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Emergenze da strada. All’Anas piacciono le buche

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Buche per strada e manutenzione approssimativa? Meglio così: i guidatori stanno più attenti e si verificano meno incidenti. La sorprendente tesi non è stata espressa da un avventore del Bar Sport, ma in un’intervista al Corriere della sera da Carlo Bartoli, uno dei tecnici più qualificati dell’Anas, capo della sicurezza dell’azienda delle strade.
La dichiarazione sta sollevando un vespaio di polemiche, perché non ha l’aria di una semplice gaffe ma fa il paio con un articolato intervento sul Sole 24 ore in cui il presidente dell’Anas, Pietro Ciucci, ha sostenuto la necessità di concentrare tutte le risorse sulle grandi opere per contrastare la congiuntura sfavorevole, anche a scapito della manutenzione ordinaria. Contro la duplice esternazione Anas si stanno scagliando le associazioni che rappresentano le 3 mila aziende che fanno manutenzione.
Quattro di queste organizzazioni, la Assosegnaletica, l’Anima (industrie meccaniche), l’Aises (segnaletica e sicurezza) e l’Acai (barriere di sicurezza), hanno scritto lettere di fuoco al ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Altero Matteoli, chiedendogli di intervenire per “mettere ordine”. In una lettera il ministro ha evidenziato a Ciucci le “condizioni non sempre ottimali di molte infrastrutture stradali gestite da codesta società, con livelli di sicurezza alquanto insufficienti”.

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Prendi una buca? Mettila su internet

Strade e buche delle città italiane
“Strada da evitare per asfalto dissestato”: se esistesse un navigatore che dà indicazioni così, andrebbe a ruba. Ma qualcosa di simile c’è: un sito, aperto dalla Fondazione Ania, Associazione nazionale di imprese assicuratrici, che censisce i punti a rischio incidente per voragini, semafori malfunzionanti, segnaletica sbagliata, incroci pericolosi. In Italia sono migliaia.
Il sito, soprattutto nella settimana mondiale della sciurezza stradale (dal 23 al 29 aprile 2007), è già pieno di segnalazioni: uno squarcio lungo viale Diaz a Udine o sulla nazionale di Ranzanico; un incrocio pericoloso al km 153 nord della statale 16; segnaletica inesistente fra viale Lombardia e via Cavallotti a Monza, cartelli sbagliati a Oglianico (Torino)…
La mappa arriva fino alle autostrade, dove sono frequenti i guard-rail danneggiati.
A forte interattività, il sito si nutre ovviamente delle segnalazioni e delle denunce da parte di motociclisti e di automoblisti: bastano solo mandare un’email o fare una telefonata al numero 800433.466. L’idea è creare un database per la raccolta e la consultazione dei punti critici delle strade italiane. Ci pensa poi la Fondazione a girare le segnalazioni agli enti competenti.

Operazione meritoria, ma per ora senza esiti positvi: visto che a fronte i centinaia di segnalazioni, i casi risolti sono una manciata.

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