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D’Alema con gli hobbit e il Pd canta Mameli. La magra stagione delle feste di partito

Festa del Partito Democratico

Una volta, a dir la verità solo una manciata di anni fa, quelli che aprivano i congressi con l’inno di Mameli erano i missini. Tutti in piedi, mentre intorno era uno sventolare di bandiere col tricolore. Ma quei tempi, appunto, sono passati.
E nell’estate 2009, in un agosto infuocato (per i politici) dalle provocazioni della Legainno e bandiere delle regioni nella Costituzione e sulle maglie delle squadre di Serie A, gabbie salariali e dialetto a scuola e nel cinema (come aveva già pensato Dino Risi) - a tessere le lodi dell’inno d’Italia e, anzi, a cantarlo a squarcia gola sono stati gli eredi del Pci. Non è un paradosso. Lo si è fatto sul serio alla festa nazionale del Pd a Genova, città rossa per tradizione (dove l’inno è nato), che ha aperto le danze alle feste estive dei partiti.
In chiave anti Lega, ovviamente, che festeggia sul Monviso con l’ampolla. Ma le sorprese non finiscono. La politica, dopo l’ubriacatura ferragostana, sembra andare al contrario. Un esempio? Tra gli ospiti della festa Atreju, ex raduno di Azione giovani e ora festa dei giovani del Pdl, tra hobbit e letture di Talkien spunta un tipo “sinistro”, Massimo D’Alema. E c’è pure chi non festeggia: l’Udc fa il porta-a-porta, i radicali visitano le carceri e Mastella fa una “cena” allargata. Intanto Di Pietro…

Il Pd in festa o forse no
La seconda Festa democratica nazionale, l’appuntamento estivo del Pd che sarà ospitato nel capoluogo ligure fino al 6 settembre, vedrà quest’anno sfilare uno dopo l’altro – con frecciate assicurate agli avversari - i tre candidati alla segreteria di partito:  l’attuale segretario Dario Franceschini, l’ex ministro Pierluigi Bersani e l’outsider Ignazio Marino. Non poteva mancare, poi, (giovedì 3 settembre) lo show di Roberto Benigni, ovviamente su Dante. Mancheranno sicuramente invece i ministri del governo, visto che il premier Berlusconi non è stato invitato (”È una festa, mica un festino”, ha sentenziato il responsabile Lino Paganelli).

Il Pdl recicla le feste di An
Nel Pdl è tutto pronto per la Festa della libertà, che prende il posto dell’ex Festa Tricolore di Mirabello, il raduno di Alleanza nazionale prima della nascita del Popolo della libertà (dal 27 agosto al 6 settembre). Atteso, il ritorno del presidente della Camera, Gianfranco Fini, programmato per il 2 settembre. Tra i “big” invitati, il ministro della Difesa Ignazio La Russa, il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta.
Diventa Festa dei giovani del Pdl, Atreju - l’appuntamento che era di Azione giovani – in programma a Roma. Quest’anno, con la nuova sigla di Giovane Italia, si replica dal 9 al 13 settembre. Tema: “Oltre ogni muro”, a 20 anni dalla caduta di quello di Berlino. A far gli onori di casa il ministro per la Gioventù Giorgia Meloni. E tra i big della politica già ci si chiede chi sarà la vittima illustre degli scherzi dei giovani pidiellini, visto che, negli annis corsi, a Silvio Berlusconi fu chiesto di boicottare (l’inesistente) tiranno Pai Mei; a Gianfranco Fini di patrocinare la causa degli (inesistenti) kaziri; a Ignazio La Russa di spiegare la presenza (inventata) di militari italiani a Paros; a Walter Veltroni di migliorare la vita nella (inesistente) borgata Pinarelli a Roma… Ospite d’onore sarà il premier Silvio Berlusconi, ma tra gli altri appuntamenti, un dibattito con Massimo D’Alema e Ignazio La Russa. Confermate, poi, le Summer school di settembre a Gubbio (dal 10 al 12) e di Frascati (dall’1 al 7). A settembre gran chiusura con la Festa della libertà a Milano, inaugurata l’anno scorso dal Cavaliere.

