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La vetrina di un'agenzia di lavoro interinale (Ansa)
È stato un regalo dal gusto amaro quello trovato sotto l’albero di Natale per 900 lavoratori che poche ore fa hanno scoperto di non avere i contributi pensionistici versati. L’operazione della Guardia di Finanza di Ravenna lascia davvero senza parole. Dieci agenzie interinali false con la complicità di 26 aziende del settore della carpenteria metallica, alcune leader in Italia per la realizzazione di strutture industriali, hanno piazzato sul mercato del lavoro oltre 900 persone tutte in modo irregolare. Continua

Aicha e Achol, La prima è marocchina, la seconda sudanese
Aicha e Achol sono due donne molto diverse, come diversa è la loro storia, che si intreccia solo pochi mesi fa, quando entrambe hanno avuto l’occasione di lavorare a Milano per la stessa famiglia.
Una, Aicha, è marocchina, ha 35 anni, è musulmana, timida, silenziosa e un po’ sfuggente. L’altra, Achol, è sudanese, ha 25 anni, è cristiana, estroversa, vivace e disinibita. Continua

Un banco di frutta gestito da due maghrebini
Alle 8.30 del mattino il Mercato di Viale Papiniano a Milano è ancora tranquillo. Pochi avventori in giro, commercianti che scaricano la merce dai camion e iniziano a preparare il loro banco.
Passo in Piazza Sant’Agostino, la zona dove si vendono principalmente generi alimentari. Faccio due chiacchiere con un salumiere, che non smette di fissare un camioncino carico di frutta. “Ecco, vedi? Noi in riga, loro in mezzo alla strada!” dice, riferendosi ad un gruppo di lavoratori egiziani. Continua
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Dal primo settembre sarà possibile presentare le domande per la regolarizzazione di colf, badanti e più in generale delle persone addette al lavoro domestico. Se dal 21 agosto si può versare il contributo forfait di 500 euro, necessario per iniziare la procedura, fino a fine mese tocca alle domande di emersione vere e proprie. All’una del pomeriggio di oggi erano già 7.846 i moduli richiesti, mentre le domande effettivamente trasmesse erano già 3.135.
Nessun assalto al sito del Viminale
Al Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del ministero dell’Interno ricordano che la procedura on line rimarrà attiva fino al 30 settembre. E infatti non c’è stato assalto, nessuna valanga di domande, stavolta: le domande non sono collegate né a graduatorie a tempo, né a quote di ingresso. Le domande inviate finora riguardano soprattutto cittadini ucraini, le richieste più numerose provengono dalla provincia di Milano.
La “sanatoria” riguarda una platea di circa un milione di lavoratori italiani, comunitari ed extra-Ue. Di questi, il 46% è rappresentato da extracomunitari, il 31% da lavoratori comunitari e il 23% da italiani, secondo i dati della Fondazione Studi dei consulenti del lavoro, categoria impegnata al fianco delle istituzioni nell’operazione per l’emersione dei rapporti di lavoro irregolari e pronta a chiarire i dubbi interpretativi in merito alla procedura.
Dubbi che già lunedì 31 agosto, lo stesso ministro dell’Interno, Roberto Maroni, in occasione della firma con l’Anci per la regolarizzazione del lavoro domestico, aveva fugato: oltre a colf e badanti, il Governo non ha intenzione di estendere la regolarizzazione ad altre categorie di lavoratori irregolari.
Le cose da sapere
Sono tre le tappe da seguire: 21 agosto, primo settembre, primo ottobre. Dal 21 agosto si è cominciato a pagare l’una tantum di 500 euro (da versare in contanti, con assegni bancari o postali, con assegni circolari, con vaglia cambiari, con bancomat o postamat e postpay, con addebito sul conto corrente bancario o postale). Per pagare deve essere utilizzato il modello “F24-versamenti con elementi identificativi” reperibile sui siti internet www.agenziaentrate.gov.it, del ministero dell’Interno, del Welfare, dell’Insp. La somma copre i contributi per il periodo 1 aprile-30 giugno 2009.
L’unico vincolo per presentare la domanda è che le persone da regolarizzare, lavoratori italiani, comunitari o extracomunitari irregolari che lavorano come colf o badanti, siano alle dipendenze del datore che presenta la domanda da almeno tre mesi a partire dal 30 marzo 2009. Con questa sanatoria sarà possibile non solo regolarizzare il rapporto di lavoro “in nero”, ma anche legalizzare la presenza irregolare dei lavoratori clandestini. In sostanza, chi concluderà l’iter avrà da subito il permesso di soggiorno.
