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In un piccolo edificio colorato di Assago alcune persone in fila aspettano, pazientemente, il loro turno.
Con bottiglie di plastica o di vetro sotto il braccio, nelle buste e nei carrellini. Attendono i loro 12 litri di acqua fresca. Liscia o frizzante. Soprattutto, gratuita.
Nella provincia di Milano e in alcuni Comuni limitrofi sono state costruite ventidue “Case dell’acqua” in due anni. L’evoluzione delle vecchie “fontanelle” di paese. Un successo immediato: a Cesano Boscone, un Comune a poche centinaia di metri dal confine del capoluogo lombardo, ogni giorno vengono erogati 5400 litri (il dettaglio dei consumi).
Diventa inutile utilizzare nuove bottiglie di plastica: secondo una stima dell’Università di Pisa la produzione di un recipiente da 1,5 litri in pet equivale all’emissione di 82 grammi di anidride carbonica. Senza conteggiare la CO2 risparmiata durante i trasporti.
“Volevamo valorizzare l’acqua pubblica: così siamo partiti dai comuni a sud di Milano con una rete di piccoli edifici, evitando anche il passaggio nei tubi dei condomini, dove possono trovarsi impurità ” racconta Tiziano Butturini, presidente di Amiaque, un’azienda che gestisce i servizi idrici per 160 Comuni lombardi.
Nel 2007 esistevano già alcune “Case dell’acqua” (la prima è stata costruita ad Abbiategrasso nel 1998): mancava, però, un progetto unitario.
“L’obiettivo era di convincere le persone sulla qualità dell’acqua pubblica” ha detto Butturini. Tanto che l’acqua erogata ha una sua etichetta, come le confezioni vendute nei supermercati. Il costo delle strutture è stato incluso nella quota fissa (e non modificata) delle bollette. Ma era soltanto il primo passo.
A Cesano Boscone e a Cinisello Balsamo sono partiti progetti pilota per la costruzione di “Case dell’acqua” nel giardino condominiale, allacciate direttamente alla rete di distribuzione.
Si tratta di grandi palazzi con 150-200 famiglie. Ogni persona ha a disposizione un badge per ottenere una quantità illimitata di acqua. Il costo? Due euro al mese. Le “fontanelle” aperte finora, inoltre, richiamano un pubblico di persone ogni giorno. Perché non affiancare una “Casa del latte”? Ne è stata inaugurata una a Cesano Boscone lo scorso novembre e la prossima sarà aperta a Trezzano sul Naviglio.
L’idea è piaciuta anche all’estero: Amiaque ha un accordo con Eau de Paris, gestore della rete idrica nella capitale francese, per la costruzione di due “Case dell’acqua”. Sono attive collaborazioni per l’installazione di un potabilizzatore a L’Avana e con la Cina. Un “saper fare” italiano che viene esportato all’estero.
Le case dell’acqua propongono un modello economico originale. Nel mondo di internet si parlerebbe di “freemium“, l’unione tra gratuito (free) e premium (a pagamento).
Le fontanelle edificate nei giardini pubblici sono gratuite e hanno riconquistato la fiducia dei cittadini per l’acqua distribuita dai servizi idrici. Un punto di partenza per sviluppare offerte a pagamento che, però, riducono le spese di chi, invece, compra l’acqua nei supermercati.
La MAPPA delle Case dell’Acqua
Leggi anche: Acqua microfiltrata al ristorante: bocciata!
- Martedì 4 Agosto 2009

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