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La solidarietà a Oscar Giannino dopo l’aggressione di ieri - VIDEO

Oscar Giannino contestato alla Statale di Milano (Ansa)

Oscar Giannino contestato alla Statale di Milano (Ansa)

”La contestazione a Milano nei confronti di Oscar Giannino non è solo l’atto violento e arrogante di qualche facinoroso. È la dimostrazione che in questo Paese ci sono ancora persone che davvero credono di potersi arrogare il diritto di elargire patenti di democrazia, contestare la sacrosanta libertà di espressione, privare i supposti avversari politici dell’opportunità di dire la propria”. Così Benedetta Rizzo, presidente di veDrò, il think net trasversale fondato, tra gli altri, da Enrico Letta, Giulia Bongiorno e Angelino Alfano, ha condannato la violenta contestazione a Oscar Giannino, opinionista economico, al quale è stato impedito di partecipare a un dibattito organizzato all’Università Statale di Milano. Continua

Contestare Beppe Grillo si può, ma non si deve scrivere

Beppe Grillo contestato dagli studenti a Bologna
Beppe Grillo? Guai a chi lo tocca. Ieri Panorama.it, come molti altri siti di informazione, ha riportato la notizia che Grillo è stato contestato da alcuni studenti al corteo di Bologna. Un’esposizione dei fatti confermata in giornata dallo stesso Grillo in un’intervista al Corriere della Sera (ascolta l’audio dell’intervista). Se è vero che non è stata una contestazione epocale, è altrettanto vero che di contestazione si è trattato. Limitata a pochi, come sottolinea l’interessato, ma c’è stata. Però l’immagine di Grillo evidentemente non può essere sporcata dalla minima ipotesi di dissenso. Quindi oggi è partita, immediata, la mobilitazione lanciata dal suo blog: “Secondo la stampa di regime (quindi quasi tutta) sono stato oggetto di violente contestazioni” scrive Grillo. Che aggiunge: “Leggete le barzellette dei giornalisti di regime e informateli dell’avvenuto con una mail”. E giù, a seguire, l’elenco della “stampa di regime” che si sarebbe macchiata di lesa maestà nei suoi confronti, con tanto di titoli degli articoli incriminati. Di fianco ad ogni articolo, la mail dei giornale a cui scrivere per contestare:
- Il Tempo: “E Beppe Grillo si infila nel corteo: contestato due volte” - Scrivi
- Il Resto del Carlino: “Beppe Grillo contestato dal corteo ‘Non vogliamo primedonne’” - Scrivi
- Panorama: “Scuola in sciopero: gli anti Gelmini fischiano anche Grillo” - Scrivi
- Corriere della Sera: “Beppe Grillo contestato dai manifestanti: Non vogliamo primedonne. E lui: “Cercate i poliziotti finti” - Scrivi
- Il Giornale: “Grillo prova a infilarsi nel corteo: lo buttano fuori a suon di «vaffa»” - Scrivi
- La Repubblica: “Grillo fischiato dagli studenti: ‘Buffone, buffone’” - Scrivi
- AdnKronos: “Scuola, Grillo a corteo a Bologna: qualche contestazione” - Scrivi

Morale: il paladino delle libertà invita i suoi fedelissimi a protestare perché i giornali hanno parlato di una contestazione che, come lui stesso ha ammesso, lo ha messo nel mirino. Perché evidentemente la libertà di stampa piace soltanto quando è a senso unico.

E nel frattempo i paladini di Grillo e della libertà di stampa continuano a inviarci email di questo tenore:
“Schiavi senza pudore fatevi un esame di coscienza, spero che Dio vi perseguiti bugiardi infami.
“SIETE LA VERGOGNA DI QUESTO PAESE. Quando i vostri padroni fuggiranno dall’italia con i loro aerei personalizzati, la gente , il popolo si dovrà accontentare di sfogarsi solo su di voi”.
“Vi state seppellendo con le vostre mani!”.
“Adesso siamo proprio incazzati con voi giornalisti corrottissimi, senza coscienza e anima. Attenti che qualche cosa sta per succedere… “
“Quanto siete puerili e proni al potere……viva grillo Dove è la Vs. professionalità???
“Siete dei VENDUTI e spero che i giornalisti con un po’ di spina dorsale che sono nella vostra redazione vi mandino a fare in culo come sto facendo ora io!”.
“Solo grillo ormai conta per me e la mia famiglia e vi assicuro siamo in tanti…e saremo sempre di più ormai voi e le vostre politiche siete alla frutta…ciao belli!
“Vergognatevi e cambiate lavoro. Magari portate al macero le ossa degli animali macellati. Oppure andate a mendicare che è meglio”.
“vergongatevi la faccia. o il culo. che tanto per voi sono la stessa cosa. ciao”
Ogni commento pare superfluo…

Gli universitari: “Berti_not_in my name” e “D’Alema go home”

Un muro dell'università La Sapienza di Roma, con manifesti che contestano la guerra e criticano Bertinotti.<br> (Credits: Ansa)

Bertinotti contestato all’università Roma, D’Alema a quella di Firenze. La politica estera del governo Prodi è sotto il fuoco di polemiche che si levano da destra e da sinistra. In attesa del banco di prova, oggi, con il voto al Senato per rifinanziare le missioni all’estero.
“Buffone sarai tu, chiedimi scusa”: Bertinotti era furente. La contestazione di una cinquantina di studenti, ieri, alla Sapienza di Roma ha bucato il suo orgoglio, ed è finita sulle prime pagine dei giornali, perché erano almeno trent’anni che la sinistra universitaria non se la prendeva così con la sinistra di Palazzo. “Guerrafondaio”. “Buffone”. “Assassino”. “Berti Not in my name”. La mobilitazione era stata preparata in Rete, nel blog del Coordinamento collettivi della Sapienza. Dalle pagine on line il volantino annunciava “Non possiamo non contestare un governo che ha fatto della PACE un semplice spot preelettorale”. Il sito Informationguerrillia dà manforte agli studenti. E mentre Prodi annuncia alle agenzie di stampa la sua solidarietà per il presidente della Camera, in Rete la discussione continua. Anche a destra dove Bertinotti è assolto pur con un’accusa di doppiezza. E in molti blog, dove la questione più dibattuta è quella che approda oggi al Senato: come si concilia la vera non violenza con il via libera alle missioni di guerra?

Sulla politica estera è stato contestato ieri anche Massimo D’Alema. Arrivato all’università Cesare Alfieri di Firenze per una lezione sul Medio Oriente, il ministro degli Esteri si è trovato davanti una trentina di ragazzi di Azione Universitaria (An) che sventolava uno striscione con la scritta “Dalemullah go home”. Il riferimento era più esplicito in un banchetto degli Studenti per la Libertà (FI), che esponeva una foto del ministro con una frase pronunciata alla vigilia della scorsa votazione sul rifinanziamento della missione italiana: “Se non c’è maggioranza, si va a casa”. Dentro l’aula, altre contestazioni. Questa volta da sinistra: striscioni contro “L’imperialismo” e voci che gridano “Guerrafondaio”. D’Alema non se ne va infastidito come Bertinotti. Se la cava con qualche artificio retorico. E s’infila in macchina compiaciuto della sua vittoria dialettica. Ma la vera battaglia, per lui come per Bertinotti, è oggi, a Roma.

Leggi anche: Università, la contestazione a colpi di blog

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