“È successo tutto intorno alle 10. Squilla il telefono, rispondo e dall’altra parte c’è la Cancelleria della X Sezione del Tribunale di Milano. Mi dicono che c’è da difendere un cliente un po’ particolare: Silvio Berlusconi. E io, come difensore di turno, non ho avuto esitazioni: ho subito detto sì. Senza pensarci troppo, mi sono buttata. Ed è andata bene”.
La racconta così, Chiara Zardi, milanese, 28 anni, avvocatessa da quasi due, la sua “giornata di ordinaria follia”, come lei stessa definisce la mattinata in cui si è trovata a sostituire, nel caso Mills, i legali del Cavaliere, Nicolò Ghedini e Piero Longo che nei giorni scorsi avevano fatto sapere di non poter presenziare, perché impegnati alla Camera. E non ha tradito emozione e paura.
Sentimenti che, dice, è riuscita a lasciare fuori anche dall’aula. “In realtà all’inizio ho pensato a uno scherzo. Ma la voce ferma della Cancelliera mi ha fatto capire che non era così. D’altronde può succedere che si ricorra a un difensore d’ufficio. Anche se mi sorprende un po’ che stavolta ad averne bisogno fosse il presidente del Consiglio”.
Dicono che durante l’udienza si sia comportata bene…
Credo di sì. È stata un’udienza molto formale, durata circa due ore. C’era una cosa sola che potevo fare e l’ho fatta: chiedere dei termini a difesa per esaminare la situazione. Quindi ho richiesto il rinvio dell’udienza per legittimo impedimento dei difensori titolari (rinvio ottenuto: la prossima udienza è stata fissata per il 27 settembre, ndr). Solo un po’ d’apprensione all’arrivo al Palazzo di Giustizia, con la folla di giornalisti e fotografi che mi aspettava. Ma dentro è andato tutto liscio.
Non è stato il suo debutto in un aula, vero?
No. Faccio il difensore d’ufficio da quand’ero praticante. Non ho una grande esperienza ma essendo civilista e penalista di casi ne ho già visti e vissuti.
La sua biografia ora è diventata pubblica. E recita che lei lavora per l’associazione dei consumatori Assoutenti
Non è corretto. Per loro faccio la consulente. Collaboro invece per lo studio milanese Turra.
E se Berlusconi le chiedesse di restare?
Credo di essere ancora troppo giovane. I legali del premier hanno un’esperienza che io ancora mi sogno. Comunque continuerò a occuparmi del caso. Ma solo per interesse personale. Parteciperò alle udienze da spettatrice.
Capelli lunghi e frangetta, viso da ragazzina che sa il fatto suo. Ha già bruciato parecchie tappe. Che studi ha fatto?
Scientifico prima e poi laurea alla Statale di Milano. Infine due anni di praticantato. Percorso classico, insomma. Anche se al primo anno di università mi è balenata l’idea di impiegarmi nel giornalismo.
E da due anni esercita. Adesso che per un giorno è stata il difensore più giovane del Cavaliere la sua parcella lieviterà ?
Non credo proprio che mi farò pagare di più.
Il premier si è fatto sentire dopo l’udienza?
No. Ma mi sembra che in questi giorni abbia altro a cui pensare.
Chi l’ha chiamata allora? Parenti, amici, il fidanzato?
…
Ce l’ha il fidanzato?
Non rispondo.
Abbottonata. Riproviamo: per chi ha votato?
Anche a questo non rispondo.
Ho capito, non vuole rispondere a domande sulla sua vita privata…
Ok, qualcosa posso svelare: tifo Inter, mi piace correre (da giovane facevo atletica) e non guardo molto la televisione perché spesso mi porto il lavoro a casa.
E “da grande” cosa vuole fare?
Ovviamente l’avvocato. Ma con uno studio tutto mio.
- Venerdì 19 Settembre 2008
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