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Alex Del Piero sconsolato: il suo gol su punizione non è bastato a evitare la sconfitta
Sorride Ancelotti: due settimane fa sembrava condannato, stasera il suo Milan ha l’occasione di portarsi a un punto dal terzetto di testa, composto da Udinese, Lazio e Inter. Chissà se Ronaldinho replicherà con una magia delle sue al tacco “da arti marziali” con cui Ibrahimovic ha steso ieri sera il Bologna. Il campionato, alla sesta giornata, non ha ancora un padrone. Non è la Lazio, la squadra rivelazione, fermata dal Lecce ieri sera, né l’Inter, che deve ancora dimostrare tutto, dopo la sconfitta nel derby. Ma Mourinho può guardare comunque dall’alto i suoi principali avversari: Roma e Juve hanno steccato completamente le partite di oggi:
La squadra di Spalletti ha perso le staffe nel finale a Siena: espulsi Mexes e Panucci (e qualcuno malignerà: salteranno proprio la partita contro i nerazzurri), brutta sconfitta contro i bianconeri che vanno in vantaggio con Frick. La Juve non fa molto meglio, ma Ranieri ha molte attenuanti: le assenze di Iaquinta, Trezeguet e Nedved. L’espulsione di Sissoko (comunque imbarazzante come playmaker). Non basta il gol di capitan Del Piero contro il Palermo, lanciato alla quarta vittoria in cinque partite da Ballardini. Di Miccoli e del giovane georgiano Mchelidze i gol dei rosanero. Le grandi stentano a ingranare, e allora le protagoniste del campionato sono le squadre più organizzate e in forma: oltre alla Lazio, l’Udinese di Marino (che ha ritrovato un grande Quagliarella, autore di una doppietta contro il Torino) e l’Atalanta di Del Neri, che sotterra la Sampdoria con 4 gol (doppietta di Floccari, Doni e Garics). Tra i liguri si salva solo Cassano (doppietta oggi), ma predica nel deserto.
Si ferma invece il Napoli, che cade (come Milan e Roma) nel fortino genoano di Marassi, davvero inespugnabile: per i partenopei non bastano i gol della coppia argentina Lavezzi-Denis, i rossoblù corrono tantissimo anche in dieci per l’espulsione di Papastathopulos (autore del primo gol) e finalizzano con le reti di Palladino e di Diego Milito, sempre più “principe” del Ferraris, già cinque gol per lui. Uno in più di Gilardino, a segno anche oggi nella vittoria esterna della Fiorentina contro il Chievo Verona per 2 a 0 (di Kuzmanovic l’altra rete). Sorprendente anche il Catania di Zenga, che pareggia nel derby dello stretto con la Reggina per 1 a 1 (di Paolucci e Costa i gol).

Il Milan ritrova gol e vittoria nel posticipo contro la Lazio del solito argentino Zarate, arrivato al quarto gol in campionato (anche se inutile). Di Seedorf, Zambrotta, Pato e Kakà le reti dei rossoneri, apparsi in ripresa rispetto a sette giorni fa. In testa scattano l’Inter (3 a 1 al Torino) e la Juventus grazie alla seconda rete consecutiva di Amauri, ottimo sostituto di Trezeguet, che dovrà stare tre mesi fuori dai campi di gioco a causa dell’operazione ai legamenti del ginocchio. La Roma chiude una settimana terribile e batte la Reggina grazie alle reti di Panucci, Aquilani e Perrotta. Un gol di Paolucci regala al Catania di Walter Zenga la seconda vittoria in questo campionato e il secondo posto in classifica. Il Cagliari resta ultimo con zero punti e la posizione del suo allenatore comincia a traballare. E mercoledì si torna in campo con il primo dei turni infrasettimanali previsti. Inter e Juventus ospiteranno rispettivamente Lecce e Catania: in caso di vittoria sarebbero le due reali antagoniste per lo scudetto. Spiccano anche Genoa-Roma e Lazio-Fiorentina.
