
Il Freccia Rossa su cui ha viaggiato Silvio Berlusconi in occasione della corsa inaugurale della nuova tratta appenninica è partito e arrivato in perfetto orario: Milano ore 12.00, Roma ore 15.00. Ha così coperto in sole tre ore la distanza tra il capoluogo lombardo e la Capitale. A ragione quindi il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, sul treno di prova sulla linea Alta Velocità Milano-Roma, ha potuto commentare: “Questo è un grande passo avanti per il sistema dei trasporti italiani”.
Ma i clienti di Trenitalia dovranno aspettare fino al prossimo 14 dicembre prima di poter apprezzare i vantaggi del collegamento superveloce tra Milano e Roma. “Ci è stato illustrato” ha proseguito Formigoni “come dopo gli ulteriori ammodernamenti che sono previsti in altre tratte, ci saranno riduzioni di percorrenza nei prossimi anni fino ad arrivare al tempo netto di 2 ore e 35 minuti, nel 2013, tra Milano e Roma”. I treni dell’Alta Velocità , nel tratto tra l’Emilia Romagna e la Toscana, cioè tra Bologna e Firenze, continuano infatti, per ora, a percorrere i vecchi binari e non il nuovo tratto (79 Km, dei quali 73 in galleria) . Perciò l’intero tragitto tra Milano e Roma è coperto oggi in circa tre ore e mezza.
“Si tratta di notizie positive per il nostro Paese, tanto più che è stata utilizzata tecnologia italiana e che, in occasione delle prove, il treno ha battuto i precedenti record di velocità raggiungendo i 362 Km all’ora”. Positive, secondo il presidente Formigoni, anche le impressioni di viaggio: “Si viaggia a 300 km all’ora senza scossoni, potendo leggere, lavorare, discorrere con i vicini o i propri collaboratori, riposare”.
“Il viaggio” ha aggiunto il governatore lombardo “è stata anche per me un’occasione per riaffrontare con l’ingegner Moretti il tema del trasporto pendolari in Lombardia che fa registrare le note sofferenze. La Lombardia da tempo è impegnata per realizzare condizioni migliori su tutte le tratte pendolari”. I colloqui, cui ha partecipato anche l’assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità , Raffaele Cattaneo, “hanno fatto registrare una svolta positiva” ha sottolineato Formigoni “che contiamo di trasformare in progetti precisi nei prossimi giorni di lavoro e nelle prossime settimane. Quello che è chiaro è che Regione Lombardia non sarà soddisfatta sino a quando il servizio pendolari non raggiungerà condizioni di puntualità e di comfort adeguate”.
Non hanno seguito la Via della seta, né i loro diari di viaggio passeranno alla storia. Ma nel Cathai moderno, i discendenti di Marco Polo sono più popolari del mercante veneziano.
Lo hanno scoperto gli italiani che sono sbarcati in città per le Olimpiadi e che vengono fermati per strada e fotografati insieme con intere famiglie cinesi, felici di portare a casa il ritratto di un occidentale. La battuta più declinata in italiano è “Ciao bello”. Vanno forte anche “Milan” e “pizza”. In Cina la rappresentanza tricolore più numerosa è costituita dalla carovana di amici e parenti al seguito dei 346 atleti in gara. Per esempio l’emozionatissima Gabriella Salomone, mamma di Mauro Gavotto, “opposto” ventinovenne della Nazionale di pallavolo. La futura cognata, Ilaria Nicolini, 30 anni, l’ha portata a fare shopping al Silk market, il bazar delle marche contraffatte. Qui Francesco Rauccio, casertano di 30 anni, davanti all’obiettivo di Panorama ha firmato decine di magliette con la scritta “Italy”. Tra i banchetti fumanti di Wangfujing è facile incontrare altri connazionali. Per esempio le sorelle casertane Paola e Laura Tramontano, 32 e 27 anni, alle prese con uno scorpione fritto. Gli italiani sono anche frequentatori assidui di locali per soli uomini, discoteche gay e centri massaggi particolari. Ecco le cartoline da Pechino di chi ha accettato di raccontare delusioni e piaceri. A volte proibiti.
