Leggi tutte le notizie su:


Brescia

La setta di Brescia: i nuovi orrori della santona Fiorella Tersilla Tanghetti


La setta di Brescia: i nuovi orrori della santona Fiorella Tersilla Tanghetti

Le vittime pedinate, braccate, insultate. I loro avvocati sorvegliati fin dentro il loro ufficio, poi minacciati con lettere anonime, infine con due proiettili di una pistola calibro 38 special. Intanto i carabinieri del comando provinciale di Brescia da mesi lavorano in gran segreto a un secondo filone di indagini che si chiude proprio in questi giorni e potrebbe portare a risultati clamorosi. Continua

Bossi jr “la trota” impigliato nella rete. Ma in politica i “figli di” abbondano

Renzo Bossi con il padre Umberto

Renzo Bossi con il padre Umberto

Nel nome del padre. O del fratello, dello zio, del cognato. Qualsiasi grado di parentela va bene, se può indirizzare sulla strada della “cosa pubblica”.
Renzo Bossi, per ora, ha avuto dal padre Umberto solo un soprannome, “la trota” (in grado di stroncare qualsiasi carriera) e un ruolo da team manager della “nazionale” padana. Ma adesso, da candidato della Lega alle regionali a Brescia, il giovane Renzo ha dovuto fare i conti con un ostracismo malcelato dei suoi potenziali elettori locali, che fanno un po’ di fatica a digerire il nome del rampollo sulla scheda elettorale. Continua

Stuprata a 14 anni dal branco di coetanei. Il gip: “Atti di violenza animalesca”

La vittima di uno stupro

Parla di “pulsioni animalesche” nella sua ordinanza il gip del tribunale dei minori di Brescia, a proposito dei quattro minori bresciani arrestati con l’accusa di violenza sessuale di gruppo. Una terribile vicenda che ha portato la Procura, sulla base delle indagini dei carabinieri della compagnia di Salò (Brescia), a chiedere ed ottenere quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettanti ragazzi. Del branco farebbe parte almeno un altro minore che, però, avendo meno di 14 anni, non è imputabile. I militari hanno notificato loro un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.
I ragazzini, tutti di Sabbio Chiese (Brescia), con la complicità di un tredicenne ritenuto coinvolto nella vicenda ma non imputabile per l’età, nel dicembre scorso, durante una festa in una casa privata, avrebbero violentato una quattordicenne con il manico di un badile, dopo averla costretta a bere. Lei di certo non poteva immaginare che, dietro i suoi compagni di scuola, gli amici della comagnia, si nascondessero dei violentatori in erba. Li ha seguiti entusiasta ad una festa privata, avrebbe detto alle altre ragazze prima di seguire i suoi futuri baby carnefici. Ma la festa si è trasformata in incubo e gli amici in un branco, senza scrupoli: tanto che hanno immortalato gli abusi sui cellulari, come fossero un trofeo. All’alba, sconvolta, la ragazzina è stata trovata su un divano completamente spogliata, in uno stato di semi-incoscienza, da due amiche che l’hanno riportata a casa. In seguito alla violenza, di cui l’interessata inizialmente aveva un ricordo molto confuso (”tutto a posto, roba da niente”, avrebbe confidato a un cugino), è finita al pronto soccorso per delle perdite di sangue. Solo in un secondo momento la 14enne ha parlato con lo psicologo della scuola, che ha spinto i suoi familiari a rivolgersi ai carabinieri. “Una vicenda sconcertante, in cui mai mi sono imbattuto” ha detto il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Riccardo Galletta. “Gli arresti si sono resi necessari perché è stata ravvisata la possibilità di reiterazione dello stesso reato”.
Il sabato successivo, infatti, i ragazzini, vittima compresa, si sono rincontrati nello tesso posto - una casa in via di ristrutturazione messa a disposizione da un genitore di un minore non implicato - come se nulla fosse. Il gruppo, figli di famiglie all’apparenza normali, si era conosciuto chattando su internet, e frequentava le scuole della Valsabbia. “Siamo sprofondati in una sorta di anestesia etica” è il commento del procuratore dei minori, Emilio Quaranta. “Qui la violenza viene percepita come normale”, da parte di ragazzi “lasciati a se stessi, abituati a rapporti promiscui, al consumo smodato di alcol e soggetti a pulsioni animalesche”.