BASKET: TERREMOTO IN SERIE A. Napoli e Capo d’Orlando sono state escluse dalla serie A su decisione del consiglio federale, che ha revocato, con l’unanimità dei presenti, l’ammissione per le due squadre che non avevano la documentazione in regola per l’iscrizione ai campionati. Per entrambe le società, che potranno appellarsi alla camera di conciliazione del Coni, ci sarà ora la possibilità di ripartire dai campionati regionali ovvero dalla ex C2. Il presidente della Federbasket, Fausto Maifredi, ha confermato che non ci saranno ripescaggi. Gli accordi tra Fip e Lega prevedevano, infatti, che si dovesse disputare un campionato con un numero pari di squadre quindi Varese, prima avente diritto al ripescaggio, sarebbe potuta rientrare in gioco solo in caso di un solo forfait in serie A. Choc in casa siciliana. I giocatori apprendono la notizia un’ora prima di scendere in campo contro la Enel New Basket Brindisi per la semifinale della Coppa “Lo Forte” davanti al proprio pubblico. Partita annullata e giocatori e pubblico a chiedere a gran voce quale sarà il futuro del più piccolo paese della serie A. “È un’esclusione che contesteremo ad ogni livello” dice il presidente di Capo d’Orlando, Roberto Sindoni ai microfoni di Sky Sport 24. “Credevo si trattasse di uno scherzo. Quello che posso assicurare è che il 5 ottobre Capo d’Orlando giocherà a Cantù, come previsto dal calendario. Siamo in serie A e ci resteremo”.
L’ITALTENNIS SI SALVA DALLA SERIE C. Sulla terra rossa del Circolo Tennis Sporting di Montecatini, gli azzurri sudano sette camice ma, alla fine, allontano i fantasmi di un’umiliante retrocessione nella serie C della zona Eurafricana della Coppa Davis. Il nostro team ha avuto comunque bisogno di ricorrere al quinto e decisivo match per avere ragione della squadra lettone. Di Polito Storace il punto del definitivo 3 a 2. Ora i sorteggi per stabilire il tabellone per i play off promozione. Si giocherà ad inizio 2009, le squadre da evitare sono Gran Bretagna e Belgio, le altre sei sembrano abbordabili e l’Italia può rientrare in serie A. Dalla domenica di Coppa Davis, la Spagna di Rafael Nadal, numero uno al mondo, esce vincitrice sugli Stati Uniti, campioni in carica, con il netto punteggio di 4/1. In finale, gli iberici, che sembrano ormai i grandi favoriti per la vittoria della prestigiosa insalatiera, incontreranno il vincitore della seconda semifinale tra Argentina e Russia.
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Dopo le violenze dei tifosi del Napoli che, in trasferta a Roma domenica scorsa, hanno trasformato il viaggio in treno in un’orda vandalica, il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ha minacciato la possibilità di decidere lo svolgimento di partite a porte chiuse: “Per il futuro abbiamo individuato partite a rischio sulla base della storia dei contrasti delle tifoserie nemiche. I prefetti – ha detto il responsabile del Viminale - potranno decidere se farle disputare con le due tifoserie, solo con quella di casa o anche a porte chiuse”.
L’Osservatorio sulle manifestazioni sportive oggi ha stabilito che nella seconda giornata di campionato gli incontri di serie A a rischio sono Genoa-Milan e Napoli-Fiorentina (insieme a tre gare di B). Sulla base della storia degli scontri tra le tifoserie e delle ruggini tra ultras, ecco evidenziale sul calendario le partite a rischio durante tutto il campionato.
(Clicca sul calendario per ingrandirlo)

L’accordo sui diritti tv in chiaro tra Rai e Lega è arrivato, anche se non ancora definitivo: prevede per l’emittente pubblica la disponibilità degli highlights della Serie A nella fascia pomeridiana e, in forma non esclusiva, in quella serale. A cui si aggiungono gli highlights della Serie B e dei diritti radiofonici. L’assegno che la Rai verserà alla Lega sarà di 27,5 milioni per il primo anno, e di 28 milioni per il secondo. Troppo alto il giro d’affari generato dal calcio per privarsi della fetta di torta garantita dai diritti per l’emissione in chiaro di spezzoni di partite. Dopotutto se c’è una cosa su cui la passione degli italiani non viene meno è proprio il campionato.
