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cocaina

Hollywood e The Club, spaccio nelle discoteche dei vip: il video

Quattro arresti ai domiciliari e 19 indagati nell’ambito dell’indagine della Squadra Mobile sull’uso di droga all’interno di due note discoteche della movida milanese e su un giro di tangenti per ottenere licenze, mantenere aperti i locali e eludere i controlli amministrativi a sorpresa. Continua

Coca dannata: una sniffata vi distruggerà


Ricchi, poveri, famosi, sconosciuti: personaggi alla ribalta delle cronache legati da un denominatore comune: fare, avere fatto o dire di avere fatto uso di cocaina. Continua

Emilio Colombo, il peccatore della casta


Emilio Colombo Era un’Italia di centrotavola e mutande rassettate sulla sedia quella di Emilio Colombo. Ed è quella che ancora oggi bussa alle soglie dell’attualità con il suo carico di coca d’annata. Novanta anni, potente democristiano di Potenza, il celebrato e sempre sussurrato senatore è un totale peccatore in pubblico. Nel festeggiarsi sul Corriere della sera con un’intervista a Paolo Conti, infatti, Colombo, che è l’incarnazione del moderato dabbene, ha chiesto scusa alla nazione intera di avere fiutato cocaina.

È successo che nel 2003, con un’inchiesta sul traffico di stupefacenti nella capitale, veniva alla luce una vicenda tanto eccentrica quanto imbarazzante: quella dell’elegante vegliardo che si faceva comprare la polverina dagli uomini della scorta. Lui, a onor del vero, nello scandalo fu così magnanimo da proteggerli, i suoi agenti. Si caricò della responsabilità e non consumò ipocrisie. E se l’indifferenza degli italiani non lo scomodò più di tanto, un’ammirazione incondizionata della bella società del birignao lo celebrò più di quanto fosse necessario: era una mano santa quella cocaina se lo faceva stare così in salute. E, dopo tutto, non stava trafficando con signorine. Continua

Katerina Mathas, una madre in polvere


Il tunnel vuoto e freddo di Katerina Mathas è tutto imbiancato di cocaina. Non importa quanta: è bastata, comunque, a sconquassarle la vita. Coca all’inizio, coca alla fine, coca nel mezzo del suo inferno. La coca l’ha trascinata dentro, la coca è uno degli alibi che l’hanno tirata fuori di prigione: Katerina «era uscita a cercare cocaina», non c’era mentre Gian Antonio Rasero, il suo compagno di quella sera, come ha indicato il test del dna, morsicava i piedi del suo bambino di otto mesi, morto di botte e bruciature la notte del 15 marzo. «Ale non c’è più»: rovinata anche dalla coca, Katerina si dispera. Continua

Stefano Cucchi, una striscia di errori


Stefano Cucchi Due grammi di cocaina e 23 di hashish: tanto aveva in tasca il giovane fermato dai carabinieri alle ore 23.30 del 15 ottobre, dalle parti dell’Appia antica. E tanto è bastato per scrivere le prime righe, sbagliate, di questa brutta storia: «Cucchi Stefano, nato in Albania, senza fissa dimora…». Stefano Cucchi non era albanese, ma nato a Roma 31 anni fa. Una casa l’aveva, e pure una famiglia, dei sogni e un diploma di geometra. Arrestato il 15 ottobre, comparso il 16 davanti al giudice e rinviato a giudizio per violazione del testo unico sugli stupefacenti, sei giorni dopo era già morto.

«Si è spento, hanno detto proprio così» racconta la sorella Ilaria, all’ospedale Sandro Pertini, nella corsia riservata ai detenuti, dove faceva lo sciopero della fame e delle terapie per poter parlare con l’avvocato e con la famiglia. Aveva una vertebra lombare rotta, il coccige a pezzi, le arcate sopraccigliari deformate a furia di pugni. All’autopsia pesava 37 chili. Quando lo hanno registrato a Regina Coeli, il 16 ottobre, arrivava a 52.

