Leggi tutte le notizie su:
CdM

Mariastella Gelmini (Foto: LaPresse)
Mariastella Gelmini prosegue dritta per la sua strada, con il beneplacito del Consiglio dei Ministri. È stato infatti approvato il “famigerato” (per gli studenti) disegno di legge per la riforma dell’università. Continua
- Tags: 007, allarme, aquila, case, CdM, decreto, G8, Guido-Bertolaso, misure, ricostruzione, servizi-segreti, Silvio Berlusconi, terremoto in Abruzzo
-

Guarda nei GRAFICI: il piano di ricostruzione. Lo SPECIALE di Panorama.it
Donne, vecchi e bambini: ci vorrebbero loro per lo schiaffo in mondovisione a Silvio Berlusconi e per far saltare i preparativi del G8 che portera a luglio i grandi della Terra fra i senzatetto d’Abruzzo. Donne, vecchi e bambini, gente tignosa, mossa dalla disperazione di chi ha perso tutto e che ora, proprio ora, macina rabbia sotto le tende degli sfollati, dimenticati da tutti. I progetti semplici, ambiziosi, vengono coltivati in silenzio.
Nella tendopoli il piano assume forma, profondita nei cuori dei piu impazienti, che vengono individuati, scelti, fatti amici. In breve, si vogliono trasformare i giorni di Barack Obama, del G8, dall’8 al 10 luglio nei luoghi violati dal cataclisma, in un happening incalzante di contestazioni, in una tomba mediatica internazionale per il premier; proteste da far alzare un muro d’odio che isoli il governo e imbarazzi le cancellerie dei paesi amici. L’allarme arriva dall’Aisi, gli 007 del generale Giorgio Piccirillo che stanno occupandosi di mettere in sicurezza il vertice.
Hanno scoperto che l’attivita di proselitismo viene portata avanti da un gruppo di 15-20 persone. Si sono “infiltrate ” tra i volontari civili, aiutano la popolazione abruzzese ad affrontare la quotidianita negli accampamenti e cercano di individuare chi potrebbe partecipare all’iniziativa. L’obiettivo e quindi fomentare proteste, magari persino disordini, non da parte dei “movimenti”, dei gruppi internazionali contro la globalizzazione, con azioni di guerriglia urbana che gia aveva caratterizzato i black bloc a Genova, ma sollevando i terremotati contro il premier. Lo scarto di rilevanza mediatico e evidente: le azioni di protesta da parte dell’antagonismo vedrebbero una reazione fredda dei leader dei paesi, che reagirebbero ritenendo l’azione contro il G8 e non contro il primo organizzatore.
Se invece fossero gruppi di senzatetto ad accusare il governo di disattendere le promesse fatte, di non avviare i trasferimenti nei prefabbricati nei tempi previsti, insomma se Silvio Berlusconi venisse accusato dai terremotati di aver non solo illuso la povera gente ma anche mentito, l’impatto sarebbe micidiale sotto i riflettori in tutto il mondo. L’abile mossa di portare i grandi del pianeta nelle miserie lasciate dall’onda tellurica si trasformerebbe cosi in un boomerang dagli effetti imprevedibili. Questi “finti” volontari, sempre secondo quanto raccolto dagli 007, starebbero diffondendo false notizie per creare incertezza. La prima e che l’agenda definita dalla Protezione civile e dal governo per assicurare alle famiglie un tetto entro Natale non verrebbe rispettata.
Percio ogni disguido, ogni ritardo, ogni nomina rinviata, a iniziare dalla scelta dei subcommissari, viene enfatizzato per radicalizzare i malumori. E inoltre evidente che proprio gli errori e le lacune di Genova, che provocarono qualche graffio all’allora capo della Polizia Gianni De Gennaro (oggi a capo del dipartimento delle informazioni per la sicurezza, che coordina Aisi e Aise), possono evitare gli errori del passato con un’operazione di prevenzione e isolamento da artificieri del dissenso pilotato.
Guarda nei GRAFICI: il piano di ricostruzione. Lo SPECIALE di Panorama.it
- Tags: 5xmille, case, CdM, decreto, Guido-Bertolaso, ministri, misure, premier, ricostruzione, Silvio Berlusconi, terremoto in Abruzzo
-

I tempi sono strettissimi. Dopo la pioggia primaverile incombe il caldo estivo e il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, ha un solo obiettivo: garantire un tetto prima del freddo autunnale alle migliaia di aquilani costretti a vivere nelle tende dopo il terremoto del 6 aprile.
