Leggi tutte le notizie su:


bilancio

La stangata: per acqua, rifiuti e trasporti 2009 da record

acqua

Nell’anno della crisi, dei sacrifici, dei tagli, gli italiani hanno dovuto fare i conti anche con l’aumento delle tariffe di acqua, trasporti, poste e ingressi ai musei. A fornire i dati è il ministero dell’Economia che nella sua Relazione per il 2009 registra tra gli aumenti più consistenti quelli di acqua potabile (+5,9%), tassa sui rifiuti rifiuti (+4,5%), traghetti (+7,3%), treni (+4,6), servizi postali (+5,6) e ingresso nei musei (+4,4%). Continua

Il gatto e la volpe: Mourinho-Branca, lui chiede, io compro

L'allenatore portoghese dell'Inter, José Mourinho

L'allenatore portoghese dell'Inter, José Mourinho

Insieme, separati. Il Gatto e la Volpe moderni: Marco Branca e José Mourinho. Non li vedrete mai insieme, o quasi, perché qui, adesso, non serve stare uno appresso all’altro per essere vincenti. Uno fa il calciomercato, l’altro fa la squadra. L’Inter per tutti e due. Perché Mourinho allena i calciatori che il direttore tecnico Branca compra per nome e conto di Massimo Moratti. Continua

La tela di Napolitano. Bilancio di metà settennato

Giorgio Napolitano al Quirnale

Giorgio Napolitano al Quirnale

Dopo avere vissuto tanti anni sulla linea del fuoco, come capocorrente della Dc e come direttore del Popolo, oggi Sandro Fontana scrive libri e dalla sua Brescia può permettersi il lusso di guardare la politica attraverso le lenti dello storico: “La lettera di Giorgio Napolitano su Bettino Craxi, la cui nettezza mi ha sorpreso in un uomo così misurato” dice Fontana a Panorama “conferma che la vera missione del suo settennato è la pacificazione del Paese, il superamento della guerra civile strisciante che ci affligge da quasi 70 anni. E più lui vedrà che questa guerra continua, più inasprirà i suoi interventi”. Continua

Di salato, nei ristoranti del Palazzo, c’è il conto: l’onorevole pranzo costa 10 milioni

Il ristorante di Montecitorio

Ci vanno gli onorevoli, seguiti dai fidi assistenti (o portaborse). Ci portano i giornalisti e gli avversari politici (e forse è la stessa cosa). E tra un tramezzino e un caffè, un supplì e una crocchetta, una pizzetta e un bicchier d’acqua: mollano, parlano, si lasciano andare. Oppure disegnano strategie, elaborano piani, alleanze, divorzi…
La buvette del Palazzo che il minsitro Gianfranco Rotondi vorrebbe cancellare (per par condicio: dopo aver detto che la pausa pranzo è un “rito che blocca il Paese”) dal cuore delle istituzioni è da 60 anni il luogo simbolo, il tempio di tutta un’epica politica e giornalistica. Continua

Moratti si rilancia a Milano: Fatemi ripartire, in Letizia

Il sindaco di Milano Letizia Moratti

Sottovoce, con garbo da signora ma temperamento da sindaco, dice: “Non ho mai mollato in vita mia”. E in effetti non l’ha fatto nella gara con cui ha vinto l’assegnazione di Expo 2015, né nella lunga battaglia per ottenere dal governo i finanziamenti per l’esposizione. A Panorama assicura che non lo farà nemmeno da qui al 2011, data delle prossime elezioni amministrative, anche se oggi c’è chi è pronto a scommettere che non sarà lei la candidata del Pdl. Leggi l’intervista

