
Il carcere di Regina Coeli a Roma (Ansa)
di Annalisa Chirico
Il decreto “svuotacarceri” non esiste. Si potrebbe tutt’al più chiamarlo “decretino Severino”, “decretino palliativo” o “decretino contentino”, scegliete voi.
Le parole ingannano, e lo sa bene la Ministra Paola Severino, secondo la quale il provvedimento, che libera poco più di 3mila e trecento detenuti a fronte di un eccesso di 22mila persone, si potrebbe intitolare, sentite bene, “decreto salva-carceri perché le salva dal degrado”. Ma di quale degrado parla la Ministra? Forse il degrado del dibattito italiano sulla giustizia, dove ormai le forche imperversano, e se l’Italia dei Valori grida allo scandalo contro “la resa dello Stato”, i leghisti rintuzzano contro lo “scaricabile” di un provvedimento con il quale, nelle parole di Castelli, “si premia Caino e si danneggia Abele”. Continua

(Credits: ANSA/CESARE ABBATE/DRN)
I lettori di In-Giustizia sanno bene che esiste una terribile emergenza carceri e che il 19 marzo 2010 il governo Berlusconi aveva individuato un commissario straordinario per gestirla in Franco Ionta, magistrato e da anni a capo del Dipartimento dell’amministrazione carceraria. Lo stato di emergenza era prorogato fino al 31 dicembre 2011. Continua

(Credits: ANSA/CESARE ABBATE/DRN)
«Ho previsto un sistema di detenzione non carceraria per pene non superiori ai quattro anni, con la reclusione nella propria abitazione o in altra dimora privata». Così il ministro della Giustizia, Paola Severino, annuncia la grande riforma del sistema penitenziario, approvata oggi dal consiglio dei ministri. Il governo dà il via libera alle norme contenute nel cosiddetto pacchetto Severino, dedicate alla riforma e velocizzazione della giustizia civile. I provvedimenti prevedono due decreti legge, un disegno di legge, un decreto del presidente della Repubblica e un decreto legislativo. Continua
Chi deve scontare in carcere ancora 18 mesi può andare a casa e trascorrere agli arresti domiciliari il resto della pena. Grosso modo, è questa l’idea del ministro della Giustizia, Paola Severino. L’idea allarga di sei mesi la norma «svuota carceri» del suo predecessore Angelino Alfano. La situazione delle 206 prigioni italiane, in effetti, è disastrosa: al 17 novembre, contro una capienza regolamentare di 45.623 posti, i detenuti erano 67.953: oltre 22.300 in più del normale (e oggi hanno sicuramente superato la storica quota di 68 mila). Continua

(Credits: ANSA/CESARE ABBATE/DRN)
Il ministro della Giustizia, Paola Severino, sta pensando (pare) a dare ai giudici penali la possibilità di comminare condanne alla reclusione domiciliare. Sarebbe un’innovazione complicata da attuare, ma sicuramente intelligente: il predecessore di Severino, l’ex magistrato Nitto Francesco Palma, aveva Continua

Braccialetto elettronico (Ansa)
Il ministro della Giustizia Paola Severino, chiamata ad esporre il suo programma davanti alla Commissione Giustizia del Senato, a sorpresa rilancia il braccialetto elettronico tra le misure alternative alla detenzione sulle quali bisogna puntare per alleggerire carceri che scoppiano. Continua
- biker
- Mercoledì 30 Novembre 2011

Una foto di archivio dell'interno di un carcere | (Ansa)
Continuo la mia piccola battaglia contro la vergogna della situazione carceraria in Italia. Al 30 settembre 2011 idetenuti erano 67.428 (di cui 2.877 donne), a fronte di una capienza regolamentare di 45.817 posti, con indici senza confronto in Europa: la media italiana è del 148,2% (con una punta del 303%), contro la media europea del 98,4%. Continua

di Annalisa Chirico
Quando il cancello si chiude alle tue spalle, senti che hai superato il confine.
Anche quest’anno Ferragosto in carcere. A me è capitato di varcare il confine degli istituti penitenziari di Bari e Taranto nella Regione più sovraffollata d’Italia. Con tanto di Garante dei detenuti, che esiste (seppur da poco), ma non si vede. Continua