Ospitalità italiana. È finito persino sulla copertina del settimanale Time, per un servizio sulle forze speciali italiane in Iraq. È stato in prima linea, dal Libano all’Afghanistan. Ma questa volta è caduto nell’imboscata del pacchetto turistico. “Ho pagato 4 mila euro per una settimana: temo di aver preso una cantonata” si lamenta Alberto Clemente, 41 anni, incursore della Marina di stanza a La Spezia. A Pechino il suo quartier generale è diventato quello di molti italiani: un hotel un po’ kitsch alla periferia est della capitale. Nella brochure è circondato da prati e laghetti. In realtà è in un’area industriale fatiscente. Ma l’agenzia che ha organizzato il viaggio era una delle poche a offrire pacchetti con i biglietti per le gare. “Ho pagato persino 45 euro per l’escursione a piazza Tienanmen dove si entra gratis praticamente dappertutto” conclude Clemente. Nella hall dell’albergo, Stefano Cagnolati, 58 anni, medico di Parma, rincara la dose: “Siamo in una zona così isolata che ho cenato sempre in hotel: 35 euro a pasto per mangiare italiano”. Emanuele Assumma, 32 anni, Federico Malerba e Nicola Marchitto, 34 anni, sono tre professionisti romani e stanno facendo il giro del mondo per vedere le sette meraviglie moderne. La muraglia cinese è la quinta che raggiungono. Ma il vero muro è quello che hanno trovato a Casa Italia, l’hospitality allestita dal Coni. I tre si sono presentati per vedere la partita d’esordio della Nazionale olimpica di calcio, ma l’inflessibile servizio d’ordine li ha rimbalzati. Sotto la pioggia di Pechino, Nicola, avvocato civilista, obietta: “Questo dovrebbe essere un punto di ritrovo per italiani e non una zona esclusiva”. E così alla fine i tre hanno chiesto asilo a Casa Olanda. Dove pare siano stati accolti festosamente.
Biglietti e bagarini. Il ritratto di Mao Zedong, di fronte alla Città proibita, domina imperturbabile la scena. Sotto un gruppetto di pechinesi fa la fila per fotografare tre giovani cosentini quasi fossero personaggi del jet-set. “Stiamo cercando i biglietti per il nuoto” spiega Stefano Muraca, 25 anni, istruttore in piscina e laurea in Scienze motorie. La fidanzata Cristina studia cinese a Pechino e da settimane tampina un bagarino che si presenta sempre con una valigia piena di biglietti. “Ma quelli per le finali di nuoto costano ancora circa 400 euro” confida Gaetano Sorcale, 25 anni, ricercatore. Il venditore abusivo ogni giorno mostra la mercanzia e dà le quotazioni, ma al momento gli unici prezzi abbordabili sono quelli per sport come badminton, pugilato o pallamano. I ragazzi, per ora, hanno acquistato a 100 euro i biglietti per Italia-Usa di volley.
E come cadeau il bagarino gli ha consegnato una bottiglietta d’acqua minerale. Nella città proibita gira con la macchina fotografica pure Marco Gualtieri, il fondatore di TicketOne, società specializzata nella vendita online di tagliandi per ogni genere di spettacolo. “L’idea mi è venuta mentre studiavo economia e lessi le lamentele per le code al museo degli Uffizi”. La trovata ha funzionato e lui ha rivenduto ad aprile la sua società per 36 milioni di euro. “Ma non ho partecipato alla gara per Pechino 2008: ero troppo impegnato con Torino 2006″ spiega. Ora è in Cina con l’amico Sergio Cocchi, consulente di una banca internazionale. Ovviamente, Mister Bigliettone ha il marsupio pieno di tagliandi: “Sono 16, alcuni li ho comprati, altri me li hanno regalati”.
Nel mondo di Suzie Wong. Nessuno ammette di essere in cerca di avventure, ma tutti a Pechino sanno dove trovarle. Per esempio al Mondo di Suzie Wong. Qui Cindy, 25 anni, labbra vistose, taglia corto: “Degli italiani amo solo i soldi”. Si mette in posa con lei Andrea Puleo, 38 anni, agente immobiliare, per hobby soldato napoleonico nelle ricostruzioni storiche. Non gli dispiacerebbe conoscere qualche bellezza locale: “Qua le ragazze mi sembrano ancora all’antica, ti danno l’indirizzo email, ma è difficile persino baciarle sulle guance”. E così c’è chi decide di evitare la fase del corteggiamento, come Giovanni, 48 anni, che ha passato una notte con Jenny, una ragazza del Suzie Wong: “A letto, all’inizio, sembrano timide, poi ti fanno sentire un imperatore”.