Lo stato delle finanze d’Oltretevere. In Vaticano bilanci rosso shocking

vaticano

Profondo rosso in Vaticano, ma stavolta non è la porpora dei cardinali bensì il deficit dello stato più piccolo del mondo, vittima anch’esso della crisi economica: 15 milioni 313 mila euro il disavanzo della Città del Vaticano, 911 mila euro quello della Santa sede.
Per correre ai ripari il consiglio dei cardinali ha definito alcune linee di azione che Panorama è in grado di anticipare: valorizzazione del patrimonio immobiliare, revisione degli asset finanziari, blocco del turnover del personale, risparmi nei mass media.
In realtà il disavanzo sarebbe molto superiore, se nel consuntivo 2008 fossero state conteggiate le perdite relative ai corsi azionari e obbligazionari, investimenti in valuta e in oro che costituiscono circa un terzo del patrimonio della Sede apostolica (stimato in circa 1,4 miliardi di euro). Le perdite del 2008 si sommano al passivo dell’anno precedente, pari a oltre 9 milioni di euro.
Ma se la Provvidenza sembra avere abbandonato i sacri palazzi, ci pensano i cardinali a correre ai ripari. Con l’aiuto di consulenti internazionali, il consiglio dei 15 cardinali incaricati dei problemi organizzativi ed economici della Santa sede, presieduto da Tarcisio Bertone, ha disegnato le nuove strategie di azione.
Al primo posto c’è la rivalutazione del patrimonio immobiliare distribuito in Italia, Francia, Svizzera e Regno Unito. Il valore, sottostimato, del portafoglio immobiliare che fa capo all’Apsa (Amministrazione del patrimonio della Sede apostolica) si aggira intorno ai 430 milioni di euro. Nel 2006 ha prodotto oltre 36 milioni di euro di ricavi a fronte di 18 milioni di euro di spese. Vanno poi aggiunti gli immobili della Congregazione “de Propaganda fide”, anch’essi molto sottostimati, pari a circa 53 milioni di euro (incluso il Palazzo di Valentino in piazza Mignanelli) e quelli dello Ior (l’Istituto per le opere di religione, la banca vaticana).
Sul fronte degli investimenti immobiliari si affaccia ora il Fondo pensioni per i dipendenti vaticani che costituisce ormai la terza realtà finanziaria della Santa sede, dopo l’Apsa e lo Ior. Il fondo acquisterà 12 filiali dell’Unicredit a Roma, per un valore di 60 milioni di euro, che verranno cedute in locazione allo stesso gruppo bancario. L’investimento ha ricevuto il plauso degli esperti, a differenza di un’altra operazione immobiliare, gestita dallo Ior, che ha sollevato forti dubbi. La banca vaticana ha venduto infatti due stabili alle spalle del lussuoso quartiere Coppedè a Roma, per un totale di 80 appartamenti, più negozi, box e seminterrati. Ciascun edificio è stato venduto a corpo per un ricavo totale di circa 50 milioni di euro incassati dallo Ior. La società che ha comprato gli edifici, però, ha messo in vendita i singoli appartamenti, con diritto di prelazione per gli inquilini. La cifra richiesta oscilla tra gli 1,2 e gli 1,5 milioni di euro ad appartamento, per un ricavo complessivo di oltre 100 milioni di euro, cioè più del doppio di quanto è stato pagato per l’acquisto.
