Leggi tutte le notizie su:


Clemente Mastella

Province: Il Molisannio fu archiviato. Mastella no

3cf7f9e6b36d1aa9575d2fa6db1fff9c
di Annalisa Chirico

Si chiama Molisannio la regione del Molise estesa al Sannio. O, se volete, la provincia di Benevento annessa al Molise. E’ questa la parola d’ordine scelta da Clemente Mastella, capo della rivolta contro la manovra, che “cancellerebbe”, nelle sue pur miti intenzioni, le province al di sotto dei 300mila abitanti. In realtà dalla prima lista ufficiosa delle 37 Province da tagliare 8 sono sparite in ragione della loro estensione territoriale. Una “e” diventò “o”. Così, se l’asticella delle 300mila teste non la raggiungi, puoi cavartela se il tuo territorio supera i 3mila chilometri quadrati. Altrimenti c’è la strada del ricorso. O, ancora, del voto a qualche santo. Continua

Quel patto segreto tra Fassino e Mastella


Nel 2005 fu siglato dal notaio un contratto elettorale tra i Ds e l’Udeur, controfirmato da Piero Fassino e Clemente Mastella. Lo rivela il settimanale Panorama in edicola domani, che ha letto in anticipo «Napoli Italia», il libro autobiografico dell’ex governatore Antonio Bassolino, in uscita il 20 gennaio per l’editore Guida. «La scelta di ricandidarmi in Regione nel 2005 è il mio errore più grande» scrive Bassolino «Cambiano subito tante cose, infatti. Emblematico è un incontro con Mastella (…).

A un certo punto tira fuori dalla giacca un foglio di carta. È un singolare “contratto” e porta le firme di Mastella e di Fassino. È scritto che all’Udeur, in Campania, toccano due assessori e il presidente del consiglio regionale. “Puoi tenerlo, io ho l’originale” mi dice con gentilezza. “No grazie, non ce n’è bisogno” gli rispondo». Ecco, si sfoga Bassolino «ma con quale faccia e con quale moralità diversi dirigenti nazionali dei Ds e del Pd, che ne hanno fatto politicamente di ogni colore, si tirano poi fuori da ogni responsabilità, si rifanno in una clinica straniera una verginità e si presentano come antichi e coerenti combattenti contro Mastella, Ciriaco De Mita, e il marziano mostro dell’Unione?».

Non solo. Panorama riporta, tra gli altri, un altro episodio singolare che investe il direttore di Repubblica Ezio Mauro. «Una sera a Roma, a casa di Fabiano Fabiani» scrive Bassolino «scoppia un’accesa discussione tra me e Mauro (…). Cerca di convincermi dell’opportunità di candidare Mastella a sindaco di Napoli. È un alleato in Campania, a Napoli, a Roma. Mastella, poi, è parte dell’alleanza per Rutelli e contro Berlusconi. È naturalmente, e comprensibilmente, quest’ultimo il punto vero (…) Faccio osservare che Mastella è lontano da Napoli e soprattutto che viene con noi dopo un’esperienza con il centrodestra».

Quando il ddl intercettazioni (di Mastella) passò all’unanimità alla Camera


Clemente Mastella (Ansa)

Clemente Mastella (Ansa)

Quiz dalle cronache del Palazzo: in che anno siamo? Il governo, dopo uno scandalo che ha coinvolto diversi esponenti politici e personaggi di spicco dell’economia italiana, scaturito dalla pubblicazione sui quotidiani di stralci di conversazioni telefoniche, decide di varare un disegno di legge per regolare l’uso delle intercettazioni e la pubblicazione degli atti di indagine. Continua

La ricetta di Mastella: Un nuovo patto tra Berlusconi e Fini

La conferenza stampa di Clemente Mastella, nella sede Udeur di Napoli

La conferenza stampa di Clemente Mastella, nella sede Udeur di Napoli

“Si mettano d’accordo, trovino una soluzione, lo facciano nell’interesse della politica, della maggioranza e del Paese”

L’invito a Berlusconi e Fini arriva da Clemente Mastella, uno che di strappi e ricucite ne sa parecchio. Nella sua lunga esperienza politica ha militato nella DC, CCD, CDR, UDR, UDEUR e, senza risparmiarsi nemmeno un bel po’ di guai giudiziari, ha fatto il ministro di Berlusconi, poi di Prodi e infine l’eurodeputato di Berlusconi. Oggi Mastella risulta nella lista dei cosiddetti “malpancisti del Pdl” con Pisanu, Pera, La Malfa e Martino, uomini-ponte disposti a trattare tra Fini e Berlusconi- secondo alcuni -  al fine di ridurre il peso  della Lega nella compagine governativa. Per altri,  sarebbero i primi a fare le valige se le cose dovessero mettersi male. Continua