«La droga ha devastato la sua vita, era anoressico, tossicodipendente…». Così, a caldo, il sottosegretario con delega per la lotta alla droga, Carlo Giovanardi. Ilaria, durissima: «Stefano ha avuto problemi di droga, certo. Ma non è la droga che lo ha ucciso». No. Dice Luigi Manconi, presidente del comitato per la verità sulla morte di Stefano Cucchi: «Un cittadino, fermato per un reato non grave, entrato con le proprie gambe in una caserma dei carabinieri e passato attraverso quattro diverse strutture statuali (la camera di sicurezza, il tribunale, il carcere, il reparto detentivo di un ospedale) ne è uscito cadavere. Perché?». Continua

Da bad girl a massaia: la metamorfosi di Asia Argento


Prima che lei si trasformasse in una massaia consapevole, erano una coppia maledetta. Anzi, era una gara tra chi fosse più maledetto dei due. Asia Argento e Morgan dei Bluvertigo (allora erano i Bluvertigo), giovani carini e strafatti. Sembrava una posa artistica, e forse per lei (che occasionalmente baciava rottweiler con la lingua e si lamentava dei problemi di erezione degli ultimi sette partner) era davvero una trovata cinematografica, estetica, un modo per essere qualcosa di interessante.

Lui truccato di bianco e con le labbra rosso sangue, lei con le facce cattive e la voce roca, lui molto insicuro e follemente innamorato, lei già annoiata (in una vecchia intervista alle Iene, «ti amo», «non ti amo più») e in grado di badare a se stessa. Vi fate le canne? Certo. Avete mai provato l’ecstasy? Certo. La cocaina? Sì. Fieri di essere così spavaldi, sfacciati, sinceri, ma Morgan del tutto impreparato alla famosa, ultima farsa di quest’anno: lui che in un’intervista spiega il suo male di vivere e la droga usata come antidepressivo (cocaina, crack, tutti i giorni), e il giornalista descrive anche la casa disordinata di un tossico, con la stanza per la piccola Anna Lou (la bambina che hanno avuto nel 2001) occupata da un ragazzo musicista. Morgan escluso dal Festival di Sanremo, Morgan dappertutto a cercare di ricucire, sociologi, antropologi, psicologi, astrologi, starlette a spiegare che la sua era una richiesta d’aiuto. Continua

Un parlamentare positivo alla cocaina. Dalle Iene alla marijuana di Caruso, onorevoli stupefacenti

Un parlamentare è risultato positivo al consumo di cocaina - Ansa

Un parlamentare è risultato positivo al consumo di cocaina - Ansa

Sorpresa: il test antidroga volontario cui si sono sottoposti 232 parlamentari a novembre 2009 ha rivelato un esame del capello positivo alla cocaina. L’iniziativa era stata promossa dal sottosegretario Carlo Giovanardi, che ha subito specificato, dopo che si era diffusa la notizia, che sarà impossibile conoscere il nome dell’onorevole in questione: Continua

Pasticche, cocaina e “Cyber drugs”: nel 2012 un milione di consumatori

Cocaina, sempre più italiani si rifanno il naso

Droga e crisi economica? Il binomio, purtroppo, rimane possibile (e praticabile).
Se non da un punto di vista dei soldi (il mercato dello spaccio sta subendo un contrazione ma la “piazza” dei consumatori continua ad allargarsi), almeno da un punto di vista psicologico, sociale e culturale.
Tanto che i dipendenti di droga in Italia continueranno ad aumentare, almeno nei prossimi 3 anni. E mentre la cocaina si attesta su valori di consumo standard (700mila gli italiani che snifferanno da qui a tre anni), entro il 2012 è previsto un prepotente ritorno sul mercato dell’eroina: il suo consumo dovrebbe crescere del 40%. Si ipotizza inoltre un boom per le droghe “da discoteca”, come ecstasy e anfetaminici, i cui consumatori abituali dovrebbero essere circa un milione nel 2012.

