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La vergogna delle carceri italiane

Una foto di archivio dell'interno di un carcere | (Ansa)

Una foto di archivio dell'interno di un carcere | (Ansa)

MAURIZIO TORTORELLA Continuo la mia piccola battaglia contro la vergogna della situazione carceraria in Italia. Al 30 settembre 2011 idetenuti erano 67.428 (di cui 2.877 donne), a fronte di una capienza regolamentare di 45.817 posti, con indici senza confronto in Europa: la media italiana è del 148,2% (con una punta del 303%), contro la media europea del 98,4%. Continua

Non volete amnistiarli? Allora mandateli in albergo

carcere

di Annalisa Chirico

Quando il cancello si chiude alle tue spalle, senti che hai superato il confine.
Anche quest’anno Ferragosto in carcere. A me è capitato di varcare il confine degli istituti penitenziari di Bari e Taranto nella Regione più sovraffollata d’Italia. Con tanto di Garante dei detenuti, che esiste (seppur da poco), ma non si vede. Continua

Cinque morti in carcere nei primi 10 giorni del 2011: una vergogna che va affrontata subito

Nei primi dieci giorni del 2011 quattro detenuti tra i 28 e i 35 anni sono deceduti per cause naturali, mentre un internato di 32 anni si è impiccato nell’ospedale psichiatrico giudiziario di Aversa (Caserta). Per «cause naturali», sostiene l’Ossevatorio permanente sulle morti in carcere, s’intende che il cuore del defunto si è fermato: e in 3 casi su 4 non è stata disposta l’autopsia. In tutto il 2010 per «cause naturali», in Italia, erano morti 107 detenuti, e la loro età media era di 39 anni: 73 casi sono stati archiviati senza alcuna indagine, dopo che non erano risultati segni di violenza sui corpi, e classificati come decessi causati da malattia. Nei restanti 34 casi è stata avviata un’inchiesta, basata su ipotesi di reato dall’omissione di atti d’ufficio, fino all’omicidio colposo. Finora soltanto 7 procedimenti si sono conclusi, e tutti con un non luogo a procedere. Qualunque sia l’esito delle indagini, Continua

Altri cinque suicidi in carcere in quattro giorni: qualcuno farà qualcosa?


Scusate se insisto, ma la situazione purtroppo richiede un aggiornamento della colonna infame carceraria. Negli ultimi cinque giorni, nelle prigioni italiane, si sono uccisi quattro detenuti, tutti ragazzi che avevano tra i 22 e i 27 anni. Mercoledì 22 settembre un marocchino ventiduenne si è impiccato con un lenzuolo nella sovraffollata galera di Santa Maria Maggiore a Venezia; il giorno dopo un italiano di 23 anni s’è appeso per il collo nel carcere di Reggio Calabria. Nel weekend Continua

Lavoro per tutti i detenuti. E parte dei proventi vada a pagare nuovi poliziotti


(Credits: ANSA/CESARE ABBATE/DRN)

(Credits: ANSA/CESARE ABBATE/DRN)

Lasciare che in carcere circa 56 mila disoccupati gravino totalmente sui contribuenti, anche attraverso 20 milioni di euro di sussidio Inps, è una delle peggiori contraddizioni del sistema penitenziario. È per questo che Leo Beneduci, segretario generale dell’Osapp, l’Organizzazione sindacale autonoma della polizia penitenziaria, lancia una proposta «rivoluzionaria» per l’Italia: «Proponiamo la massiccia e diretta partecipazione delle imprese private alla gestione delle attività lavorative in carcere, a condizioni di reale vantaggio per tutti» annuncia Continua

Carceri: 68.258 detenuti, un record assoluto


Oggi si registra un record storico, assoluto: 68.258 è il numero delle persone detenute nelle carceri italiane, cioè in prigioni che a mala pena possono contenere 42 mila persone. Il sovraffollamento diventa invivibile: con 6, 8 o 12 detenuti costretti tutti insieme dentro celle sporche e degradate, e destinate, in origine, a contenerne due o tre. Celle che con il caldo di questa estate si trasformano in forni, dove la gente rischia di impazzire. Fuori non lo sa nessuno (e comunque a nessuno sembra importare nulla), ma dentro c’è chi dorme per terra, chi da mesi aspetta la sentenza di primo grado e magari è innocente, c’è chi è malato e non viene curato. In quelle celle c’è anche chi non ce la fa più e si uccide. Diceva Oscar Wilde che «ogni prigione edificata dagli uomini è  costrutta con i mattoni dell’infamia». Ma (se si escludono pochi parlamentari radicali) la vera infamia della classe politica, oggi, è non curarsi per nulla di quello che avviene oltre quei mattoni.

Il piano carceri vicino al varo. Con prigioni più «leggere» per i detenuti in attesa di giudizio


Finalmente un annuncio: «Il piano carceri si sta per varare». Finalmente un po’ di assennatezza: «Stiamo anche valutando l’ipotesi di costruire carceri più “leggere” per i detenuti in attesa di giudizio e carceri più “pesanti” per i definitivi». Il sottosegretario alla Giustizia, Maria Elisabetta Alberti Casellati, offre oggi un po’ di speranza contro il disastro del sistema prigioni. «Stiamo facendo un’indagine a tutto campo» dice «per verificare se sia possibile intervenire anche sul regime di sorveglianza, magari risparmiando con la videosorveglianza l’uso di agenti che oggi purtroppo sono in grande sofferenza perché fanno un’opera straordinaria con grandi sacrifici». Intanto, oggi, i suicidi in prigione dall’inizio dell’anno sono saliti a quota 33.

Annuncio: 11 nuove prigioni in due anni. Speriamo sia la volta buona, perché già nel 2000…


Il nuovo piano carceri presentato oggi dal capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, Franco Ionta, prevede la costruzione di 11 nuovi penitenziari e di 20 padiglioni per ampliare strutture già esistenti. I posti realizzati saranno 9-10 mila e saranno portati a termine tra il 2011 e il 2012. Oggi nelle carceri italiane sono presenti 68.130 detenuti, quasi 24 mila oltre la capienza regolamentare (44.218 posti) e 1.200 oltre il «limite di tollerabilità» (66.905). Il piano prevede una spesa  di 661 milioni di euro. Le 11 nuove carceri (ciascuna con circa 450 posti) saranno costruite a Continua

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Io la penso così, di Giovanni Fasanella
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
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