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Droga e crisi economica? Il binomio, purtroppo, rimane possibile (e praticabile).
Se non da un punto di vista dei soldi (il mercato dello spaccio sta subendo un contrazione ma la “piazza” dei consumatori continua ad allargarsi), almeno da un punto di vista psicologico, sociale e culturale.
Tanto che i dipendenti di droga in Italia continueranno ad aumentare, almeno nei prossimi 3 anni. E mentre la cocaina si attesta su valori di consumo standard (700mila gli italiani che snifferanno da qui a tre anni), entro il 2012 è previsto un prepotente ritorno sul mercato dell’eroina: il suo consumo dovrebbe crescere del 40%. Si ipotizza inoltre un boom per le droghe “da discoteca”, come ecstasy e anfetaminici, i cui consumatori abituali dovrebbero essere circa un milione nel 2012.
I dati, foschi e preoccupanti, sono contenuti nel rapporto (qui il .pdf) del centro studi Prevo.lab di Milano, il laboratorio previsionale sulle dipendenze della Lombardia ed è riportato dal sito droga.net di Riccardo Gatti (Medico, Psicoterapeuta e Specialista in Psichiatria, Direttore del Dipartimento delle Dipendenze della A.S.L. Città di Milano. Professore a contratto, all’Università Statale di Milano Bicocca.
Si diceva, mercato degli stupefacenti e crisi economica. Ecco cosa sostengono gli esperti di Prevo.Lab: la strategia dei sognori dello spaccio è cambiata. Se “fino a qualche mese fa, si è assistito a un allargamento della base di penetrazione del mercato e a una tendenza ad acquisire un elevato numero di consumatori – benché basso-consumanti – anche proponendo prodotti a un prezzo inferiore”, ora ell’attuale fase economica, invece, “sembra prevalere la logica economica di strategie a breve termine e guadagno immediato: alto-consumo, assuefazione, fidelizzazione e mantenimento del mercato”. La nuova tendenza dei trafficanti, che si comportano sempre più da imprenditori, è quella di “investire su clientele fidelizzabili (cioè uno “zoccolo duro” con elevata dipendenza, ndr) a sostanze come l’eroina, il cui potere di indurre tolleranza e, quindi, dipendenza, più facilmente di altre droghe, ne rende meno probabile un uso saltuario a basso dosaggio”.
Come si diceva, l’eroina sarà la protagonista del mercato degli stupefacenti da qui a tre anni. E ilperché gli analisti lo spiegano così: “In una situazione di crisi, recessione, negatività e passività (quale la fase attuale), di cosa ha bisogno il consumatore? Oggi si sente il bisogno di evasione, di fuga, di abbandono di una realtà che non soddisfa. Per questa ragione, chi compra droga si affida a sostanze in grado di dargli questa possibilità : la grande mamma eroina, la premorienza della ketamina, i viaggi degli acidi. L’eroina, nello specifico, è una sostanza che anestetizza e che sembra ben inserirsi in una società chiusa su di sé, che involve. Anche la persona si chiude su di sé, isolandosi così dal contesto opprimente”.
La conferma del nuovo trend viene dalle quotazioni. Secondo le stime di Prevo.lab per il triennio 2009-2012 gli eroinomani saranno 160 mila (40% in più riÂspetto ad ora). A partire dalle metropoli: Milano, Roma, Torino, Napoli. Diffusione garantita dal basso costo della dose: secondo i dati della Direzione centrale servizi antidroga, per un grammo di polvere bianca oggi si pagaÂno 74 euro, ma nel 2012 scendeÂanno a 67. Una dose di coca (0,20 grammi) costerà 13 euro, mentre per l’eroina si scenderà a 7 euro.
Costeranno di più invece gli spinelli: nel 2002 per comprarli ci volevano 6 euro, diventeranno 11 nel 2012 e la diffusione di hashish e marijuana si confermerà alta: tra i 5 e i 6 milioni di italiani (con una crescita del 5% contro il 20% entro il 2011 previsto dal rapporto dello scorso anno). Sul mercato arriveranno poi le cosiddette “Cyber drugs” che , come spiega il Gat, Nucleo speciale frodi telematiche della Guardia di Finanza, agiscono direttamente sul cervello, sollecitandolo e provocando reazioni che vanno dall’eccitazione al rilassamento. Gli stessi effetti delle droghe, di cui questi file portano il nome, a seconda, appunto, del risultato.