Mastella: aggiungi un posto al sole che c’è un Clemente in più


mastella: aggiungi un posto al sole che c'è un Clemente in più

di Antonella Piperno

Forse è colpa di una velleità artistica frustrata sul nascere: l’anno scorso Clemente Mastella avrebbe dovuto interpretare a teatro l’Onorevole di Leonardo Sciascia. Poi non se n’era fatto più niente, per una questione di diritti. O forse il naufragio ipocalorico sull’Isola dei famosi è davvero la sua ultima carta per scendere sotto il quintale. Continua

Inchiesta Arpac, le verità dei Mastella: abbiamo le mani pulite

La conferenza stampa di Clemente Mastella, nella sede Udeur di Napoli

La conferenza stampa di Clemente Mastella, nella sede Udeur di Napoli

Lei sulla moderna bacheca di Facebook, lui con una più “classica” conferenza stampa, convocata a Napoli. È il giorno della difesa per i coniugi Mastella, dopo le ultime vicende giudiziarie legate all’inchiesta sull’Arpac. Continua

Parla Lady Mastella: “Nulla sarà più come prima”

Sandra Lonardo Mastella, presidente del consiglio regionale della Campania

Sandra Lonardo Mastella, presidente del consiglio regionale della Campania

Bufera giudiziaria all’ombra del Vesuvio: a quanto si apprende, 25 ordinanze di custodia cautelare, 63 indagati, 18 divieti di dimora e 6 misure interdittive costituiscono i provvedimenti emessi dal gip del Tribunale di Napoli eseguiti oggi dai carabinieri di Caserta e dalla Guardia di Finanza di Napoli. Nell’inchiesta su appalti e assunzioni all’Arpac (l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Campania) - come riportano siti (qui, qui, qui e qui) e agenzie di stampa - figura indagata anche Sandra Lonardo, presidente del Consiglio regionale della Campania e moglie dell’ex Guardasigili e leader dell’Udeur Clemente Mastella, destinataria di un provvedimento di divieto di dimora in Campania, dove svolge la sua attività istituzionale. Leggi l’intervista Sandra Mastella

Italiani a Strasburgo: sorprese, volti nuovi e grandi ritorni. Ecco la gallery

Barbara Matera

Guarda la GALLERY dei volti più noti che entrano all’Europarlamento

E adesso, passata “la sbronza” dei dati, dei flussi e delle analisi, è scoccata l’ora delle promozioni e delle bocciature eccellenti; dei ritorni in pista dei vecchi cavalli di razza che avevano saltato un giro; delle new entry che a suon di voti mettono a tacere gli scettici o chi pensava che la loro fosse soltanto una candidatura di bandiera.
Insomma: chi è riuscito a fare il salto verso Strasburgo? Chi salirà a bordo dell’aereo per l’Europarlamento?
Tra i 72 che occuperanno i seggi spettanti all’Italia ci sono: Ciriaco De Mita e Clemente Mastella; Barbara Matera e Debora Serracchiani; Luigi De Magistris e David Sassoli; mentre resteranno a terra il principe Emanuele Filiberto e Rosaria Capacchione.
Altri dovranno attendere il gioco delle opzioni dei candidati eletti in più circoscrizioni per sapere se riusciranno a rappresentare l’Italia nel consesso europeo, mentre per alcuni si tratterà soltanto di aspettare ancora qualche giorno, per dare modo agli eletti che decideranno di restare in Italia di formalizzare la loro scelta. Come nel caso del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, risultato primo in tutte le 5 circoscrizioni dove guidava la lista per il Popolo della libertà, per complessivi 2 milioni 706mila 791 voti di preferenza (il premier fa quindi meglio del 2004, +365 mila).
Nel Pd il primo posto è del volto del Tg1 David Sassoli che mette insieme 400.502 preferenze, ma realizza l’impresa di raccoglierle tutte in una sola circoscrizione, il Centro; la piazza d’onore (dopo il Cavaliere) va invece all’ex pm e candidato con l’Italia dei Valori Luigi De Magistris: per lui hanno votato 415.646 elettori (ma in 5 circoscrizioni).

Big alla prova
Nel Pdl, subito dopo il premier, si colloca il ministro della Difesa Ignazio La Russa, secondo nella circoscrizione Nord-Ovest con 223.428 voti. Qui gli eletti del Pdl saranno quindi, nell’ordine: Mario Mauro, 48enne indicato da Berlusconi come più ch eprobablie candidato italiano per la presidenza dell’Europarlamento; l’ex sindaco di Milano Gabriele Albertini; Vito Bonsignore, che si piazza tra Laura Comi (coordinatrice di FI in Lombardia, per i giovani) e Licia Ronzulli (con loro anche Barbara Matera da Lucera ha ripagato la fiducia del premier Silvio Berlusconi che aveva, non senza sucitare polemiche, scommesso sulla loro freschezza, giovinezza e competenza).
Nel Nord-Est, sempre dopo il premier, il Pdl elegge Elisabetta Gardini, Sergio Berlato, Lia Sartori e Antonio Canciani. Per Bossi invece c’è un quinto posto nella top ten generale con 334.444 preferenze, anche per lui in tutte le circoscrizioni. Antonio Di Pietro si deve accontentare di un quarto posto con 396.641 voti (5 circoscrizioni).