Gay pride. Il Destination è il locale gay più celebre della città . Sino a una settimana fa era semiclandestino, in vista delle Olimpiadi ha inaugurato tre nuovi piani: la discoteca è al primo (luci soffuse e pali per la lapdance), sopra il pianobar, al terzo i massaggi, all’ultimo un hotellerie. Salvatore è uno dei due italiani che Panorama ha incontrato nel locale. Ha 32 anni, fa l’informatico e grazie a una chat gay è entrato in contatto con un ventenne del luogo: appuntamento al Destination. La serata di Salvatore finisce in albergo con il giovane amico. Al bar c’è un altro ragazzo italiano, Alessio, 27 anni, giornalista di moda. È sorridente: “Vivo a Shanghai, ma sono venuto qui per le Olimpiadi. Nel 2000, quando ci sono stati i Giochi, vivevo a Sydney e in città era una festa continua. A Pechino il clima è più formale, ma ci si diverte lo stesso”. Un amico in shorts lo invita nell’atrio per una foto di gruppo. Un ragazzo mostra le natiche agli uomini della security, ma nessuno interviene. Anche questo fa parte del clima olimpico.
Gratta e vinci falsi
Le Fiamme gialle di Venezia hanno sequestrato nel veneziano e nel padovano circa 170mila ‘Gratta e vinci’ falsi
Tra libri e tesi di laurea stampavano anche migliaia di “gratta e vinci” falsi. Una tipografia di Catanzaro, grazie ad un software e ad alcuni clichè, è riuscita a realizzare biglietti delle lotterie istantanee “Magic Slot”, “Super Bingo” e cartoline abbinate, quasi perfettamente identiche agli originali e a distribuirle capillarmente in bar e ristoranti di molte regioni d’Italia. La maxi truffa ai danni dello Stato è stata scoperta a Venezia dalla Guardia di Finanza.
I primi tagliandi dei Monopoli di Stato contraffatti sono stati ritrovati proprio in un bar di Mestre e del centro storico lagunare. Dai pedinamenti e dalle intercettazioni telefoniche i militari sono riusciti a sequestrare migliaia di gratta e vinci fasulli a ricostruirne il percorso dalla fabbrica ai singoli distributori e a denunciare 12 persone tutte con precedenti penali.
Una volta stampati, i tagliandi venivano consegnanti a Roma, al “grossista” dell’organizzazione. Dalla capitale venivano distribuiti e venduti al prezzo di 2 euro in Lombardia, Emilia Romagna, Abruzzo, Puglia, Calabria e Veneto. Le zone interessate sono, oltre a Venezia e Mestre, quelle di Bollate(Milano), Castiglione delle Stiviere (Mantova), Civitella Casanova (Pesaro), Cellino San Marco(Brindisi), Cassano delle Murge(Bari) e Galatone(Lecce). Ma le indagini non ancora terminate. Gli investigatori non escludono il coinvolgimento di altri soggetti residenti in altre regioni italiane ma soprattutto stanno accertando la connivenza dei singoli proprietari di bar e esercizi commerciali che acquistavano e vendevano i tagliandi contraffatti.
Impossibile per la Finanza riuscire a stabilire il giro d’affari dell’organizzazione. Solo in questa operazione , denominata “caccia al gratta e vinci”, sono stati sequestrati 170 mila biglietti della lotteria istantanea e 25 mila cartoline abbinate. Le persone denunciate erano già conosciute alla forze dell’ordine per esercizio abusivo di giochi riservati ai Monopoli di Stato.
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Nato a Roma nel 1941, è presidente di Ferrovie dello Stato e dell’Università di Trento. In precedenza lo era stato della casa editrice del Sole 24 Ore, di Ubs Italia corporate finance e Marzotto. Per dieci anni, dal 1990 al 2000, è stato direttore generale della Confindustria. Ha avuto incarichi di insegnamento all’Università La Sapienza di Roma, alla Luiss, alla Cesare Alfieri di Firenze e all’Università di Reggio Calabria. È responsabile scientifico della Fondazione Nord Est e socio di enti morali quali la Società italiana di statistica, l’Istituto Adriano Olivetti di studi per la gestione economica e dell’azienda, l’Istituto affari internazionali. Collabora anche al sito LaVoce.info. Autore di numerosi articoli scientifici e divulgativi, è cavaliere di Gran croce.
Dottor Cipolletta, da quanto tempo non prende un treno?
Ultimamente lo prendo spesso. L’altro giorno sono stato a Venezia e poi a Bologna. Non per una questione ideologica, ma perché è molto più comodo rispetto ad altri mezzi.
Scomodo (e impopolare), almeno per le tasche dei viaggiatori, è invece che aumentino ancora i biglietti (e le multe). Però lei su questo ci ha messo la faccia.
L’ho fatto per senso di realismo, abbiamo le tariffe più basse d’Europa. Senza aumenti non si risanano le Ferrovie. Voglio dire: gli aumenti da soli non bastano, ma sono parte fondamentale di una strategia di valorizzazione del prodotto.
Guardi che se li alzate ancora sarà più competitivo spostarsi in aereo. Già adesso il Milano-Roma con il low cost della Ryanair costa meno.
