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Il Sottosegretario al Lavoro, Michel Martone (Credits: Ansa)

Il giovane viceministro al Lavoro l’ha presa male. Sul suo blog Michel Martone risponde puntuto alle insinuazioni giornalistiche che fotografano una carriera accademica dalla velocità ultrasonica: dottorando a 23 anni, ricercatore a 26, associato a 27, ordinario a 29.
Mezza Italia l’ha criticato per avere dato degli «sfigati» a quelli che a 28 anni bazzicano ancora in facoltà : tu quoque, figlio del potente ex avvocato generale della Cassazione, Antonio. Insomma, dietro occhialini e capigliatura gramsciani si nasconderebbe il più raccomandato tra i raccomandati. Lui nega decisamente. Continua
- Tags: Anvur, concorsi, corsi, Crui, esami, laureati, Mariastella-Gelmini, meritocrazia, Miur, professori, università , valutazione
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Più risorse agli atenei virtuosi, fondo premiale del 7% e tagli al 20% dei corsi inutili.
Si chiedeva, da più parti, nei mesi scorsi (mesi caldi, di proteste e manifestazioni, come raccontano queste GALLERY: qui, qui e qui) che il sistema universiatario venisse radicalmente cambiato, rivoltato, rivoluzionato (come diceva un sondaggio di Panorama della fine del 2008)? Si invocava la meritocrazia (a tutti i livelli: tra i professori, tra i ricercatori, tra gli studenti) come criterio di valutazione degli istituti italiani? Si pretendeva, legittimamente, più effcienza e meno sprechi?
Meritocarzia ed efficienza grazie all’Anvur
A queste richieste risponde il pacchetto Università varato dal Cdm. Che dà via libera alla nuova e super partes Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario (Anvur, che sostituisce e unifica Cnvsu e Civr, i due comitati di valutazione attualmente esistenti, e sarà composto da un presidente, un Collegio dei revisori dei conti e un Consiglio direttivo, i cui membri saranno nominati dal presidente della Repubblica e resteranno in carica per 4 anni non rinnovabili).
“Se vogliamo rispondere alla crisi” puntualizza il ministro Mariastella Gelmini, presentando il provvedimento “si parte dalla scuola, dall’università con la capacità di difendere ciò che funziona ma anche di mettere mano ai problemi, che non mancano e che hanno bisogno di soluzioni rapide ed efficaci”.
Le rilevazioni prodotte dall’Anvur (fatte sulla base di standard qualitativi di livello internazionale, anche con riferimento ai livelli d’apprendimento degli studenti e del loro inserimento nel mondo del lavoro) saranno determinanti per distribuire una parte del Fondo di finanziamento ordinario alle università e agli enti di ricerca che raggiungeranno i risultati migliori (sulla base di criteri riconosciuti e valutati positivamente dalla CRUI, la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane) riceveranno più fondi.
Con il nuovo provvedimento il 7% del Fondo di finanziamento ordinario (525 milioni di euro) è distribuito in base alla qualità della Ricerca e della didattica. In particolare i due terzi sono stati assegnati in base alla qualità della ricerca, mentre un terzo in base alla qualità della didattica.
Con le nuove misure del pacchetto università verrà inoltre “avviata una più coerente razionalizzazione dei corsi di laurea”, che prevede “il taglio di quelli inutili”. Misura che metterà un freno alla “proliferazione di insegnamenti” avuta negli ultimi anni, che “non rispondono alle reali richieste del mercato del lavoro”.
Una sforbiciata che negli ultimi mesi ha già prodotto la chiusura del 20% dei corsi inutili, ma “con questo provvedimento sarà possibile ridurli ulteriormente”, dice soddisfatta gelmini.
L’eccellenza negli atenei
Ma già da quest’anno, ed è la prima volta in Italia, il Miur ha assegnato una parte dei fondi destinati alle università sulla base di nuovi criteri di valutazione della qualità . Da una prima analisi della situazione emerge che l’Università di Trento, i Politecnici di Milano e di Torino sono tra le università migliori in base ai nuovi parametri. Trento, secondo il ministero, “pur essendo un piccolo ateneo, è riuscito meglio di ogni altro a intercettare, attraverso propri progetti, i finanziamenti europei. I politecnici di Milano e Torino hanno conseguito risultati importanti su didattica, ricerca, capacità di autofinanziarsi, buone valutazioni degli studenti, presenza di molti progetti assegnati dal programma nazionale di ricerca”. Quindi si meritano i premi monetari: in arrivo a Trento 6 milioni di euro in più, al politecnico di Milano 8 milioni.
Ma è andata bene anche ad altri atenei: Bologna segna un più 5 milioni di euro, Padova un più 4. Mentre per Trieste, Firenze e Siena l’erogazione della quota di fondi vincolata alla qualità (pari al 7% del totale) è stata sospesa in attesa della presentazione di un piano finanziario di risanamento dei bilanci che attualmente risultano in rosso. Meno finanziamenti, invece, sono destinati ad altre 27 università (quasi tutte nel Mezzogiorno) che non hanno raggiunto gli standard qualitativi previsti. A Foggia viene tolto 1 milione di euro, a Macerata 1,13 milioni.