Saranno 270mila, dice sempre il rapporto, a usare ecstasy e anfetaminici, cioè il 3% degli italiani tra i 15 e i 54 anni.
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Le altre cittÃ
L’ordinanza della giunta morattiana che vieta il consumo di alcolici ai giovani sotto i 16 anni di età (pena una multa fino a 450 euro da far pagare ai genitori) ha causato una reazione a catena anche in altre città italiane, che hanno subito preso posizione nei confronti del divieto anti-alcool. Ecco la mappa dei favorevoli e dei contrari.
I favorevoli
- Pavia - Potrebbe arrivare già da domani il divieto per l’alcool agli under16. Lo anticipa il sindaco della città , Alessandro Cattaneo, che domani assieme alla giunta deciderà se adottare l’ordinanza: “In linea di principio sono favorevole al provvedimento. Bere alcol sotto i 16 anni non è educativo”.
- Bergamo - Nell’altro centro milanese occorrerà invece aspettare la prossima settimana per sapere come la giunta si orienterà . Il sindaco Franco Trentorio però si è mostrato interessato: “Effettueremo un censimento delle normative in vigore negli altri Comuni e dei loro effetti per vedere se e come possano essere importabili anche nella nostra città ”.
- Ravenna - Fabrizio Matteucci, sindaco della città , si dà 40 giorni di tempo per valutare gli effetti del provvedimento milanese. Ma non esclude di adottarlo. Prima, però, chiederà un parere anche alle Politiche Giovanili e ai presidi delle scuole.
- Ancona - Anche il capoluogo marchigiano affronterà l’argomento questo martedì, in giunta. Nonostante i dubbi del sindaco, per il quale “un’azione formativa e informativa per dissuadere i minori dall’abusare di alcol, già sarebbe un grosso deterrente”.
I contrari
- Salemi (TP) - Il sindaco Sgarbi lancia la sua consueta provocazione: “Salemi, quale città del vino, si candida a diventare la città della libertà assoluta di bere. Faccio un appello: vengano tutti i giovani a Salemi dove si puà bere liberamente”.
- Roma - Dare la colpa ai minori non piace a Gianni Alemanno: “A me sembra meglio il protocollo che abbiamo firmato noi perché non introduce un divieto. Noi abbiamo preferito fare una cosa concordata”.
Quelli che “la nostra è meglio”
- Monza - Tutto fumo, niente arrosto. È più o meno questa l’opinione del sindaco, Marco Mariani: “La nostra ordinanza, rispetto alla versione milanese, è differente e più incisiva; un provvedimento educativo fatto per dare un segnale forte e preciso soprattutto alle famiglie, non per sollevare polveroni mediatici. Noi abbiamo deciso di intervenire sui proprietari dei locali e delle rivendite confidando nella loro sensibilità civica”.
- Caltagirone - “Il provvedimento per il divieto della vendita di alcolici ai minori di 16 anni l’abbiamo varato noi, prima del Comune di Milano, e con la nostra ordinanza, in vigore da oggi, non si multeranno i ragazzi, ma solo gli esercenti che non rispetteranno la norma”. Vietare l’alcool ai giovani è giusto, ma loro sono arrivati primi: il sindaco Pignataro tiene a specificarlo.

I giovani non l’hanno preso bene, il divieto di consumo alcoolici che il Comune di Milano ha imposto agli under 16 (in vigore da lunedì 20 luglio per 120 giorni, almeno in una prima fase sperimentale). Parlano di “ritorno al proibizionismo”, di ordinanza “ridicola”.
Una multa fino a 450 euro per tutti quei ragazzi che, da stasera, saranno sorpresi a bere alcolici sia dentro che fuori i locali della ex “Milano da bere”. Le multe, spiega il vice sindaco Riccardo De Corato, saranno inviate ai genitori (”colpevoli” di non avere il massimo controllo sulle azioni e l’educazione dei propri figli), come prevede la legge trattandosi di minori. Sono previsti anche il sequestro cautelare e la confisca amministrativa delle bottiglie, a opera di vigili, polizia, carabinieri e guardia di finanza che, stando all’ordinanza, hanno il compito di far rispettare la nuova regola.
