
Lo scontrino rilasciato oggi al bar della Camera dopo gli aumenti di ieri
Per mesi sono stati gli autentici dominatori di internet; il simbolo massimo dei mali della Casta. Stiamo parlando dei famosi scontrini di ristoranti e bar dei palazzi della politica. Li ricordate? Primi piatti ad 1 euro e 20; secondi pesce a 3 (come un normale panino) e via di questo passo. I tempi però sono cambiati e la rabbia della gente ha convinto i questori di Camera e Senato ad adeguare i prezzi a quelli dei normali locali. Primi furono i ristoranti, da ieri è toccato alla Buvette della Camera.
Ed ecco il nuovo tariffario. Quelli che vedete sono scontrini rilasciati oggi. Come pranzo questa persona ha preso due pizzette (di quelle al taglio, in pratica un quadratino di 10 cm di lato). Costo: 2 euro e 50 l’una. Da bere ha chiesto un succo di frutta: prezzo: 2 euro. Totale del pasto 7 euro, tondi. In poche parole quello che fino a poche settimane fa si spendeva per un piatto di pasta fresca con sugo di pesce, ed un filetto di branzino al pistacchio. Soprattutto, quello che chiunque di noi pagherebbe nel primo bar fuori dall’ufficio. Continua

Il Presidente della Repubblica Napolitano a colloquio con il Premier, Berlusconi (Credits: Ap Photo/Luca Bruno)
Venerdì al Senato, sabato, forse già nel pomeriggio alla Camera. E’ il calendario previsto per l’approvazione del Ddl Stabilità , l’ultima legge che dovrebbe essere votata dal Governo Berlusconi prima delle dimissioni. Tempi brevi, quindi, come richiesto dai mercati e dallo stesso Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Un chiarimento arrivato al termine di una giornata convulsa, fatta di voci ed ipotesi a dir poco contrastanti tra di loro (chi parlava di una settimana, chi addirittura di un mese). Continua
Dove navigano gli internauti? Panorama.it ha fatto una selezione delle notizie principali (e più curiose) comparse oggi pomeriggio sui siti online dei quotidiani italiani. Continua

Il voto di fiducia alla Camera sullo scudo fiscale è previsto per mercoledì 30 settembre
Per la seconda volta in due settimane, il governo è stato battuto alla Camera grazie al voto di un’improvvisata maggioranza che va dal Partito democratico al gruppo di Futuro e Libertà passando per l’Udc e l’Italia dei Valori di Tonino Di Pietro. Questa volta, la bocciatura (292 sì, 250 no e un astenuto) ha riguardato un emendamento presentato dall’esecutivo che avrebbe assegnato al PdL, e non all’Udc, il seggio supplementare destinato all’Italia nel Parlamento europeo.
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Un'immagine di repertorio del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nell'Aula della Camera (Ansa)
Dopo lo strappo dei finiani, che hanno deciso di ritirare la loro delegazione dal governo, PdL e Lega hanno i numeri per governare solo al Senato, ma non alla Camera. Lo si è visto nelle scorse settimane, quando i deputati di Fli, votando un emendamento dell’opposizione sui respingimenti dei clandestini, hanno mandato sotto il governo. E in questa situazione, l’esecutivo non sarebbe in grado di andare avanti. Come uscire dallo stallo? Continua

Irene Pivetti durante una trasmissione tv
Sul sito del Comune di Reggio Calabria ancora non c’è. L’assessorato all’immagine della città praticamente l’hanno creato per lei: Irene Pivetti, 47 anni, mamma, giornalista, opinionista, conduttrice televisiva, politica. Fu lei, nel 1994, la più giovane Presidente della Camera nella storia italiana, per di più donna e, se non bastasse, leghista. Continua


Gianfranco Fini, 58 anni, con la compagna Elisabetta Tulliani, 38 anni. Dietro di loro, a sinistra, Giancarlo Tulliani, 33 anni
Qualcuno li ha già soprannominati i Tullianos, per la compattezza del clan familiare ma anche per le pubblicizzate amicizie italoamericane, in particolare quella con Frank Stella, potente fondatore della Niaf, la fondazione dei nostri connazionali in Usa.
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Souad Sbai eletta deputata nell'aprile del 2008
È scontro aperto tra Pdl e finiani sulle dimissioni di Gianfranco Fini da presidente della Camera. Futuro e Libertà insiste perché Silvio Berlusconi smentisca ufficialmente la richiesta avanzata dal portavoce Daniele Capezzone, ma dal premier nemmeno una parola. Intanto il neo gruppo che fa capo al numero uno di Montecitorio è alle prese con il conflitto interno tra chi lavora per favorire il dialogo e chi lancia, ogni giorno, messaggi di guerra. L’ultimo arriva dal direttore della testata on line della fondazione vicina all’ex leader di An, Farefuturo, Filippo Rossi, che oggi parla di “manganellatori nel Pdl” e di “squadrismo mediatico” a proposito della campagna contro il Presidente della Camera per la vicenda della casa di Montecarlo. Continua