Leggi tutte le notizie su:


cani

Cani vietati sui treni: i veterinari non sono d’accordo

Cani husky
Il problema delle pulci e delle zecche nei vagoni dei treni è tornato alla ribalta alle soglie dell’autunno. L’ultimo caso, segnalato il 17 settembre da una viaggiatrice.

Trenitalia è corsa subito ai ripari con un divieto di emergenza: niente cani sui treni di taglia medio grande a partire dal primo ottobre. Il limite è il peso dell’animale, che non deve superare i sei chili. Per gli altri sarà necessaria la gabbia e un certificato veterinario. Uniche eccezioni ammesse per i cani che accompagnano i non vedenti. La sanzione per i trasgressori è di 100 euro. “Queste iniziative” spiegano a Trenitalia “si sono rese indispensabili: il nostro impegno, anche economico, sino ad ora non ha prodotto i risultati attesi. Basti pensare che le Ferrovie dello Stato spendono ogni anno in pulizie quasi 200 milioni di euro ed effettuano cicli di disinfestazione sui treni del tutto analoghi a quelli operati da altre compagnie ferroviarie europee”.
Inoltre, c’è da tenere in considerazione i “tanti reclami pervenuti negli ultimi mesi”, aggiungono a Trenitalia, che contestavano la presenza sui convogli dei cani di grossa taglia.

Dura la reazione di molte associazioni di animalisti e dei medici veterinari. “Questo provvedimento non serve a nulla” ha commentato Carlo Scotti a Panorama.it, presidente dell’Associazione nazionale medici veterinari italiani (Anmvi) “perché i veicoli di zecche e pulci possono essere molti altri. Oggi poi un cane di proprietà è nella maggior parte dei casi curato e sicuro”.

Secondo i veterinari il provvedimento delle Fs è di “sola facciata”e “va a ostacolare i padroni dei cani in viaggio. Non ci lamentiamo poi, come si fa ogni estate, dell’aumento del randagismo”, conclude polemico Scotti.

Partecipa al FORUM

Vita da cani in estate: microchip anti abbandono per tutti

Abbandono di un cane

E adesso anche la tecnologia scende in campo nella lotta contro l’abbandono dei cani, pratica barbara e molto comune in estate (ogni due minuti ne viene abbandonato uno).
Con un’ordinanza urgente, il sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, ha sollecitato Regioni e comuni a mettersi in regola con l’obbligo di microchip e anagrafe per tutti i cani, anche i trovatelli ospitati nei rifugi. L’obiettivo è assicurare così un’applicazione uniforme dello stesso provvedimento a livello nazionale. Solo nelle case degli italiani, i cani sono almeno sette milioni. Si stima siano invece 600mila i randagi in Italia, di cui solo un terzo ospitati nei canili-rifugio. “Questa ordinanza ribadisce la necessità del microchip e della registrazione dell’anagrafe e il fatto che questo avvenga in modo contestuale” spiega Raimondo Colangeli, dell’Associazione nazionale medici veterinari italiani (Anmvi), che ha partecipato al tavolo di confronto del ministero su questa materia.
In realtà il microchip era obbligatorio anche prima, la novità sta nel dare regole uguali per tutti, fino all’altro ieri - nel bene o nel male - ogni regione aveva le sue direttive.
“Bene, poi, che a fare l’inoculazione del microchip sia personale medico e che si migliori la trasmissione dei dati fra anagrafe regionale e nazionale” afferma Colangeli, che sottolinea anche l’importanza del divieto di vendita dei cuccioli sotto i 60 giorni, perché “è un errore dal punto di vita comportamentale” sottrarli troppo presto alla mamma”. L’intervento - si tratta di poco più di una iniezione - costerà pochi euro (da tre a sette) nelle Asl e circa trenta dai veterinari, in alcune città ci sono delle convenzioni tra i professionisti.
Ecco i punti salienti dell’ordinanza:
Applicazione microchip: essendo un atto medico, deve essere effettuata dai veterinari pubblici competenti per territorio o da veterinari libero professionisti abilitati ad accedere all’anagrafe canina regionale. Contestualmente all’applicazione del microchip i veterinari devono effettuare la registrazione nell’anagrafe canina dei soggetti identificati. Il certificato di iscrizione accompagnerà il cane in tutti i trasferimenti di proprietà.
Divieti vendita: cuccioli di età inferiore ai due mesi o cani non identificati o registrati. A due mesi scatta infatti l’obbligo di inserire il microchip elettronico, che per i cani di età superiore diventa obbligatorio entro 30 giorni dall’entrata in vigore dell’ordinanza. - COMUNI: questi devono identificare e registrare in anagrafe i cani rinvenuti o catturati sul territorio e quelli ospitati nei rifugi e nelle strutture convenzionate e i sindaci sono responsabili dell’osservanza di tali procedure. Al fine di effettuare controlli di prevenzione del randagismo dovranno dotare la propria Polizia locale di almeno un dispositivo di lettura di microchip ISO compatibile.
Produzione microchip: questi possono essere prodotti e commercializzati unicamente da soggetti registrati presso il ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, dove viene assegnata una serie numerica di codici identificativi elettronici. I produttori e i distributori devono garantire la rintracciabilità dei lotti dei microchip venduti.
Scadenze: entro 90 giorni dall’entrata in vigore dell’ordinanza, il ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali definirà, con un provvedimento da sancire in sede di Conferenza Stato-Regioni, le modalità per assicurare l’interoperatività tra la banca dati canina nazionale e le anagrafi canine regionali. Lo stesso provvedimento individuerà un unico documento di identificazione e registrazione dei cani, che dovrà essere adottato in sostituzione della certificazione attuale.