Una misura che ha suscitato perima l’ilarità e poi la rabbia dei più giovani, scettici sull’effettiva utilità di una legge del genere: “per un figlio pirla… centinaia di euro di multa!”, commentano sul forum di Giovani.it.
Per Letizia Moratti, ovviamente, non c’è però nulla di punitivo. Il sindaco di Milano spiega: “L’obiettivo è lanciare un messaggio ai giovani e alle famiglie: ai primi vogliamo ricordare che l’alcol fa male, alle famiglie che le istituzioni non le lasciano sole nell’educazione dei figli”.
Le reazioni degli “adulti”
La linea dura del sindaco milanese, e del suo vice De Corato che già minaccia “provvedimenti a raffica”, sembra comunque piacere molto a quel “mondo degli adulti” a cui i giovani guardano con sospetto.
Gli stessi gestori dei locali milanesi hanno dato il loro sì convinto al divieto di vendita e consumo di alcolici da parte dei minori. E il Moige si spinge oltre, chiedendo l’estensione del divieto a livello nazionale, con una apposita legge.
Un’idea che secondo il ministro dell’Interno Maroni avrebbe poco senso, visto che i sindaci locali potrebbero già fin d’ora seguire l’esempio milanese attraverso apposite ordinanze. Ma che potrebbe comunque arrivare in Parlamento, dato il sostegno ricevuto dall’iniziativa morattiana da esponenti sia del centrodestra che del centrosinistra.
Per non parlare dell’apprezzamento del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che commenta così: “una idea eccellente, una ottima iniziativa, spero che venga ripresa da tutte le amministrazioni”.
Le opinioni della Rete
Per comprendere le opinioni dei diretti interessati dall’ordinamento, invece, occorre invece rivolgersi al luogo giovane per eccellenza: la Rete. Dove spuntano e si rincorrono critiche, lamentele, notazioni e accuse di ipocrisia.
Il cattivo esempio degli adulti
Un messaggio educativo che fa a pugni - come l’ordinanza - con tutti i messaggi pubblicitari che passano a tutte le ore sulle televisioni, sui giornali, su Mtv, che fanno espressamente riferimento all’alcol come stato del benessere e dell’allegria. Fa a pugni anche con l’atteggiamento degli adulti che sull’alcol non hanno niente di educativo da insegnare.
Pollicino » Vietare l’alcool a 16 anni?
…e il cattivo esempio degli altri Stati
“Ridicola. La nuova ordinanza che vieta il consumo e vendita di alcool ai minorenni a Milano è ridicola. Solo un gruppo di matusalemme che non è mai uscito dall’Italia, o peggio dalla propria città , poteva riproporre un concetto così grossolano che è fallito dappertutto quando è stato applicato. Il proibizionismo degli alcolici esiste già in altri paesi come la Svezia ed è aggirato in modo semplicissimo.“
Fabristol » Il proibizionismo non è la risposta
Di tutta l’erba, un fascio
“Il cosiddetto processo alle intenzioni è partito e si sta dilagando… togliere la possibilità a una persona di bere ritenendo che questa si ubriacherà di sicuro (fatti suoi poi, se non guida…) è un processo alle intenzioni.”
Alexeidos » Alcool? Sì, grazie
Risalire alla fonte
“Che qualcuno abbia potuto pensare che vietare non solo la vendita (quella è sanzionata dall’art.689 del codice penale da un bel pezzo) ma anche il consumo di alcol agli adolescenti fosse un’iniziativa intelligente è qualcosa che davvero va al di là della mia comprensione. [...] allora, dico io, facciamo un altro piccolo sforzo e vietiamo pure il desiderio. Dice, e come fai a impedirlo il desiderio? Ma perché, la detenzione è più facile?”
Aioros83 » Guerra tra alcolisti
Prima sfruttati, poi vietati
“Nella cultura conviviale italiana è intessuto e profondamente radicato, il ricorso ludico all’alcool; [...] gli adolescenti respirano questo da sempre ed inoltre il proliferare in tutti i posti di locali e localini dove si punta alla grande sui momenti di “sballo” ha fatto delle città enormi macchine da degustazione e relative pisciate pubbliche. [...] Quindi si corre ai ripari, vietando, more solito. Il divieto dopo il businnes. Sola logica possibile?“
Ossimora » Happy Hour
La MAPPA delle altre città  favorevoli e contrarie ad adottare l’iniziativa della giunta milanese
Con un’ordinanza del sindaco Letizia Moratti, il comune di Milano ha vietato vendita e consumo in pubblico degli alcolici per i minori di 16 anni. Per chi trasgredisce, previste sanzioni (da recapitare ai genitori) fino a un massimo di 450 euro. Siete d’accordo?
