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Accordo raggiunto. Alla fine passa la linea del governo: martedì alle sette del mattino i tecnici entreranno nella cava di Chiaiano per le indagini tecniche preliminari alla costruzione della discarica. Ma bisogna vedere quanto la piazza protagonista degli scontri dei giorni scorsi rispetterà gli impegni presi dopo cinque ore di riunione nella prefettura di Napoli tra il sottosegretario Guido Bertolaso e gli amministratori di Chiaiano e dei Comuni limitrofi: fino a ieri i cittadini e i comitati di protesta si erano detti contrari anche alla possibilità di carotaggi. Nella nota scaturita al termine dell’incontro, e firmata anche dai comitati di protesta, si dice che verrà costituito il tavolo tecnico a cui parteciperanno gli esperti dell’Arpac (Agenzia regionale protezione ambientale Campania) e quelli indicati dalle comunità locali (oltre a Chiaiano, i Comuni di Marano, Mugnano e Calvizzano) e dai comitati dei cittadini, oltre a cinque cittadini. Unica condizione posta dai manifestanti: ”All’interno del sito per i carotaggi dovranno entrare soltanto mezzi civili”.Cantano comunque vittoria i sindaci e i comitati della zona: “Dopo le tensioni dei giorni scorsi in cui abbiamo sperimentato un atteggiamento di chiusura totale, apprezziamo molto la volontà del sottosegretario Bertolaso di riportare il confronto sul tavolo tecnico e dei dati oggettivi” dice il sindaco di Marano, Salvatore Perrotta. “Una via d’uscita a questa vicenda potrebbe venire proprio dalle verifiche tecniche” aggiunge il presidente della municipalità di Chiaiano, Carmine Malinconico. E se anche le analisi non ci dessero ragione, chiederemo la riapertura del tavolo per discutere dei problemi socioambientali che impediscono una discarica in quella zona”.
Qualcosa di più si capirà comunque nelle prossime ore quando i manifestanti decideranno se rimuovere o meno i blocchi stradali e le barricate lungo via Cupa di Cane. E la stessa presenza della polizia e dei carabinieri, che rimarranno a presidiare la zona, è la conferma che la tregua raggiunta è molto fragile. I comitati avevano infatti chiesto che le forze dell’ordine si allontanassero dal quartiere: una proposta che non è neanche stata presa in considerazione dalle autorità istituzionali.
Dal canto suo Guido Bertolaso, sottosegretario per l’emergenza rifiuti, non parla. Eppure chi ha partecipato alla riunione ha ribadito che il suo atteggiamento è quello annunciato mercoledì scorso a Napoli dallo stesso Berlusconi: lo Stato, stavolta, non arretrerà. L’unico impegno preso da Bertolaso con gli amministratori locali (e ripetuto anche nei giorni scorsi) nella nota congiunta è che la realizzazione della discarica di Chiaiano, ma anche di quelle nelle altre zone indicate nel decreto, “è subordinata a tutte le indagini tecniche, nel pieno rispetto della normativa comunitaria di settore, nonché di tutte le prove tecniche che il tavolo riterrà necessarie, sempre nel rispetto della normativa europea”.
Il VIDEO servizio:

L’elenco delle dieci discariche è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale: il decreto di misure straordinarie per fronteggiare l’emergenza rifiuti in Campania, ora in vigore, prevede che lo stato di emergenza cessi il 31 dicembre 2009. Saranno quattro i termovalorizzatori: bruceranno i milioni di ecoballe nelle campagne campane. Ma già divampa la protesta a Chiaiano, quartiere di Napoli indicato nel provvedimento per lo sversamento dei rifiuti. Per Guido Bertolaso, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega ai rifiuti saranno necessari ”trenta mesi, tanta collaborazione, tanta determinazione e tanta umiltà, ma la strada per la soluzione dell’emergenza rifiuti in Campania è stata tracciata”.
