Leggi tutte le notizie su:


caffarella

Stupro nel parco, in manette due romeni. Uno confessa: “L’ho fatto per dispetto”

Due romeni arrestati per lo stupro di Roma

Dopo quattro giorni di battute e retate ce l’hanno fatta. Arrestati i due romeni ritenuti responsabili delle stupro del parco della Caffarella nel giorno di San Valentino. Il primo è stato fermato intorno alle 4 nella Capitale, l’altro a Livorno. I due romeni sono stati presi anche grazie alla collaborazione della polizia romena e del commissariato romano di Primavalle. Il primo ha 20 anni, mentre l’altro ha 36 anni.
Secondo quanto si è appreso Alexandru Isztoika Loyos, di 20 anni, era uno degli otto romeni portati in questura ieri sera per accertamenti. Nel corso delle ore poi, i sospetti verso il romeno si sono trasformati in pesanti indizi fino alla confessione. Poco prima dell’alba la polizia è arrivata anche al complice che era riuscito a fuggire dalla Capitale. “Perché l’ho fatto? Per dispetto”, questo uno dei passi della confessione del romeno che è stato fermato ieri in un accampamento nomadi abusivo della Capitale.

“Un lavoro fatto in strada, di pura investigazione, di intuito e senza l’aiuto di supporti tecnici. Un lavoro da veri poliziotti”. Non nasconde la soddisfazione il questore di Roma, Giuseppe Caruso, nel commentare la conclusione dell’indagine, che a Roma è anche la conclusione di un incubo che ha portato al fermo di due cittadini romeni accusati dello stupro alla Caffarella. Il questore di Roma ha voluto sottolineare tra l’altro, che i due accusati non hanno mai acceso i cellulari rubati alle vittime. Il lavoro della squadra mobile, in sostanza è partito dalla descrizione fatta dai due fidanzatini ed è arrivato, tassello dopo tassello ai due romeni ricercati in quasi tutti i campi nomadi della città.

Intorno alle 9,20 negli uffici della questura di Roma è arrivato anche Karol Racz, 36 anni, fermato questa notte a Livorno e coinvolto nello stupro della ragazzina di 14 anni nel parco della Caffarella. Tuta blu e capo chino, l’uomo è entrato in questura circondato dai flash dei fotografi e numerosi cineoperatori. È stato fermato in un campo nomadi del Cisternino, nella campagna livornese al confine con il comune di Collesalvetti. L’uomo aveva trovato rifugio nell’insediamento nella notte tra domenica e lunedì ma non avrebbe raccontato agli altri componenti del campo i motivi per i quali aveva abbandonato precipitosamente la Capitale. Avrebbe raggiunto il campo a piedi intorno alla mezzanotte di domenica dopo essere arrivato in treno a Livorno. Avrebbe scelto proprio quel campo perché in passato aveva abitato lì e lavorato come raccoglitore di materiali in ferro, prima di tasferirsi a Roma circa cinque mesi fa. Il campo nomadi in cui si era rifugiato è presente da oltre vent’anni e sorge su un terreno di proprietà di alcune famiglie nomadi del clan degli Halilovic, originario della Macedonia, ormai da anni perfettamente integrato in città e costituito da olte 40 persone, metà delle quali bambini che vanno regolarmente a scuola. Proprio i nomadi del campo avrebbero confermato agli agenti i sospetti della polizia, ovvero che il romeno era arrivato nell’insediamento la notte di domenica e proveniva da Roma. Il blitz condotto stamani è stato eseguito da agenti delle squadre mobili di Roma e Livorno. L’uomo stava per scappare in Spagna.

I due erano entrambi già conosciuti alle forze dell’ordine di Roma e negli archivi della questura c’erano le loro fotosegnalazioni. Il più giovane era stato anche arrestato per furto e ricettazione. A suo carico nel 2008 l’ex prefetto di Roma Carlo Mosca aveva firmato un decreto di espulsione poi annullato da un giudice di Bologna. L’altro romeno non aveva precedenti in Italia, ma in Romania aveva scontato tre anni di carcere per furto e ricettazione. I due, è stato spiegato dal dirigente della squadra mobile Vittorio Rizzi, sono entrati nell’indagine grazie ad una sorta di “album dei frequentatori dei parchi” che è stato creato per l’occasione negli uffici della squadra mobile di Roma. Una sorta di piccolo plotone di potenziali criminali al quale gli investigatori sono arrivati restringendo sempre più la rosa dei sospettati creata con la collaborazione dei due fidanzatini aggrediti alla Caffarella.

Un ulteriore riscontro viene dal riconoscimento di un’altra vittima di uno stupro, la donna di 40 anni violentata sempre a Roma, nel quartiere Primavalle, il 21 gennaio scorso. I funzionari della squadra mobile hanno bussato alla sua porta per farle vedere una foto del romeno di 36 anni catturato poche ore dopo in un campo nomadi di Livorno.
Poche parole e molte lacrime “È lui, è lui, non lo posso dimenticare”. La donna lo aveva sempre descritto come un uomo piccolo di statura, con la pelle un po’ scura e il naso schiacciato. E adesso Karol Racz potrebbe essere chiamato a rispondere, oltre che della violenza della ragazzina di 14 anni anche di quella della donna stuprata a Primavalle.

Il VIDEO servizio:

Partecipa al FORUM

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Io la penso così, di Giovanni Fasanella
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
FacebookTwitter
NewsletterFeed rss
Mobile & AppsServizi SMS
Il video del direttore, di Giorgio Mulè
L'arcitaliano, di Giuliano Ferrara
Cane sciolto, di Vittorio Feltri
L'editoriale, di Giorgio Mulè
L'europeo, di Sergio Romano
Fatti & credenze, di Luca Ricolfi
Fuori Porta, di Bruno Vespa
 
 
 
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 

  • Panorama Unplugged
  • Bruce Springsteen
  • Meteo
  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Le uscite al cinema
  • Scopri il nuovo Panorama
  • Abbonati subito a Panorama!
  • Immobiliare.it
    Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

    Provincia
    Tipologia



  • Applicazioni Mondadori
  • R101