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Dove posso fare un acquisto high-tech al prezzo migliore? La domanda di questi tempi è più che lecita, ma muoversi da soli nel vasto mercato delle offerte non è facile. A orientare verso il risparmio l’acquisto di cellulari, televisori a schermo piatto e videoregistratori digitali ci ha pensato Altroconsumo.
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LEGGI ANCHE Le altre dritte di Altroconsumo

Più spinelli e più coca. Per gli italiani, purtroppo.
Si potrebbero riassumere così i dati contenuti dalla relazione annuale al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze in Italia (qui il .pdf), presentata oggi dal ministro per la Solidarietà sociale Paolo Ferrero.
Quello di Ferrero è così il secondo “allarme coca” lanciato dal governo, dopo quello del ministro dell’Interno Giuliano Amato, che parlava di un “uso gigantesco” nel nostro paese. Ma il quadro che emerge dalla relazione di Ferrero è sconfortante. La cocaina sta vivendo un vero e proprio boom, soprattutto fra i ragazzi. La colpa, ha spiegato il ministro dela Solidarietà , è da attribuirsi al crollo dei prezzi delle sostanze illegali: “la sua maggiore accessibilità economica la rende ancora più popolare”. La coca insomma è alla portata di tutte le tasche. Infatti l’uso di cocaina, segnala la relazione, è cresciuto di circa il 62% nei maschi fra i 25 e i 34 anni e del 50% nelle ragazze tra i 15 e i 24 anni. Stabile, invece, il consumo di eroina: nel 2006, in Italia, gli utilizzatori di eroina sono stimati in circa 210.000, un dato simile a quello dell’anno precedente.
Tra il 2001 ed il 2005 il rapporto rileva anche un aumento dei consumi di cannabis: hanno fatto uso della sostanza almeno una volta nella vita il 22% degli intervistati nel 2001 ed il 32% nel 2005. L’incremento si riferisce non solo al consumo nella vita e negli ultimi 12 mesi, ma anche negli ultimi 30 giorni e ha riguardato in modo significativo entrambi i generi in tutte le classi d’età .
Le regioni che fanno registrare le più alte prevalenze di consumatori di sostanze illegali (una o più volte, negli ultimi 12 mesi) sono il Lazio per i cannabinoidi (10,6%), la Lombardia per la cocaina (4,7%) e la Liguria per l’eroina (0,7%)
Negli ultimi anni, quasi cinque milioni di italiani hanno cambiato il proprio giudizio nei confronti della pericolosità per l’uso della cannabis: se nel 2001 il 71% degli uomini e l’80% delle donne esprimeva una forte disapprovazione, nel 2005 queste percentuali sono infatti scese al 64% e al 68%. L’eroina è la droga percepita da tutti come la più dannosa (95%). £Eppure - spiega il ministro - da ormai tre anni il suo consumo non diminuisce. Anzi, in forme solo apparentemente meno nocive dell’iniezione endovenosa, il mercato si sta via via riaprendo, anche sotto la pressione della enorme produzione afgana”.
A livello di pericolosità percepita segue la cocaina. Anche il tabacco è considerato rischioso da oltre l’85% delle persone; anche se si registra una diminuzione significativa nella percezione del rischio tra il 2003 e il 2005 tra le persone con età fra i 25 e 44 anni. Infine la relazione stima intorno a 210 mila il numero di italiani per i quali è continuativo, e legato a dipendenza, l’uso di oppiacei (5,4 ogni mille residenti di età tra i 15 e i 64 anni); mentre quelli di cocaina intorno ai 147 mila (3,8 ogni mille). Si stima, inoltre, che siano 176 mila le persone in trattamento nei Sert (il 14% sono nuovi pazienti); prevalentemente uomini (87%), italiani (94%), con età media di 35 anni.