Le discariche saranno distribuite nelle cinque province campane: due nel salernitano (Serre), due nell’avellinese (Andretta e Savignano Irpino), due nel casertano (Caserta e Santa Maria la Fossa), due nel napoletano (Terzigno), una nel beneventano (Sant’Arcangelo Trimonte), e una nel capoluogo partenopeo, a Chiaiano. Ieri Guido Bertolaso, sottosegretario all’Emergenza, ha dichiarato che la situazione è “estremamente critica”: “Sono molto preoccupato” ha osservato il capo della Protezione civile “e non posso essere ottimista come un anno fa, perché le vie d’uscita, stavolta, sono molto più complicate”. Secondo Bertolaso è giunto il momento di chiuderla “con le favole: quella del fos, che è solo immondizia triturata, quella delle ecoballe, che sono come il tal quale, quella dei Cdr, che sono impianti che non producono nulla”. Il capo della Protezione civile ha chiarito le modalità di impiego dei militari, sottolineando che non “avranno regole d’ingaggio perché il loro compito sarà di “sorveglianza, tutela e protezione dei siti”. Ma ha precisato che le discariche saranno luoghi di interesse strategico: “Se qualcuno tenta di violarle” sottolinea il sottosegretario all’Emergenza “paga le stesse conseguenze che se tenta di entrare in una caserma dell’esercito”. Spetterà invece alle forze dell’ordine “confrontarsi” con le contestazioni.
Intanto nel quartiere napoletano di Chiaiano divampa la protesta contro la discarica: in occasione del tentativo di rimozione del bus dato alle fiamme dai manifestanti, gli agenti di polizia sono stati aggrediti, oltre che con il lancio di grosse pietre, anche con numerose bombe carta. E una molotov è stata lanciata sotto l’autobus. Inoltre, a terra, sono state trovate tre bottiglie molotov e tre con acqua e benzina. Un ragazzo è rimasto ferito cadendo da un parapetto e precipitando da un’altezza di cinque o sei metri. Ma, secondo fonti della questura, la caduta sarebbe stata accidentale e lontana dal luogo degli scontri. Tra le forze dell’ordine, un agente della mobile è ustionato in seguito al lancio di una Molotov e un funzionario di polizia è contuso.
Oltre cento persone, dopo le proteste nella serata di ieri, sono rimaste per l’intera notte a presidiare le strade di accesso verso il luogo indicato per lo sversamento dei rifiuti. Tre gli arrestati dopo i disordini scoppiati nella serata di ieri: il tribunale di Napoli ha convalidato i fermi. Altre tre persone sono state denunciate e rilasciate la scorsa nottata: per loro l’accusa è di resistenza. E si aggrava il bilancio tra le forze dell’ordine dopo gli scontri di ieri: sono rimasti feriti sei agenti della polizia, tra cui un funzionario, un carabiniere e un militare della guardia di finanza. Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ha rivolto un appello ai cittadini: “Era prevedibile una reazione di questo tipo, la capisco, ma è interesse di tutti porre fine a questa vera e propria tragedia nazionale”.
Il video di un blocco stradale a Chiaiano durante la notte di ieri
Non cerca rivincite o vendette personali dice il neo sottosegretario all’emergenza rifiuti Guido Bertolaso (aggredito dai manifestanti campani, dimissionario dalla carica di commissario durante l’era Prodi e rimesso in campo dal governo Berlusconi). Piuttosto, dovrà cercare di convincere i cittadini campani, con una serie di riunioni con i vertici degli enti locali, che “il tempo delle proteste è finito”. Compito più difficile quest’ultimo per il capo dipartimento della Protezione civile: i manifestanti sono pronti e appena saranno ufficializzati i siti, la mobilitazione scatterà.
L’altro nemico di Guido Bertolaso si chiama caldo. “Stiamo affrontando una situazione molto difficile, peggiore di quella dell’anno scorso” dice il sottosegretario. Che davanti ha poco tempo: “Entro l’estate l’emergenza finirà. Intanto dobbiamo liberare le strade perché è già previsto un cambiamento della situazione climatica con temperature in aumento”.