Ma possiamo ancora definirlo “il più bello del mondo?”. Una volta, forse. Di certo non è più il più ricco: da tempo, infatti, nonostante le sporadiche follie di Moratti o Berlusconi, i ricavi e il giro d’affari della Serie A sono inferiori a quello della Premier League inglese. Non solo, anche la Bundesliga tedesca, quella che il Bayern Monaco domina un anno dopo l’altro, è pronta a superare (almeno dal punto di vista economico) il nostro torneo. Secondo le stime dell’agenzia StageUp-Sport & Leisure Business sugli aspetti finanziari del torneo, la nuova edizione raccoglierà 1.430 milioni di euro. Mille milioni in meno della Premier League inglese sempre saldamente in testa alla classifica con i suoi 2.430 milioni di euro di ricavi. Al terzo posto si conferma la Bundesliga, che toccherà i 1.420 milioni di euro, precedendo la Liga spagnola a quota 1.350 milioni e la Ligue 1 francese a 1.040 milioni. In attesa della stagione 2010/2011, la prima per il ritorno alla contrattazione collettiva dei diritti media secondo le nuove norme di legge, che potrà portare ad un incremento importante dei ricavi, la Serie A si trova quindi a contrastare l’assalto della Bundesliga. Secondo lo studio di StageUp, il campionato tedesco, capace di attirare la maggior quantità di risorse economiche dallo sponsor principale (oltre 6,9 milioni di euro di media per club) ed il maggior numero di spettatori negli stadi fra i campionati di tutta Europa (quasi 40mila in media nella stagione 2007/2008), avrà addirittura la possibilità di sorpassare la Serie A già da questa stagione. Insomma, il momento per il campionato non è roseo: gli effetti di Calciopoli e dei brutti episodi di violenze intorno agli stadi delle ultime due stagioni, con il loro corollario di leggi speciali e biglietti nominali, hanno ridotto e di molto la presenza negli impianti. Che peraltro, paragonati a quelli tedeschi, ricostruiti o migliorati per il mondiale 2006, non fanno una gran figura.
A tutto ciò si aggiunge la calante considerazione internazionale verso il nostro calcio: siamo i campioni del mondo, vero, e il Milan ha conquistato solo l’anno scorso il mondiale per club, ma in entrambi i casi i giocatori artefici di questi successi hanno un’età vicina al ritiro. E i migliori talenti italiani vanno all’estero per ritagliarsi uno spazio che qui gli è negato: il caso di Giuseppe Rossi, in Spagna al Villareal, è emblematico. In un articolo del “Times” la Serie A viene descritta come un cimitero degli elefanti: “il cast di nuovi arrivi nel campionato che inizia domenica non è certo entusiasmante” scrive il quotidiano inglese, “Non avremmo immaginato di aspettare che fossero due stelle cadenti per vedere insieme in Serie A Ronaldinho e Shevchenko”, irridente il giudizio anche sugli altri colpi di mercato: Poulsen, Riise, Muntari, tutti definiti “scarti” di Premier e Liga. Insomma, un bel po’ di sbruffonaggine ma anche un fondo di verità: d’altra parte gli inglesi hanno piazzato tre squadre su quattro nell’ultima Champions League e i due giocatori che si disputeranno il prossimo Pallone d’oro, Messi e Cristiano Ronaldo, militano in Spagna e Inghilterra. Ma non è detta l’ultima parola: il pallone è rotondo e i “vecchietti” delle squadre italiane potrebbero far venire qualche mal di pancia anche agli altezzosi commentatori del Times.
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Che sia per “par condicio” non cambia la sostanza. La doccia per i tifosi dell’Inter è fredda: niente trasferta a Parma, nell’ultima (e decisiva) partita di campionato. L’ha deciso il Comitato per l’ordine pubblico di Parma. Pur convinto della correttezza dei tifosi parmigiani e nerazzurri, il prefetto di Parma, Paolo Scarpis, ha deciso la chiusura del settore ospiti dello stadio Tardini per domenica. Lo spazio, di circa 1.600 posti, sarà assegnato alle scuole o alla libera vendita a Parma.
Lo ha spiegato lui stesso ai cronisti, motivando la scelta coi pericoli derivanti dalla contemporanea trasferta vietata dei romanisti a Catania. “Non avevo dubbi sulla correttezza dei tifosi del Parma e dell’Inter - ha spiegato il prefetto Paolo Scarpis - ma alla luce del divieto della Prefettura di Catania di vietare la trasferta degli ultras romanisti motivata dai precedenti fra le due squadre, e sentito il Comitato per l’ordine pubblico, ho emesso un decreto che impone la chiusura del settore ospiti ai gruppi ultrà dell’Inter e la destinazione dei posti alle scuole o alla libera vendita. In più, la segnalazione del questore di Roma sull’eventualità che tifosi romanisti potessero arrivare a Parma ha aumentato la possibilità di pericolo”. “Comunque - ha detto ancora Scarpis - le forze dell’ordine della nostra città sarebbero state in grado di controllare la situazione ma in ogni caso è dovere del prefetto evitare qualunque possibile ferita alla città. Mi auguro che domenica sia una festa di sport quale sia il risultato finale”.