Il Meeting di Cl tra Formigoni e Bersani
Il meeting di Comunione e liberazione a Rimini compie quest’anno 30 anni. Si concluderà il 29 agosto (qui il programma), tra incontri e dibattiti con ministri, come il titolare della Farnesina, Franco Frattini e il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. E ancora, sindacalisti, imprenditori, politici, intellettuali ed esponenti del mondo cattolico. A chiudere la kermesse ciellina sarà il presidente del Senato, Renato Schifani. Uno degli appuntamenti più attesi del Meeting è il faccia a faccia tra Bersani e il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, con la partecipazione del vicepresidente della Camera, Maurizio Lupi, e del presidente della Fondazione per la sussidiarietà, Giorgio Vittadini.

La Lega e l’ampolla
Il Carroccio non rinuncia al rito dell’ampolla riempita dall’acqua del Po: anche quest’anno il tradizionale appuntamento sarà aperto dal Senatùr l’11 settembre sul Monviso e si chiuderà a Venezia due giorni dopo con la festa dei popoli Padani. In calendario, inoltre, diverse feste locali, soprattutto nel Nord Italia.

È qui la festa? No
Niente festa quest’anno per l’Udc, che preferisce impegnarsi in una campagna porta-a-porta per sensibilizzare i cittadini sul quoziente familiare (qui il video su YouTube): t-shirt, bianca con il simbolo del partito, per raccogliere le firme in favore di una fiscalità di vantaggio per la famiglia (tradizionale). La campagna toccherà 128 spiagge in 15 regioni italiane. Poi tutti a Chianciano, dove si apriraranno gli “Stati generali” dall’11 al 13 settembre.
Un altro ex democristiano non rinuncia, invece, alla festa: riprenderà quest’anno, dopo 12 mesi esatti di pausa, la Festa del Campanile a Telese con un appuntamento bonsai, a misura di un partito con pochi finanziamenti. “Una cosetta soft con molta modestia”, spiega l’ex  Guardasigilli. “Saranno solo tre giorni (dal 3 al 6, ndr), ma basati sempre sul confronto tra il centrodestra e il centrosinistra“, rivela Mastella. Il programma è ancora in fase di definizione. Tra gli ospiti qualcuno è già confermato (vedi Sacconi, Bocchino, Cicchitto, Quagliariello, Bonanni Polverini, La Torre) qualcun altro è in stand by (vedi Berlusconi). “Siamo un partito senza finanziamento pubblico”, dice l’ex Guardasigilli. E indica per il partito il “modello Obama”. Cioè: “Leggero, che si basa prevalentemente sull’autofinanziamento”.
Niente festa, infine, per i Radicali che hanno passato il Ferragosto a visitare le carceri italiane.
Mentre a metà settembre, per la precisione il 16, aprirà i battenti nella Città della Scienza a Bacoli (Napoli) la prima festa nazionale di Sinistra e libertà, che si concluderà il 19 con la prima asseblea nazionale della federazione rosso-verde. Chiude l’Italia dei valori che anche quest’anno terrà la sua festa, giunta alla quarta edizione, a Vasto dal 18 al 20 settembre.

Dal Meeting di Rimini il tifo è tutto per il piacentino Bersani

Pier Luigi Bersani

L’anno scorso il flirt con la Lega per il federalismo fiscale.
Quest’anno uno dei temi chiave del Meeting di Rimini sarà il congresso del Pd. Fedele alla politica dei due forni, Comunione e liberazione, e più ancora il suo braccio imprenditoriale, la Compagnia delle opere (Cdo), colgono l’occasione del Meeting (dal 23 al 29 agosto: qui il programma) per appoggiare la candidatura di Pier Luigi Bersani nella corsa alla segreteria del Pd.
La Cdo, che è ormai la vera anima del Meeting giunto alla 30a edizione, non fa mistero della sua simpatia per il candidato alla segreteria appoggiato, oltre che da Massimo D’Alema, da Enrico Letta.