Mentre l’altro componente del ticket anti rifiuti, il commissario Gianni De Gennaro è rimasto a Napoli ed ha continuato gli incontri con i vari sindaci per risolvere la situazione, Bertolaso ha visto i vertici delle Forze armate e i rappresentanti delle Forze dell’ordine: incontri operativi per definire i dettagli degli interventi da attuare nei prossimi giorni, i compiti da assegnare, i contingenti da impiegare. “Lavoreremo per accelerare le cose da fare”, assicura Bertolaso, ribadendo che Berlusconi aveva parlato di 30 mesi per avviare un ciclo dei rifiuti efficiente. “Dobbiamo farla finita con questa vergogna” insiste Bertolaso. “È finito il tempo delle proteste. Lo Stato è stato troppe volte umiliato: da nessuna parte si vedono i vigili del fuoco oggetto di lancio di pietre mentre fanno il loro lavoro”.
La raccolta straordinaria va avanti. Soltanto l’altra notte a Napoli sono state rimosse 700 tonnellate di rifiuti mentre circa 2000 ne restano per le strade. Ed in provincia è peggio. Si prosegue con l’invio dei rifiuti in Germania dove ogni settimana arriveranno tre o quattro treni dalla Campania, fino all’esaurimento della quantità concordata di 30.000 tonnellate di rifiuti domestici previsto in 10 settimane. “Non si può continuare a spendere 250 euro a tonnellata per trasportare i rifiuti in Germania” avverte però Bertolaso. “Occorre aprire le discariche e riprendere il lavoro sui termovalorizzatori”.
Tutti i comuni devono presentare il piano per la raccolta differenziata entro 30 giorni. Chi non rispetta la scadenza sarà commissariato e pagherà una penale salata, subendo una maggiorazione della tariffa per lo smaltimento rifiuti. L’attuazione della differenziata dovrà superare il 50 per cento entro il 2010.
Per Napoli la scadenza è più dura. Il sindaco, Rosa Russo Iervolino, deve individuare il sito dove piazzare il termovalorizzatore sempre entro 30 giorni. Altrimenti la questione verrà decisa direttamente da Bertolaso. Il sindaco Rosa Iervolino manderà una delegazione a visionare il termovalorizzatore di Brescia per una valutazione di impatto sul territorio.
Sono tre gli altri termovalorizzatori, che attraverso il decreto verranno militarizzati come aree di interesse strategico. Acerra dovrebbe diventare operativo entro l’inizio dell’anno prossimo. A Salerno il sindaco Vincenzo De Luca (Pd) ha individuato un sito (Cupa Siglia), i fondi sono disponibili per metterlo in funzione entro 30 mesi. A Santa Maria la Fossa (Caserta) si sta studiando l’impatto ambientale.
In merito ai siti che saranno interessati da nuove discariche, Bertolaso ha spiegato di aver “messo dentro tutti i siti possibili, tutti quelli che possono essere utilizzati, una rosa, uno spettro”. Il sottosegretario spiega anche che “non è detto però che tutti i siti indicati vengano aperti. C’è uno spettro di situazioni che valuteremo di volta in volta”. “Mi risulta che il decreto sia arrivato al Quirinale, quindi stasera o domani mattina sarà in Gazzetta. Ringrazio i miei colleghi”.
Il decreto legge che contiene il piano per l’emergenza rifiuti in Campania è intanto arrivato alla firma del Capo dello Stato e entro sabato dovrebbe essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, nonostante le “resistenze di alcuni burocrati che non vedono bene che il capo della Protezione Civile si occupi anche dei rifiuti”.
Stando a quanto ha fatto intendere dal sottosegretario, tra i siti individuati per la realizzazione delle discariche in Campania c’è anche Chiaiano, a Napoli. “Nel testo” dice il sottosegretario “ci sono tutti i siti possibili ma non è detto che tutti questi vengano aperti. C’è uno spettro di situazioni che valuteremo di volta in volta”. Su Chiaiano, ha aggiunto, “c’è un’ordinanza che ha chiesto all’Arpac di fare caratterizzazione del territorio e questo al momento è lo stato dell’arte”. “Starò attento, anche perché Serre ha già dato” ha detto invece Bertolaso rispondendo a una specifica domanda sull’ipotesi ventilata dell’apertura di una seconda discarica in località Valle della Masseria, nel comune salernitano. Proprio su Valle della Masseria si consumò l’anno scorso un braccio di ferro tra Bertolaso e l’allora ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio che appoggiava le proteste della popolazione. Altre due discariche saranno attive entro giugno, e saranno una in provincia di Avellino e una in provincia di Benevento.