I dati, foschi e preoccupanti, sono contenuti nel rapporto (qui il .pdf) del centro studi Prevo.lab di Milano, il laboratorio previsionale sulle dipendenze della Lombardia ed è riportato dal sito droga.net di Riccardo Gatti (Medico, Psicoterapeuta e Specialista in Psichiatria, Direttore del Dipartimento delle Dipendenze della A.S.L. Città di Milano. Professore a contratto, all’Università Statale di Milano Bicocca.

Si diceva, mercato degli stupefacenti e crisi economica. Ecco cosa sostengono gli esperti di Prevo.Lab: la strategia dei sognori dello spaccio è cambiata. Se “fino a qualche mese fa, si è assistito a un allargamento della base di penetrazione del mercato e a una tendenza ad acquisire un elevato numero di consumatori – benché basso-consumanti – anche proponendo prodotti a un prezzo inferiore”, ora ell’attuale fase economica, invece, “sembra prevalere la logica economica di strategie a breve termine e guadagno immediato: alto-consumo, assuefazione, fidelizzazione e mantenimento del mercato”. La nuova tendenza dei trafficanti, che si comportano sempre più da imprenditori, è quella di “investire su clientele fidelizzabili (cioè uno “zoccolo duro” con elevata dipendenza, ndr) a sostanze come l’eroina, il cui potere di indurre tolleranza e, quindi, dipendenza, più facilmente di altre droghe, ne rende meno probabile un uso saltuario a basso dosaggio”.

Come si diceva, l’eroina sarà la protagonista del mercato degli stupefacenti da qui a tre anni. E ilperché gli analisti lo spiegano così: “In una situazione di crisi, recessione, negatività e passività (quale la fase attuale), di cosa ha bisogno il consumatore? Oggi si sente il bisogno di evasione, di fuga, di abbandono di una realtà che non soddisfa. Per questa ragione, chi compra droga si affida a sostanze in grado di dargli questa possibilità: la grande mamma eroina, la premorienza della ketamina, i viaggi degli acidi. L’eroina, nello specifico, è una sostanza che anestetizza e che sembra ben inserirsi in una società chiusa su di sé, che involve. Anche la persona si chiude su di sé, isolandosi così dal contesto opprimente”.

La conferma del nuovo trend viene dalle quotazioni. Secondo le stime di Prevo.lab per il triennio 2009-2012 gli eroinomani saranno 160 mila (40% in più ri­spetto ad ora). A partire dalle metropoli: Milano, Roma, Torino, Napoli. Diffusione garantita dal basso costo della dose: secondo i dati della Direzione centrale servizi antidroga, per un grammo di polvere bianca oggi si paga­no 74 euro, ma nel 2012 scende­anno a 67. Una dose di coca (0,20 grammi) costerà 13 euro, mentre per l’eroina si scenderà a 7 euro.

Costeranno di più invece gli spinelli: nel 2002 per comprarli ci volevano 6 euro, diventeranno 11 nel 2012 e la diffusione di hashish e marijuana si confermerà alta: tra i 5 e i 6 milioni di italiani (con una crescita del 5% contro il 20% entro il 2011 previsto dal rapporto dello scorso anno). Sul mercato arriveranno poi le cosiddette “Cyber drugs” che , come spiega il Gat, Nucleo speciale frodi telematiche della Guardia di Finanza, agiscono direttamente sul cervello, sollecitandolo e provocando reazioni che vanno dall’eccitazione al rilassamento. Gli stessi effetti delle droghe, di cui questi file portano il nome, a seconda, appunto, del risultato.
Saranno 270mila, dice sempre il rapporto, a usare ecstasy e anfetaminici, cioè il 3% degli italiani tra i 15 e i 54 anni.

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