Brescia, frontale tra ambulanza e auto: 4 vittime

Incidente a Brescia

Un gravissimo incidente stradale è accaduto stasera a Vobarno (Brescia). In uno scontro frontale tra un’auto e un’ambulanza sono morte quattro persone. Le vittime, a quanto si è appreso, erano a bordo dell’automobile. Dei rilievi si sta occupando la polizia stradale. A bordo dell’ambulanza viaggiavano tre operatori del 118 e un ammalato. Tutti e quattro hanno riportato ferite non gravi e sono stati trasportati all’ospedale di Gavardo per dei controlli. Secondo la polizia stradale, al momento dell’incidente la strada provinciale 237 era bagnata per la forte pioggia caduta. Non si conoscono al momento le generalità delle vittime.

Brescia, chiude lo sportello immigrati della città più multietnica

Fila di immigrat

Brescia: la città d’Italia con la più alta percentuale di stranieri (16% contro una media nazionale del 7%) e tra le prime in Europa. E con uno sportello per gli immigrati, nato 19 anni fa, preso ad esempio da molti altri Comuni. Ma che presto chiuderà.
E gli impiegati dell’ufficio, in tutto 12 persone che rischiano di perdere il lavoro, protestano: “Ci siamo sentiti dire”, spiegano, “che il nostro servizio, proprio perché buono, finiva con attirare più stranieri in città”.

La chiusura dello sportello comunale è già stata decisa. Il 31 dicembre prossimo le decine di immigrati che ogni giorno cercano assistenza, quasi sempre trovando anche qualcuno che parla la loro lingua, saranno dirottati altrove. Colpa della mancanza di fondi da destinare all’ufficio, spiega l’assessore ai Servizi sociali, Giorgio Maione. Questo tipo di servizi verrà affidato a un operatore privato del sociale.

Ma c’è chi punta il dito contro la nuova giunta di centrodestra, colpevole di adottare misure che vanno nella direzione opposta rispetto all’accoglienza. La fine dell’esperienza positiva di via Saffi viene letta come l’ultima mossa dopo le ordinanze che mettono in difficoltà gli stranieri: il divieto di bivaccare nei parchi e di portare borse di grosse dimensioni, gli stranieri esclusi dal bonus bebè, le piazze frequentate da extracomunitari private delle panchine. Franco Valenti, l’esperto che nel 1989 era stato arruolato per aprire l’ufficio immigrati, è stato congedato ad aprile. E ai 12 mediatori culturali dello sportello non verrà rinnovato il contratto.

Sembra la perdita di un punto di riferimento per i 30 mila immigrati residenti a Brescia, che si rivolgevano in via Saffi per un aiuto nel rinnovo del permesso di soggiorno, ma anche nelle pratiche per scuola, casa, sanità. L’assessore Maione assicura che gli stranieri della città non saranno abbandonati dal Comune: “Purtroppo la finanziaria ci costringe a rinunciare agli operatori dello sportello”, spiega. “Ma la nostra idea è di distribuire gli stessi servizi sul territorio, affidandoli ad associazioni di volontariato e ai patronati”. Ma se la data della chiusura del vecchio servizio è già decisa (31 dicembre), quella dell’apertura dei nuovi è un’incognita.

Lorandi: accusato dell’omicidio del figlio, condannato per quello della moglie

Bruno Lorandi, condannato all'ergastolo per l'omicidio della moglie Clara Bugna dalla corte d'assise di Brescia |foto Ansa

Una condanna all’ergastolo per omicidio. Che è qualcosa di più: se il movente ipotizzato dai pm verrà recepito nelle motivazioni della sentenza, gli omicidi diventano due. Vent’anni dopo essere stato assolto dall’accusa di aver ucciso il figlio, ieri Bruno Lorandi è stato riconosciuto colpevole dalla corte d’assise di Brescia della morte della moglie Clara Bugna, di 53 anni. Ma la decisione dei giudici, che ha accolto per intero le richieste del pubblico ministero, suona come una doppia condanna, perché i due delitti sono indissolubilmente legati.

Cristian Lorandi, 10 anni, viene ucciso sul Monte Maddalena il 28 aprile 1986. Fu trovato strangolato con un fil di ferro. Il padre del bambino, marmista di Nuvolera che oggi ha 59 anni, venne accusato dell’omicidio e di aver depistato le indagini, ma è stato assolto per insufficienza di prove in tutti e tre i gradi di giudizio. Negli ultimi vent’anni marito e moglie hanno continuato a convivere, all’ombra del dolore per la perdita del figlio. Ma Clara Bugna, che diceva di credere nell’innocenza di Lorandi, portava un altro peso: non si era rassegnata e voleva trovare la verità sulla morte di suo figlio.