Conto alla rovescia anche per l’impiego dei militari a sorveglianza dei siti collegati all’emergenza. Il sottosegretario ha già incontrato il capo di Stato maggiore della Difesa, mentre il capo dell’Esercito ha oggi garantito che la Forza armata farà ”come sempre, il proprio dovere”, anche se l’addestramento rischia di risentirne. Però il Cocer, il sindacato con le stellette, avverte: prima di tutto occorre definire lo status giuridico dei militari. I quali, come per l’Operazione Domino (che dall’ottobre 2001 a giugno 2006 ha impiegato un numero variabile di militari, da 1.000 a 4.000, per la protezione di obiettivi a rischio di attacchi terroristici, ndr), potrebbero vedersi assegnate alcune funzioni di agente di pubblica sicurezza. Anche se lo stesso Bertolaso ha spiegato che nonostante il governo abbia deciso di far diventare le discariche “siti di interesse strategico nazionale” ha assicurato anche che “non è una vera militarizzazione”.
Quindi, in che cosa consisterà questa vigilanza? “Le discariche” ha risposto Bertolaso “non possono essere terra di nessuno e oggetto di contestazioni futili: le forze dell’ordine avranno la responsabilità di garantirne la salvaguardia e le forze armate concorreranno”. E i militari che dicono? “Più attività extra dai compiti militari facciamo, più limitazioni abbiamo nell’attività addestrativa”, ha spiegato il generale Fabrizio Castagnetti, capo di Stato maggiore dell’Esercito, incalzato dai giornalisti.
Ma subito ha aggiunto: “Siamo al servizio del Paese, del governo, e faremo il nostro dovere come sempre”. Ci sono uomini sufficienti? “I numeri li troviamo, se lo dobbiamo fare. Ci mancherebbe altro. Ci è stato chiesto di vigilare determinate infrastrutture che erano sorvegliate dalle forze dell’ordine per permettere di liberare proprio risorse di Polizia e Carabinieri”.
Dunque, quale status per i militari di guardia alle discariche? È forse la questione più delicata su cui i tecnici si sono confrontati in queste ore. L’ipotesi è quella di attribuire ai soldati alcune funzioni di agente di pubblica sicurezza. In particolare, gli uomini delle Forze armate impiegati in questi compiti potevano, in base alla legge e alle direttive dei Prefetti, “identificare e trattenere sul posto persone e mezzi di trasporto per il tempo strettamente necessario a consentire l’intervento di agenti delle forze dell’ordine”. Più o meno quello che dovrebbe avvenire anche nel caso delle discariche.

Gianni De Gennaro, dall’inizio dell’anno commissario straordinario per l’emergenza rifiuti, lo aveva promesso: entro maggio la grave situazione campana verrà risanata. In realtà, i roghi (e le polemiche) continuano, l’emergenza è sempre sullo zerbino e a volte sfocia in scene di guerriglia urbana. La crisi dei rifiuti, ormai cronica in alcune aree della Campania, ricade in tutta la sua drammaticità sulle spalle dei cittadini.
Al momento, infatti, a pagarne le maggiori conseguenze è proprio la popolazione del napoletano. Può sembrare assurdo, ma i cittadini partenopei per questo insopportabile disagio pagano anche un altro prezzo elevato. Una recente inchiesta di Altroconsumo evidenziava come la Tarsu, la tassa sui rifiuti solidi urbani, per i residenti a Napoli sia più cara rispetto alla media nazionale. Senza una buona giustificazione, visto lo stato delle cose.
Una buona gestione degli scarti della nostra quotidianità (materia organica, vetro, carta, plastica…), oltre a ridurre l’impatto ambientale negativo dei rifiuti, avvantaggia le casse comunali e, quindi, anche le tasche dei cittadini. In altre parole, una politica virtuosa della raccolta della spazzatura urbana si concretizza anche nella riduzione delle spese che le famiglie devono sostenere per lo smaltimento.
