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Il dopo-lodo di Berlusconi: fraintendimenti, strategie e frizioni con il Colle

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano

Il premier Silvio Berlusconi e il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano

Peserà di più, per Silvio Berlusconi e il suo governo, la bocciatura del lodo Alfano, o le dure parole riservate al Quirinale? Quelle due frasi: “Il predidente della Repubblica, sapete voi da che parte sta”, e “Non mi interessa quello che ha detto il capo dello Stato, mi sento preso in giro e non mi interessa. Chiuso”? Continua

La condotta secondo la Gelmini: il voto farà media, col 5 si boccia

Mariastella Gelmini

Indietro non si torna. Sul voto in condotta, soprattutto sul 5 che boccia, interviene il ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, Mariastella Gelmini, al Gt ragazzi, per dire - e ribadire - che il voto in condotta farà media con le altre materie: “Perché” ha detto il ministro “sappiamo che l’aumento degli episodi di bullismo preoccupa molto genitori e insegnanti. Si torna quindi” continua il ministro “a una scuola del rigore che fa del comportamento un elemento significativo per formare la personalità dei ragazzi”.
Per quanto riguarda gli sms sulle assenze a scuola dei ragazzi spediti ai genitori il ministro ha detto che “il costo non la preoccupa. Gli sms sono già utilizzati da alcune scuole” ha sottolineato il Ministro “e funzionano benissimo”.

Dopo le polemiche dei giorni scorsi e le prese di posizione di studenti e genitori, il ministero dell’Istruzione è tornato sull’argomento condotta, annunciando di voler fare chiarezza sulle norme del decreto emanato il 16 gennaio.
“Il ritorno al voto in condotta come momento che influisce sulla valutazione complessiva degli alunni” spiega viale Trastevere “è stato un passaggio fondamentale verso il ripristino di una maggiore serietà a scuola”. A tal riguardo il Miur “sta ora preparando il Regolamento di coordinamento delle norme relative alla valutazione, previsto dall’articolo 3 della legge 169/2009″. Serietà che il ministro Gelmini vuole riportare anche con l’uso delle tecnologie, come gli sms per controllare le assenze.
Con il regolamento sul voto in condotta, saranno, tra l’altro, meglio ridefiniti i criteri della valutazione del comportamento. In pratica sarà data maggiore libertà alle scuole di decidere in autonomia quando assegnare il 5 in condotta. In merito, il limite dei 15 giorni di sospensione per l’attribuzione dell’insufficienza, contenuto nel decreto sulla valutazione del comportamento emanato lo scorso 16 gennaio, potrebbe essere eliminato già a partire dagli scrutini del secondo quadrimestre. Con il regolamento allo studio dei tecnici del Ministero, infatti, le norme contenute nel decreto del 16 gennaio n. 5 saranno meglio qualificate, anche alla luce dei nuovi e gravi fatti di violenza a scuola che si stanno registrando in questi giorni”.
Secondo il decreto (oggi recepito anche dalla provincia autonoma di Bolzano che però non metterà i voti ma lascerà i giudizi alle elementari), con una insufficienza in condotta si potrà essere bocciati. Le scuole, comunque, possono prevedere nei propri regolamenti interni ulteriori criteri e iniziative per la prevenzione dei comportamenti sanzionabili.

Nel testo (5 articoli) si stabilisce che la valutazione del comportamento espressa in sede di scrutinio intermedio o finale “non può riferirsi a un singolo episodio, ma deve scaturire da un giudizio complessivo di maturazione e di crescita civile e culturale dello studente in ordine all’intero anno scolastico”.
E il consiglio di classe “tiene in debita evidenza e considerazione i progressi e i miglioramenti realizzati dallo studente nel corso dell’anno”. L’attribuzione di un voto in condotta insufficiente (inferiore a 6) al momento dello scrutinio finale presuppone dunque che il Consiglio di classe abbia accertato che allo studente durante l’anno sia stata comminata una sanzione disciplinare (allontanamento temporaneo dello studente dalla scuola per periodi superiori a 15 giorni) e che, “successivamente alla irrogazione delle sanzioni di natura educativa e riparatoria previste non abbia dimostrato apprezzabili e concreti cambiamenti nel comportamento”.

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Discutine sul FORUM: Torna il 5 in condotta col rischio bocciatura: un possibile ricatto?

E io ti boccio… Ora la minaccia è reato. Lo dice la Cassazione

Alunni di scuola media
Da oggi non si potranno più turbare gli allievi minacciandoli con la bocciatura, perché farlo sarà considerato un reato. Una condanna per minaccia aggravata è stata infatti quella che la Cassazione ha inflitto a un insegnante di liceo che aveva detto ad una allieva che “non aveva più alcuna possibilità di essere promossa”.
Con la sentenza 36700, la Cassazione ha respinto così il ricorso di un docente che aveva minacciato gli allievi. In particolare, la VI Sezione Penale ha rilevato che per i ragazzi ”la ingiusta prospettazione di una bocciatura rappresenta una delle peggiori evenienze” e un simile atteggiamento del docente è ”idoneo ad ingenerare forti timori, incidendo sulla libertà morale” degli allievi. Per questo motivo la Suprema Corte ha confermato la condanna per Marcello T., (50 anni) insegnante del liceo scientifico Paolo Lioy di Vicenza. Il docente era stato condannato anche per abuso d’ufficio in quanto dava a pagamento ripetizioni private agli studenti e li costringeva a fargli dei regali. Il prof. senza successo ha sostenuto, dinanzi ai giudici che il reato di minaccia non era configurabile ”in quanto il male minacciato (ovvero l’ingiusta bocciatura) non dipendeva solo dalla sua volontà, ma dall’intero collegio dei docenti”. La sua tesi è stata però bocciata dalla Cassazione, che ha confermato il verdetto di colpevolezza emesso dalla Corte di Appello di Venezia il 23 ottobre 2007.
In particolare, il docente aveva detto a Silvia C. che ”non aveva più alcuna possibilità di essere promossa”, per “vendicarsi” di un intervento fatto nell’Assemblea dei genitori dalla mamma della ragazza che proponeva di rimuovere il docente, per la sua scorrettezza, nel triennio successivo.
Minacciare la bocciatura non è quindi educativo, ma una ritorsione morale che gli alunni non dovranno più subire.

Discutine sul FORUM: “Minacciare la bocciatura è reato: lo dice la Cassazione. Che ne pensi?”

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