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cocaina

Dai giochi da tavolo alle piante tropicali. Ecco come i trafficanti nascondono la droga. GALLERY

Guardia di Finanza

Guardia di Finanza

FRANCALACCI Chapeau. Di fronte alle invenzioni e agli stratagemmi utilizzati dai trafficanti per occultare i carichi di droga   persino Leonardo da Vinci si sarebbe sorpreso. E forse avrebbe provato anche un pizzico di invidia.  Chissà, infatti, se il genio toscano avrebbe mai pensato di svuotare il tronco di un Palo Borracho, una pianta tropicale che cresce in sud America per  imbottirla con 165 milioni di euro in cocaina purissima? I trafficanti napoletani e messicani, sì.

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Regalavano cocaina agli adolescenti. Per una banda palermitana era di buon auspicio

(LaPresse)

(LaPresse)

“Sfincionello piccolo” per l’hashish, “sfincionello grosso” per la cocaina. Ma le dosi venivano chiamate anche orologi e pantaloni. L’organizzazione sgominata questa mattina dai carabinieri di Palermo era diversa dalle altre o almeno così si sentiva. Continua

Cocaina: a Milano il doppio dei consumi italiani. Lo dimostrano le acque di scarico

Ansa

Ansa

Le acque del depuratore di Nosedo, che raccoglie gli scarichi della città di Milano, rivelano tracce di cocaina, eroina e cannabis molto superiori alle stime sul consumo di stupefacenti: ogni anno a Milano vengono effettivamente consumati oltre 330 kg di cocaina, quantità doppia rispetto alle statistiche nazionali, le quali calcolano nell’1,2% della popolazione tra i 15 e i 64 anni (circa 10.000 persone a Milano) i consumatori di questa droga. Continua

  • biker
  • Giovedì 20 Ottobre 2011

Il ritorno di Piero Marrazzo

(AP Photo/Andrew Medichini, FILE)

(AP Photo/Andrew Medichini, FILE)

Claudia Daconto La tv non gli basta già più. Dopo essere stato travolto dallo scandalo a base di ricatti, trans e cocaina che nel 2009 lo costrinse a dimettersi da presidente della regione Lazio, ora Piero Marrazzo cerca anche una nuova ribalta politica. L’uomo che poche settimane fa, in un’intervista a Repubblica, ha definito il rapporto con le trans, tra quelli mercenari, il più riposante, pretende ora un riscatto. Continua

Hollywood e The Club, spaccio nelle discoteche dei vip: il video

Quattro arresti ai domiciliari e 19 indagati nell’ambito dell’indagine della Squadra Mobile sull’uso di droga all’interno di due note discoteche della movida milanese e su un giro di tangenti per ottenere licenze, mantenere aperti i locali e eludere i controlli amministrativi a sorpresa. Continua

Coca dannata: una sniffata vi distruggerà


Ricchi, poveri, famosi, sconosciuti: personaggi alla ribalta delle cronache legati da un denominatore comune: fare, avere fatto o dire di avere fatto uso di cocaina. Continua

Emilio Colombo, il peccatore della casta


Emilio Colombo Era un’Italia di centrotavola e mutande rassettate sulla sedia quella di Emilio Colombo. Ed è quella che ancora oggi bussa alle soglie dell’attualità con il suo carico di coca d’annata. Novanta anni, potente democristiano di Potenza, il celebrato e sempre sussurrato senatore è un totale peccatore in pubblico. Nel festeggiarsi sul Corriere della sera con un’intervista a Paolo Conti, infatti, Colombo, che è l’incarnazione del moderato dabbene, ha chiesto scusa alla nazione intera di avere fiutato cocaina.

È successo che nel 2003, con un’inchiesta sul traffico di stupefacenti nella capitale, veniva alla luce una vicenda tanto eccentrica quanto imbarazzante: quella dell’elegante vegliardo che si faceva comprare la polverina dagli uomini della scorta. Lui, a onor del vero, nello scandalo fu così magnanimo da proteggerli, i suoi agenti. Si caricò della responsabilità e non consumò ipocrisie. E se l’indifferenza degli italiani non lo scomodò più di tanto, un’ammirazione incondizionata della bella società del birignao lo celebrò più di quanto fosse necessario: era una mano santa quella cocaina se lo faceva stare così in salute. E, dopo tutto, non stava trafficando con signorine. Continua

Katerina Mathas, una madre in polvere


Il tunnel vuoto e freddo di Katerina Mathas è tutto imbiancato di cocaina. Non importa quanta: è bastata, comunque, a sconquassarle la vita. Coca all’inizio, coca alla fine, coca nel mezzo del suo inferno. La coca l’ha trascinata dentro, la coca è uno degli alibi che l’hanno tirata fuori di prigione: Katerina «era uscita a cercare cocaina», non c’era mentre Gian Antonio Rasero, il suo compagno di quella sera, come ha indicato il test del dna, morsicava i piedi del suo bambino di otto mesi, morto di botte e bruciature la notte del 15 marzo. «Ale non c’è più»: rovinata anche dalla coca, Katerina si dispera. Continua

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
 
 
 
 
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Il video del direttore, di Giorgio Mulè
L'arcitaliano, di Giuliano Ferrara
Cane sciolto, di Vittorio Feltri
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Fatti & credenze, di Luca Ricolfi
Fuori Porta, di Bruno Vespa

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