Qui il VIDEO dell’inviata di Panorama Stella Pende sulla condizione degli animali abbandonati. Se qualcuno fosse davvero interessato all’adozione di uno dei due cuccioli nel video può scrivere alla redazione di Panorama, specificando nell’oggetto della mail “adozione Pallino” e fornendo un recapito telefonico.

Ogni due minuti viene abbandonato un cane: è emergenza nazionale

Un cane abbandonato

Dite addio alle ambientazioni alla Lilly e il Vagabondo, dimenticatevi i chiari di luna di Pongo e Peggy. L’atmosfera è piuttosto quella fumosa di Crudelia Demon: gli italiani d’estate diventano cattivi, cattivissimi, senza cuore. Almeno stando alle statistiche del Ministero della Salute sull’abbandono dei cani. Basta contare fino a 120: è appena stato abbandonato un cane. Uno ogni due minuti è il bilancio dell’estate, periodo in cui voglia di tintarella e tramonti in spiaggia fanno dimenticare l’amico dell’uomo su una strada, sperso in un bosco o vicino a un canile.
Se durante l’anno i cani abbandonati sono complessivamente circa 100mila, giugno, luglio e agosto sono i mesi in cui il numero schizza fino a quota 60mila: 20.000mila, 650 al giorno. Numeri a cui vanno aggiunti i gatti, altri 35mila quattro zampe lasciati a sé stessi.
Per la Lav (la Lega Antivivisezione) un rimedio al fenomeno può venire dalla sterilizzazione: “In sei anni i discendenti di un gatto o un cane possono arrivare ad essere anche 70mila. La sterilizzazione può evitarlo. Dei 135mila cani e gatti abbandonati circa l’80% muore per incidenti, malattia o stenti, mentre 600mila cani vivono rinchiusi in gabbie o da randagi, insieme a oltre due milioni e mezzo di gatti”. “I nostri canili sono già al limite” dicono alla Lega Nazionale per la difesa del cane. “L’unico elemento positivo che abbiamo notato in questo ultimo anno è la diminuzione degli abbandoni in autostrada: sempre più spesso infatti gli animali vengono lasciati in prossimità di rifugi e canili. Forse gli italiani sono diventati più buoni”.
Di diverso avviso all’Enpa (Ente Protezione Animali): “Gli italiani si sono fatti più furbi, i cani non sono più abbandonati in autostrada perché sono luoghi troppo controllati, adesso il migliore amico dell’uomo è sempre più spesso lasciato in campagna o in strade isolate. Anche per questo è difficile parlare di numeri o statistiche”. L’Ente protezione animali parla inoltre di una nuova tendenza: a rimanere a casa, abbandonati da ex padroni, non sono più solo cani e gatti, ma anche e soprattutto pesci rossi e da acquario, canarini e animali esotici. “L’impennata di vendite dei pesci rossi lascia pochi dubbi sulla sorte che tocca a questi animali a inizio estate e fa capire come questo tipo di animale sia avvertito come una sorta di usa e getta: all’inizio dell’estate si butta, in autunno si ricompra. Per non parlare degli animali esotici: capita che ci si debba occupare di iguane o che al parco si vedano sgattaiolare le bisce di terra. Con buona pace dei genitori che vi portano i bambini”.

Il video dell’inviata di Panorama Stella Pende sulla condizione degli animali abbandonati. Se qualcuno fosse davvero interessato all’adozione di uno dei due cuccioli nel video può scrivere alla redazione di Panorama, specificando nell’oggetto della mail “adozione Pallino” e fornendo un recapito telefonico.