Bersani da molti anni è ospite della kermesse riminese ed è vicino al tessuto delle piccole e medie imprese (soprattutto in Emilia- Romagna) che sono il motore della Cdo con le sue oltre 34 mila aziende associate. Uno degli appuntamenti più attesi del Meeting è il faccia a faccia tra Bersani e il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, con la partecipazione del vicepresidente della Camera, Maurizio Lupi, e del presidente della Fondazione per la sussidiarietà, Giorgio Vittadini. È la prima volta che un governatore della Banca d’Italia partecipa al Meeting e il tema del confronto con il candidato alla segreteria del Pd sara come uscire dalla crisi economica e quali regole dare alla finanza globale. Senza dimenticare le indicazioni del Papa contenute nell’ultima enciclica Caritas in veritate che Draghi ha commentato sull’Osservatore romano.
Per tre giorni a Rimini ci sarà anche Enrico Letta, con una fitta agenda di incontri, colloqui e riunioni a margine del Meeting, oltre a due conferenze ufficiali: una con il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, dal titolo “Oltre la crisi?”, l’altra con il ministro del Welfare Maurizio Sacconi e con il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, dedicata all’enciclica del Papa.

Cl e Compagnia delle opere non vogliono invece farsi trascinare nel dibattito sulla cosiddetta questione morale. La linea l’ha data Vittadini: “Non possiamo fare una questione politica di fatti specifici, dallo svolgimento dubbio, costruiti attraverso inchieste giornalistiche, quasi si volesse dare loro un valore giudiziario” ha dichiarato l’allievo di don Giussani. Cosi nelle storie di escort e gossip il movimento preferisce non entrare.
Le strategie per superare la crisi, il federalismo fiscale, la riforma della giustizia e della scuola saranno gli altri temi caldi del Meeting di Rimini. Altro faccia a faccia tra il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, e il vicepresidente della Commissione europea con delega alla Giustizia, Jacques Barrot, critico sul pacchetto sicurezza.
Mentre la Cdo presenterà al ministro Mariastella Gelmini le sue proposte di riforma del sistema educativo in Italia. Fra gli ospiti piu attesi l’ex premier inglese Tony Blair e James Murdoch, figlio del tycoon dell’editoria Rupert nonché chief executive per Asia ed Europa, che interviene per la prima volta in Italia.

Farà discutere anche l’esibizione musicale di Enzo Jannacci, che affronterà i temi più discussi del dibattito con la Chiesa, a cominciare dall’eutanasia. “Se il Nazareno tornasse, ci prenderebbe a sberle tutti quanti” aveva dichiarato Jannacci all’indomani della morte di Eluana Englaro. Aggiungendo: “Ce lo meritiamo, eccome, pero avremmo tanto bisogno di una sua carezza.

