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La scritta 'Don Seppia vile, la tua chiesa il tuo porcile' comparsa sul muro accanto alla chiesa Santo Spirito di Sestri Ponente contro il parroco don Riccardo, arrestato il 17 maggio 2011 (ANSA/LUCA ZENNARO)
Può un caso di cronaca nera, per quanto spinoso come quello del parroco di Genova arrestato per presunti abusi su minori e cessione di stupefacenti, servire da pretesto per sparare cannonate sul cattolicesimo in generale? Secondo il quotidiano Avvenire sì. Ed è quello che avrebbe fatto Repubblica, che stavolta, scrive il poeta - scrittore e firma del quotidiano dei vescovi, Davide Rondoni, avrebbe acceso per prima la cosiddetta «macchina del fango», per «imputare la tremenda e spavalda doppia personalità di don Seppia (qui la cronaca sul Corriere) alla sua educazione cattolica». Continua


Crisi delle vocazioni e scandali svuotano i seminari italiani. Dal 1998 al 2008 i seminaristi in Italia, religiosi e diocesani, sono diminuiti del 10,6 per cento, passando da 6.315 a 5.646, e sempre più sono gli stranieri. Ci sono diocesi e congregazioni religiose di manica larga, che accettano cioè chiunque si proponga, salvo poi scontrarsi con la severità del Papa. È il caso di Luca Seidita, il giovane diacono che il 30 novembre si è suicidato a Orvieto dopo che la sua ordinazione sacerdotale era stata bloccata dal Vaticano. Altro caso: in seguito a una visita apostolica voluta dalla Congregazione per l’educazione cattolica, due seminari interdiocesani sono stati quasi chiusi per la leggerezza con la quale venivano ammessi candidati con tendenze omosessuali. Continua

Il segretario di Stato cardinale Tarcisio Bertone
“Deluso e tradito”. Così ha dichiarato di sentirsi Peter Adriaenssens nell’annunciare, in risposta alla perquisizione all’arcivescovado di Mechelen, lo scioglimento della commissione da lui presieduta e che dal 2000, come organo indipendente, si occupava di gestire le denunce di presunte vittime di preti pedofili nella Chiesa belga. “Siamo serviti da esca” ha denunciato Adriaenssens.
Agendo come hanno fatto, è il ragionamento del presidente, le autorità giudiziarie hanno dimostrato di non avere avuto fiducia nella sua commissione supponendo che, invece di servire alla verità, i suoi membri avrebbero fatto di tutto per nasconderla. Continua

(ANSA/OSSERVATORE ROMANO)
(ANSA) - Sono cominciati questa mattina, a porte chiuse, i colloqui tra Benedetto XVI e i vescovi della Conferenza episcopale irlandese, voluti dallo stesso Papa dopo lo scandalo degli abusi su minori commessi lungo 30 anni nel Paese, ad opera di uomini di chiesa. Continua
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Prima ha chiesto scusa poi ha annunciato, ufficialmente, che si sta preparando per la sua visita in Israele. Così Benedetto XVI, abbracciando i presidenti delle maggiori organizzazioni ebraiche americane (la “Conference of presidents of major american. Jewish organizations“), ha ripreso le relazioni con i cugini ebrei.
Significativo che Papa Ratzinger abbia usato le parole del suo predecessore, Giovanni Paolo II, per chiedere “perdono” per il comportamento di coloro che, nella storia, hanno causato tanta sofferenza al popolo ebraico. La Shoah, ha affermato, è “un crimine contro Dio e l’umanità” ed è “inaccettabile e intollerabile” chi la nega o la minimizza tra gli uomini di Chiesa. Ratzinger ha anche annunciando che si sta preparando per il suo viaggio in Israele.
L’udienza di oggi è stato il primo incontro tra il Pontefice e il mondo ebraico dopo la crisi scoppiata per la revoca della scomunica ai lefebvriani, tra cui il negazionista Williamson.
Con parole commosse, il Papa ha ricordato quando Wojtyla, al Muro del Pianto a Gerusalemme durante la sua visita nel marzo 2000, chiese perdono a Dio “per tutte le ingiustizie che il popolo ebraico ha dovuto soffrire”. “Adesso” ha detto “faccio mia la sua preghiera: Signore dei nostri padri, che scegliesti Abramo e i suoi discendenti per portare il tuo Nome alle Nazioni: siamo profondamente addolorati per il comportamento di coloro che nel corso della storia hanno causato sofferenza ai tuoi figli e, nel chiedere perdono, vogliamo impegnare noi stessi per una autentica fratellanza con il Popolo dell’Alleanza“.
