
“Ora et labora” è il motto dei Benedettini. E il Papa se n’è ricordato oggi, nella messa celebrata a Cassino, dove ha sede una grande abbazia dei monaci ma anche uno stabilimento della Fiat. “Solidarietà ai lavoratori in cassa integrazione, precari o addirittura licenziati” ha espresso Benedetto XVI, che ha detto di sperare “si trovi una valida soluzione alla crisi occupazionale”. Parole che sono state riprese dal ministro del Lavoro Maurizio Sacconi che ha chiesto una moratoria “dei licenziamenti” da parte delle imprese. Con l’obiettivo di ”mantenere viva la base produttiva del Paese affinché sia pronta a ripartire nel momento della ripresa della domanda”. ”Lo stesso contrasto dei flussi migratori clandestini si deve accompagnare con un’adeguata attenzione alla disoccupazione di coloro che - continua il responsabile del Welfare - si trovano nel nostro paese in condizioni di regolarità per un progetto di vita”.
Il Papa ha elogiato “il nuovo umanesimo fedele alla tradizione benedettina” della comunità locale di Cassino per le sue iniziative culturali e di integrazione. Benedetto XVI ha detto che bisogna “sottolineare anche l’attenzione all’uomo fragile, debole, alle persone disabili e agli immigrati”. “Come al tempo di Benedetto” ha detto il pontefice, “il padre del monachesimo occidentale, la società ereditata dall’impero romano era messa alla prova dai nuovi popoli venuti da fuori e non sempre amichevolmente, cosi’ anche oggi l’Europa si trova a dover fare i conti con decine di migliaia di immigrati sospinti dal bisogno. La ricomposizione del tessuto umano, che le migrazioni richiedono di realizzare nel tempo, trova nell’esempio benedettino un paradigma di metodo ancora efficace”.

“Non sono stato né strattonato né malmenato dagli agenti di polizia municipale, e gli stessi non mi hanno messo di forza nel portabagagli dell’auto di servizio, anzi preciso che sono stato accompagnato negli uffici di polizia stando seduto sul sedile posteriore dell’auto di servizio. Non ho subito alcuna pressione o minaccia nel rendere questa dichiarazione e fin da adesso dichiaro di non adire per vie legali e tanto meno chiedere eventuali risarcimenti”.
È questa la dichiarazione resa, presso il comando di polizia municipale di Termoli, da Abdul Zainal, il cittadino del Bangladesh diventato protagonista di un fatto di cronaca subito smentito. Alcuni organi di informazione avevano infatti raccontato di una presunta “violenza” ai suoi danni nel corso di un’operazione di Polizia amministrativa condotta dai vigili urbani di Termoli.
La dichiarazione di Zainal conferma, dunque, quanto emerso ieri dopo i primi accertamenti, sollecitati dallo stesso sindaco di Termoli, Vincenzo Greco, che aveva chiesto al comando di polizia municipale di essere informato attraverso una relazione dettagliata circa l’accaduto. “Qualcuno ha preso un granchio a livello locale, che poi si è trasformato in bufala a livello nazionale”, ha commentato Greco, “C’è stata un’interpretazione distorta delle foto” ha aggiunto, riferendosi alle immagini pubblicate dal sito di informazione molisano Primo Numero. E a proposito dell’ambulante del Bangladesh sottoposto a controlli, il primo cittadino ha osservato: “La resistenza passiva degli extracomunitari non è casuale, fa parte di un bagaglio conoscitivo. Lui, peraltro, era senza titolo in Italia; ora, infatti, si pone la questione di procedere al fermo”.
Il sindaco ha voluto poi prendere le difese dei vigili urbani, “non sono razzisti né hanno mai avuto atteggiamenti violenti o discutibili nei confronti di stranieri o extracomunitari. Si tratta di vigili di consolidato mestiere”.
Il venditore ambulante non è quindi mai stato malmenato né chiuso nel bagagliaio dell’automobile di servizio della polizia municipale. L’uomo è scivolato sulla strada mentre cercava di fuggire dai controlli degli agenti. Alla richiesta di esibizione dei documenti, Zainal ha risposto di non averli con sé, e ha cominciato a urlare e chiedere aiuto. Numerose persone, che passeggiavano nel centro cittadino data la concomitanza con la tradizionale sagra del pesce, sono state attirate dalle urla del venditore ambulante, si sono avvicinate agli agenti di polizia municipale e hanno inveito contro di loro, prendendo le difese dell’uomo fermato, il quale ha continuato a opporre resistenza agli agenti, che stavano tentando di confiscare la sua merce.
Zainal è stato poi trasportato al comando per l’identificazione e il sequestro amministrativo della merce, visto che non era in possesso della licenza di vendita. L’uomo inoltre, è stato denunciato dai vigili urbani all’Autorità giudiziaria per resistenza a pubblico ufficiale.
Dai successivi accertamenti effettuati sono inoltre emersi altri particolari. Zainal è risultato essere pregiudicato per i seguenti reati: favoreggiamento di ingresso clandestino o irregolare, associazione per delinquere, estorsione. Dopo un periodo di reclusione di 18 mesi presso la casa circondariale di Cassino, nel settembre 2006 è stato scarcerato per gli effetti della legge sull’indulto. Contestualmente, il tribunale di Frosinone aveva emesso il decreto di espulsione.