La gestione dei rifiuti, più di altri servizi di pubblica utilità, è strettamente legata alla struttura e alla natura del territorio: per questo le regioni hanno l’obbligo di essere autonome in questo campo. La Campania su questo è molto indietro. Sulla carta il piano di smaltimento rifiuti esiste e sembra essere adeguato, ma non viene applicato per una serie di problemi di ordine pubblico e politico.
L’emergenza rifiuti in Campania richiama responsabilità alle quali chi governa il territorio non si può sottrarre. Questo significa che oggi il problema va risolto in pratica, e domani chi ha avuto colpe e responsabilità deve rimediare all’offesa arrecata alla regione Campania e a tutto il Paese.
Per uscire dalla crisi servono provvedimenti immediati: pulire le strade dai rifiuti con l’esercito, aprire le discariche esistenti, mettere a disposizione quelle di altre regioni. Tutti si devono assumere una parte di responsabilità. Una volta passata l’emergenza, bisognerà ripensare in modo sostanziale alle politiche di gestione dei rifiuti. A parte i casi di particolare emergenza, secondo Altroconsumo la discarica deve essere sempre l’ultima delle scelte, è la prevenzione la strategia migliore contro l’invasione dei rifiuti. Ovvero fare delle politiche serie di gestione della spazzatura.

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L’emergenza rifiuti raddoppia: alla “monnezza” depositata lungo le vie delle città partenopee, che pure in questi giorni sta diminuendo, si aggiunge quella dei costi, salatissimi, della gestione straordinaria. Non è un caso che il generale della Guardia di Finanza Lorenzo Macchia, che era stato nominato commissario liquidatore a fine gennaio dal governo, avesse subito rinunciato. La missione di mettere in ordine i conti legati al ciclo rifiuti appariva quasi impossibile. E lo è ancora oggi.
Adesso, è il turno del prefetto Goffredo Sottile. A lui tocca l’incombenza di liquidare i “rapporti giuridici in corso fino alla cessazione dello stato di emergenza”. E i primi riscontri non sembrano portare conforto al neo commissario. La gestione ordinaria della crisi divora ogni mese 27 milioni di euro. Una cifra che, rispetto ad un anno fa, è scesa di più di un terzo (prima sfiorava quasi quota 80), ma che resta comunque troppo alta, quantomeno per il budget che ha previsto il governo dimissionario di Romano Prodi.
Il premier dimissionario avrebbe infatti garantito poco più della metà della cifra, circa trenta miliardi di lire. Una somma troppo esigua, a cui Sottile deve aggiungere due incognite. In questi giorni, i sindacati dei dipendenti dei consorzi di bacino, lo assediano infatti di proteste, minacciando di far saltare il piano previsto di smaltimento: in alcuni casi, come il consorzio Caserta 4, quasi il 60 % dei dipendenti è ancora in attesa degli stipendi di gennaio.
Molti dei comuni partenopei sono poi “morosi”, e in queste ore sono stati messi alle strette proprio dal Commissario. La prima amministrazione della lista nera è quella di Napoli, che ha un debito di più di 80 milioni. Il sindaco Rosa Russo Iervolino lo contesta (sarebbe da correggere per alcune convenzioni stipulate con il Ministero dell’Interno), ma insieme a quello del capoluogo, sono almeno quindici le amministrazioni ad avere contratto passivi di varie decine di milioni. Dalla loro disponibilità a saldarli dipenderà la maggior parte dei problemi finanziari legati all’affaire rifiuti.
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Si prepara un’altra rovente sul fronte dei rifiuti. Il commissario straordinario De Gennaro ha assicurato decisioni definitive su siti di stoccaggio e discariche ”per rimettere in moto lo smaltimento dei rifiuti in Campania”.
Per oggi è prevista anche la decisione della Commissione Ue sull’invio all’Italia del parere riguardo l’emergenza rifiuti. Ieri è stata però un’altra giornata di proteste e disordini, tra il no a discariche e siti di stoccaggio delle popolazioni locali e la rabbia dei residenti nelle zone sommerse da spazzatura: è ancora difficile il cammino verso la ”liberazione” della Campania dall’emergenza, mentre da Montesarchio (Benevento) arriva il parere dei tecnici che hanno effettuato il sopralluogo nella discarica e per i quali non ci sono le condizioni necessarie per riaprire in sicurezza il sito.
