
Alberto Stasi abbraccia i suoi legali dopo l'assoluzione (Credits: LaPresse)
Le decisione della Corte d’Assise d’Appello di Milano di ieri ha stabilito che Alberto Stasi non ha ucciso la sua ex fidanzata, Chiara Poggi. O meglio, non ci sono prove per la sua condanna come già stabilito dal Gip di Vigevano, Giulia Pravon, dal processo di 1° grado e dell’Appello. Così, essendo passati ormai più di 4 anni da quel 13 agosto 2007 dove, nella villetta di via Pascoli venne trovata uccisa Chiara, prende sempre più strada l’ipotesi del delitto irrisolto, del colpevole libero, di una “giustizia mancata”.
“I genitori di Chiara a questo non sono pronti - racconta Erika Camasso che ha seguito con Giusy Fasano la cronaca dell’omicidio ed il processo ad Alberto Stati per il Corriere della Sera - vogliono ed hanno il diritto di sapere chi ha ucciso la loro figlia. Continua

Alberto Stasi (Credits: kika press)
Assolto. In meno di tre minuti la Corte d’Assise d’Appello di Milano ha confermato la sentenza di primo grado per il delitto di Garlasco. Alberto Stasi l’unico imputato, quindi, non ha ucciso la fidanzata Chiara Poggi. Stasi, in aula alla lettura del verdetto, ha abbracciato i suoi avvocati e poi ha lasciato il tribunale senza rilasciare alcuna dichiarazione. Dopo più di quattro anni, dunque, l’omicidio di Chiara resta senza un colpevole.
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Alberto Stasi esce da Palazzo di Giustizia di Milano (Credits: Ansa/Giuseppe Aresu)
“Frequento Palazzo di Giustizia di Milano da anni. Qui ho visto entrare politici, industriali, sportivi, uomini delle spettacolo. Quanto accaduto oggi è una stranezza, se non uno scandalo”. A parlare è uno dei più bravi ed esperti cronisti di Palazzo di Giustizia di Milano, uno di quelli che negli anni ha incrociato nei corridoi come imputati l’ex Governatore della Banca d’Italia, Fazio, o il patron della Parmalat Calisto Tanzi, o ancora i vertici della Prima Repubblica all’epoca di Tangentopoli. Tutti passati sotto lo sguardo dei cronisti, di telecamere e fotografi. Continua

Alberto Stasi lascia il tribunale (ANSA/GIUSEPPE ARESU)
di Raffaella Fanelli
“Spero che questo processo condanni chi ha ucciso mia figlia”, ha dichiarato Rita Poggi, la mamma di Chiara, la ragazza uccisa nella villetta di Garlasco il 13 agosto del 2007. È stata la prima ad arrivare al tribunale di Milano dove, nell’aula magna si è celebrata la prima udienza del processo d’appello ad Alberto Stasi, il fidanzato della figlia, assolto con formula dubitativa in primo grado. Continua

Se è vero che i processi mediatici possono anche lontanamente influire su quelli in tribunale, a un imputato conviene andare in tv prima della sentenza. Alberto Stasi ha concesso una lunga intervista a Matrix solo ora che è stato assolto in primo grado. Segno che, contrariamente a quanto ha ribadito dal banco televisivo, per lui i conti non sono ancora chiusi. Quello che cerca è l’assoluzione della gente, la riabilitazione della propria immagine di bravo ragazzo. E persino l’abbraccio della famiglia Poggi. È come se all’ex fidanzato di Chiara non bastasse l’assoluzione del giudice, come se avesse bisogno, per sentirsi in pace, della benedizione di tutti. Continua

Chiara Poggi
Giovedì 17 dicembre l’assoluzione di Alberto Stasi, unico imputato per il delitto di Chiara Poggi, trovata uccisa a 26 anni a Garlasco il 13 agosto 2007. Da Stefano Vitelli, il giovane giudice che ha emesso la sentenza, ai genitori della vittima al pm Rosa Muscio, ecco il giallo del Pavese in 8 scatti. Continua
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Chiara Poggi, trovata uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007, a 26 anni, in una foto inedita, ritratta dal suo fidanzato Alberto Stasi
Una porta a soffietto. Poi l’arma del delitto, che non è mai stata trovata. E perfino il movente. Sono questi i primi tre di dieci enigmi irrisolti, i dieci misteri del giallo di Garlasco: l’omicidio di Chiara Poggi, uccisa nel piccolo centro del Pavese il 13 agosto 2007, ad appena 26 anni.
Giovedì 17 dicembre sarà il giorno di San Lazzaro. Quel giorno il tribunale di Vigevano pronuncerà la sentenza: Alberto Stasi, il fidanzato di Chiara che è anche l’unico imputato, sarà dichiarato innocente o colpevole. Continua
Il gup di Vigevano, Stefano Vitelli, dopo oltre quattro ore di camera di consiglio ha deciso di rinviare la sentenza su Alberto Stasi per l’omicidio di Chiara Poggi del 13 agosto 2007. Ha infatti disposto nuove perizie.
La perizie richieste prevedono accertamenti sul computer di Stasi, sul percorso da lui compiuto quando ritrovò il cadavere della fidanzata, sull’orario della morte della vittima e sulle scarpe di Alberto Stasi (due i nuovi accertamenti ordinati), una sulle tracce trovate sui pedali della bici e una sul dispenser del sapone sul quale erano state trovate tracce ritenute appartenenti al fidanzato di Chiara. Inoltre, il giudice - secondo quanto trapelato dall’aula - ha disposto anche un sopralluogo nella villetta di Garlasco dove è avvenuto il delitto. Slitta, pertanto, la sentenza nei confronti di Stasi, per il quale il pm ha chiesto la condanna a 30 anni di reclusione. Il gup di Vigevano non ha deciso neppure sull’accusa di detenzione di materiale pedopornografico contestata in un procedimento parallelo ad Alberto Stasi. Anche in questo caso il giudice ha disposto una nuova perizia rinviando quindi ogni decisione su un eventuale rinvio a giudizio o un proscioglimento.
“Non ho mai chiesto una giustizia veloce, ci vorrà ancora qualche mese di attesa”. È quanto afferma il legale di parte civile della famiglia Poggi, Gianluigi Tizzoni, dopo la lettura della decisione del gup Vitelli. “Il giudice”, ha spiegato l’avvocato, “ha disposto cinque nuove perizie”.
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