Chi presenta la domanda
La presentazione della domanda spetta ai datori di lavoro (italiani, comunitari o extracomunitari in possesso di titolo di soggiorno), purché il rapporto di lavoro esista da almeno 3 mesi prima del 30 giugno.
La domanda rappresenta un’autocertificazione in tal senso. Il numero massimo di regolarizzabili per ciascun nucleo familiare è pari a tre (di cui 1 colf e 2 badanti) se si tratta di cittadini extra UE, mentre non c’è alcun limite nel caso di cittadini italiani o della UE.

Reddito minimo, orario minimo
Il reddito imponibile 2008 per richiedere l’assunzione del lavoratore non deve essere inferiore a 20 mila euro per le famiglie monoreddito, e non inferiore a 25 mila euro per i nuclei familiari con più percettori di reddito. Quanto al lavoratore, deve effettuare un orario di lavoro minimo di almeno 20 ore settimanali.
Le domande
Il secondo passo è la presentazione della domanda, dal primo settembre al 30 settembre. Lo si può fare solo via internet attraverso il sito del Ministero dell’Interno, registrandosi, scaricando un apposito software, compilando il relativo modulo e inviandolo per via telematica. Gli uffici dei Comuni offriranno assistenza ai cittadini in queste procedure.
La convocazione
Dal primo ottobre, le domande andranno allo Sportello Unico per l’Immigrazione che, dopo le verifiche delle Questure, convocherà datore di lavoro e lavoratore. A quest’appuntamento serviranno la ricevuta di pagamento dei 500 euro, dichiarazione dei redditi, certificazione rilasciata da una struttura sanitaria pubblica o da un medico convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale che attesti la non autosufficienza di persone assistite da badanti, un documento di riconoscimento e due marche da bollo da 14,62 euro. Le domande con documentazione priva dei requisiti di legge saranno rigettate e il contributo di 500 euro non verrà restituito.
Il contratto di soggiorno
Successivamente si procederà alla stipula del contratto di soggiorno, che si firmerà nelle prefetture. Si rischia la revoca del permesso se la dichiarazione di emersione contenesse dati falsi.
Le previsioni del governo
Il Viminale si attende oltre 500mila domande: questo significa che già con il pagamento del forfait di 500 euro, lo Stato dovrebbe incassare entro un mese tra i 300 e i 450 milioni. Ma bisogna tener conto anche degli 80 euro pagati dallo straniero per il rilascio del permesso di soggiorno. In base alle prime stime, la sanatoria di colf e badanti potrebbe far entrare nelle casse dello Stato da 1,2 a 1,6 miliardi di euro.
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Avevano rischiato grosso le 750 mila badanti (quelle che in termini sindacali si chiamano assistenti familiari) irregolari presenti in Italia. Secondo il decreto del pacchetto sicurezza, essendo per la quasi totalità extracomunitarie in Italia senza permesso di soggiorno, avrebbero rischiato l’espulsione.
E i loro datori di lavoro avrebbero rischiato di perdere questo esercito della salvezza di casa, anziani e disabili (che supplisce alle carenze della sanità pubblica, piace a destra come a sinistra e raccoglie gli elogi del governo, Lega compresa).
E invece, tutti tirano un sospiro di sollievo: da oggi parte la sanatoria. In base alla quale i datori di lavoro potranno avviare la procedura di emersione dal lavoro irregolare, versando (fino al 30 settembre) in banca, alla posta oppure on line nel sito dell’Agenzia delle Entrate, il contributo di 500 euro previsto, per mettere una pietra tombale sul passato.
Le cose da sapere
Sono tre le tappe da seguire: 21 agosto, primo settembre, primo ottobre. Dal 21 agosto si può iniziare a pagare (in banca, alle poste o presso gli agenti di riscossione) l’una tantum di 500 euro (da versare in contanti, con assegni bancari o postali, con assegni circolari, con vaglia cambiari, con bancomat o postamat e postpay, con addebito sul conto corrente bancario o postale). Per pagare deve essere utilizzato il modello “F24-versamenti con elementi identificativi” reperibile sui siti internet www.agenziaentrate.gov.it, del ministero dell’Interno, del Welfare, dell’Insp.
Vanno indicati i codici fiscali del datore di lavoro, del lavoratore (in mancanza, va bene anche il numero del documento di identità ), il numero di passaporto. E il codice “Rint” per colf e badanti italiane e comunitarie, “Rext” per le extracomunitarie.