A Napoli, in serata, momenti di forte tensione nella zona est, in via Reggia di Portici, con il lancio di petardi contro la polizia che era intervenuta per rimuovere un blocco stradale.
Gli agenti hanno reagito con il lancio di lacrimogeni.
Si era iniziato all’alba con lo sgombero da parte della polizia della ex Manifattura Tabacchi, destinata a ospitare un sito di stoccaggio per i rifiuti e occupata da diversi giorni.
A Marigliano, nel Nolano - altra area scelta per ospitare un sito di stoccaggio - blocchi stradali sullo svincolo dell’asse 7 bis Nola-Villa Literno, sull’autostrada A30 e sui binari della linea ferroviaria Salerno-Cancello, e tensioni. Marigliano, che rivendica con orgoglio il suo 55% di raccolta differenziata, non vuole ‘’subire imposizioni dall’alto”. Un gruppo di residenti di Villaricca ha invece bloccato per alcune ore un tratto della Tangenziale di Napoli contro l’annunciata riapertura di un’altra discarica, quella di Cava Riconte. Un corteo è stato organizzato nel casertano, a Santa Maria la Fossa, contro l’apertura di una discarica a Ferrandelle.
Il commissario di governo, Gianni De Gennaro, da Avellino aveva annunciato che oggi assumerà ”le decisioni definitive sui siti di stoccaggio e sulle discariche per rimettere in moto il ciclo dello smaltimento dei rifiuti in Campania”. De Gennaro ha sottolineato più volte, in questi giorni, che la priorità è la tutela della salute dei cittadini. Sta acquisendo in queste ore i pareri tecnici formulati dopo la presentazione del piano, ”che non è Vangelo”.

E infatti sarà costretto a rivederlo dopo che i tecnici che hanno effettuato il sopralluogo a Montesarchio hanno sostenuto, ad eccezione del rappresentante del commissariato di governo, che ”allo stato dei fatti non sussistono le necessarie condizioni per la riapertura della discarica ed il conferimento in sicurezza dei rifiuti”. Se dovesse essere scartata Montesarchio, resta ancora in ballo la riserva, della quale ha parlato nei giorni scorsi De Gennaro, rappresentata da Parapoti, nel salernitano.
In piazza scendono ancora cittadini esasperati per lo stato di spaventoso degrado dei comuni della provincia. Manifestazioni si sono svolte a Pozzuoli e Quarto, mentre continuano gli incendi di spazzatura. Ben 110 roghi in ventiquattr’ore, con situazioni molto difficili da gestire in particolare in provincia di Napoli.

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Con 152 voti favorevoli è passata al Senato la conversione in legge del decreto sugli interventi straordinari per lo smaltimento dei rifiuti in Campania. I voti contrari sono stati 136.
Ora il provvedimento passa all’esame della Camera. Quello licenziato dall’assemblea di Palazzo Madama è in realtà un testo ritoccato, e in più punti, rispetto a come era arrivato dal governo. E soprattutto, più che risolverla, rende ufficiale l’emergenza.
Di fatto, tra le novità principali, la provvisoria riapertura, per soli venti giorni, della discarica Difesa Grande di Ariano Irpino ( nei pressi della quale, giovedì scorso, il commissario straordinario Guido Bertolaso è stato aggredito dagli abitanti) e un successivo stanziamento da parte della Regione Campania di cinque milioni di euro per la messa in sicurezza prima e la bonifica dopo. Il presidente della Commissione Ambiente Tommaso Sodano (di Rifondazione) esprime grande soddisfazione per l’approvazione. “Siamo intervenuti - spiega il parlamentare - per rendere il decreto compatibile e rispettoso dei temi a cui come commissione teniamo molto. All’articolo si dice che la Regione Campania non ha bisogno di un piano industriale, ma di un piano del ciclo integrale dei rifiuti che prevede tutti gli impianti da quelli finali, discariche e inceneritori, a quelli per il compostaggio. Ma anche la raccolta differenziata con penali per coloro che non ottemperano agli obblighi di legge”.