Il prefetto ha imposto la vendita di soli due biglietti nell’area di Parma e Provincia e il divieto della vendita dei tagliandi del Tardini nel circuito telematico. La prevendita terminerà sabato alle ore 19.
Ma… i supporters nerazzurri non ci stanno: nonostante il divieto del prefetto confermano che domenica prossima saranno a Parma ma garantiscono “un’invasione assolutamente pacifica” della città. “La Nord, nel caos che regna, tiene a confermare l’unica certezza: gli interisti ci saranno!” si legge su un comunicato apparso sul sito della curva Nord nerazzurra. “Sia chiaro - prosegue il comunicato - che domenica, piaccia o no, ci sarà comunque un’invasione nerazzurra che sarà assolutamente pacifica e che la nostra voce, dentro o fuori dallo stadio, dovrà essere un boato!”. “Non si può pensare - prosegue la curva nord - che 100 km che separano Milano, l’Inter e soprattutto gli interisti dalla possibilità di vincere uno scudetto, possano rappresentare per qualcuno un ostacolo. La volontà diffusa ed accertata dalle centinaia di mail che arrivano al nostro sito oltre che dalle centinaia di telefonata da ogni parte d’Italia, è di accogliere la squadra all’arrivo all’esterno dello stadio e, se proprio non ci sarà l’opportunità di assistere all’incontro, di attenderne l’uscita al termine dell’incontro. Per far questo non c’è decreto o divieto che tenga o possa arginare questo diffuso desiderio”.
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La palla avvelenata della decisione finale sulle trasferte dei tifosi nell’ultima giornata di campionato passa nelle mani del prefetto di Parma. E dopo il divieto di ieri ai tifosi giallorossi ad assistere alla partita con il Catania è a rischio anche la trasferta degli interisti a Parma. L’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive ha invitato il Prefetto di Parma, in vista della gara in programma domenica tra Parma e Inter, “ad adottare ogni iniziativa ritenuta necessaria, quale conseguenza delle segnalate criticità sotto il profilo dell’ordine pubblico, anche esaminando l’opportunità di disporre qualsiasi limitazione considerata utile per il regolare svolgimento dell’evento”.
In attesa di sapere se gli interisti avranno il via libera, Ticket One ha posticipato la vendita dei biglietti per Parma-Inter. “Su disposizione del Parma F.C. l’apertura delle vendite per l’incontro Parma-Inter in programma il 18 maggio allo Stadio Tardini è stata posticipata a data e ora da destinarsi”, rende noto la società impegnata nel settore dei servizi integrati di biglietteria.
L’Osservatorio intanto respinge le accuse di parzialità. Davanti alle “considerazioni critiche comparse sulla stampa e connesse alla presunta disparità di trattamento” delle gare del campionato di calcio Parma-Inter e Catania-Roma non si “può che rilevare come possa parlarsi correttamente di disparità solo quando situazioni simili vengono trattate diversamente e non quando, come accade nella realtà, si adottano criteri e parametri identici per casi del tutto differenti”.
La criticità della gara Parma-Inter - e il susseguente suggerimento al prefetto di adottare ogni utile limitazione - si è alzata, martedì sera, quando al Viminale è giunta anche una segnalazione della questura di Roma relativa alla possibilità che alcuni tifosi romanisti potessero recarsi a Parma con conseguenti problemi di ordine pubblico.
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Domenica prossima, ultima giornata di campionato, i tifosi interisti partiranno per la trasferta a Parma, ma i romanisti non potranno raggiungere Catania. La decisione di vietare la trasferta è stata presa, sottolinea l’Osservatorio nazionale per le manifestazioni sportive, con il “massimo rigore” tenendo in considerazione tutti i criteri che fino ad oggi sono stati seguiti nelle decisioni dell’organismo.
In particolare, sono state valutate “le notizie provenienti dalle autorità preposte alla tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, i precedenti incontri diretti ed i livelli di pericolosità espressi dalle frange più facinorose delle diverse tifoserie, individuati sulla base dell’osservazione dei comportamenti tenuti prima, durante e dopo le partite di calcio tenutesi negli ultimi tempi”.
Ecco dunque il perché della decisione di invitare i prefetti non solo di Catania (per Catania-Roma), ma anche di Roma (Lazio-Napoli), Lecce (Lecce-Bari), Verona (Verona-Pro Patria e Chievo-Vicenza) e Perugia (Perugia-Ancona) a valutare “l’opportunità di disporre limitazioni nella vendita dei tagliandi ai tifosi ospiti”. Ciò significa che ogni prefetto deciderà autonomamente che tipo di limitazioni adottare: dalla vendita del biglietto individuale alla chiusura del settore ospiti.