Gli esperti si chiedono perché lo Ior non abbia trattato direttamente la vendita degli immobili e perché si sia accontentato di una cifra pari a metà del valore di mercato.
Sotto la lente del consiglio dei cardinali sono finiti anche gli investimenti in Francia. Tramite la società immobiliare Sopridex, il Vaticano avrebbe affittato a prezzi di favore appartamenti di pregio nel cuore di Parigi a politici come il ministro degli Esteri, Bernard Kouchner, e l’ex ministro della Cultura, Christine Albanel. Mentre a Roma, a seguito dell’aumento degli affitti, 200 inquilini del Vaticano sono stati sfrattati.
Il risanamento del bilancio passa anche per la revisione degli asset finanziari pari a circa 340 milioni di euro in contanti, 520 milioni di euro in titoli e azioni e 19 milioni di euro in oro. Le turbolenze dei mercati hanno penalizzato anche la Santa sede che paga inoltre la debolezza del dollaro Usa.
Per monitorare e gestire il portafoglio finanziario l’Apsa ha fatto una scelta nel segno della continuità e della professionalità, ma destinata a far discutere: ha chiamato Paolo Mennini, figlio di Luigi Mennini, già direttore dello Ior e coinvolto nel crac del Banco ambrosiano.
Pure il governatorato rivedrà il settore finanza: fino a oggi il portafoglio titoli era affidato a tre gestori esterni (Goldman Sachs, BlackRock e Ubs). D’ora in poi la gestione tornerà in seno al Vaticano, con l’aiuto di quattro consulenti: Ettore Gotti Tedeschi, Massimo Ponzellini, Pellegrino Capaldo e Carlo Fratta Pasini.
Come ogni altra multinazionale alle prese con la crisi, anche oltretevere ci si prepara a ridurre il personale. Negli ultimi due anni i dipendenti del governatorato sono cresciuti di 200 unità, fino a un totale di 1.894 lavoratori, quasi tutti laici. Decisamente troppi per il consiglio dei cardinali che ha chiesto di bloccare il turnover e ottimizzare le risorse.
Tagli in vista anche nei mass media, in particolare alla Radio Vaticana. L’emittente costa circa 20 milioni l’anno. Il direttore generale, padre Federico Lombardi, e quello amministrativo, Alberto Gasbarri, hanno presentato al consiglio dei cardinali il piano di contenimento dei costi dell’emittente, che entro il 2013 ridurrà il personale di 60 unità (grazie al blocco del turnover e all’uso del digitale) scendendo da 390 a 330 dipendenti. Mentre l’introduzione della pubblicità porterà alcune centinaia di migliaia di euro di ricavi. Nuovi investimenti sono invece previsti a partire dal 2009 per potenziare i servizi internet e intranet.
Preoccupa i cardinali il calo nella raccolta dell’Obolo di San Pietro (scesa da 101 milioni di dollari nel 2006 a 75 milioni nel 2008) e l’altrettanto consistente diminuzione del contributo delle diocesi alla Santa sede, passato da 24 a 20 milioni negli ultimi due anni. Insomma, si registra una drastica diminuzione delle offerte e dei contributi inviati alla Sede apostolica, legata forse anche all’uscita di scena del cardinale americano Edmund Casimir Szoka, che aveva solidi contatti con i donatori statunitensi.
Nulla di nuovo, almeno per il momento, ai vertici dello Ior: il presidente Angelo Caloia resta confermato fino al 2011.