“La Shoah” ha affermato Benedetto XVI riprendendo le sue stesse parole pronunciate all’udienza generale di due settimane fa” sia per tutti monito contro l’oblio, contro la negazione o il riduzionismo, perchè la violenza fatta contro un solo essere umano è violenza contro tutti”.
“È mio sentito desiderio che la nostra attuale amicizia cresca anche più forte, così che l’irrevocabile impegno alle relazioni rispettose e armoniose con il popolo dell’Alleanza porti frutti in abbondanza”. La Chiesa cattolica, ha ancora aggiunto, è “profondamente e irrevocabilmente impegnata nel rifiutare ogni anti-semitismo”. “I duemila anni di storia dei rapporti tra giudaismo e Chiesa hanno attraversato molte differenti fasi, alcune delle quali dolorose da ricordare”, ha ammesso il Papa. “Ora che siamo in grado di incontraci in uno spirito di riconciliazione” ha aggiunto “non dobbiamo permettere alle difficoltà del passato di impedirci di offrirci vicendevolmente la mano in nome dell’amicizia”.
I rabbini della ‘Conference of Presidents of major American Jewish Organizations’ hanno chiesto al Papa di far proseguire l’impegno della Chiesa contro ogni forma di antisemitismo ed hanno ribadito la loro volontà di superare le incomprensioni suscitate dal caso del negazionista Williamson.
Il VIDEO servizio:
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Sotterrati in Piazza San Giovanni il 12 maggio scorso o messi in soffitta tra le scaramucce della maggioranza, i Dico si trasformano, tornano e cambiano nome (oltre che firmatario): si chiameranno contratti di unione solidale, ovvero Cus, e sono il nuovo testo sulle unioni civili presentato dal presidente della commissione Giustizia del Senato Cesare Salvi al comitato ristretto della commissione. Su questo testo si discuterà nelle prossime settimane. Le unioni civili, secondo il testo presentato dal senatore fuoriuscito dai Ds, saranno possibili tra persone anche dello stesso sesso e verranno stipulate con una dichiarazione congiunta davanti al giudice di pace o a un notaio.
Attraverso i Cus le persone avranno accesso a una serie di diritti e benefici tipici dei coniugi. Tra questi, il diritto all’assistenza sanitaria e penitenziaria, la possibilità di usufruire di facilitazioni nei trasferimenti di sede di lavoro e di decidere sulla donazione degli organi e sulle celebrazioni funerarie del convivente. Per i Cus è prevista anche il diritto di successione nel contratto di locazione nel caso di morte del convivente. Quanto all’eredità, i Cus hanno diritto a un quarto del totale nel caso che il convivente deceduto abbia figli, fratelli e sorelle.
Stando invece all’eredità politica, la bocciatura al nuovo progetto di unione civile da parte dell’opposizione è stata condita stavolta da una nota ironica: “Abbiamo detto no ai ‘Dico’, non digeriremo nemmeno il ‘Cus’”, fanno sapere in una dichiarazione congiunta i senatori Cdl in commissione Giustizia. “Altro che dieta mediterranea e difesa dell’italianità: ‘Cus-cus’ diverrà il piatto tipico di Stato. Mi permetto di aggiungere che si evidenzia la propensione araba della maggioranza”, ha ironizzato il capogruppo dell’Udc alla Camera Luca Volonté.
Come a dire chi vorrà convivere, di fatto, con il proprio partner, basta vada di corsa (CUS è notoriamente anche l’acronimo di Centro Universitario Sportivo, ndr) da un notaio a certificare l’unione. E poi a festeggiare… in un ristorante maghrebino.
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Enrico Oliari ha 37 anni, fa l’infermiere ed è il presidente di Gaylib, l’associazione degli omosessuali di centrodestra con circa 430 iscritti. “Ma i nostri sono militanti veri, siamo un’associazione che si occupa solo di politica, non raccogliamo tesserati in discoteche, saune e club come fanno le associazioni di sinistra”.
Sabato a Roma al Gay pride quanti politici di centrodestra scenderanno in piazza con voi?
Credo nessuno, se non i soliti riformatori liberali di Marco Taradash.
E gli altri?
Scoprirsi purtroppo per loro è ancora troppo rischioso. Anche se io consiglio ai miei amici politici di fare coming out.
Sta dicendo che conosce politici di centrodestra omosessuali?