“Non ci pare opportuno che venga consentito ai tifosi romanisti di venire a Catania per la partita” ha affermato il prefetto della città siciliana Giovanni Finazzo. “Ci sono siti Internet” rivela il prefetto in un’intervista al quotidiano La Sicilia “che fanno presagire la volontà di vendicarsi e questo potrebbe provocare incidenti”.
Tra i delusi da questa decisione delle autorità ci sono i tifosi parlamentari. “Una decisione iniqua, che rischia di alimentare tensioni e polemiche”: così Paolo Cento, presidente del Roma Club Montecitorio, valuta la scelta dell’Osservatorio del Viminale di vietare la trasferta a Catania ai tifosi giallorosso. “La decisione di vietare la trasferta dei tifosi romanisti a Catania penalizza la Roma che non potrà essere sostenuta dai propri tifosi nella partita decisiva” dice Cento. “Il diverso trattamento riservato ai tifosi dell’Inter in trasferta a Parma è di fatto un elemento di iniquità che può solo suscitare polemiche e tensioni”.
LEGGI ANCHE: Quanto costano i poliziotti allo stadio?
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L’Osservatorio del Viminale vieta ai tifodi giallorossi la trasferta a Catania per l’ultimo e decisivo match della stagione. Interisti invece ammessi a Parma. Siete d’accordo?

Autostrade più controllate, maggior rigore nella vendita dei biglietti, colpo d’acceleratore alla “tessera del tifoso”. Queste le prime decisioni dell’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive, riunito oggi al Viminale per oltre tre ore dopo la morte domenica 30 in una stazione di servizio del tifoso del Parma Matteo Bagnaresi.
Non c’è stata dunque una risposta emotiva come lo stop alle trasferte per tutti i tifosi invocato da alcuni, nella consapevolezza - sottolineano al Viminale - che la strada intrapresa dopo l’uccisione di Filippo Raciti è quella giusta, come dimostrano i numeri che evidenziano un calo degli incidenti, dei feriti e degli arresti legati al fenomeno della violenza negli stadi. Dei 1.943 incontri disputati in questa stagione, infatti, quelli con feriti sono calati del 15%, i feriti tra le forze dell’ordine sono diminuiti del 62%, gli arresti dell’8%. Dati, dunque, incoraggianti. Specie per quanto riguarda ciò che accade negli impianti sportivi. Mentre persistono le criticità lontano dagli stadi, come testimoniato dall’episodio di ieri e da quello, nel novembre scorso, del tifoso laziale Gabriele Sandri, entrambi avvenuti in un’area di servizio autostradale.
C’è dunque il problema di una maggiore vigilanza sugli incroci pericolosi tra tifosi che possono avvenire sulle autostrade. Ecco perchè si è deciso - insieme ai rappresentanti delle società autostradali e di Autogrill - di potenziare il Piano operativo di sicurezza per relativo ai viaggi dei supporters sulle grandi arterie del Paese. Ci sarà così un maggiore e più puntuale scambio informativo sui passaggi di eventuali veicoli “a rischio”, nonchè un incremento dei sistemi di sorveglianza e sicurezza passiva (come le telecamere).
L’altro aspetto da migliorare è quello della vendita dei biglietti. Già da tempo sono in vigore restrizioni sulla base degli incidenti di cui si rendono responsabili le diverse tifoserie. Ora la vendita avverrà con maggior rigore nei confronti di quei sostenitori ”che non hanno ancora manifestato un’adeguata maturità sportivà’. In altre parole, aumenterà il numero di trasferte vietate ai tifosi, o consentite con forti limitazioni, nonostante le contrarietà dei rappresentanti della Lega Calcio.
Infine, si punta ad accelerare il progetto della “tessera del tifoso”, magari già dal prossimo campionato. Si tratta di una carta personale - che ha funzionato bene in altri Paesi, come ad esempio il Belgio - con la quale il tifoso accetta di farsi riconoscere per poter acquistare il biglietto. Con questa carta i tifosi potranno in futuro superare agevolmente i tornelli degli stadi potendo acquistare il diritto di ingresso anche poco prima dell’inizio della partita, senza dover utilizzare, come succede adesso, i biglietti nominali. E nel caso di trasferte vietate ai tifosi, i titolari della tessera potrebbero essere esclusi dal divieto.
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Dopo la morte del tifoso del Parma, c’è chi propone di abolire le tasferte per i tifosi. Siete d’accordo?