I CONTI D’OLTRETEVERE
Le cifre che è hanno imposto nuove linee d’azione
15,3milioni di euro il disavanzo della Città del Vaticano.
911 mila euro quello della Santa sede.
1,4miliardi di euro patrimonio: complessivo della Sede apostolica.
430milioni di euro: portafoglio immobiliare che fa capo all’Apsa (Amministrazione del patrimonio della Sede apostolica).

I conti di Montecitorio: c’è un tesoretto segreto per i deputati

La porta di Montecitorio

Ci sono mille modi per sprecare soldi: regalandoli a destra e a manca con prodigalità sospetta, buttandoli dalla finestra per il solo gusto di vederli volare, non volendoli risparmiare per principio, comprando cose inutili, conducendo un tenore di vita superiore alle proprie risorse…

Quando di mezzo ci sono soldi pubblici il metodo più semplice è pretenderne tanti sapendo che sono troppi e poi utilizzarne pochi con l’intenzione di mettere la differenza al “pizzo”, come dicono a Roma.
Alla Camera dei deputati si sono specializzati proprio in questo sistema: da anni battono cassa al Tesoro chiedendo e prendendo 10 per poi spendere 7 e mettere 3 da parte. Qualche volta chiedono 9 e poi si atteggiano a Quintino Sella del Terzo millennio; in realtà è come se continuassero a sprecare 2, perché potrebbero fin da principio rivendicare il giusto senza giochetti.
Qualche giorno fa, per esempio, è stata diffusa la notizia che per tre anni la Camera non chiederà un incremento della propria dotazione allo Stato e qualcuno ha salutato il fatto come un esempio di rigore, per una volta proveniente dall’alto. Ma è un abbaglio perché i soldi richiesti da Montecitorio restano ugualmente e strutturalmente in eccesso rispetto alle spese preventivate, che non sono né poche né oculate, anzi.
Nonostante la crisi, i parlamentari non hanno perso il vizio di non farsi mancare nulla. E i cospicui avanzi di cassa portati a bilancio non sono frutto di parsimonia, ma di un artificio contabile giocato sulla differenza tra bilancio di cassa e di competenza. La riprova è data dal fatto che le spese vere non diminuiscono, ma crescono anno dopo anno: dell’1,5 per cento nel 2008 e dell’1,3 nel 2009 secondo il bilancio di previsione.
Senza rinunciare a quasi nessuno dei privilegi che si sono autoconcessi, i deputati nel corso degli anni hanno messo da parte un fondo cassa che non è uno scherzo, un tesoretto di oltre 343 milioni di euro a fine 2008, così come risulta dal conto consuntivo approvato due settimane fa, salito già a 370 milioni a luglio 2009 e quindi pari a più di un terzo dell’intera dotazione annuale di Montecitorio, che nel 2008 è stata di 978 milioni.
Una dotazione particolarmente ricca e calcolata in modo assai singolare. Dal momento che i deputati sono 630, il doppio dei senatori, e i dipendenti pure (1.800 circa contro i 990 del Senato dopo gli ultimi pensionamenti di luglio), e poiché il Senato ha un bilancio di circa 500 milioni, alla Camera, sostengono i deputati, deve essere erogata una dotazione doppia. Senza considerare, però, che molte spese fisse risultano praticamente identiche dall’una e dall’altra parte.
L’aula in cui si vota, per esempio, è una in entrambe le camere, così come il numero delle leggi approvate è ovviamente lo stesso, e le commissioni idem, e via di questo passo. Anche per la Camera dovrebbe valere il principio elementare delle economie di scala, ma forse a Montecitorio le leggi dell’economia valgono a corrente alternata.
Ogni volta che si accingono a redigere un nuovo bilancio i deputati questori partono in pratica con un abbuono ricco e quindi se volessero potrebbero davvero offrire il buon esempio all’inclita e al vulgo chiedendo al Tesoro una dotazione ridotta rispetto alla solita.

Potrebbero fare il bel gesto invitando il ministro Giulio Tremonti a utilizzare per qualche buona causa più urgente la differenza, una volta tanto ottenendo l’applauso sincero di chi li ha votati. Potrebbero, magari, indirizzare quel surplus ai terremotati dell’Abruzzo; i terremotati, però, non pagano gli interessi, le banche sì: circa 15,4 milioni di euro nel 2008 su depositi e conti correnti della Camera.
Ma perché mai a Montecitorio insistono con il trucchetto di succhiare tanto per spendere meno? Che senso ha?
Quel di più probabilmente è richiesto per affrontare gli imprevisti, oltre che per lucrare gli interessi. In primo luogo le temutissime interruzioni di legislatura. Quando capitano, e in Italia purtroppo capitano abbastanza spesso, per le camere è un trauma, non solo perché è come se ai peones di Montecitorio e Palazzo Madama franasse il terreno sotto i piedi, ma anche da un punto di vista economico. La fine repentina della legislatura costa un sacco di soldi, dalle spese minime, come quelle per l’imballaggio delle carte dei parlamentari decaduti, all’imbiancatura degli uffici per i nuovi arrivati, dalle buonuscite per chi deve dire addio al Palazzo al numero delle pensioni che ovviamente cresce.

