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«Mi sono stati tolti 20 anni di vita, i migliori». È il 4 dicembre 2011, a Roma, con la manovra di Mario Monti, nasce (almeno formalmente) la Terza repubblica italiana. Nelle stesse ore, a Salerno, c’è Carmelo Conte, classe 1938, potente ministro socialista della Prima, che spiega come ha dovuto rinunciare a essere protagonista della Seconda. Tra malagiustizia e sospetti sui servizi segreti, il suo non è un racconto rassicurante. Continua

Giandomenico Lepore (Ansa/Ciro Fusco)
“Mi sento ancora in forze e sarei rimasto volentieri alla guida della Procura di Napoli”. Giandomenico Lepore, 75 anni, dal 2004 alla guida di una delle procure più importanti d’Italia, oggi è al suo ultimo giorno di lavoro. È commosso quando risponde alle domande di Panorama.it ma non esita a ricordare i momenti più belli della sua carriera con orgoglio e soddisfazione: “Quando arrivai in Procura c’erano quattro superlatitanti, che sembravano imprendibili da circa 10 anni. Adesso che lascio la Procura quei quattro boss sono finiti tutti in manette. L’ultimo è Michele Zagaria che è stato ricercato per 16 anni”. Prima dell’arresto il 7 dicembre scorso del boss dei Casalesi, la procura napoletana aveva arrestato anche Antonio Iovine, altro pezzo da novanta del clan e anche lui latitante da oltre 15 anni. Continua

L'arresto di Michele Zagaria (Reuters/Ciro De Lucia)
Michele Zagaria era Cosa Nostra ma ora è cosa nostra, dei Pm, carabinieri e poliziotti che l’hanno arrestato, dei Casalesi (gli abitanti di Casal di Principe) che lo destavano, degli italiani che lo temevano, dello Stato che ha vinto, come lui stesso, Capastorta, ha dovuto ammettere davanti ai suoi nemici che lo ammanettavano. Continua

Il Boss Michele Zagaria in Questura a Napoli (Credits: LaPresse)

L’hanno catturato dopo una notte d’assedio Michele Zagaria il boss. Era rintanato in un bunker ricavato dentro metri di cemento sotto un villino di vico Mascagni nella sua culla-covo di Casapesenna e si è arreso per paura del buio. Si è arreso quando è partito l’ordine di staccare la corrente e le centinaia di poliziotti che lo avevano circondato e qualcuno che lavorava già di trivella per stanarlo si sono fermati. Si sono fermati aspettando qualcosa e quel qualcosa era l’urlo dal bozzolo del ragno, “non sfondate che mi uccidete, mi arrendo, mi arrendo, avete vinto voi”, perché senza elettricità aveva smesso di funzionare il condizionamento d’aria e la botola a comando studiata come via di fuga s’era inceppata e nessuno c’era più a Casapesenna che potesse trarre in salvo il benefattore della cittadina, poco più di 6mila anime che hanno vissuto malvolentieri questa giornata di gloria nazionale. Continua

Identikit di Michele Zagaria (Ansa)
Il superlatitante della camorra Michele Zagaria è stato arrestato dalla polizia, nascosto in un bunker all’interno di un’abitazione di Casapesenna (Caserta). Tra il bunker sotterraneo e il pavimento della casa c’erano cinque metri di cemento armato. L’operazione è stata condotta dalla Squadra Mobile di Napoli, insieme a quella di Caserta e al Servizio Centrale Operativo della Polizia. Zagaria viene ora portato in un ufficio di polizia della zona. Continua
- Tags: banda-della-Magliana, camorra, Carmine Alfieri, Gianni Alemanno, giuseppe pecoraro, Libera, Luigi De Ficchy, Mafia, Michele Senese, ndrangheta, Otello Lupacchini, Raffaele Cutolo
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Il boss Michele Senese con alcuni uomini del clan
Può un boss mafioso girare libero in una clinica dove è stato trasferito dal carcere grazie a una perizia che ne riconosce la seminfermità mentale? Sì se si chiama Michele Senese, detto “o pazzo”, accusato dalla Dda romana di essere il capo, promotore e organizzatore di un’associazione mafiosa attiva nella Capitale dalla fine degli anni ‘80. Un caso esemplare di come, a Roma, il fenomeno mafioso, a detta di alcuni magistrati come il sostituto procuratore in Corte d’Appello Otello Lupacchini, il procuratore di Tivoli Luigi De Ficchy e il responsabile laziale dell’associazione Libera Antonio Turri, sia sottovalutato, nella peggiore delle ipotesi, negato. Al punto che gli oltre 30 ammazzati per strada negli ultimi mesi sono state spesso, e da più parti, derubricati a semplice, per quanto inquietante, effetto collaterale di scontri tra gruppetti di basso profilo criminale e dal grilletto facile. Continua

L'arresto di Emilio Esposito, Il boss affiliato ai casalesi, fotografato in Questura a Roma, il 23 luglio 2011. ANSA/MASSIMO PERCOSSI
Per quanto già da tempo non fosse più un segreto per nessuno, fa comunque effetto leggere nero su bianco che Roma, non meno di Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Bari e praticamente tutto il Sud e le appendici settentrionali scoperte negli ultimi anni, è in mano ai clan mafiosi. Così c’è scritto nella relazione consegnata ieri dal prefetto della Capitale Giuseppe Pecoraro alla commissione antimafia presieduta da Beppe Pisanu. Continua


Oggi a Napoli 56 persone sono state arrestate in un’operazione contro i “falsi invalidi”. Non una cosa nuova nel capoluogo campano come dimostrato da Panorama più di un anno fa
di Maria Pirro
Figlio e marito devoto, Salvatore Alajo, consigliere della 1ª municipalità, aveva provveduto a tutta la famiglia. Per sé aveva certificato una «sindrome delirante cronica» e per sua madre una forma grave d’invalidità. Per la moglie, una schizofrenia incurabile e per le zie di lei, una devastante cecità. Risultato: l’intera famiglia sbarcava il lunario a spese della sede Inps di Napoli, intascando fior di pensioni d’invalidità. E non è tutto. Continua