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Sulla violenza sessuale di gruppo ha ragione la Corte di Cassazione

Manifestazione di protesta dopo uno stupro (Credits: Roberto Monaldo / LaPresse)

Manifestazione di protesta dopo uno stupro (Credits: Roberto Monaldo / LaPresse)

MAURIZIO TORTORELLA
La sentenza già fa discutere, anche perché riguarda uno dei reati più odiosi. La Corte di Cassazione ha stabilito che nei procedimenti per violenza sessuale di gruppo il giudice non è più obbligato a disporre o a mantenere la custodia in carcere dell’indagato, come stabilito da un decreto dell’ex ministro dell’Interno, Roberto Maroni, approvato dal Parlamento nel 2009 sulla scia dell’indignazione popolare per lo stupro di una donna a Roma. Ma può applicare misure cautelari alternative. Come la detenzione agli arresti domiciliari.

Per arrivare a questa decisione, la Cassazione ha dato un’interprestazione estensiva a una sentenza della Corte costituzionale pronunciata nel 2010. Continua

Niente arresti domiciliari per Lele Mora

Il Manager dei Vip deve restare in carcere (Credits: Virginia Farneti / LaPresse)

Il Manager dei Vip deve restare in carcere (Credits: Virginia Farneti / LaPresse)

Annalisa Chiricodi Annalisa Chirico
Lele Mora deve restare in carcere. Il Tribunale del Riesame ha respinto l’istanza di scarcerazione presentata dai difensori. Non si conoscono ancora le motivazioni; da quanto si apprende, sarebbe stato addotto il pericolo di fuga.

L’agente dei vip in attesa di giudizio – perché, come abbiamo già ricordato, nei suoi confronti non vi è una sentenza di condanna esecutiva, ma un’ordinanza di custodia cautelare – deve restare dietro le sbarre. Non importa che sia in una condizione di estrema prostrazione fisica e psicologica, che abbia perso 35 chili, che riesca a malapena a stare sulle proprie gambe, che sia sotto una pesante terapia farmacologica dopo un ricovero ospedaliero di due settimane.

Ecco la memoria difensiva con la perizia psichiatrica respinta dal Tribunale del Riesame

Continua

Mora e la spazzatura del carcere preventivo

Il manager dei Vip Lele Mora, in carcere (preventivo) da oltre un anno (Credits: Manuele Mangiarotti/Lapresse)

Il manager dei Vip Lele Mora, in carcere (preventivo) da 6 mesi (Credits: Manuele Mangiarotti/Lapresse)

Annalisa Chirico
“Paese che vai, zoccola che trovi”. “Ho due processi e vado a entrambi, come a due casinò vicini”. Il guru dei vip amava rilasciare dichiarazioni come queste, meglio se davanti all’obiettivo di una telecamera. Giocava abilmente con quel personaggio, che a un certo punto ha preso il sopravvento sui personaggi del suo circo. Lele Mora, l’agente dei vip, era diventato il vip. Era.

Oggi Lele Mora è in carcere, dal 20 giugno per bancarotta fraudolenta. Non sta scontando una sentenza di condanna, badate bene. E’ in custodia cautelare, ovvero carcere preventivo. Può starvi più o meno simpatico, e vi confesso che io non ho mai avuto un debole per lui. Lo trovavo stucchevolmente untuoso, pacchianamente istrionico.

La categoria nobile del trasgressivo degradata a trash patetico, la mistica del baccanale finalizzata alla propiziazione di personaggi spenti, senza personalità, condannati all’anonimato indipendentemente dall’estemporanea notorietà. 
Lele Mora è un soggetto in attesa di giudizio. Parlare di lui significa parlare dell’ordinaria ingiustizia, che colpisce il 42% della popolazione carceraria italiana. Continua

Dall’inizio dell’anno sono 146 i «morti di carcere». Una vergogna senza fine

Una foto di archivio dell'interno di un carcere | (Ansa)

Una foto di archivio dell'interno di un carcere | (Ansa)

MAURIZIO TORTORELLA Dall’inizio dell’anno sono 146 i «morti di carcere»: lo segnala il sito Ristretti orizzonti, che si occupa con tenacia e competenza dei problemi delle prigioni italiane. Sul totale, 50 sono i detenuti che si sono suicidati, 1 è stato ucciso (il 24 enne Abbedine Kemal, pestato nel carcere di Opera il 23 giugno scorso da persone non ancora identificate e poi deceduto in ospedale per le ferite riportate), 29 sono morti per cause da accertare e i restanti 66 per cause naturali. Continua

A Empoli un carcere per sole trans. Ma c’è chi parla di: “Rischio ghetto”

La Casa circondariale di Empoli, in località Pozzale | (Carlo Sestini)

La Casa circondariale di Empoli, in località Pozzale | (Carlo Sestini)

Il carcere di Empoli si prepara a fare spazio alle trans.
Un decreto ministeriale del 20 ottobre 2008 ha trasformato l’Istituto a custodia attenuata (dove cioè la funzione rieducativa della pena assume maggiore importanza rispetto a quella retributiva, offrendo maggiori opportunità al detenuto di riabilitarsi e di auto-sperimentare il grado di maturità e responsabilità raggiunta) della città toscana nel primo carcere italiano per transgender. Continua

Il tesoretto dei detenuti. Tra extra e sprechi, ecco i conti delle carceri italiane

La cella di un carcere | (Credits: estrelas e limóns by Flickr)

La cella di un carcere | (Credits: estrelas e limóns by Flickr)

Le carceri italiane? Come banche svizzere: movimentano milioni di euro al mese, trasferiscono soldi all’estero, aprono e chiudono centiniaia di conti correnti al giorno. Insomma, costudiscono ed amministrano un vero e proprio tesoro. Quello dei detenuti. Continua

La verità e le scuse di Tartaglia: “Un atto vigliacco. Ho fatto tutto da solo”

Ha espresso il suo “sentito” dispiacere al premier per “un atto superficiale, vigliacco ed inconsulto” Massimo Tartaglia, l’uomo arrestato per aver colpito al volto Silvio Berlusconi con un souvenir del Duomo. E, a quanto riporta l’Ansa, le sue scuse le ha messe nero su bianco in una lettera che oggi, tramite i suoi legali, gli avvocati Daniela Insalaco e Gian Marco Rubino, ha inviato al presidente del Consiglio. Continua

Berlusconi all’attacco: “Sono quello che ha fatto di più contro la mafia”. Ecco le prove

Il premier Silvio Berlusconi | (Marco Merlini/LaPresse)

Il premier Silvio Berlusconi | (Marco Merlini/LaPresse)

“Se c’è un governo che più di tutti ha fatto della lotta alla mafia uno dei suoi obiettivi più netti e coerenti, questo è il mio governo“. Silvio Berlusconi passa al contrattacco. È così, dopo aver trascorso un giornata di riposo a villa la Certosa, alla vigilia della sua visita ufficiale in Bielorussia, il presidente del Consiglio sferra un nuovo affondo contro il tam-tam dei giornali su un suo presunto coinvolgimento nelle indagini di mafia sugli avvenimenti del 1992-93. Continua

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
 
 
 
 
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