Gli edifici prefabbricati Alle 8 di giovedì 14 maggio i tecnici hanno preso possesso delle 20 aree individuate per la costruzione delle abitazioni provvisorie (vedere il riquadro a pagina 59) ed è così cominciato il conto alla rovescia. Una corsa contro il tempo che dovrebbe avere le seguenti tappe finali: entro la fine di settembre saranno pronte le prime abitazioni per circa 2.500 persone e altrettante di seguito ogni 15 giorni, per arrivare a circa 12.500. È ancora difficile stimare il numero esatto di persone che ne avranno bisogno, visto che i sopralluoghi per verificare l’agibilità o meno delle abitazioni si concluderanno all’inizio di giugno. E in quel momento, sperando che lo sciame sismico si attenui, chi può dovrebbe avere la forza di rientrare nella propria casa. Su 64.391 sfollati assistiti dalla Protezione civile, 31.422 sono ospitati nelle 170 tendopoli e gli altri in alberghi e case sulla costa adriatica.
Bertolaso per ora ha calcolato in circa 15 mila le persone da ospitare nei prefabbricati aggiungendo che “una parte della popolazione verrà sistemata negli appartamenti liberi presenti in città che verranno affittati dallo Stato, mentre chi troverà una sistemazione autonoma godrà di un contributo mensile”. Gian Michele Calvi, docente alla facoltà di ingegneria dell’Università di Pavia, è il referente della Protezione civile per il Progetto c.a.s.e. (complessi antisismici, sostenibili ed ecocompatibili) in qualità di presidente dell’Eucentre, il centro europeo di formazione e ricerca in ingegneria sismica. “Non conoscendo il numero di nuclei familiari da ospitare saremo molto flessibili” spiega a Panorama.
“Avremo appartamenti da 36, 55, 72 metri quadrati, ma anche più ampi utilizzando moduli di 4 mq. In 72 mq possono stare quattro persone in due camere da letto, due bagni e una zona giorno con cucina”. Calvi conosce bene le mille difficoltà e va dritto al cuore del problema: “I due elementi che non si possono discutere sono la sicurezza sismica e il tempo”. Sul primo punto le aree sono state scelte dopo indagini macrosismiche, di velocità di propagazione delle onde per vedere se ci fossero faglie, analisi idrogeologiche e facilità di connessione con viabilità, sistemi di fognature e condotte idriche. Riguardo alla realizzazione, prosegue l’ingegnere, “abbiamo bisogno di costruttori che siano in grado di consegnarci gli edifici chiavi in mano in 4 mesi, lavorando 2 mesi nei loro stabilimenti e altrettanti in loco”. Bertolaso ha parlato di prefabbricati in legno lamellare e calcestruzzo compresso su una piattaforma antisismica e l’individuazione delle aziende dipenderà dalla garanzia di rispetto dei tempi. Spiega infatti Calvi: “Se prendessimo tutti i produttori di case in legno del Trentino-Alto Adige, nei tempi che indichiamo ci fornirebbero 300 abitazioni, mentre ce ne servono 4.500.
Perciò entro pochissimi giorni emaneremo un bando aperto nel quale non indicheremo un determinato numero di abitazioni bensì quante abitazioni dovranno essere costruite in 4 mesi chiavi in mano”. Come riuscirci? La soluzione potrebbe essere un’associazione di imprese, perché quasi tutte le aziende specializzate in tecnologie per il montaggio veloce non sono abituate a fornire anche serramenti, impianti elettrici e altro, lavori che possono invece compiere semplici imprese edili. “Le offerte dovranno arrivarci entro la fine di maggio, così mentre procederemo all’aggiudicazione cominceremo con gli scavi”. Il primo mese è quello che preoccupa di più Calvi: “Una volta partiti non ci fermeremo più”. Vediamo un po’ di numeri e la tabella di marcia.
Per ora si ipotizzano 150 blocchi di edifici per altrettante piastre su cui costruire. Per ogni piastra si calcolano 80 abitanti, pari a 25-30 alloggi, per un totale di 12 mila persone. Dall’inizio di giugno in 15 giorni Calvi prevede di realizzare gli scavi sulle prime 30 piastre. Subito dopo verrà posta l’armatura delle fondazioni mentre cominceranno gli scavi su altre 30 piastre, e così via. Entro luglio (2 mesi) saranno pronti i primi 30 blocchi su cui potranno essere montate le abitazioni da consegnare entro settembre. Considerando la flessibilità nelle dimensioni, si arriverebbe a dare un tetto a 12.500 persone entro la fine di novembre, alla media di circa 2.500 ogni 2 settimane da fine settembre. In questo caso, sembra inevitabile che una parte di quei cittadini dovrà essere ospitata temporaneamente altrove in attesa del completamento degli edifici.
Già a metà ottobre la temperatura notturna cala sensibilmente e non si può restare in tenda.
Costi e finanziamenti Per la costruzione dei moduli abitativi il decreto legge sulla ricostruzione del 28 aprile stanzia 700 milioni di euro. Calvi stima un costo di 40 mila euro per abitante, al netto dell’iva. “Riuscire in quest’opera con i costi che stiamo prevedendo sarà un vero miracolo” commenta ancora l’ingegnere, che sottolinea il risparmio di una somma di oltre 100 milioni non facendo ricorso a general contractor e società di progettazione. Bertolaso emanerà un’ordinanza sulla costruzione di questi edifici provvisori dopo che il decreto legge sul terremoto sarà approvato dal Senato, mentre quella sulla ricostruzione vera e propria arriverà a fine giugno. La vera svolta è attesa per la prossima settimana. Dopo gli emendamenti presentati dal governo nella commissione Ambiente del Senato, martedì 19 l’aula vota la nuova versione del decreto legge che porta al 100 per cento il contributo pubblico per chi ricostruisce o ristruttura la propria casa danneggiata.
Altri provvedimenti riguarderanno i poteri del sindaco e del presidente della regione sulla ricostruzione del centro storico dell’Aquila e il ruolo della Fintecna. Il senatore Antonio D’Alì (Pdl), relatore e presidente della commissione, aveva già presentato propri emendamenti, che prevedono tra l’altro 10 milioni dal fondo Infrastrutture per consentire ai residenti nelle aree terremotate l’esenzione dal pedaggio autostradale per tutto il 2009 e 5 milioni per la messa in sicurezza degli immobili storico-artistici.
L’economia La ricostruzione passa anche attraverso la ripresa delle attività industriali, commerciali e agricole. Il presidente della Confindustria, Emma Marcegaglia, e quello degli industriali abruzzesi, Calogero Marrollo, insistono nel chiedere che L’Aquila e il suo circondario siano dichiarati zona franca almeno per cinque anni. Ne deriverebbero vantaggi fiscali e incentivi finanziari tali da incoraggiare gli investimenti. Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha avviato i contatti con l’Ue. Nel frattempo la Cia, confederazione degli agricoltori, sta promuovendo i prodotti tipici aquilani e abruzzesi: fino al 2 giugno saranno in 50 mercati in tutta Italia.
Lo stesso farà la Confcommercio aquilana grazie alla Federdistribuzione, che copre quasi tutte le catene di supermercati, e alla disponibilità dei mercati ambulanti della Penisola. Un’analoga iniziativa è programmata a Madrid per il 30 maggio. L’Aquila, solo nel centro storico, ospitava oltre 900 commercianti.
Nella popolazione l’angoscia si mescola alla voglia di ricominciare. Un esempio? Nella tendopoli di Pizzoli, comune a 15 chilometri dall’Aquila, è attiva da giorni la raccolta differenziata porta a porta. Anzi, purtroppo, tenda a tenda.
LEGGI ANCHE: Vittime in passato, alleati per il futuro: Onna ricostruita dai Tedeschi - Berlusconi: “Case per 13mila persone, pronte a novembre” - Lo SPECIALE di Panorama.it. Guarda nei GRAFICI: il piano di ricostruzione
- Tags: 5xmille, case, CdM, decreto, Guido-Bertolaso, ministri, misure, premier, ricostruzione, Silvio Berlusconi, terremoto in Abruzzo
-

Poco più di due ore: dalla 10 a dopo le 12. Tanto è durata la riunione del Consiglio dei ministri a L’Aquila, chiamata a varare il decreto legge sugli interventi urgenti in favore della popolazione abruzzese colpita dal terremoto.
Due ore intense, in cui sono state prese importanti decisioni. Il governo ha deciso di spostare il G8 nella città dell’Abruzzo colpita dal terrermoto, invece di tenerlo alla Maddalena, come era previsto. Nel vertice - a cui hanno partecipano anche il capo della Protezione Civile, il sottosegretario Guido Bertolaso, e il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi - è stato poi varato un decreto legge da 8,5 miliardi di euro: 1,5 miliardi per le emergenze e 7 per la ricostruzione delle zone colpite dal sisma del 6 aprile.
“Garantiamo assistenza quotidiana a 75mila persone, una città” ha detto il permier Silvio Berlusconi in conferenza stampa ringraziando ancora una volta la Protezione civile e i volontari. “Credo che questo non abbia precedenti nell’Occidente. La novità del decreto approvato oggi è che finita la fase dell’emergenza si risponde senza aumentare la pressione fiscale. Non si mettono le mani nelle tasche degli italiani ma si spostano spese e investimenti, si riducono sprechi nella finanziaria triennale del Governo”. Comunque, entro settembre,è prevista dal governo la costruzione di 5mila alloggi mentre “in totale” assicura il premier “saranno 13mila le nuove costruzioni”.
A tenere banco è stata però l’idea del premier Silvio Berlusconi, e riferita da alcuni partecipanti alla riunione, di “spostare il G8 della Maddalena qui all’Aquila. Sarebbe giusto”. Il premier, sempre secondo quanto riferito da fonti governative, ha espresso la volontà di tenere il vertice dei Grandi nella città colpita dal sisma, motivando questa decisione con il fatto che in questo modo si risparmierebbero denaro e risorse che potrebbero essere utilizzati per la ricostruzione. In questo modo, ha aggiunto Berlusconi, sempre secondo quanto riferito dai presenti, si porterebbe l’Abruzzo al centro dell’attenzione mondiale. E il cdm ha approvato la decisione di spostare il G8 della Maddalena a L’Aquila, fermo restando che per dare seguito alla decisione bisognerà sentire gli altri Paesi partecipanti.
“Farlo alla Maddalena” spiega Berlusconi “sarebbe costato 220 milioni di euro. In tempi di crisi è meglio risparmiarli”. E poi: “Il complesso della Maddalena resterà in grado di ospitare qualunque evento in futuro. C’era una spesa di 220 milioni preventivata per il G8. E dato che in Italia si è dato vita ad una polemica sulla data del referendum, con accuse alla Lega Nord… e la cifra era intorno ai 50 milioni, ci siamo domandati: perché non dare 220 milioni in più per la ricostruzione dell’Abruzzo? Abbiamo questo complesso dove siamo che può accogliere capi di stato e di governo, giornalisti”. Il presidente del Consiglio ha poi spiegato che oltre ai risparmi che lo spostamento consentirebbe di ottenere, circa 220 milioni di euro, non vi sarebbero problemi dal punto di vista della sicurezza: “Non credo che i no-global avrebbero la voglia, la faccia, il cuore di venire qui a manifestare in modo duro”.
L’ipotesi, inizialmente, non convinceva alcuni ministri interpellati dalle agenzie di stampa: “Non mi sembra assolutamente plausibile l’idea di spostare a L’Aquila il G8 fissato per quest’estate in Sardegna”, aveva detto infatti a Sky Tg24 il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli. “Quello che è stato speso, anche per volontà del precedente governo” sottolineava il ministro “mi pare difficile che oggi possa essere spostato. Francamente credo che sia difficile a meno che qualcuno ci dimostri il contrario”.
Da subito entusiasta invece il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente (Pd): “Siamo pronti ad accogliere il G8 all’Aquila”, ha detto. “Sarà un grande impegno, soprattutto per la Protezione Civile e per questa scuola (della Gdf, ndr) che ci ospita e che diventerebbe una delle aree più sensibili. Certo organizzare il G8 è molto complesso ma la città e l’Abruzzo sono pronti a riceverlo per come possono. Ci piacerebbe essere vestiti a festa, ma ci troveranno con la tuta da lavoro”.
Sulle risorse necessarie per la ricostruzione dell’Abruzzo, il decreto legge “Abruzzo” è pronto: in tutto, il governo ha deciso di stanziare più di 8 miliardi. Uno e mezzo servirà per fronteggiare l’emergenza e 6,5 miliardi per la ricostruzione. La gran parte delle risorse per la ricostruzione dovrebbero arrivare dai tre fondi gestiti da palazzo Chigi per gli imprevisti, anticrisi e infrastrutture. Altri due miliardi dovrebbero arrivare (uno ciascuno) dagli enti previdenziali e dalla cassa depositi e prestiti. Per quel che riguarda le risorse per l’emergenza, il miliardo e mezzo necessario dovrebbe in parte arrivare da una nuova lotteria e da altri interventi sui giochi, mentre è esclusa l’introduzione di nuove tasse, compreso l’aumento delle accise su carburanti e sigarette di cui si era parlato nei giorni scorsi. Prevista anche lacostruzione di 5mila alloggi entro settembre.
A queste ordinanze potrebbe aggiungersene altre.
Facilitazioni a chi ricostruisce. Tra le novità previste, potrebbe arrivare il contributo per la ricostruzione delle abitazioni. Che dovranno ovviamente rispettare criteri antisismici. Possibile che spunti qualche qualche intervento ulteriore sui mutui.
Bollette luce e gas. Una prima sospensione, di due mesi, delle bollette è già scattata. Il decreto potrebbe prorogare il termine.
800 euro agli autonomi. In arrivo un sostegno per commercianti, artigiani e professionisti che lavorano nelle zone colpite. Inizialmente l’aiuto dovrebbe essere garantito per 90-120 giorni. Si è parlato di 800 euro al mese, ma la cifra dell’intervento dovrebbe definita da un’ordinanza successiva.
Indennità disoccupazione lunga. Prevista la proroga, che dovrebbe essere di circa sei mesi, della indennità di disoccupazione laddove fosse in scadenza.
Farmaci. In arrivo novità su questo fronte, che dovrebbero garantire tra i 300 e i 400 milioni. Nel decreto verrebbe fissato il tetto di spesa farmaceutica territoriale: per il solo anno 2009 sarebbe al 13,8% e contemporaneamente si provvede ad un taglio del 7% del prezzo dei farmaci equivalenti. Vengono rideterminate anche le quote di spettanza sul prezzo di vendita al pubblico dei farmaci equivalenti: per le aziende farmaceutiche il 58,65%, per i grossisti il 6,65% per i farmacisti il 26,7%.
Lotteria al supermercato. Giocare alla cassa del supermercato, tentando la fortuna con la manciata di centesimi: é questa una delle novità che potrebbe entrare nel dl. Dal comparto giochi, comunque, dovrebbero arrivare risorse per 5-600 milioni di euro.
Doppio 5xmille. Non soldi in meno al volontariato, ma soldi in più per il terremoto. Per aiutare la popolazione dell’Abruzzo potrebbe arrivare dunque un secondo modulo.
Sconti per acquisto mobili per aziende. È una delle proposte del ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola e punta a introdurre aiuti sotto forma di garanzia al credito al consumo per l’acquisto di mobili per le aziende e per gli studi professionali.
Zona franca urbana. Applicazione di alcune misure di defiscalizzazione ai comuni abruzzesi colpiti dal terremoto.
400 mln a poli produttivi. Sblocco di 400 milioni per realizzare contratti di programma e riavviare i poli produttivi nei settori dell’informazione e della comunicazione, della farmaceutica e agroalimentare.
Esenzione iva per nuove costruzioni. La misura è in forse. non è detto che rientri in questo provvedimento.
Niente ici e irpef su fabbricati. Lo prevede un’ordinanza del presidente del consiglio e riguarda le seconde case. le prime infatti sono già esenti.
Scuola. arrivano 110 milioni per l’edilizia scolastica nelle zone colpite dal sisma.
Donazioni. cambio di registro per chi vuole fare le donazioni: si passa dalle detrazioni alle donazioni. Un regime più conveniente per i contribuenti altruisti.
Norme antisciacalli. Lo sciacallaggio non diventerà un nuovo reato del codice penale, ma verrà punito nella forma di aggravante di tutti i reati compiuti contro il patrimonio, con un aumento delle pene previste da un terzo alla metà.
Patto stabilità interno. Per l’Abruzzo dovrebbero ammorbidirsi le maglie del patto di stabilità interno.
Il premier Silvio Berlusconi: “Il G8, dalla Maddalena all’Aquila. Così risparmiati 220 milioni ed evitato il rischio no-global”. Che ne dite?
LEGGI ANCHE: Lo SPECIALE di Panorama.it - Le strategie per la ricostruzione dell’Abruzzo

Subito 30 milioni di euro, poi i fondi strutturali per le catastrofi, alcune centinaia di milioni, stanziati dall’Unione europea. Quindi si procederà con un provvedimento ad hoc che andrà all’ordine del giorno del prossimo Cdm.
È quanto emerso dalla riunione straordinaria di lunedì sera del Consiglio dei ministri che si è aperto con un minuto di silenzio per il terremoto in Abruzzo. Il presidente del Consiglio ha fatto il punto della situazione ribadendo come sia stato fatto tutto il possibile per fronteggiare l’emergenza. Una volta verificata l’entità dei danni saranno stanziate tutti i fondi necessari, avrebbe sottolineato il premier. Per il momento Guido Bertolaso potrà utilizzare i fondi della Protezione civile previsti per le emergenze. Più avanti saranno utilizzati anche i fondi europei per le catastrofi. Il premier torna in Abruzzo.
Il Cavaliere, in due interviste telefoniche in diretta, prima a Matrix e poi a Porta a Porta, annuncia anche l’intenzione di dar vita alla prima “new town” proprio nelle vicinanze dell’Aquila, un’opera che si inserisce nel quadro del piano casa e che, dice, potrebbe essere completata nell’arco di 24-28 mesi.
Berlusconi ribadisce che il governo sta facendo tutto ciò che è “umanamente possibile” per fronteggiare l’emergenza e rende noto che tornerà spesso nel capoluogo abruzzese, a partire da domani, per valutare i danni provocati dal terremoto: “Un disastro grave”, che richiederà “risorse ingenti” per la ricostruzione, anche se vista la forza del sisma che ha colpito l’Abruzzo le cifre di morti e feriti sono ancora contenute, aggiunge, spiegando che 35 Paesi hanno già offerto aiuto all’Italia, “ma nell’immediato non ce n’è bisogno, bastano le nostre forze”.Berlusconi usa la diretta tv di Porta a Porta per una comunicazione di servizio urgente a due dei suoi ministri impegnati nel lavoro per fronteggiare l’emergenza terremoto in Abruzzo. “Entro domani” dice rivolto a Roberto Maroni e Altero Matteoli, anche loro ospiti del programma di Bruno Vespa “servono almeno altri 1.200 Vigili del Fuoco e mille soldati disposti a dare il cambio a quelli che lavoreranno stanotte e domani saranno stanchi morti”. Sempre in diretta tv arriva la risposta di Maroni: “Lo faremo certamente”.
Il consiglio dei ministri ha deciso di proclamare il lutto nazionale nel giorno in cui avranno luogo le esequie delle vittime del martoriato Abruzzo.

E dal governo, nella riunione del Consiglio dei ministri di questa mattina, arriva l’ok al pacchetto di norme in favore dei precari e dei lavoratori con contratti co.co.pro. Le misure, a quanto si apprende da fonti di governo, saranno inserite come emendamenti al decreto incentivi (auto, elettrodomestici) all’esame delle Commissioni della Camera.
Le misure prevedono un’indennità di disoccupazione una tantum per i co.co.pro. raddoppiata (dal 10% al 20%) e la velocizzazione delle procedure per la concessione e l’erogazione degli ammortizzatori sociali.
Come ha spiegato il ministro del Welfare Maurizio Sacconi “l’indennità di reinserimento per i collaboratori a progetto (co.co.pro) con un solo committente è innalzata al 20% di quanto percepito l’anno precedente in un intervallo che va da 1000 a circa 2600 euro”. E i tempi si accorciano: “Si passa dai 120-140 giorni che servivano per l’erogazione degli ammortizzatori sociali a 20-30 giorni”. Inoltre il ministro ha spiegato che “i lavoratori che ricevono dei sussidi potranno accettare piccoli lavori, il che non significa però che non potranno accettare un corso di formazione o un posto di lavoro congruo. Però per loro è prevista la possibilità di accettare lavori per un massimo di tre mila euro per la parte restante del 2009. In questo modo, potranno fare un’integrazione all’80% del reddito che ricevono dagli ammortizzatori sociali”.
Sulle pensioni Sacconi ha anche ribadito che “in questo momento di crisi, non vogliamo metter mano alle pensioni: non possiamo allungare l’età pensionabile” ha spiegato il ministro del Welfare “che è anche un ammortizzatore sociale”.
Nel corso della lunghissima conferenza stampa Sacconi ha anche fatto un appello ai giovani affinché accettino lavori semplici e umili: “In questa stagione” ha detto Sacconi “è bene accettare qualunque opportunità di lavoro, anche se non corrispondente agli studi fatti o alle aspettative. Nel dopo crisi” ha aggiunto il ministro ” conterà nel curriculum il fatto di essersi messi in gioco”. E ancora sui giovani è stato netto: “L’età di ingresso nel mondo del lavoro per i giovani è drammatica”. E per questo ha promesso: “Il governo guarderà con molta attenzione ai giovani attraverso un approccio all’occupabilità strutturale”. Guardando al fenomeno italiano, Sacconi ha spiegato che “ci sono giovani vecchi, perché entrano nel mondo del lavoro a 30 anni, con un titolo di studio debole, spostando tutta la loro vita in avanti. Una cosa è essere precari a 22 anni, una cosa è esserlo a 30. Sono due vite diverse”.
Rimandata invece l’approvazione del piano casa. Il Cdm ha iniziato questa mattina la discussione preliminare. E, facendo seguito alle parole pronunciate ieri sera dal premier durante la consegna dell’Oscar del Riformista come miglior politico dell’anno, è possibile che l’esecutivo guardi ad un decreto. Dell’ipotesi è tornato a parlarne proprio il Cavaliere nella riunione dell’esecutivo: avrebbe ribadito la necessità di un intervento rapido sul settore per far rimettere in moto l’edilizia e quindi il resto dell’economia.
Berlusconi ha illustrato le linee guida del piano casa in Consiglio, poi sono intervenuti tutti i ministri. In particolare il ministro Sacconi avrebbe sottolineato la “grande sofferenza” in cui il settore dell’edilizia si trova in questo momento. E lo stesso Sacconi in conferenza stampa subito dopo ha aggiunto: “Nel Cdm c’è stata una discussione molto intensa e partecipata di tutti i ministri. Stiamo lavorando ad un pacchetto molto significativo, ma vogliamo discuterlo con le Regioni. Speriamo quanto prima di vararlo e renderlo operativo”.
Discussione franca che pare abbia anche tolto i dubbi al leader del Carroccio, Umberto Bossi: “Ci siamo fatti spiegare bene”, ha spiegato il ministro per le Riforme interpellato dai cronisti a Montecitorio, salvo riservarsi di valutare il testo prima di assicurare il “sì” del suo partito, la prossima settimana in consiglio dei ministri. “Riguarda” ha aggiunto il Senatùr “solo la possibilità di allargare case già costruite per chi ha bisogno di un locale in più. Mi pare un passaggio positivo. Poi” ha concluso “non riguarda chi ha costruito case abusivamente”. Il “sì” in Cdm sul provvedimento non è però ancora scontato: “Dobbiamo controllarlo questa settimana”.
Tra gli altri provvedimenti il Cdm ha anche dato il via libera al regolamento sulla valutazione degli studenti nella scuola primaria e secondaria. Per il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, “si passa così dai giudizi ai decimali e si superano giudizi fantasiosi e poco chiari, in favore del voto”. La Gelmini ha ribadito che “con il 5 in condotta si verrà bocciati, ma prima sarà necessaria almeno una sorta di ammonizione, una nota, per arrivare all’insufficienza”. Con l’insufficienza in condotta verranno inoltre bocciati “gli studenti che non vanno ai corsi, quelli che non hanno rispetto per insegnanti e compagni e coloro che provocano danni alle strutture”.

È raggiante Roberto Calderoli, ministro della Semplificazione legislativa, quando annuncia “Stiamo tagliando più di 29mila leggi”. La sua scure si è di nuovo abbattuta sulle leggi inutili o obsolete e dopo la prima tranche di giugno che ha eliminato dalla nostra legislazione 3.300 norme, oggi - con un decreto di soli tre articoli - ne sono state fatte fuori altre 29.100
Quando fu presentata la squadra di governo, a lui toccò il ruolo (e il soprannome) di “taglia leggi”. E quel compito lo sta assolvendo in pieno: scende in sala stampa a palazzo Chigi e illustra il decreto legge appena varato dal Consiglio dei ministri. Il provvedimento prevede una banca dati consultabile gratuitamente dal giugno 2009 con le leggi vigenti.
Nel quale non troverà più posto il regio decreto sul prosciutto cotto conservato in scatola. Un altro sulla lotta alle cavallette (”Roba da faraoni…”), alle coccinelle negli agrumi o sull’indennità di bagaglio per le bardature dei cavalli…”.
Il provvedimento cancella insomma tutta una serie di provvedimenti che vanno dal 1861, ovvero dalla proclamazione del Regno d’Italia, al 1948 (anno di nascita della nostra Costituzione).
“Colpiamo tutta una serie di tesoretti” dice Calderoli, “perché una legge, per essere inserita, costa 200 euro. E poi, per essere mantenuta, costano fino a 2 mila euro l’anno e vi lascio quindi immaginare il risparmio che otterremo”. Così il ministro del Carroccio mostra soddisfatto un pacco alto una ventina di centimetri, legato da uno spago verde, e dice: “Questo provvedimento ci farà risparmiare circa 6 milioni di euro. Poi, forse, anche qualcosa di più, ma dobbiamo fare meglio i conti”.
Le leggi fasciste che vengono cancellate sono una serie di norme “che si considerano implicitamente abrogate, ma le cui leggi esistono ancora. Per esempio” spiega Calderoli “i fasci e le corporazioni non ci sono più, ma le leggi istitutive esistono ancora”. Ed è “meglio eliminare prima che qualcuno si svegli e trovi pronti gli strumenti per un ritorno a quell’epoca…”, scherza divertitoil ministro.
Il consiglio dei ministri ha dato via libera al decreto legge per la stabilità delle banche e del risparmio: l’esecutivo ha messo a disposizione del sistema creditizio un fondo di 20 miliardi di euro per fronteggiare la crisi finanziaria. Il premier Silvio Berlusconi ha rassicurato i risparmiatori: “Nessuna banca italiana fallirà”. E ha precisato: “Non si devono neppure porre le domande ‘ma devo andare in banca a ritirare il mio libretto di deposito’?” ha proseguito il capo del governo “perché non credo che il materasso possa essere una cassaforte migliore di quella del sistema bancario italiano. Lo diciamo con totale serenità e assoluta convinzione”.
