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Consiglio-regionale

Parla Lady Mastella: “Nulla sarà più come prima”

Sandra Lonardo Mastella, presidente del consiglio regionale della Campania

Sandra Lonardo Mastella, presidente del consiglio regionale della Campania

Bufera giudiziaria all’ombra del Vesuvio: a quanto si apprende, 25 ordinanze di custodia cautelare, 63 indagati, 18 divieti di dimora e 6 misure interdittive costituiscono i provvedimenti emessi dal gip del Tribunale di Napoli eseguiti oggi dai carabinieri di Caserta e dalla Guardia di Finanza di Napoli. Nell’inchiesta su appalti e assunzioni all’Arpac (l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Campania) - come riportano siti (qui, qui, qui e qui) e agenzie di stampa - figura indagata anche Sandra Lonardo, presidente del Consiglio regionale della Campania e moglie dell’ex Guardasigili e leader dell’Udeur Clemente Mastella, destinataria di un provvedimento di divieto di dimora in Campania, dove svolge la sua attività istituzionale. Leggi l’intervista Sandra Mastella

Marrazzo, il concorso per giornalisti e le promesse

Piero Marrazzo con Romano Prodi e Tommaso Padoa-Schioppa
Il difensore dei consumatori di Mi manda Rai Tre, oggi presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, promette. Ma non sempre mantiene.
Ben 15 giornalisti, vincitori di un concorso bandito dalla Regione Lazio nel 2004, avevano ricevuto la promessa televisiva da Marrazzo - dopo un blitz della troupe delle Iene - che a giugno sarebbero stati finalmente assunti. Adesso la Regione, che ha rispettato il Patto di stabilità, ha assunto altre persone ma i 15 giornalisti, vincitori nel 2006 del concorso pubblico, restano ancora a spasso.

Solo stamattina, quando già si era sparsa la voce che erano pronti a una pubblica protesta, sono stati convocati in Regione, ma ancora non è dato sapere se per veder finalmente rispettata la promessa. Insomma, dopo il danno la beffa. I quindici aspiranti addetti stampa del governatore Marrazzo speravano, infatti, nel paladino dei consumatori di Rai Tre, nonché collega giornalista. Tanto più che nel 2006 - con la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio - era stata resa nota la graduatoria dei vincitori.
“Ma adesso scopriamo da fonti di via della Pisana”, spiega uno dei vincitori che preferisce conservare l’anonimato, “che la pratica per la nostra definitiva assunzione, la fine del nostro incubo, giace dal 13 aprile scorso su una scrivania del Dipartimento economico e del bilancio“. Al Dipartimento economico spiegano che il problema deve essere risolto dal Dipartimento del personale. Per sbloccare l’iter dell’assunzione il segretario generale del Consiglio regionale, Salvatore Nigro, ha chiesto l’attestazione dell’avvenuto rispetto del Patto di stabilità della Regione Lazio. Una richiesta che è stata presenta dopo aver constatato che sul Bollettino della stessa Regione Lazio erano state autorizzate altre assunzioni proprio per aver rispettato il Patto.
Ma se sono state assunte altre persone, come direbbero nello studio televisivo di Rai Tre, perché i vincitori di concorso no?

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