È la tesi del pm Antonio Chiappani. Clara era diventata il primo e più implacabile giudice del marito. Un giudice sempre presente, che vedeva ogni giorno, il cui sguardo era impossibile evitare. Così per vent’anni. Parlava sempre di Cristian, teneva le sue foto appese alle pareti, aveva conservato intatta la sua cameretta. E aveva dichiarato ad alcuni giornali di voler far riaprire le indagini alla luce delle nuove tecniche investigative. Secondo l’accusa, Lorandi a un certo punto non ha più retto e ha eliminato la persona che poteva portare alla luce il suo segreto. Ha ucciso la moglie nello stesso modo di Cristian, strozzandola con una cinghia, e ha poi inscenato l’intrusione di un estraneo, depistando le indagini ancora una volta.

La mattina del 10 febbraio 2007, l’ultimo giorno di lavoro di Bruno Lorandi prima della pensione, Clara Bugna è stata trovata morta nel salotto di casa. All’inizio si parlò di suicidio, ma due settimane dopo il marito venne arrestato con l’accusa di omicidio volontario premeditato. Accusa diventata condanna ieri, dopo un processo tutto indiziario, cioè costruito su una serie di indizi (anche gravi) ma senza una vera prova. “È stato un processo a senso unico, ora cercheremo di far valere le nostre ragioni in appello”, ha dichiarato il difensore Alberto Scapaticci.

Mentre Lorandi ha detto ai giudici: “Quella mattina a Clara ho dato l’ultimo bacio quando era ancora a letto. Credo nella giustizia, che venga la verità almeno per mia moglie, perché io per 43 anni non sono mai stato un giorno senza vederla e adesso è un anno e mezzo che non la vedo, e otto mesi che sono chiuso in cella e vorrei almeno sapere perché”.

Guida ubriaco, uccide un 16enne

Il soccorso stradale dell'ACI rimuove un'automobile coinvolta in un incidente

L’ennesimo dramma causato da un autista ubriaco è successo nel bresciano, nella serata di ieri. Un sedicenne è morto dopo essere stato investito da una persona al volante in stato di ebbrezza, mentre attraversava la strada sulle strisce pedonali insieme a un’amica. Anche la ragazza è rimasta ferita, ma in modo non grave. L’investimento è avvenuto a Torbole Casaglia, in provincia di Brescia.

Il ragazzo, che abitava a Torbole Casaglia, è stato soccorso dai sanitari del 118 e portato all’ospedale civile di Brescia dove è morto. L’investitore è un 40enne di Maclodio (Brescia), che si è fermato subito dopo l’incidente. La polizia stradale di Brescia lo ha arrestato con le accuse di omicidio colposo e guida in stato d’ebbrezza. Dagli accertamenti è risultato che stava guidando con un tasso alcolico nel sangue quattro volte superiore a quello previsto dalla legge.
L’incidente e’ avvenuto di fronte a una birreria.

Rapinatore suona il campanello e il padrone di casa gli spara

Pasqua tragica a Bagnolo Mella, piccolo centro della Bassa bresciana. Un uomo è stato ucciso nella serata di domenica mentre tentava di rapinare un’abitazione. Mauro Sardi, 42 anni, è stato raggiunto da un colpo di pistola sparato dal proprietario di casa. Anche la vittima viveva nella cittadina. L’uomo si è presentato armato sulla porta di casa dopo che il rapinatore aveva più volte suonato per farsi aprire, senza però dire nulla. Sardi aveva il volto coperto con un passamontagna ed era armato di un taglierino. Dopo una colluttazione, è partito il colpo fatale. Secondo i carabinieri potrebbe essere responsabile di un’altra rapina messa a segno nei giorni scorsi a Bagnolo Mella. Anche in quel caso qualcuno ha suonato il campanello dell’abitazione di un 67enne che, sotto la minaccia di un coltello, era stato costretto a consegnare il telefono cellulare e 150 euro.

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
 
 
 
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 
FacebookTwitter
MobileFeed rss
FacebookTwitter

Il video del direttore, di Giorgio Mulè
L'arcitaliano, di Giuliano Ferrara
Cane sciolto, di Vittorio Feltri
L'editoriale, di Giorgio Mulè
L'europeo, di Sergio Romano
Fatti & credenze, di Luca Ricolfi
Fuori Porta, di Bruno Vespa

  • Aspettando Sanremo
  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Meteo
  • Le uscite al cinema
    • Viaggio nell'antico Egitto
    • Applicazioni Mondadori
    • Immobiliare.it
      Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

      Provincia
      Tipologia
    • R101
  • Promozione

  • Abbonati subito a Panorama!