Anziana sbranata da pitbull, arrestato il figlio

Pitbull

Sul corpo di Paola Dessole c’erano i segni dei morsi del suo pitbull. Ma non è chiaro se ad uccidere l’anziana 77enne di Sassari sia stato uno dei tre mastini che aveva in casa. Potrebbe essere stata colpita da malore e dopo sbranata. Oppure uccisa da qualcuno e data in pasto agli animali. Aveva una storia tormentata nel suo passato, Paola Dessole: nel 1978 aveva spaccato la testa al marito con un tubo di ferro, uccidendolo mentre dormiva. La donna era tornata a casa a vivere col figlio Gianni Carrucciu, di 50 anni, dopo il periodo trascorso in carcere. Proprio il figlio è stato arrestato nel tardo pomeriggio con l’accusa di omicidio colposo. Era stato lui a trovare il corpo della madre stamattina nel suo appartamento, con una profonda ferita sotto il braccio. Forse è stata la perdita di sangue a portarla alla morte. I tre cani, che da tempo erano causa di litigi tra l’uomo e il resto del condominio, sono stati messi sotto sequestro dal tribunale di Sassari. Secondo le altre due figlie della Dessole, interrogate nel pomeriggio, i cani terrorizzavano la signora, che aveva chiesto più volte a Carrucciu di portarli via o spostarli dall’ingresso. Sebbene la vicenda mostri ancora punti da chiarire, ci sono già state reazioni di tipo politico: il Codacons ha annunciato la decisione di ”diffidare il ministro” del Welfare a non eliminare l’ordinanza che prevede la lista delle razze (17) per le quali ora sono previste particolari norme di sicurezza.
”Ora” chiedeva il Codacons “che farà il sottosegretario alla Salute Francesca Martini, dopo questo drammatico evento? Continuerà a sostenere che ‘anche un barboncino può mordere se viene spinto a farlo’ oppure sosterrà che ‘non esistono cani potenzialmente pericolosi’?”.

E non si è fatta attendere la risposta della sottosegretario Martini non si è fatta attendere. ”Tutte le parti tecniche dell’ordinanza” ha detto replicando alla richiesta del Codacons “verranno valutate dalla commisisone tecnica che si riunisce tutti i martedì e verranno considerati tutti i criteri di tipo scientifico”. “Amplieremo l’uso di museruole e guinzagli” ha anticipato Martini. Mentre un esperto di allevamento dei pitbull contattato dall’Ansa, Salvatore Montemuro, sostiene che la dinamica della morte della signora sia “tutta da verificare” e che “i tre cani in possesso della signora non siano di razza pura e uno di essi sia un pastore maremmano mentre gli altri due sembrerebbero di due incroci rassimilabili a cani potenzialmente pericolosi, con orecchie e pelo corti”. Ma secondo lui non pitbull perchè “è una razza che difficilmente va d’accordo con i meticci o altri cani”.

Cani e gatti di razza, occhio alle fregature


Guarda la GALLERY

La gioia di un cucciolo che entra in casa, magari pagato a caro prezzo e scelto dopo aver comparato le caratteristiche delle razze. E dopo pochi mesi, la sgradita sorpresa di una patologia congenita che costringe l’animale e la sua famiglia adottiva a cure lunghe, difficili, dispendiose. Sempre che le condizioni di salute non siano talmente gravi da veder morire l’animale a cui ci si è appena affezionati. Succede più spesso di quanto non s’immagini, e non solo nel caso di veri e propri crimini, come l’importazione illegale di cani dall’Est scoperta dalla Guardia di Finanza di Bologna.
Capita a causa di incroci fra consanguinei, screening poco accurati o mai eseguiti, ma anche sfortuna, visto che molte patologie non sono riscontrabili prima dell’anno di età, o alcuni cuccioli le sviluppano pur provenendo da genitori sani. Ettore Degli Esposti, portavoce dell’Enpa di Milano, ha la sua teoria: “Noi partiamo ovviamente da una posizione diversa; gli animali non si comprano, si adottano. E solo dopo aver pensato a lungo all’impegno e le cure che un cucciolo in casa richiede, magari dando un’occhiata alla nostra documentazione”.

“Se però una famiglia preferisce un cane o un gatto di razza” continua “deve procedere all’acquisto senza leggerezza o imprudenza. Quando compriamo un televisore, ad esempio, controlliamo offerta e garanzie decine di volte. Nel caso di un animale, invece, ci facciamo trasportare dall’entusiasmo. E dimentichiamo che l’allevatore è un commerciante; ci sta vendendo un bene”. Per cui i consigli di Degli Esposti sono di rivolgersi sempre all’allevatore, possibilmente attivo da anni e ben conosciuto, e mai a un negozio; di visitare l’allevamento per rendersi conto delle condizioni degli animali; di informarsi da un veterinario sull’esistenza e l’incidenza, per quella razza, di patologie genetiche e pretendere pedigree, certificati di vaccinazione e ricevuta del pagamento. “Cardiopatie, displasia dell’anca, cimurro, parvovirosi per i cani; panleucopenia, rinotracheite, rene policistico per i gatti e cardiopatie per entrambi. Sono tra le più comuni affezioni, genetiche e non, che un nuovo padrone potrebbe affrontare. Il problema è che molti di loro non ne sanno nulla; acquistano l’animale ammaliati dalla bellezza e sono impreparati davanti a un’eventualità del genere”, spiega Salvatore Avenia, veterinario Enpa.