Il piano dovrà essere varato entro 90 giorni (cioè entro la fine di settembre, ndr) d’intesa con il ministero dell’Ambiente indicando i siti di compostaggio e regolamentando la produzione del fos, cioè la frazione organica stabilizzata di qualità. Ciò garantirà una raccolta differenziata più spinta. Per superare l’emergenza numerosi sono i soggetti chiamati. “Il commissario deve fare il piano - spiega Sodano - ma lo fa di intesa con il ministro dell’Ambiente, con la Regione Campania e la Provincia. Quindi c’è un coinvolgimento diretto degli attori che dal gennaio 2008 dovranno entrare nella ordinarietà”.
Nei Comuni poi in cui non verranno predisposte per il 2008 le tariffe per coprire il costo di smaltimento ordinario verrà mandato un commissario (l’ennesimo) ad acta. Che avrà il compito di elaborare le tariffe, in caso di non applicazione delle medesime da parte del Comune il consiglio comunale verrebbe sciolto in quanto verrebbe meno alla approvazione del bilancio.
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Come al Superenalotto. Dato per favorito da tre anni, Italo Svevo non si decide mai a uscire. Per questo torna in cima anche quest’anno a tutte le classifiche del toto-traccia per la prima prova dell’esame di maturità. Perché sul web, ogni strada di previsione è buona pur di dare speranza ai 500 mila maturandi del 2007.
C’è chi promette: “Le tracce dei temi della maturità 2007 saranno pubblicate a brevissimo su questo sito”.
C’è chi pubblica sondaggi: Maturando.net, per esempio, dà per favoriti, oltre a Svevo (47 per cento), Luigi Pirandello e Giosuè Carducci.
C’è chi offre spazio blog per gli sfoghi. Leggete questo: “Ciao raga, ho l’esame di inglese, di solito che tracce danno per scrivere una lettera in inglese???”. Risposta: “Guarda ke forse hai ank la cohmpprehension”.
C’è chi propone di rintracciare e torchiare il figlio del ministro dell’Istruzione Giuseppe Fioroni. Dilettatevi: “No no un modo per averle [le tracce] c’è cosa credi…vai a vedere quanti anni ha il figlio del presidente dell’istruzione…..”. “Fa la scuola d una mia amica a viterbo…lo scientifico x l’esattezza…e cmq nn credo ke noi riusciremmo ad averle…lo avranno torchiato x bene i suoi compagni e se sapranno qlcs buon x loro…”
C’è chi intervista i professori: raccomandano di tenere sott’occhio Primo Levi, di cui ricorre il 20esimo anniversario della morte. Ma anche Alberto Moravia, nato nel 1907, potrebbe essere un’opzione attendibile.
C’è chi, a proposito, si affida al calcolo degli anniversari: quest’anno ricorre il decimo della morte di Madre Teresa di Calcutta, il 200esimo della morte di Giuseppe Garibaldi, il 200esimo dell’abolizione della tratta dei neri da parte degli inglesi, il 150esimo della nascita di Rudolf Heinrich Hertz, scopritore delle onde radio, il 500esimo della morte di San Francesco, il 100esimo della morte di Giosuè Carducci, il 300esimo della nascita di Carlo Goldoni…
C’è chi spera nell’attualità: sempre Studiamo.it ha creato una lista di “potenzialità” interessanti, tutte motivate e commentate. Per esempio: “L’import di prodotti dalla Cina popolare”. Motivo: “La questione Cina è molto sentita dal mondo economico e da quello politico”.
Poi, c’è la strada dell’Australia: “Ricordo che era possibile ottenere le tracce gratis dell’esame di maturità del 2007 dall’Australia dove nelle città a maggiore densità di popolazione italiana arrivano le tracce dal ministero italiano un paio di ore prima che arrivino da noi per via del fuso orario”.
Infine, la strada più realistica, quella della rassegnazione: “Ragazzi nn perdete tempo qui la sera prima degli esami ………. nn vi sarannno le tracce, perciò godetevi le vs ore di sonno e mettetecela tutta….
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