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Centrella (Ugl): “Siamo pronti a dialogare con Monti, non però sull’art. 18″

Un'immagine di una manifestazione davanti a Palazzo Chigi (Credits: Mauro Scrobogna /LaPresse)

Un'immagine di una manifestazione davanti a Palazzo Chigi (Credits: Mauro Scrobogna /LaPresse)

Claudia Daconto“Ha ragione Susanna Camusso: più disoccupati e più lavoratori a rischio significano un possibile conflitto sociale”.
Il giorno dopo la telefonata del premier Mario Monti ai leader dei principali sindacati italiani per promettere loro maggiore confronto sui temi del welfare, il segretario generale dell’Ugl, Giovanni Centrella, conferma a Panorama.it l’allarme delle parti sociali, e in particolare della leader della Cgil Susanna Camusso, condivise anche da Cisl e Uil, per lo scatenarsi di tensioni tra i lavoratori.

Segretario Centrella, si parla di “conflitto sociale” solo per smuovere le acque o avete in mano segnali concreti?

Purtroppo i cittadini italiani si ritrovano in una situazione non più sostenibile e quando è così si può andare incontro a situazioni spiacevoli. In un anno e mezzo, da quando faccio il segretario generale, non avevo mai ricevuto come adesso tante mail di lavoratori arrabbiati, o messaggi cattivi su twitter. Questo ci fa drizzare le antenne, a me e agli altri segretari. Continua

Manovra: lo scetticismo di Vincenzo Scudiere (Cgil)

Una manifestazione delle Cgil (Ansa)

Una manifestazione delle Cgil (Ansa)

Claudia DacontoLe lacrime finora le abbiamo viste scorrere sul volto del ministro del Welfare Elsa Fornero, il sangue, probabilmente, toccherà agli italiani versarlo. La manovra presentata ieri dal governo Monti è pesantissima. 24 miliardi netti la maggior parte dei quali, 17, di nuove tasse. Il resto, 13, di risparmi. Il piatto più amaro le pensioni per la decisione di non rivalutare quelle superiori a 1000 euro in base all’inflazione, il passaggio dal sistema retributivo a quello pro rata per tutti e l’aumento dell’età pensionabile a 67 anni per gli uomini e a 63 per le donne. Spazi di manovra per apportare modifiche praticamente nulli. Partiti maggiori costretti a ingoiare l’amaro calice. Sindacati sul piede di guerra. Cgil in testa. Nel frattempo però i mercati promuovono il decreto “Salva Italia”, come il premier Mario Monti vuole che sia chiamato: lo spread è in picchiata. Continua

Angeletti avverte il governo: Non toccate le norme sui licenziamenti

Il segretario della Uil Luigi Angeletti con il berretto del logo del sindacato, alla Manifestazione della UIL, UGL, CIsl a Piazza Navona contro la manovra finanziaria del governo Berlusconi il 1 settembre 2011, a Roma.

Il segretario della Uil Luigi Angeletti con il berretto del logo del sindacato, alla Manifestazione della UIL, UGL, CIsl a Piazza Navona contro la manovra finanziaria del governo Berlusconi il 1 settembre 2011, a Roma.

Andrea Monti

Nessun problema sulle pensioni. Ma occhi puntati sui licenziamenti. È un giudizio a due facce quello di Luigi Angeletti, segretario generale UIL, sulla lettera inviata dal governo all’Unione europea. Continua

Il Wall Street Journal s’è accorto che Bersani è come Don Abbondio

Il segretario del Pd, Pierluigi Bersani (Ansa)

Il segretario del Pd, Pierluigi Bersani (Ansa)

Ieri il segretario del Pd Pierluigi Bersani, parlando delle primarie, ha detto di non aver “paura di nessuno”, perché prima serve lo “spartito poi vediamo i suonatori”. Ma intanto a suonargliele è stato il quotidiano più letto nella comunità finanziaria, il Wall Street Journal. Continua

Voci dal corteo Cgil: il video

Nichi Vendola e Susanna Camusso, durante la manifestazione in occasione dello sciopero generale, oggi 6 settembre 2011 a Roma. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Nichi Vendola e Susanna Camusso, durante la manifestazione in occasione dello sciopero generale, oggi 6 settembre 2011 a Roma. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Claudia DacontoAbbattiamo il muro della crisi”. Apre con questo striscione, lo stesso del 6 maggio scorso, quando la Cgil scelse di usare l’arma dello sciopero generale, la manifestazione romana del maggior sindacato italiano. Iniziative in 100 città contro la manovra economica del governo che la segretaria generale Susanna Camusso, nel giorno dello sciopero generale, bolla come “incivile, iniqua e irresponsabile”. Sotto accusa, in particolare, l’articolo 8 del decreto legge, quello che prevede la possibilità di licenziare derogare dal contratto nazionale di lavoro sulla base di accordi aziendali. C’è polemica ancora una volta sulle cifre dell’adesione allo sciopero. “Bassa? – ha replicato Camusso al ministro del Welfare Maurizio Sacconi – si metta gli occhiali”. Ecco le voci che abbiamo raccolto a Roma. Continua

Cisl, Ugl e Uil contro la manovra. Ma in piazza con la Cgil mai

La manifestazione della UIL, UGL, CIsl a Piazza Navona contro la manovra finanziaria del governo Berlusconi, oggi 1 settembre 2011, a Roma.

La manifestazione della UIL, UGL, CIsl a Piazza Navona contro la manovra finanziaria del governo Berlusconi, oggi 1 settembre 2011, a Roma.

Claudia Daconto Senza la Cgil, che scenderà in piazza il 6 settembre, Cisl e Uil e Ug protestano contro la manovra davanti al Senato. Lavoratori e pensionati chiedono misure più eque e dicono basta ai continui rimaneggiamenti: “Vogliamo sapere una volta per tutte di che morte dobbiamo morire!”.

Sullo sciopero generale Bersani fa come Ponzio Pilato

Il segretario del Partito Democratico Pier Luigi Bersani (ANSA / GUIDO MONTANI)

Il segretario del Partito Democratico Pier Luigi Bersani (ANSA / GUIDO MONTANI)

Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani ha un problema: la Cgil. Il sindacato unitario della sinistra ha proclamato per il 6 settembre uno sciopero generale contro la finanziaria, tra l’altro senza aspettare la versione definitiva del testo che approderà in Aula il 5 settembre, giusto un giorno prima. Continua

Lavoro nero ed immigrazione: boom di irregolari

Lavoratori immigrati in presidio per richiedere un permesso di soggiorno

Lavoratori immigrati in presidio per richiedere un permesso di soggiorno

In Italia la disoccupazione continua ad aumentare, ma per gli immigrati presenti nel nostro paese il lavoro non manca, specie se in nero. Gli stranieri irregolari (422mila, dati Ismu), quelli senza un permesso di soggiorno, lavorano di più e guadagnano di meno rispetto a chi ha i documenti in regola. E’ più facile per loro trovare un impiego sottopagato, magari senza contratto e contributi e con turni più pesanti. Lavorano di sabato (80%), di domenica (31,8%), di notte (38%) e guadagnano meno di 5 euro l’ora (il 40% ), in media il 12,4% in meno di chi è in regola (il 17% se donne). Sono questi i dati riportati nell’indagine “sicurezza, lavoro nero, immigrazione” condotta dall’economista Tito Boeri per la Fondazione Debenedetti e l’Università Bocconi di Milano. A dare il buon esempio di integrazione è invece il capoluogo lombardo, dove un’azienda su cinque aiuta i dipendenti stranieri.

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Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Io la penso così, di Giovanni Fasanella
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
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