Frattini lancia Roma come sede del dialogo per il Caucaso

Il ministro degli Esteri Franco Frattini
“La settimana prossima sarò un giorno a Mosca e un giorno a Tbilisi. Ed esporrò ad entrambi i governi (russo e georgiano) l’idea di una conferenza a Roma. Una conferenza di dialogo e riconciliazione”.
Lo ha annunciato a Rimini al Meeting di Cl, il ministro degli Esteri, Franco Frattini. Per Frattini “l’Italia auspica una conferenza dove siano presenti tutti gli attori interessati”. Quindi il titolare della Farnesina ha spiegato che vuole accelerare i tempi per arrivare “il 5 settembre a riferire al Consiglio informale dei ministri europei”. Ma Frattini ha pure parlato di una telefonata avuta questa mattina con il suo collega russo, Lavrov, a cui “ho ripetuto che non penso che la Russia debba interrompere la collaborazione con la Nato“. Non è un caso che l’Italia sia mediatrice, infatti Berlusconi (che Frattini ha detto di tenere costantemente informato) si è fatto mediatore tra Russia e Georgia. Ma Frattini si è detto preoccupato per un “eventuale riconoscimento del governo russo dell’indipendenza dell’Ossezia del sud e dell’Abkhazia”.
Frattini di fronte alla platea ciellina nella cittadina romagnola ha anche rassicurato l’Afghanistan sui contingenti militari stranieri spiegando che “rinegoziare non vuol dire il ritiro dei militari”. La sortita di Frattini arriva all’indomani della decisione del governo di Kabul che ha parlato di “rivedere la presenza militare della coalizione” dopo i drammatici fatti che hanno visto la morte di tanti innocenti civili. Fatti condannati da Frattini: “La Nato sta indagando per arrivare ad una risposta di verità, ovvero di chi sia responsabile della morte di tanti innocenti civili”.
Riguardo a un altro focolaio accesosi nelle ultime ore, quello indiano, che ha visto l’attacco di estremisti religiosi indù contro un orfanotrofio gestito da missionari cattolici dove una suora è stata bruciata viva il cardinale Jean-Louis Tauran, presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo religioso, ha cercato di stemperare le polemiche dicendo di “non conoscere i drammatici fatti indiani”, ma di essere sorpreso che le violenze provengano dagli indù: “Sono stato in India tre settimane fa e incontrando i gruppi indù mi ha sorpreso la grande apertura al sincretismo religioso“.
Ma la giornata ciellina a Rimini ha visto impegnati anche il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, e il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni. Entrambi, seppure con sfumature diverse, hanno sottolineato l’importanza dell’approdo verso una riforma dei contratti. Per Bonanni si tratta praticamente di una questione di vita o di morte: “L’accordo sui contratti è necessario entro settembre. È una generazione che lo aspettiamo e per questo va chiuso a tutti costi”. Quindi un avviso, quasi una minaccia (alla Cgil?): “Chi non lo firmerà si prenderà un grande responsabilità di fronte al paese. Voglio vedere chi non lo firmerà”. Più sfumati i toni di Sacconi: “Sarebbe auspicabile che entro settembre si possa arrivare all’accordo sulla riforma del modello contrattuale tra Confindustria e sindacati”.
Da registrare ancora l’arrivo a Rimini del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che respinge al mittente le critiche subite per i drammatici fatti di cronaca avvenuti la settimana scorsa nella periferia di Roma, dove due turisti olandesi sono stati oggetto di terribili violenze da parte di un gruppo di rumeni: “Sui due olandesi massacrati si è registrata una polemica davvero strumentale e di bassissimo livello”. Il sindaco della Capitale, che insieme con Roberto Formigoni ha partecipato ad un dibattito sulla sussidiarietà, ha ribadito che tornando a Roma si recherà a Ponte Galeria e ha rivelato di “aver parlato con l’ambasciatore olandese, a cui ho chiesto se potrò andare a visitare le vittime dell’aggressione, ovviamente se le loro condizioni fisiche lo consentiranno”.
Alemanno ha dunque respinto le critiche giunte da più parti, spiegando che governa Roma solo da qualche mese e che da poche settimane sono stati firmati i patti per la sicurezza con la Provincia e la Regione che prevedono l’uso dell’esercito a coadiuvare le forze dell’ordine. Ed è proprio questa per il sindaco la strada su cui andare avanti: “Bisogna intensificare e rafforzare gli sforzi, ma nessuno venga a dirci che eccediamo o che vogliamo militarizzare la città. I cittadini – ha proseguito il primo cittadino - hanno il diritto a vivere con un adeguato livello di sicurezza”. E in questo senso Alemanno si è detto favorevole alla proposta del presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, di “prolungare la presenza dei militari a Roma”.