Il bilancio della Camera nel 2008

Le pensioni risultano proprio uno dei capitoli di spesa più cospicui di Montecitorio, 175 milioni circa, anche perché sono concesse con criteri decisamente più generosi rispetto a quelli richiesti ai comuni mortali. Se, per esempio, ai dipendenti normali servono almeno 36 anni di contributi, ai deputati ne bastano 5, un settimo, per un vitalizio baby di tutto rispetto: 3.300 euro.
E poi fra gli imprevisti ci può stare anche l’aumento delle indennità. È vero che deputati e senatori hanno giurato che non avrebbero votato aumenti fino alla fine della legislatura, ma di mezzo c’è la crisi: chi potrebbe giurare che, passata la tempesta, a Montecitorio e a Palazzo Madama non tornino subito a far festa con un ritocchino? Perché nel frattempo nessuno si impegna sul serio nel disboscamento della fitta giungla di privilegi parlamentari grandi e piccoli.
Dal telefono ai viaggi gratis, dai 4 mila euro al mese per le spese di soggiorno agli altri 4.190 per la cura dei “rapporti con il proprio collegio di appartenenza”, ottenuti a titolo di rimborso, sia che quelle spese ci siano state o no, a prescindere, come avrebbe detto Totò, dal momento che non sono richieste ricevute o pezze d’appoggio. I quattrini vengono erogati sulla fiducia, e forse è anche per questo che chi li prende viene chiamato onorevole. Qualche giorno fa la deputata radicale Rita Bernardini ha cercato di correggere l’andazzo: la sua proposta è stata approvata da 49 deputati e respinta da 428. Una maggioranza schiacciante, per una volta bipartisan.

Camera e Senato, l’ora del risparmio. Tagli ai benefit degli ex parlamentari

Renato Schifani e Gianfranco Fini
Alla Camera dei Deputati è arrivata l’ora del rigore. Non solo per la normativa anti-pianisti voluta da Gianfranco Fini, ma anche per quanto riguarda spese dei parlamentari e costi della politica. Nel triennio 2009-11 il bilancio stanziato per la Camera non salirà, ma resterà stabile alla cifra di 992milioni e 800 mila euro. Lo ha reso noto oggi l’ufficio di presidenza che ha approvato il bilancio per il 2008. La decisione segue di pochi giorni quella analoga dell’Ufficio di presidenza del Senato: anche per la camera alta la spesa sarà “a crescita zero”.

Non accadeva dagli anni ‘60 che la dotazione finanziaria si mantenesse stabile nei tre anni d’esercizio. Non solo, il risparmio previsto per Montecitorio vedrà una riduzione complessiva delle spese di 45 milioni di euro, 30 dei quali nel 2011. Nessun aumento del presupposto calcolato sulla base dell’inflazione, quindi. La riduzione dei costi si è avuta con un’azione sulla spesa in conto capitale, ridotta dell’11,04% rispetto al 2008.
Rimane ancora nelle ipotesi invece una seria riduzione dei benefit di cui godono i parlamentari.

Mentre a Palazzo Madama come a Montecitorio si sta studiando come intervenire su quelli degli ex parlamentari: “In particolare, dal 1° gennaio 2010″ si legge nel comunicato dei questori del Senato “sarà completamente abolito il rimborso per i pedaggi autostradali e introdotto un plafond annuale unico per i viaggi ferroviari e aerei, con una previsione di spesa ridotta di almeno il 50 per cento rispetto all’attuale e limitata nel tempo, con un risparmio annuo di 1.068.000 euro. La semplificazione del sistema gestionale consentirà non soltanto una maggiore trasparenza, ma soprattutto legherà l’effettivo utilizzo di tali benefici alle due legislature successive a quella di cessazione del mandato e non illimitato nel tempo come è attualmente. Il numero dei beneficiari scenderà così dagli attuali 1058 a 291″.

Nel merito per gli ex deputati non è ancora stato deciso nulla ma è già fissata per la prossima settimana una nuova riunione tra i collegi dei questori di Camera e Senato per assumere decisioni di “comune intesa”.

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
 
 
 
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 
FacebookTwitter
MobileFeed rss
FacebookTwitter

Il video del direttore, di Giorgio Mulè
L'arcitaliano, di Giuliano Ferrara
Cane sciolto, di Vittorio Feltri
L'editoriale, di Giorgio Mulè
L'europeo, di Sergio Romano
Fatti & credenze, di Luca Ricolfi
Fuori Porta, di Bruno Vespa

  • Aspettando Sanremo
  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Meteo
  • Le uscite al cinema
    • Viaggio nell'antico Egitto
    • Applicazioni Mondadori
    • Immobiliare.it
      Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

      Provincia
      Tipologia
    • R101
  • Promozione

  • Abbonati subito a Panorama!