E a quel punto, cosa si può fare? “Bisogna inviare una raccomandata all’allevatore per comunicare il problema, entro 8 giorni dalla sua scoperta. Purtroppo il codice civile tutela l’acquirente solo entro l’anno di acquisto. E in ogni caso, non stiamo parlando di un elettrodomestico; sostituire un animale o offrire ad esempio uno sconto su un nuovo esemplare non lenisce certo il dolore per la brutta esperienza. Noi offriamo un servizio di consulenza e assistenza legale, ma non possiamo rifondere il danno morale “, spiega Degli Esposti.

Inoltre, conviene verificare che l’allevatore sia affiliato all’Enci, Ente nazionale della cinofilia italiana per i cani e all’Anfi, Associazione nazionale felina italiana per i gatti. Eventualmente si possono chiedere informazioni proprio a queste due associazioni. “Consiglio anche di non avere fretta; il mio Cavalier l’ho aspettato un anno per avere il pedigree giusto. E ricordo che le parentele si possono anche controllare online sul nostro sito“, spiega Fabrizio Crivellari, Direttore generale dell’Enci.

“Entro tre, cinque giorni al massimo portare il cucciolo dal veterinario per un controllo completo; farsi consegnare istruzioni dettagliate per la dieta e la cura e diffidare da chi non lo fa” suggerisce Cristina Kowalczuk, presidente Anfi. “E per tutelarsi in futuro, visto che molte patologie si notano solo dopo parecchi mesi di vita, stabilire un accordo scritto con l’allevatore che preveda un rimborso delle spese o un altro animale gratis in caso di problemi genetici riconducibili all’allevamento. Certo, dovrebbe stare alla coscienza dell’allevatore venire incontro a chi ha acquistato sfortunatamente un esemplare malato”. Ma siccome non tutti sono uguali, conviene stabilirlo a priori al momento del pagamento.

Guarda la GALLERY

Gli animali di razza? Spesso si trovano anche al canile, abbandonati dai padroni.

Una due giorni con i quattro zampe. Per dire no all’abbandono


Una due giorni dedicata agli animali abbandonati, un fine settimana per aiutare tutti i trovatelli d’Italia. È questo il senso della “Quarta giornata degli animali” organizzata dall’Enpa e che sabato 6 e domenica 7 ottobre vedrà scendere nelle piazze di 144 città di tutta la Penisola i volontari dell’associazione. “La giornata” ha spiegato Carla Rocchi, presidente nazionale della Onlus “avrà un doppio fine: da un lato quello di raccogliere fondi da destinare all’alimentazione e alla cura degli animali abbandonati e di cui l’Enpa si fa carico. Dall’altra invece cercheremo di sensibilizzare la popolazione sul problema del maltrattamento dei nostri amici a quattro zampe”.

E per fare questo i volontari distribuiranno opuscoli, libri, adesivi e palloncini ai più piccoli oltre a chiedere di inviare un sms al numero 48585: con un euro si potrà riempire la ciotola di cibo per un randagio. Ma non ci sarà solo la raccolta di finanziamenti nella due giorni in difesa degli animali.

Perché ai banchetti sparsi per l’Italia sarà anche possibile compilare un questionario/referendum dal titolo “Le città per gli animali” e che servirà a stilare una lista delle richieste di proprietari o semplici amanti di cani e gatti alle amministrazioni comunali. Tra i desiderata, per ora, in cima alla classifica c’è il servizio di “118 veterinario”: è stato chiesto dal 19 per cento di quanti hanno risposto ai quesiti sul web.

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Io la penso così, di Giovanni Fasanella
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
FacebookTwitter
NewsletterFeed rss
Mobile & AppsServizi SMS
Il video del direttore, di Giorgio Mulè
L'arcitaliano, di Giuliano Ferrara
Cane sciolto, di Vittorio Feltri
L'editoriale, di Giorgio Mulè
L'europeo, di Sergio Romano
Fatti & credenze, di Luca Ricolfi
Fuori Porta, di Bruno Vespa
 
 
 
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 

  • Panorama Unplugged
  • Bruce Springsteen
  • Meteo
  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Le uscite al cinema
  • Scopri il nuovo Panorama
  • Abbonati subito a Panorama!
  • Immobiliare.it
    Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

    Provincia
    Tipologia



  • Applicazioni Mondadori
  • R101