Il patto di Rimini. Al Meeting nasce il federalismo lombardo-veneto

 Sandro Bondi, Giancarlo Galan e Roberto Formigoni

Lo hanno subito ribattezzato il patto di Rimini. Quello sul federalismo tra i governatori lombardo e Veneto, Roberto Formigoni e Giancarlo Galan. I presidenti delle due regioni del Nord ieri ospiti della prima giornata del Meeting di Comunione e Liberazione hanno avuto un lungo incontro di lavoro durato circa 4 ore. E al termine – sono parole di Galan – “l’identità di vedute è stata totale”.
I due governatori più freddi sul federalismo di Calderoli hanno spiegato: “Ci siamo trovati d’accordo sia per quanto riguarda il modo di affrontare la grande riforma del federalismo fiscale – ha detto ancora Galan – che sulle prospettive e sulle difficoltà connesse all’organizzazione dell’Expo di Milano del 2015, oppure il completamento e la realizzazione di alcune grandi infrastrutture e tra queste, senza dubbio, il completamento del Corridoio 5”. Galan si è detto pienamente soddisfatto “per aver, ancora una volta, constatato che l’identità di vedute che ha sempre contraddistinto i rapporti con l’amico Formigoni, consente ad entrambi di giudicare, a volte, in modo diverso alcune questioni di reciproco interesse tra Veneto e Lombardia”. Insomma è stato gettato un ponte per “le basi del patto” ha concluso il governatore veneto “che vedrà sempre più unite fra loro Veneto e Lombardia”.
Più tiepido il presidente Formigoni che intervistato da un quotidiano aveva frenato: “Il federalismo fiscale? Da solo non basta, ora vogliamo subito maggiori competenze per la Lombardia, come le vogliono Veneto e Piemonte”. E sulla bozza Calderoli ha aggiunto: “La bozza è un buon avvio di cammino, un inizio che non deve spaventare nessuno perché è graduale, spinge tutti a pratiche di buon governo, è solidale, concordato, perequativo”.
E proprio nel giorno in cui a Democratica, la prima festa del Pd a Firenze, sbarcava il federalismo di Bossi, a Rimini il cardinal Angelo Bagnasco che ha aperto la kermesse romagnola, da una parte tendeva la mano al leader del Carroccio (“vuole incontrarmi per spiegarmi il federalismo?, diceva il presidente della Cei, “Ben volentieri!) dall’altra frenava sulle riforme federaliste spiegando: “Un popolo non è popolo senza una visione unitaria sui grandi temi della vita della morte e della società. Questo crea un’identità”. Per Bagnasco “delocalizzare per meglio servire la gente è un principio che può essere complementare all’identità di un popolo e che è validissimo solo nella misura in cui è complementare”.

La prima del Pd è senza Campanile. La bella stagione delle feste di partito

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Tante prime volte e alcuni grandi assenti: Clemente Mastella e il suo Campanile, in primis. Si annuncia così la stagione delle feste di partito, per la quale fervono i preparativi mentre il Parlamento sta per andare in vacanza. Le prime volte più importanti sono la “Festa democratica” di settembre a Firenze e la festa nazionale del Pdl, in preparazione per ottobre a Milano. Si fa notare, invece, l’assenza di Gianfranco Fini al tradizionale appuntamento di An: non ci sarà per rispettare il ruolo istituzionale di presidente della Camera. Non sarà al Meeting di Cl, perché non invitato, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Mentre Umberto Bossi non andrà sul Monviso e si farà sostituire dal figlio Renzo per il rito dell’ampolla. Dopo la debacle elettorale, infine, si annunciano eventi in tono minore per i partiti rimasti fuori dal Parlamento. Telese, ad esempio, resta orfana della festa dell’Udeur, alla quale l’anno scorso Clemente Mastella aveva chiamato anche Roberto Benigni.