Ma è quasi tutto il sud a soffrire: tra i centri formativi “negativi” c’è tutto il panorama dell’Università meridionale: nessun ateneo è considerato degno di un aumento dei fondi, anzi è previsto un taglio che arriva anche al 3% dei fondi del 2009. Solo l’Università del Sannio (+0,76%), il Politecnico di Bari (+0,26%) e l’Università della Calabria si salvano.
Reclutamento di professori e ricercatori
Con la direttiva firmata oggi dal ministro Gelmini si avviano le procedure per la formazione delle commissioni di concorso in base alle nuove regole per il reclutamento dei professori universitari e dei ricercatori. Riguardo ai concorsi per ricercatore “ogni titolo scientifico dovrà essere valutato separatamente e specificamente, per evitare giudizi sommari e approssimativi. Viene inoltre richiesto, per i settori scientifici, il ricorso a valutazioni di indici oggettivi e a sistemi di valutazione internazionali, come il Peer review: la valutazione anonima di illustri accademici internazionali. “In questo modo, si dovrebbero ridurre i margini di arbitrio delle commissioni”.
Infine, sono stati sbloccati 1.800 concorsi per professore e ricercatore. La direttiva sottoscritta poche ore fa avvia le procedure per la formazione delle commissioni di concorso in base alle nuove regole per il reclutamento dei professori dei ricercatori, dove prevale il sorteggio. I membri delle commissioni verranno sorteggiati da una lista di commissari eletti tra i professori appartenenti al settore disciplinare oggetto del bando. E la valutazione dei candidati avverrà secondo parametri riconosciuti anche in ambito internazionale.
Il VIDEO: irruzione Idv in sala stampa e la Gelmini lascia:
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- Tags: Camera, concorsi, decreto, legge, Maria-Stella-gelmini, ministro, professori, ricercatori, riordino, spesa, studenti, universitÃ
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Il decreto Gelmini di riordino del sistema univerisitario è legge. La Camera lo ha approvato, definitivamente, con 281 voti a favore, 196 contrari e 28 astenuti. Nel corso delle dichiarazioni di voto, si sono espressi a favore i gruppi di maggioranza (Pdl e Lega), contrari Pd e Idv. L’Udc ha optato per l’astensione, “per offrire un’apertura di credito nei confronti del ministro Gelmini”.
Che, da parte sua, ha espresso grande soddisfazione: “L’Università oggi cambia. Valorizzato il merito, premiati i giovani, affermata la gestione virtuosa degli atenei e introdotta più trasparenza nei concorsi all’Università per diventare professori o ricercatori. Da questi 3 pilastri” sottolinea il ministro “non si potrà prescindere”.
Anche perché il compito del ministro, d’ora in poi, è quello di rimettere in piedi un sistema per il quale, stando ai dati di Eurostat, l’istituto statistico della commissione Europea, l’Italia spende il 4,4% del Pil, posizionandosi sestultima nella Ue, prima solo di Spagna, Grecia, Slovacchia, Repubblica Ceca e Romania. Dati rilevati da, secondo i quali nel 2005 la spesa pubblica degli stati membri della UE per l’istruzione è pari, in totale, al 5% del pil.
Ecco le principali innovazioni contenute nella legge per cambiare volto all’università italiana.
Trasparenza dei concorsi. Le commissioni che giudicheranno gli aspiranti professori universitari di prima e seconda fascia saranno composte, a differenza di quanto accadeva fino ad ora, da 4 professori sorteggiati da un elenco di commissari eletti a loro volta da una lista di ordinari del settore scientifico disciplinare oggetto del bando e da 1 solo professore ordinario nominato dalla facoltà che ha richiesto il bando. Si evita così il rischio di predeterminare l’esito dei concorsi e si incoraggia un più ampio numero di candidati a partecipare.
Reclutamento dei ricercatori In attesa di un riordino organico del sistema di reclutamento dei ricercatori universitari le commissioni che giudicheranno i candidati al concorso saranno composte da 1 professore associato nominato dalla facoltà che richiede il bando e da 2 professori ordinari sorteggiati da una lista di commissari eletti tra i professori appartenenti al settore disciplinare oggetto del bando. La valutazione dei candidati avverrà secondo parametri riconosciuti anche in ambito internazionale.
Assunzioni Le università con una spesa per il personale troppo elevata (più del 90% dello stanziamento statale) non potranno effettuare nuove assunzioni. La norma pone un freno alle gestioni finanziarie non adeguate di alcune università (soprattutto nel rapporto entrate-uscite). Da oggi le università che spendono più del 90% dei finanziamenti statali (Fondo di Finanziamento Ordinario) in stipendi non potranno bandire concorsi per docenti, ricercatori o personale amministrativo.
Ricercatori Per favorire l’assunzione dei giovani ricercatori, il blocco del turn over (a quota 20% nelle altre amministrazioni) viene elevato al 50%. Delle possibili assunzioni presso le Università , almeno il 60% dovrà essere riservato ai nuovi ricercatori. I bandi di concorso per posti da ricercatore già banditi sono esclusi dal turn over. 2300 ricercatori dunque saranno esclusi dal blocco del turn over. Gli enti di ricerca sono esclusi dal blocco delle assunzioni che è entrato in vigore per tutte le amministrazioni pubbliche. Queste tre iniziative permetteranno di assumere 4000 nuovi ricercatori.
Fondi alle università migliori. Più finanziamenti (cioè il 7% del Fondo del Finanziamento Ordinario e del Fondo Straordinario della Finanziaria 2008) saranno distribuiti alle Università migliori: quelle con offerta formativa, con qualità della ricerca scientifica, qualità , efficacia ed efficienza delle sedi didattiche migliori. Le università più virtuose saranno individuate in tempi molto brevi attraverso i parametri di valutazione Civr (Comitato di indirizzo per la valutazione della ricerca) e Cnvsu (Comitato nazionale valutazione del sistema universitario). Per la prima volta in Italia si distribuiscono soldi alle Università in base a standard di qualità .
Diritto allo studio. Per la priva volta in Italia tutti gli aventi diritto avranno la borsa di studio. L’incremento di 135 milioni di euro sarà destinato ai ragazzi capaci e meritevoli, privi di mezzi economici. 180 mila ragazzi oggi sono idonei a ricevere la borsa di studio e l’esonero dalle tasse universitarie, ma solo 140.000 li ottengono di fatto già oggi. 65 milioni di euro sono stanziati per nuove strutture per il 2009: 1700 posti letto in più per studenti universitari. Saranno realizzati progetti per le residenze universitarie.
Il VIDEO servizio:

I voti sono vergati a penna a fianco di ciascuna delle dieci pubblicazioni del candidato: 2,5 più 1,5 più 1,5 e così via fino a un totale di 17. Ma se poi si passa al verbale definitivo, che Panorama ha potuto sfogliare, il punteggio lievita a 36. Con questo risultato: il candidato che senza l’inspiegabile modifica non ce l’avrebbe fatta si aggiudica invece uno dei 16 ambitissimi posti di dirigente di ricerca al Cnr, area scienze della Terra.
È solo una delle anomalie riportate nel libro bianco dell’Usi rdb, una sigla sindacale interna, sull’ultimo concorso per carriera interna del maggiore ente pubblico di ricerca italiano: evento attesissimo da un migliaio di scienziati “anomali permanenti”, quelli al Cnr da almeno 12 anni ma senza promozioni per i continui blocchi dovuti alle Finanziarie.
Punto di partenza dell’indagine dell’Usi rdb, i numeri, su cui sindacato e Cnr non concordano. Secondo l’Usi rdb, il 53,7 per cento della comunità scientifica del Cnr, fra cui molti anziani in servizio, ha subito una bocciatura. Come è possibile, si sono chiesti, affiancando intanto nei ricorsi oltre 100 silurati.
Il Cnr ribatte che in realtà , “soprattutto per i passaggi a primo ricercatore, la percentuale dei vincitori con oltre 12 anni nel ruolo aumenta sensibilmente, oltre il 10 per cento, se si tiene conto del periodo come contrattista a tempo determinato, comunque servito a fare ricerca e a pubblicare”.
Non è solo questione di numeri. Da quello spunto, ed esaminando centinaia di verbali dei 2.345 partecipanti, l’Usi rdb ha notato per esempio queste anomalie nel concorso: promozioni a dirigente di ricerca di candidati che non avevano nemmeno un giorno d’anzianità nel profilo precedente; un commissario d’esame che, in barba all’incompatibilità , risulta coautore di pubblicazioni di un esaminato che poi ha vinto; giudizi identici ma con voti diversi, in un caso un sindacalista interno del Cnr è risultato vincitore, l’altro solo idoneo.
Una ricercatrice inserita nel gruppo di 12 donne che, con il Nobel Rita Levi Montalcini, hanno fatto la storia del Cnr, non ha ottenuto alcun avanzamento: la commissione che la valutava, tra altre incongruenze, secondo l’Usi rdb, le ha attribuito un punteggio inferiore per una pubblicazione di cui è prima autrice, rispetto alla seconda autrice che invece ha ottenuto il doppio dei voti.
Il sindacato parla di “metodi di valutazione illegittimi e profondamente difformi tra le commissioni”. Sarebbero stati assegnati punteggi a semplici email presentate come titoli, “ma non hanno considerato validi attestati internazionali” lamenta la ricercatrice Rita Balocchi.
Al Cnr replicano che “le commissioni sono sovrane nell’esprimere il giudizio, nell’ambito dei criteri fissati dai bandi”. La Usi rdb intanto ha consegnato il rapporto al ministro della Ricerca universitaria, Fabio Mussi, chiedendo verifiche. Il ministro sta valutando, caso per caso, eventuali provvedimenti.