New entry: l’exploit friulano di Debora
Ottima la performance per la novità targata Pd Debora Serracchiani: con le sue quasi 74mila preferenze, la giovane avvocato (che El Paìs aveva ribattezzato la Obama italiana, all’indomani del suo intervento critico, scaricato migliaia di volte da YouTube, contro i leader del Pd durante un’assemblea dei circoli friulani del partito) fa tirare un sospiro di sollievo a Franceschini. La 38enne, vice capogruppo nel Consiglio provinciale di Udine, numero tre della lista Pd nella circoscrizione Italia Nord Orientale, supera nella sua regione - il Friuli - anche i voti del capolista Pdl Silvio Berlusconi (64.286). “Mi sveglio, un occhio ai dati e… in Friuli Venezia Giulia Debora batte ‘papi’ 73.910 a 64.286″ si legge sulla pagina di Facebook della candidata. Notevole il distacco, sempre su scala regionale, anche con il capolista Pd Luigi Berlinguer, fermo a 11.244 preferenze.
Il Nord premia anche il leghista Matteo Salvini (70.021) e Mario Borghezio (48.290).

Tv e sport
Seggio a Strasburgo quindi per il giornalista Sassoli, che così segue una tradizione ormai consolidata (Santoro, Gruber, Badaloni e Marrazzo insegnano). Mentre l’ex signorina buonasera Barbara Matera si piazza al secondo posto nella circoscrizione Sud subito dopo Berlusconi con oltre 130mila preferenze.

Ex sindaci
Lasciano la politica nazionale per quella europea Leonardo Domenici, che si deve accontentare di un terzo posto con 102mila preferenze, e Sergio Cofferati che, nonostante le polemiche che hanno accompagnato la sua candidatura, ottiene invece più di 200mila voti. Ce la fa anche l’ex primo cittadino di Milano Gabriele Albertini (Pdl): si deve però accontentare di 66.930 preferenza.

Grandi firme
Resta fuori Rosaria Capacchione, cronista del Mattino, sotto scorta per le minacce ricevute dopo le sue numerose indagini sulla criminalità organizzata e candidata nelle liste del Pd. Niente da fare anche per Sergio Staino, il padre di Bobo e firma storica dell’Unità, che si era presentato con Sinistra e Libertà. Arriva invece in Europa Magdi Cristiano Allam, candidato per l’Udc e firma del Corsera per molto tempo: a lui 39.637 preferenze.

Chi non ce la fa e chi dice addio
Restano fuori tutti i candidati dei “piccoli”. Tra gli esclusi anche l’erede dei Savoia Emanuele Filiberto (Udc), l’ex senatore Nino Strano (Pdl) che la scorsa legislatura divenne celebre per aver festeggiato la caduta del governo Prodi mangiando una fetta di mortadella nell’Aula di Palazzo Madama. Al momento non rientra (ma potrebbe farcela considerando le rinunce) nella lista degli eletti Gianni Vattimo, che quest’anno ha smesso di insegnare all’Università di Torino e si è candidato nelle liste dell’Idv. Esiguo però il gruzzolo del professore: 14.951 voti.

Le isole premiano la lotta antimafia
Per il Pd, nella circoscrizione insulare, il primo posto è di Rita Borsellino con 229.981 preferenze, seguita seppure a distanza (150.368) da Rosario Crocetta sindaco di Gela da sempre impegnato nella lotta alla Mafia.

Il gran ritorno degli ex dc
Ce la fa Ciriaco De Mita che nelle liste Udc si piazza al primo posto con 56.442 preferenze. E ce la fa anche l’ex Guardasigilli Clemente Mastella che può cantare 111.710 voti. L’ex Guardasigilli del governo Prodi, si troverà nell’euroemiciclo con l’ex pm De Magistris che lo mise sotto inchiesta. Come reagirà: “Non c’è il rancore nel mio dna, però qualche sassolino nelle scarpe m’è rimasto. Non credo che ci incontreremo a Bruxelles, saremo su banchi diversi. La partita comunque non è finita…”, ha fatto sapere, appena eletto eurodeputato nelle file del Popolo della libertà, al Corriere della Sera.
Guarda la GALLERY dei volti più noti che entrano all’Europarlamento

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
 
 
 
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 
FacebookTwitter
MobileFeed rss
FacebookTwitter

Il video del direttore, di Giorgio Mulè
L'arcitaliano, di Giuliano Ferrara
Cane sciolto, di Vittorio Feltri
L'editoriale, di Giorgio Mulè
L'europeo, di Sergio Romano
Fatti & credenze, di Luca Ricolfi
Fuori Porta, di Bruno Vespa

  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Meteo
  • le uscite al cinema
  • Viaggio nell'antico Egitto
  • Applicazioni Mondadori
  • Immobiliare.it
    Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

    Provincia
    Tipologia
  • R101
  • Promozione

  • Abbonati subito a Panorama!