Pdl, prima festa nazionale. È in preparazione per ottobre a Milano. Ma non mancheranno, sul finire dell’estate, i tradizionali appuntamenti di Fi e An, sulla via della fusione.
Fi, Gubbio aperta a esponenti An. Sarà la settima edizione del corso di formazione politica destinata ai giovani di Forza Italia. Appuntamento dall’11 al 13 settembre. Ancora non definito il programma, ma l’intenzione è quella di estendere per la prima volta gli inviti anche agli alleati di An.
A proposito di An: sarà la prima festa senza Fini, quella di Mirabello (Ferrara), dal 28 agosto al 7 settembre. In apertura, un convegno dedicato a Giorgio Almirante, a vent’anni dalla morte. Alla fine, gli appuntamenti politici, con i ministri Maurizio Sacconi, Sandro Bondi e Altero Matteoli. Chiuderà l’evento il reggente di An, Ignazio La Russa. A metà settembre, poi, la tradizionale festa dei giovani di An, “Atreiu”, a Roma.
Pd, prima festa democratica. A Firenze, dal 23 agosto al 7 settembre. Festa dell’Unità e festa della Margherita confluiscono in un unico evento. Presenti i principali esponenti del partito, invitati anche i ministri Giulio Tremonti, Umberto Bossi e Roberto Calderoli, per parlare di federalismo. Chiude la manifestazione un concerto di Pino Daniele.
Dall’11 al 14 settembre, si terrà a Cortona la prima edizione della Summer school del Pd, con al centro il tema: “Globale-locale, le sfide della democrazia nell’era della globalizzazione”. Tra gli ospiti, Jeremy Rifkins e Andrea Riccardi. Francesco Rutelli ha messo in programma per metà settembre un seminario sul rapporto tra religione e politica, per lanciare un nuovo modello di laicità che superi il liberalismo classico. Appuntamento ad Assisi (10-12 ottobre), con un seminario su democrazia istituzionale e sociale, partendo da un’intuizione di Aldo Moro.
Lega, sul Monviso il figlio di Bossi. Le feste in numerose città del Nord, riempiono il programma dell’estate leghista. La più importante è la tradizionale tre giorni che a metà settembre si apre sul Monviso e termina a Venezia. Quest’anno a raccogliere l’acqua del Po nel rito dell’ampolla non sarà Umberto Bossi, ma suo figlio Renzo.
Udc, quattro giorni a Chianciano. “Noi più voi, energia inesauribile” è lo slogan della festa dell’Udc, a Chianciano dall’11 al 14 settembre. Il programma è in via di definizione. Tra i temi trattati, riforma della legge elettorale e nucleare.
Idv, tre giorni a Vasto. Dal 12 al 14 settembre a Vasto, in Abruzzo, la festa nazionale dell’Idv. Tema: “L’alternativa possibile”. Aprirà e chiuderà i lavori Antonio Di Pietro. Si parlerà di donne, giovani e riforme. Domenica 14, un incontro dal titolo “La legge e l’informazione sono uguali per tutti”.
Meeting di Rimini. “O protagonisti, o nessuno”. Sarà all’insegna di questo tema il ventinovesimo Meeting per l’amicizia tra i popoli di Comunione e liberazione. Dal 24 al 30 agosto, come tradizione, negli stand di Rimini si alterneranno esponenti religiosi e imprenditori, politici e giornalisti. Stavolta non invitato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Tra gli ospiti, invece, i ministri Bondi e Sacconi, l’amministratore delegato di Unicredit Profumo e quello di Intesa Sanpaolo Passera, il ministro ombra del Pd Enrico Letta, il sindaco di Roma Gianni Alemanno e il presidente della Lombardia, Roberto Formigoni.
Prc, quattro giorni di dibattiti. Dopo il terremoto elettorale e il congresso, il Prc riparte a settembre con una quattro giorni romana di dibattiti sulla ricostruzione della sinistra.
Sd in provincia di napoli. Ha scelto una città del Mezzogiorno Sinistra democratica, per “sottolineare la centralità di questa parte d’Italia”. La seconda festa del partito è in corso a Bacoli, in provincia di Napoli, fino al 3 agosto. Momento clou, sabato 2, con il confronto tra Claudio Fava, Nichi Vendola e Grazia Francescato.
Pdci, iniziano i giovani. Non è stato ancora definito un appuntamento estivo, ma dal 26 luglio al 2 agosto, i giovani della Fgci sono a Pineto, in Abruzzo, per un campeggio. Tra gli ospiti, Vladimir Luxuria (il 29) e il segretario Oliviero Diliberto (il 30) per l’intervista collettiva “Diliberto contro tutti”.
Udeur, Telese salta un giro. Dopo l’uscita dell’Udeur dal Parlamento, mancherà quest’anno la festa del Campanile a Telese, che apriva in genere la serie delle kermesse estive. Clemente Mastella, ha però in programma un evento più piccolo, verso fine settembre.

Quelli che al partito gli fanno la festa

Un volontario al lavoro per allestire la Festa Nazionale dell'Unità che si terrà al Parco Nord di Bologna dal 24 Agosto al 17 Settembre 2007
Costi o non costi, rimborsi o finanziamenti pubblici, ai partiti piace trovarsi a far festa, prima della ripresa dell’attività politica istituzionale. E anche quest’anno, in pieno trend “anti casta”, è lunga la sfilza di kermesse politiche in giro per l’Italia. Tra gli appuntamenti di maggiore rilievo c’è il Meeting di Rimini.
I giovani di Comunione e Liberazione stanno in questi giorni tenendo il loro 28esimo raduno (a Rimini, dal 19 al 25 agosto sul tema “La verità è il destino per il quale siamo stati fatti”). Una settimana intensa di dibattiti e incontri per la moderna falange della militanza di cattolici duri e puri (70 mila in Italia). I nipotini di don Giussani hanno voluto come ospiti un buon numero di ministri del governo dell’Unione (Bersani, De Castro, Damiano, Ferrero, Chiti, Nicolais); il leader dei Ds Fassino, l’immancabile amico Giulio Andreotti e l’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti. Manca insomma un solo nome all’elenco: quello del premier Romano Prodi. Il motivo? Semplice: non è stato invitato. I giovanotti di CL non gli hanno sbattuto la porta in faccia: non gliel’hanno proprio aperta. E non è la prima volta. Lapidario Giancarlo Cesana fondatore della kermesse romagnola: “Prodi? Non abbiamo sentito il bisogno di invitarlo”.
Clemente Mastella, leader Udeur, alla Festa del suo partito a Telese
Scendendo di un po’ la Penisola, a Telese (BN) la 9a Festa Nazionale dei Popolari Udeur (dal 27 agosto al 2 settembre). Clemente Mastella ha tenuto il Campanile aperto a tutti i big della politica italiana: ci saranno Francesco Rutelli e Rosy Bindi (il 28 agosto), Fausto Bertinotti (il 29), Silvio Berlusconi (il 30 ed è la prima volta), Franco Marini e Walter Veltroni (il 31) Massino D’Alema, Piero Fassino, Enrico Letta e Franco Giordano (il primo settembre). Ma la chiusura spetta al Guardasigilli, il 2 settembre. Il tema dell’incontro è “Il tempo delle scelte” e l’interrogativo è “Che fare?”: un dilemma di bolscevica memoria a cui tenterà di rispondere, a suo modo, una guest star d’eccezione, Roberto Benigni.

Poi, in attesa del Pd, dal 24 agosto la Festa dell’Unità. Tradizionalmente la più lunga: 22 giorni di incontri, dibattiti, concerti e spettacoli. E la più ricca (per ospiti e budget). E, da quest’anno, la più tormentata. Almeno per quella domanda che arrovella le centinaia di volontari che lavoreranno alla kermesse di Bologna, al Parco Nord, (in via Stalingrado: un nome, non più un programma) dal 24 agosto al 17 settembre: sarà l’ultima dei Ds o la prima del Pd? In attesa che le primarie sciolgano il dilemma, sono già stati fissati gli eventi clou della 62-esima festa nazionale del giornale della Quercia. Tra gli appuntamenti politici più significativi da segnalare il dibattito tra Pierferdinando Casini e il ministro D’Alema il 5 settembre, e sempre nella stessa data toccherà a Roberto Maroni e Antonio Bassolino. Tra i numerosi ospiti stranieri, tra gli altri ci saranno Ségoléne Royal il 9 settembre, Paul Rasmussen il 1 settembre e il 14 settembre di Martin Schulz. Il 30 agosto sarà la volta del segretario nazionale della Quercia Piero Fassino, il 1 settembre quella del ministro Bersani, Walter Veltroni il 2 settembre. Poi l’11 settembre sarà ospite il presidente della Margherita Francesco Rutelli, mentre il 12 arriverà il Presidente della Camera Fausto Bertinotti. Doppio l’appuntamento con il sindaco di Bologna, e padrone di casa, Sergio Cofferati, il 28 agosto e il 6 settembre.