Quando avremo completato l’alta velocità anche le Ferrovie offriranno dei low cost sui propri treni, ovviamente non nelle ore di massimo traffico. Ma noi operiamo su un settore diverso, non inseguiamo le compagnie aeree.

Il povero Mario Schimberni diceva che nemmeno il Padreterno sarebbe stato capace di risanare le Ferrovie. Si vede che lei si sente un gradino più su.
Se è per questo anche Giulio Andreotti diceva che i manicomi sono pieni di chi si crede Napoleone e di chi vuol risanare le Ferrovie. Io faccio un servizio civile in un’azienda dove negli ultimi vent’anni molti hanno investito e lavorato bene. Speriamo di completare l’opera.
Non era meglio stare al Sole che all’ombra del parastato?
Non sono uscito dal Sole 24 Ore per mia volontà . Sarei voluto rimanere, essere il presidente che lo portava in borsa, poi me ne sarei andato. Ma ormai è acqua passata.
Tra lo zero e il sottozero a che livello metterebbe ora l’indice di gradimento delle Ferrovie?
Mi spiace deluderla, ma credo che stia tornando positivo. Io almeno lavoro per questo.
Lei è un uomo di sinistra. Immagino che voterà alle primarie del Partito democratico.
Penso di sì. Prima però devo capire bene come funziona.
Chi dei papabili: Walter Veltroni, Rosy Bindi, Enrico Letta?
Veltroni mi sembra oggettivamente quello che rappresenta di più tutti. Ma ho egual stima anche degli altri.
Migliaia di candidati, centinaia di liste e controliste che hanno fatto emergere screzi feroci e antipatie; non ha la sensazione che quella che voleva essere democrazia dal basso si sta trasformando in una caotica babele?
Non ho una grande competenza in materia, ma pensavo che si sarebbe votato solo per il leader. Ho scoperto dopo che c’era tutto questo ambaradan di cui tener conto.
Cosa farà il suo amico o ex amico Luca di Montezemolo dopo la Confindustria?
Amico, non ex. Sa, tra noi c’è un rapporto franco: quando qualcosa non va, glielo dico in faccia. E questa mi sembra amicizia vera. Detto questo, vedo per lui un possibile futuro nelle istituzioni, a far politica in senso lato. Ma non lo vedo certo alla guida di un movimento o di un nuovo partito.
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A Napoli e a Genova è la partita più attesa dell’anno. Nel capoluogo campano la curia ha anticipato di un giorno la processione per il Corpus Domini e anche il cardinale Crescenzio Sepe assisterà alla sfida, a Marassi, tra Genoa e Napoli. Alla fine del match (salvo clamorosi ribaltoni) solo una delle due squadre timbrerà il biglietto per la serie A, l’altra dovrà passare dalle forche caudine dei play off.
Un dentro o fuori che scalda i cuori dei supporter e preoccupa un po’ le forze dell’ordine. Ovviamente la questura genovese spera che regga il gemellaggio tra le due tifoserie, lungo 25 anni e mai messo alla prova in modo tanto crudele.
I tifosi del Napoli, ieri, hanno polverizzato in tre ore e mezza i duemila biglietti arrivati da Genova per assistere alla partita. Almeno altre quattromila persone sono rimaste senza tagliando e non sono mancati i momenti di tensione e le scazzottate. A Genova per vendere gli ultimi biglietti sono stati utilizzati come in posta i “numerini”. Non è bastato a risolvere i problemi. Risse anche all’ombra della Lanterna. I ben informati dicono che ai tifosi di origine campana non sarebbero stati venduti i tagliandi.
Nonostante la vigilia piena di tensione, il gemellaggio tra le tifoserie sembra reggere. Molti napoletani si presenteranno allo stadio Luigi Ferraris con una sciarpa mezza rossa e mezza azzurra (per fondere i colori delle due squadre) che augura alle due società di “volare insieme in A”.
Nei caruggi, i vicoli di Genova, davanti al negozio dedicato a Fabrizio De André (cantautore genoano che ha cantato in genovese e in napoletano) sono apparse due bandiere una rossoblù e una azzurra.
Al campo di allenamento del Genoa gli ultrà delle due squadre hanno firmato un graffito d’amicizia. Il presidente dei liguri, Enrico Preziosi, ha dichirato: “Se, malauguratamente, il Genoa non dovesse superare il Napoli, i tifosi rossoblù appaludiranno gli avversari”. Chissà : sarebbe davvero una bella prova di fair play per il rissoso calcio italiano.
Qui il video di YouTube sulle imprese del Napoli:
Questo il video di YouTube sul cuore rossoblu di Marassi: