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Cesare-Battisti

Battisti: spiragli per l’estradizione

Battisti: prevale la realpolitik«Come ha detto lo stesso presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi, questa è una questione giudiziaria e riservare un trattamento giudiziario alla questione è un segnale molto positivo da parte del governo italiano». Risponde così il nuovo ministro degli Esteri brasiliano Antonio Patriota al più importante settimanale brasiliano, Veja. Un modo diplomatico per confermare senza esporsi troppo che su Battisti non è ancora detta l’ultima parola, nonostante il “no” all’estradizione dell’ex terrorista dei Proletari Armati per il Comunismo (PAC) espresso dall’ex presidente Lula nelle ultime ore del suo mandato, il 31 dicembre scorso. Continua

L’inchiesta di Panorama per i lettori brasiliani

Cesare Battisti, 56 anni, tra alcuni deputati brasiliani suoi sostenitori in visita al carcere di Papuda

Cesare Battisti, 56 anni, tra alcuni deputati brasiliani suoi sostenitori in visita al carcere di Papuda

Un link diretto tra “Panorama” e  “Folha de Sao Paulo”, uno dei più diffusi quotidiani brasiliani, per raccontare tutta la verità su Cesare Battisti. I nostri articoli sulla vicenda dell’ex terrorista dei Proletari Armati per il Comunismo sono infatti da oggi consultabili, in italiano e in portoghese, sia sul sito di Panorama che su quello di Folha, il primo quotidiano di San Paulo. Non solo: il quotidiano brasiliano pubblica stamane in prima pagina, nella sua edizione cartacea, l’intervista  integrale apparsa sul numero in edicola di Panorama al pentito ed ex terrorista Roberto Mutti, il grande accusatore di Battisti, secondo il quale “Cesare non è mai stato un estremista ma un delinquente comune”.  “Sul caso  circolano, da troppo tempo, false verità e menzogne conclamate” dice il direttore di Panorama Giorgio Mulè. “A favorire questo cortocircuito mediatico è stata soprattutto una disinformazione messa in atto in questi anni. Con questa collaborazione con “Folha de Sao Paulo” intendiamo offrire un contributo per tentare di riequilibrare il dissesto informativo”. Ecco l’intervista a Mutti, leggibile qui sotto, consultabile su Folha.

Se il caso di Cesare Battisti è diventato un’affaire internazionale la colpa è anche sua, che esattamente trent’anni fa ha guidato il commando che ha fatto evadere il terrorista oggi conteso tra Italia e Brasile dal carcere di Frosinone, dove era rinchiuso con una condanna a 12 anni per banda armata, favorendo la sua latitanza. Il «colpevole» è Pietro Mutti, classe 1954, ex compagno di scorribante di Battisti nei Pac, i Proletari armati per il comunismo. Nel 1981 Mutti era passato da poco in Prima linea, viveva in un covo di Roma a pochi passi da San Giovanni. La grande fuga iniziò in una domenica di ottobre e insieme con Battisti, ventisettenne originario di Sermoneta (Latina), scappò anche un giovane camorrista. Continua

Com’è chic Cesare sulla Senna/em portugues

Il filosofo francese Bernard-Henry Lévy

Il filosofo francese Bernard-Henry Lévy

Ve lo vedete Bernard-Henri Lévy, il filosofo più narcisista di Francia e forse del mondo, soprannominato «Dio è morto, ma i miei capelli sono perfetti», che va in giro per Brasilia con la camicia sbottonata a cercare sapone in polvere per il pluriomicida Cesare Battisti, in carcere? È raccontato sulla sua rivista online La règle du jeu. «E poiché il sapone in barra è vietato in prigione, anche questo è impegno politico, al più alto livello» lo ammira l’altra paladina per la liberazione di Battisti, la giallista Fred Vargas. Continua

Intervista a Edoardo Suplicy, il grande difensore di Battisti in Brasile

Cesare Battisti quando fu arrestato in Brasile nel 1997

Cesare Battisti quando fu arrestato in Brasile nel 1997

Panorama.it intervista Edoardo Matarazzo Suplicy, il senatore brasiliano del PT, il partito dei lavoratori di Lula, tra i politici più attivi nella difesa di Cesare Battisti e della decisione dell’oramai ex presidente Lula da Silva di non concedere l’estradizione all’ex terrorista dei Pac. Continua

Caso Battisti: maggioranza e opposizione divise pure nella protesta

Un momento della manifestazione sotto l'ambasciata Brasiliana a Roma, contro la decisione dell'ex presidente Lula di non concedere l'estradizione del terrorista Cesare Battisti, il 4 gennaio 2010 (AP Photo/Gregorio Borgia)

Un momento della manifestazione sotto l'ambasciata Brasiliana a Roma, contro la decisione dell'ex presidente Lula di non concedere l'estradizione del terrorista Cesare Battisti, il 4 gennaio 2010 (AP Photo/Gregorio Borgia)

Doveva essere una giornata di unità nazionale, in cui tutti i partiti da destra a sinistra si sarebbero dovuti incontrare, con il condizionale più che mai d’obbligo, in piazza di fronte all’ambasciata e ai consolati del Brasile a Roma e nelle principali città italiane per protestare contro la decisione dell’ex presidente Lula di non concedere l’estradizione del terrorista Cesare Battisti. Continua

Caso Battisti, il governo italiano affila le armi

Terroristi: Il mio canto libero di Lula-BattistiDel caso Cesare Battisti parlerà alle 13.30 (le 16.30 in Italia) in una conferenza stampa che si preannuncia affollatissima, l’avvocato dell’Italia Nabor Bulhões. E lo farà nel massimo organo giuridico del Brasile, quel Supremo Tribunal Federal (STF), che pure l’estradizione dell’ex terrorista dei Pac l’aveva concessa, il 19 novembre 2009, lasciando però l’ultima parola al presidente della repubblica verde-oro.

All’epoca Lula che, lo scorso 31 dicembre, poche ore prima di lasciare il suo incarico a Dilma Rousseff, aveva rigettato con un secco “no” ogni ipotesi di rimandare in Italia Cesare Battisti per scontare almeno parte della sua pena. Il nostro collaboratore Paolo Manzo ha intervistato poco fa l’avvocato Bulhões per Panorama.it e per LaStampa.it, raccogliendo alcune anticipazioni sul ricorso che, proprio in questi minuti, i legali dell’Italia stanno depositando al STF, affinché corregga la decisione di Lula. Continua

La stampa brasiliana contro Lula: Battisti non è un rifugiato politico

L'articolo apparso sul settimanale Veja dedicato a Cesare Battisti

L'articolo apparso sul settimanale Veja dedicato a Cesare Battisti

Il clamore che ha suscitato in Brasile l’insediamento della nuova presidente Dilma Rousseff, prima donna a guidare il paese, non è riuscito a oscurare l’interesse della stampa brasiliana per il caso Battisti, il terrorista rosso italiano del quale Roma ha chiesto, finora invano, l’estradizione.

I due più importanti settimanali del Brasile, Veja ed Epoca, infatti nei loro numeri speciali dedicati alla delfina di Lula, usciti eccezionalmente oggi e non sabato scorso, non hanno tralasciato di parlare dell’ex terrorista dei Pac, Proletari armati per il comunismo.

Ampi servizi corredati da numerose foto ne ripercorrono la vicenda, dai 4 omicidi per i quali è stato condannato all’ergastolo in Italia, passando per la fuga dalla Francia nel 2004 fino al suo arresto sulla spiaggia di Copacabana a Rio de Janeiro, il 18 marzo 2007.

Il fulcro di entrambi i reportages resta comunque il no di Lula alla sua estradizione, decisione comunicata a poche ore dalla scadenza del suo mandato, il 31 dicembre scorso, con un effetto a cascata di reazioni sia in Italia che in Brasile senza precedenti.

Veja, il magazine più venduto nel paese con circa un milione di copie titola inequivocabilmente “Assassino impune” e ricorda il ribaltone del 18 novembre 2009 quando il Supremo Tribunale Federale (STF) annullò cassandolo come illegittimo lo status di rifugiato politico concesso dall’allora ministro della Giustizia Tarso Genro all’ex terrorista.

Con 5 voti favorevoli e 4 contrari, spiega Veja, il STF si dice favorevole all’estradizione di Battisti in Italia ma lascia l’ultima parola, politica, a Lula a patto che rispetti i termini del Trattato bilaterale esistente in materia fra Italia e Brasile. Tra le motivazione addotte alla fine dell’anno dall’ex presidente quella che l’incolumità di Battisti sarebbe “a rischio” nel nostro paese.

Veja smonta questa interpretazione e dà la parola a Francisko Rezek, ex-giudice della Corte dell’Aja, cui il governo italiano intende appellarsi e che dichiara: “Un presidente che va contro il Supremo Tribunale Federale è un affronto al principio fondamentale del diritto internazionale”.

Non meno dettagliato di particolari è l’altro reportage firmato da Epoca, rivista edita dal gigante Globo e tradizionalmente vicina al mondo cattolico. Murilo Ramos, uno dei giornalisti che firma l’articolo, intervista Luis Inacio Adams, ministro dell’avvocatura generale dell’Unione che dichiara perentorio: “Il governo brasiliano considera il caso chiuso” ma, lascia intendere la rivista, non è affatto detto che sia questa l’ultima parola. Anche in Brasile, dove la stampa è per lo più schierata sul sì  all’estradizione, sono molte le voci critiche alla decisione di Lula. Voci critiche confermate anche dai sondaggi, l’ultimo del principale quotidiano brasiliano O Globo: l’ottanta per cento dei lettori è contraria al no all’estradizione.

Alberto Torregiani: “Ora mi aspetto che Dilma Rousseff estradi il killer di mio padre”

Cesare Battisti (a sinistra) e Alberto Torregiani (a destra): il figlio del gioielliere ucciso dai Pac alla Bovisa è rimasto paralizzato da allora e costretto su una sedfia a rotelle

Cesare Battisti (a sinistra) e Alberto Torregiani (a destra): il figlio del gioielliere ucciso dai Pac alla Bovisa è rimasto paralizzato da allora e costretto su una sedfia a rotelle

Claudia Daconto«Adesso mi aspetto che la neo presidentessa brasiliana Dilma Rousseff sia coerente con quanto dichiarato fino ad oggi e conceda l’estradizione a Battisti».
Alla vigilia del sit in di protesta sotto l’Ambasciata brasiliana a Roma contro la mancata estradizione di Cesare Battisti, Alberto Torreggiani annuncia la ferma determinazione sua, e degli altri parenti delle vittime dell’ex militante dei Proletari armati per il Comunismo, ad ottenere verità e giustizia. Continua

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Uno contro tutti, di Carlo Puca
Io la penso così, di Giovanni Fasanella
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Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
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