Alla stanziale e mastodontica kermesse dei Ds, la Margherita risponde con un tour itinerante tra la costiera Amalfitana e il Cilento dal 3 all’8 settembre. Una festa più soft che toccherà varie località della provincia di Salerno, tra le quali Paestum. Apre il 3 settembre Francesco Rutelli, che lascerà spazio, il 4, al “suo” candidato Veltroni. Poi nei giorni successivi ci sarà spazio anche per Letta, Bindi, D’Alema e Fassino. Chiude di nuovo il vicepremier, il 9.

Per preparare l’autunno caldo, già promesso (o minacciato) al governo Prodi, i rossi di Rifondazione si trovano invece a Torino dal 30 agosto al 16 settembre, dopo aver già toccato Palermo (per parlare di pace e Mediterraneo), Roma (dove si è discusso di precarietà) e Firenze (con gli incontri su Beni comuni e Ambiente). Ma a Torino, città cara al presidente Fausto Bertinotti, è prevedibile che Franco Giordano e compagni toccheranno i più scottanti temi dell’attualità governativa, come le pensioni, la precarietà, le politiche redistributive e un nuovo welfare, in vista della manifestazione nazionale del 20 ottobre.

Chiude il tour delle feste della maggioranza il ministro delle Infrastrutture e leader dell’Italia dei Lavori, Antonio Di Pietro: l’appuntamento è dal 28 al 30 settembre a Vasto.
Data simbolo? No, ma la due giorni dell’ex pm sta scatenando un vespaio di polemiche nella piccola cittadina in provincia di Chieti: il 29 agosto è San Michele Arcangelo, il patrono della città. Ma visto che il secondo incontro nazionale dell’Idv ha per titolo “Dalla parte dei cittadini”, non dovrebbero esserci problemi.
Pier Ferdinando Casini, leader dell'Udc
Due soli giorni anche per l’Udc di Pier Ferdinando Casini e Lorenzo Cesa. I centristi si ritroveranno a Chianciano dal 13 al 15 settembre. Un appuntamento veloce (anche perché il leader in quei giorni sarà impelagato nei preparativi per le nozze d’autunno con Azzurra Caltagirone) che servirà comunque organizzare l’iniziativa del partito in concomitanza con le primarie del Pd. Proprio per il 14 ottobre, infatti, quando si tiene l’election day per la leadership del Partito democratico, i centristi hanno convocato una Assemblea nazionale a Milano sul tema: “L’Udc e il partito dei moderati”.

Niente feste invece per Silvio Berlusconi. Il Cavaliere sarà tra i giovani del suo partito, a Gubbio, dove dal 6 all’8 settembre si svolgerà la sesta edizione del corso di formazione politica. Ci sarà tutto lo stato maggiore del movimento a discutere su “L’Italia che rappresentiamo. Il ruolo di Forza Italia, l’alternativa al governo Prodi e la prospettiva del partito della Libertà”. Il discorso conclusivo sarà di Silvio Berlusconi. Ma non sono in pochi a credere che in quei giorni si farà sentire anche Michela Vittoria Brambilla, l’incubo rosso di Sandro Bondi, Fabrizio Cicchitto e Ferdinando Adornato.

La Festa tricolore si svolgerà anche quest’anno a Mirabello dal 30 agosto al 9 settembre. Ma perché a discutere su come “Come licenziare Prodi” o “Contro le tasse” o a parlare del ” Futuro del centrodestra”, An non ha invitato il Cavalier Berlusconi?

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