Personalmente almeno 6 o 7, qualcuno con famiglia di copertura.
Anche cattolici?
Se intende dell’Udc, nessuno. Appartengono tutti a Forza Italia e Alleanza Nazionale. Ma so che ce ne sono in tutti i partiti.
Fidanzati?
Ora sto con un ragazzo che fa l’arredatore. Abbiamo appena comprato casa a Trento. Ma in passato ho avuto compagni che fanno i parlamentari sia in An che in Forza Italia.
Nomi?
Nooooooo!
Almeno un piccolo identikit…
Persone di mezza età, ma non mi tirerà fuori altre informazioni. Sono amici e devono rimanere tali.
Almeno sa se hanno partecipato al Family day?
Qualcuno di loro c’era…
Ma perché il centrodestra è così omofobo?
Colpa della Chiesa cattolica che, per contrastare i Dico, si è messa a fare politica in modo aggressivo.
Mi scusi, ma allora perché non state a sinistra?
Beh, Fassino ultimamente ha scelto un atteggiamento pilatesco, molto simile a quello dei suoi colleghi del centrodestra. E poi in tutta Europa gli omosessuali che hanno idee liberali non sono costretti a stare con la sinistra. Pensi che in Francia l’associazione Gaylib è organica e molto ascoltata all’interno del partito di Nicolas Sarkozy.
Nel suo libro L’omo delinquente, scandali e delitti gay dall’unità a Giolitti lei racconta un’Italia molto diversa da quella attuale.
Nel 1889, il nostro è stato il primo paese europeo a depenalizzare l’omosessualità e, all’epoca, a combatterla erano i socialisti: cercavano di contrastare il turismo sessuale dei “gentiluomini” delle classi agiate europee che scendevano a cercare avventure nel nostro paese, allora poverissimo. Un po’ come succede oggi in Thailandia.
E la Chiesa?
In quegli anni fu coinvolta in diversi scandali. Uno dei più gravi riguardò un collegio religioso di Varazze, in Liguria, dove alcuni preti vennero accusati di avere rapporti avuto sessuali con gli studenti. Ci fu quasi una rivolta popolare e, si dice, che alcuni sacerdoti iniziarono a girare armati.
Lei scrive nel suo libro che quella era una scuola con allievi importanti.
Tra gli studenti della quarta liceo c’era il compianto Presidente Sandro Pertini.
Ma che differenza c’è tra le vostre proposte e quelle dei gay di centrosinistra?
Noi non vogliamo i Dico per tutti. Per gli eterosessuali esiste già un istituto che tutela con dei diritti le loro convivenze: il matrimonio. Noi vogliamo che vengano riconosciute le unioni degli omosessuali. E vogliamo poter continuare a dirci liberali.
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In gergo, monsignor Angelo Bagnasco, Arcivescovo di Genova e presidente Cei, è “persona attenzionata”.
Tradotto: secondo il questore del capoluogo ligure, Salvatore Presenti, vanno definite, dal comitato per la sicurezza, misure da adottare a tutela del prelato.
Perché la sicurezza personale dell’arcivescovo è secondo gli inquirenti a rischio, dopo che lunedì mattina, sui battenti della cattedrale di San Lorenzo, ha fatto la comparsa una scritta ingiuriosa, a stampatello con spray bianco: “Bagnasco vergogna”.
La scritta, notata alle sette e mezzo (orario di apertura della cattedrale) è probabilmente stata vergata nella notte e rientra nella polemica innescata dal presidente della Cei in riferimento ai Dico e al riconoscimento delle coppie di fatto omosessuali contenuto nel disegno di legge. Riconoscimento che secondo l’Arcivescovo costituirebbe un passo verso la pedofilia e l’incesto. Quando la polizia è arrivata, davanti alla cattedrale, il personale della chiesa aveva già coperto la scritta, come se la preoccupazione maggiore fosse quella di cancellare le parole piuttosto che mettere in allarme le forze dell’ordine.
Però l’attenzione è alta. Anche per le prese di posizione degli oppositori del prelato: il presidente dell’Arcigay Sergio Lo Giudice, si è dichiarato “solidale con Bagnasco per la scritta ma ancor più con le vittime delle sue affermazioni su pedofilia e famiglie di fatto, ben più offensive”.
Tanto è bastato perché, martedì mattina, al comitato per la sicurezza, si decidesse, per precauzione, che d’ora in poi nelle sue uscite l’arcivescovo venga accompagnato dalla scorta.