Il Governo italiano, dunque, si prepara a fronteggiare le eventuali ricadute della crisi finanziaria sul sistema bancario italiano. Come spiega il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, durante la conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri, si mettono in deposito “armi” che non sono necessariamente da usare. Come tutti i governi europei ci si attrezza per fronteggiare eventuali peggioramenti della crisi. Questo anche se il sistema bancario italiano, dice il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, è “solido” e “liquido”.
Seduto tra Giulio Tremonti e Mario Draghi - chiamati a dare dettagli tecnici del decreto varato dal governo per fronteggiare la crisi finanziaria - il premier preferisce ricorrere a metafore più immediatamente comprensibili e più rassicuranti. “Non credo che il materasso possa essere una cassaforte migliore di quella del sistema bancario italiano”, assicura il Cavaliere. C’è una banca che ha problemi di liquidità? Caso per caso il Tesoro e Bankitalia valuteranno come intervenire e la garanzia dello Stato si aggiungerà a quelle del fondo interbancario che già garantisce gli istituti di credito. “Ma il sistema bancario italiano è patrimonializzato a sufficienza, liquido a sufficienza, non ha problemi di ricapitalizzazione, ha anzi sufficiente liquidita”‘, spiega Berlusconi con ampi gesti rassicuranti, con il tono pacato di chi sente la responsabilità di far cessare ogni allarme e riportare la calma tra le mura domestiche. Berlusconi annuisce infatti con profondi cenni del capo quando il ministro Tremonti chiarisce che il provvedimento del governo “è solo preventivo e probabilmente non servirà neppure”. In questo caso, poi, l’erba del vicino non è neppure più verde. “Noi non siamo nella situazione degli altri Paesi” garantisce Berlusconi dopo i contatti di questi ultimi giorni con i leader europei e con George Bush. “La crisi si è sviluppata negli Stati Uniti e soprattutto nei paesi Nord europei. L’intervento di nazionalizzazione seguito dalla Gran Bretagna, ma anche dalla Francia e dal Belgio, è molto diverso dal nostro”.
Durante il suo intervento il ministro dell’Economia spiega il senso del provvedimento con una formula: “stabilità, liquidità e fiducia” e aggiunge “molti paesi sono intervenuti, noi l’abbiamo fatto perché dovevamo, ma non lo applichiamo, non lo vogliamo applicare e pensiamo di non doverlo applicare. Abbiamo un solo obiettivo vero che non è tanto salvare le banche che si salvano da sole, ma che le banche siano cosi’ forti e liquide da continuare a servire liquidità all’economia”. Il sistema italiano è sufficientemente “patrimonializzato”, aggiunge il ministro dell’Economia “ed ha una “sufficiente liquidità”.
Il decreto varato non riguarderà la difesa diretta dei depositi bancari e questo perché “il sistema italiano garantisce sui depositi i risparmiatori nel modo più efficiente in Europa”. E per dimostrare questo Tremonti ricorda che molti paesi hanno alzato in questi giorni le soglie di garanzia sui depositi portandole comunque a livelli “al di sotto della soglia italiana”. Il ministro dell’Economia rassicura: “Noi impediremo che qualsiasi banca fallisca. Il nostro obiettivo è intervenire se necessario e guadagnarci all’uscita”. Il meccanismo messo a punto prevede che “si guardino le carte e se si ritiene necessario più capitale, e quel capitale non lo mettono gli azionisti o il mercato, lo metta il governo. Non in una logica di nazionalizzazione ma di supporto. Un capitale ’sterile’ ai fini del potere perche’ non vota, non determina. Si garantisce solo, non si dà il denaro dei contribuenti a chi ha sbagliato ma si affida questo capitale ad una gestione che comunque sara’ privata”.
Insomma Tremonti spiega che “nessun Governo, certamente non il nostro, ha alcun interesse ad entrare nelle banche. Entreremo se necessario e lo faremo temporaneamente e neutralmente”. Tremonti, parlando poi dei vari interventi spiega che a livello europeo “ieri salvare le banche era vietato, oggi è un intervento auspicato”. Poi il ministro chiosa rispondendo ad una domanda sulle poste e sul fatto che possano essere coinvolte dalla crisi: “Le poste non falliranno mai. I governi passano, le poste restano”.
Anche il governatore di Bankitalia, Draghi, spiega che il decreto serve a “metter da parte le armi che speriamo di non dover usare. È per prudenza che si fa questo decreto non per usarlo. Fa parte delle serie risposte che i governi stanno dando”. Anche Draghi rassicura: “Il sistema bancario italiano è solido ma gli effetti della crisi stanno arrivando anche da noi”. Per questo “è ora mettere da parte le armi”.
Il VIDEO servizio: la conferenza stampa di Silvio Berlusconi:
Il VIDEO commento del direttore Belpietro: