
“Veltroni leader anche sotto il 35 per cento; Visco competente ma con un cattivo carattere; non stiamo oscurando Prodi e non ci saranno intese tra Pd e Pdl in caso di pareggio al Senato”.
Così Piero Fassino ha risposto ad alcune delle domande del direttore di Panorama Maurizio Belpietro durante una video intervista (prodotta da Dolmedia) realizzata per il blog dell’ultimo segretario dei Ds, oggi capolista del Pd in Piemonte per la Camera.
È stato lo stesso Fassino a chiedere di essere intervistato dal direttore di Panorama per un faccia a faccia a 360 gradi, durato circa un’ora.
Il VIDEO dell’intervista:

Quando Marianna Madia, la neocapolista alla Camera nel Lazio per il Pd, nasceva nel 1980, Ciriaco De Mita era già alla sua quinta legislatura.
E questo è certamente uno dei motivi per cui il leader del Pd, Walter Veltroni ha deciso di essere secondo in lista dopo di lei. Molto vicina ad Enrico Letta (lavora all’Arel da alcuni anni), Marianna la nuova pulzella del Pd ha esordito in conferenza stampa nel loft stupendo i giornalisti: “Porterò tutta la mia straordinaria inesperienza”. Almeno all’esordio, non sono le solite parole. Manterrà le aspettative?
E allora Madia, che effetto le fa sapere che sarà una delle più giovani deputate del prossimo Parlamento?
Un effetto grandissimo. Questa è la prova di uno sconvolgimento che è in atto: di un grande progetto di rinnovamento che il Pd sta provando a mettere in pratica.
Il messaggio di Veltroni è chiaro: apriamo ai giovani e non solo “ai figli di” come Colaninno, denunciati da Montezemolo. Ma i blogger la criticano…
Se una come me è stata chiamata per questo ruolo vuol dire che è in corso una rivoluzione. Una rivoluzione dolce.
Una 27enne entra, l’ottantenne De Mita viene congedato e un altro 82enne come Umberto Veronesi viene scelto come capolista per il Senato in Lombardia.
È una decisione che io, lo dico in senso bello, ho subìto. Non lo mando certo io a casa De Mita.
Di fatto lei, almeno mediaticamente, è in contrapposizione all’ex premier democristiano.
Non sento la responsabilità di questa scelta.
Lei ha detto di voler continuare l’eredità delle donne del passato. Sul tema caldo dell’aborto che ci dice?
Voglio andare controcorrente e non rispondere. È un tema troppo complicato e delicato per rispondere a caldo. Un tema a cui va restituita la complessità che merita perché ricordiamoci che stiamo parlando della vita: una complessità e una riflessione che purtroppo non vedo nel dibattito a cui assistiamo in questi giorni.
Che deve fare una donna in politica, secondo Marianna Madia?
Penso che non dobbiamo inseguire il modello maschile, ma portare il nostro valore aggiunto di femminilità.
Ha un modello a cui ispirarsi?
Certamente, Anna Finocchiaro. Il suo intervento all’Assemblea costituente del Pd, quando si è anche candidata alle regionali in Sicilia, è stato incisivo, denso di passione e senso di responsabilità. Non faccio mistero a dire che mi ha commossa.
Le tematica fondamentale che da deputata porterà avanti?
L’ambiente al primo posto. È il tema che accomuna le giovani generazioni e le nostre identità. È la nostra battaglia. Parlando di ambiente si può discutere di tutto: di economia, di modelli energetici, di giustizia sociale e di stili di vita.
Entra in Parlamento a 27 anni. E dopo che farà?
Non penso che la politica debba diventare una professione. È, e deve rimanere, un impegno sociale. Resterò finché ce ne sarà bisogno. Poi si vedrà.

Veltroni parte per “il giro dell’Italia nuova” ma, se il pullman non può superare i 100 chilometri l’ora, lui vorrebbe correre più spedito. Spinto da sondaggi che risalgono “a una velocità impressionante”, il candidato premier del Pd lancia da Pescara la sua sfida “alla forza di destra del Pdl”: “Hanno abbandonato la parte più moderata, il centrodestra non c’é più, l’alleanza è rimasta con An e Mussolini”. Veltroni sfida il giorno 17 per cominciare “a guardare e ascoltare gli italiani”. Ma sceglie “per scaramanzia” Pescara come prima tappa del tour in pullman, “perché ogni volta che siamo venuti qui abbiamo vinto”.
Viaggio a tappe forzate e agenda fitta per il segretario del Pd, che non vuole perdere il vento in poppa: alle 8,30 tre bus, verdi come la speranza, lasciano il loft, a Pratola Peligna Veltroni fa salire dei giovani abruzzesi: “Salgono sul bus i giovani, scendono i grandi” dice alludendo ad altri ricambi generazionali come quelli sulle liste. Piazza Salotto, il cuore di Pescara, è gremita quando, alle 11,30 Veltroni sale sul palco dove sventola il tricolore. L’unità del Paese è il leit-motiv del comizio, che mescola il discorso alto di investitura di Spello ai 12 punti del programma annunciati ieri. “Anche a costo di qualche entusiasmo in meno - annuncia il leader del Pd - non sentirete mai da noi attacchi, toni da distruzione dell’ avversario. Il Pd ha girato pagina: non vogliamo l’Italia dell’ odio ma l’Italia della speranza e della soluzione positiva”. Nessuno scontro frontale in politica né nel Paese, dove, si augura l’ex sindaco di Roma, “ci deve essere un’alleanza tra imprenditori e lavoratori”. E infatti nelle sue liste ci sarà spazio per entrambi: gli imprenditori come Matteo Colaninno e gli operi come Antonio Boccuzzi, l’unico operaio superstite del rogo delle acciaierie ThyssenKrupp del 6 dicembre scorso.
La piazza applaude ma si scalda soprattutto quando Veltroni tocca le corde vive dell’insofferenza per la politica: “La politica si è seduta sul Paese, impedendo al Paese di crescere. Non è l’Italia ma la politica che deve rialzarsi”. Il Cavaliere ancora una volta non è mai citato, ma l’analisi dello stato di salute di un centrodestra “disarticolato” non è tenera: “A uno a uno si sono chiamati fuori e per ultimo, con una scelta coraggiosa, Casini. Il centrodestra si è staccato e ora la competizione per chi governa il Paese è tra il Pd e la forza di destra del Pdl”. Una forza, incalza il leader del Pd, guidata da un candidato che “siede sulla stessa scrivania da sette, da nove, da 11 anni, e che in tv era visibilmente imbarazzato perché non ha realizzato le promesse”. Veltroni non urla ma graffia, non cita sondaggi ma invita a leggere i giornali, che dicono che “ora la distanza è di sei punti e abbiamo recuperato un po’ più di due punti in una settimana”. Ma “siccome nelle case i temi non sono quelli dei dibattiti tv”, Veltroni torna sull’aumento dei salari e da Pescara batte su sicurezza e legalità.
Annuncia la candidatura del prefetto Luigi De Sena a capolista per il Senato in Calabria e come la mattina aveva incontrato il militare ferito in Afghanistan, Enrico Mercuri, all’ora di pranzo abbraccia Marco Alessandrini, figlio del magistrato ucciso nel ‘79 da Prima Linea. E davanti ai familiari che criticano un eccesso di indulgenza verso i terroristi, il segretario del Pd si schiera “senza reticenza né ambiguità dalla parte dello Stato” e critica “le esibizioni, i talk-show nei quali si va a raccontare una verità a metà”. La lunga giornata del Veltroni politico lascia due piccoli spazi al Veltroni uomo: quando davanti al medico che cercò di salvare il padre, ricorda il dolore per la perdita.
E poi in un clima da domenica italiana, davanti al timballo e all’agnello al forno della famiglia Penitenza, parla di progetti per il futuro con le figlie coetanee delle proprie. Al suo fianco il regista Ettore Scola prende appunti. Solo alla fine della lunga marcia di Veltroni verso le elezioni, deciderà se varrà la pena di farne qualcosa di più.