attacco prima di indossare il passamontagna. Le accuse nei suoi confronti sono di attentato alla sicurezza dei trasporti, danneggiamento aggravato e rissa in concorso. Insieme a lui sono stati al momento individuati e denunciati all’autorità giudiziaria altre due persone che si trovavano con lui in occasione degli scontri.

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Io la penso così, di Giovanni Fasanella
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
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