Va inoltre ricordato che potrà essere regolarizzata solo una colf per nucleo familiare e solo se il reddito familiare è di almeno 20mila euro nel caso vi sia un solo apportatore di reddito, o di almeno 25mila euro se i percettori di reddito sono più di uno. Sono invece al massimo due le badanti che possono essere regolarizzate, purché vi sia una certificazione medica che comprovi la presenza nel nucleo familiare di una persona non autosufficiente.
Dal 1 al 30 settembre, la domanda vera e propria
Dopo aver sanato il sommerso con i 500 euro, si potrà presentare la vera e propria domanda di regolarizzazione (che dovrà indicare inoltre gli estremi del pagamento già effettuato), a partire dall’1 settembre e fino al 30 settembre, seguendo modalità diverse a seconda della nazionalità del lavoratore. Dal Viminale spiegano che non vi è un tetto di accoglimento delle domande: saranno accolte tutte quelle con i corretti requisiti. Non è quindi necessario “correre” e appostarsi (gorno e notte, come successo in passato) agli sportelli per assicurarsi i primi posti in ordine cronologico. La ricevuta sarà disponibile sul sito del Viminale entro 72 ore e si potrà scaricare inserendo apposita ID e password.
Per colf e badanti italiane, comunitarie ed extracomunitarie con permesso di soggiorno regolare bisogna rivolgersi agli sportelli dell’Inps, compilando uno specifico modulo (’Ld-Em2009.Ue’) in via telematica o inviandolo o ancora consegnandolo. Nel modulo si dovranno indicare nuovamente tutti gli estremi per l’identificazione sia del datore di lavoro sia del lavoratore. Di quest’ultimo deve essere indicata la qualifica, ovvero ‘colf’ o ‘badante’, la data di inizio del rapporto di lavoro, la paga oraria o mensile.
Nel caso di lavoratori extracomunitari senza permesso di soggiorno valido la domanda dovrà essere presentata solo per via informatica, seguendo le indicazioni riportate sul sito www.interno.it, allo Sportello Unico per l’immigrazione. A Roma e nelle altre grandi città saranno aperti presso le sedi Inps sportelli aggiuntivi.
Badante e datore allo Sportello
Il primo ottobre scatta infine l’ultimo passaggio della trafila: chi ha pagato e presentato domanda verrà chiamato dallo Sportello Unico per la verifica che la domanda sia regolare in ogni sua parte e per la firma del contratto di soggiorno. Con quest’ultimo documento il datore di lavoro si impegna, fra l’altro a remunerare il lavorato con una paga non inferiore ai minimi contattuali ed a garantirne l’impiego per almeno 20 ore la settimana. Da ricordare che bisognerà presentarsi allo sportello con la marca da bollo, del valore di 14,62 euro. Ultimissimi atti: entro 24 ore la comunicazione, a cura del datore di lavoro, della regolarizzazione avvenuta all’Inps che iscriverà il lavoratore e fornirà i bollettini trimestrali per pagare i contributi, e, a cura del lavoratore, il ritiro del permesso di soggiorno agli sportelli postali.
Quanto incassa lo Stato
Secondo il Censis, per il 10 per cento delle famiglie italiane colf e badanti sono indispensabili. Dal 2001 ad oggi il loro numero è aumentato del 37 per cento. In totale sono circa 1 milione e mezzo (di cui il 71,6 per cento è di origine immigrata) e sono ormai 2 milioni 451 mila le famiglie che ricorrono a un collaboratore domestico o all’assistenza per un anziano o un disabile, ovvero il 10,5% delle famiglie italiane. Un terzo delle badanti straniere sono cittadine di un Paese membro dell’Unione europea, hanno preso la cittadinanza italiana o hanno ottenuto la carta di soggiorno, ma il resto deve confrontarsi con il periodico rinnovo del permesso di soggiorno o si trova in condizione di irregolarità .
La sanatoria è risultata indispensabile visti, appunto, questi numeri. Tanto che secondo una stima del Viminale arriveranno tra le 500 e le 750mila domande. Questo significa che con il pagamento del forfait di 500 euro che sana i tre mesi di lavoro clandestino da aprile a giugno, lo Stato incasserà entro un mese tra i 300 e i 450 milioni. Ma la regolamentazione per lo Stato avrà anche ripercussione positive dal punto di vista economico: può valere da 1,2 a 1,6 miliardi di euro. Ai 500 euro versati dal datore di lavoro, vanno aggiunti gli 80 euro pagati dallo straniero per il rilascio del permesso di soggiorno.
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Dopo il sì all’innalzamento dell’asticella al 4% per le europee, ecco un alro ok da parte del Senato.
Che ha approvato il decreto che fissa l’election day per accorpare le prossime elezioni europee e amministrative in unica tornata, i prossimi 6 e 7 giugno. Pe rendere possibile l’accorpamento, si voterà il sabato pomeriggio del 6 e tutta la giornata di domenica 7 giugno. Il “sì” è stato ampiamente bipartisan, avendo votato a favore 252 senatori, nessun cotrario e due astenuti. Il provvedimento, che allinea le dimensioni dei simboli delle liste fra le due competizioni (3 centimetri) porta con sé anche un altro emendamento di un certo rilievo: su proposta dei senatori democratici Vincenzo Vita e Paolo Nerozzi, la soglia per ottenere i rimborsi elettorali è stata portata al 2 per cento, quindi anche i partiti che non raggiungeranno il quorum del 4% necessario per ottenere seggi nell’Europarlamento potranno comunque accedere ai fondi pubblici; su proposta del relatore Lucio Malan.Per il via libera definitivo, ora la norma passa al vaglio di Montecitorio.
Tradotto: con questa modifica, anche i partiti che non raggiungeranno il quorum del 4%, quella che serve ad avere un seggio (dei 72 messi a disposizione per l’Italia) nell’Europarlamento, potranno accedere comunque ai fondi pubblici. Un modo - adottato dai due partiti più grandi - per rispondere alle polemiche dei partitini (Verdi, Sd, Socialisti, Prc e La Destra) che accisavano Pdl e Pd, di voler letteralmente “uccidere la democrazia”, togliendo di mezzo le voci fuori dal loro coro. La legge numero 18 del 1979, sul sistema elettorale con il quale si voterà il 6-7 giugno, prevede che il riparto dei seggi avvenga con il metodo proporzionale in base alla cifra elettorale nazionale di ciascuna lista, su un collegio unico nazionale e con il principio dei quozienti interi e dei resti più elevati. Alzare la soglia di accesso di fatto “costringe” i “cespugli” a non correre da soli (pena l’esclusione dal Parlameto europeo) ma ad accordarsi tra loro unendo forze ed elettori. Un po’ come avviene per le elezioni politiche italiane: lo sbarramento, nell’ultima tornata, ha comportato l’esclusione di forze politiche come .
Non avere seggio significa poi non accedere ai contributi a titolo di rimborso elettorale, con la conseguenza di una drastica diminuzione delle entrate su cui gli stessi partiti basano la propria sopravvivenza, a tutto vantaggio delle forze politiche maggiori. Una batosta finanziaria, oltre che politica, insomma per gli attuali “extraparlamentari”. Che, almeno fino al 2010 potranno contare sui rimborsi per le politiche 2006; poi fino al 2012 arriveranno i rimborsi delle politiche 2008, ossigeno anche per chi, come la Sinistra arcobaleno (1,858 milioni) o i socialisti (498 mila euro), non ha avuto seggi ma ha superato l’1 per cento. L’incubo riguardava le europee 2009 però anche la soglia per i rimborsi è al 4.
Il 2012 sarebbe stato un incubo. E allora, in extremis, ecco l’emendamento democratico che tenta di riportare un minimo di equilibrio nella spartizione del gruzzolo dei rimborsi. Sempre che i partiti minori riescano a toccare il 2%…

Sono salvi i contributi ai giornali di partito e viene estesa la cassa integrazione anche ai giornalisti dei periodici. Sono le principali novità del pacchetto editoria, inserito nel maxiemendamento al dl milleproroghe su cui il Senato ha votato (con 162 sì, 126 no e nessuna astensione) la fiducia al governo.
E non solo: dal piano carceri contro il sovraffollamento alla liquidazione di Scip, la società veicolo per operazioni di cartolarizzazione di immobili pubblici. Dallo slittamento del modello Unico a fine settembre a novità sull’editoria. E ancora, dallo stop di sei mesi all’entrata in vigore della class action alla cancellazione dell’obbligo di gara per tutti i lavori da parte delle concessionarie autostradali.
Ecco le principali novità contenute nel maxiemendamento del governo che dopo il primo semaforo verde del Senato, passerà adesso all’esame della Camera. Vista la ristrettezza dei tempi (scade il primo marzo) è molto probabile che il testo arrivi blindato anche a Montecitorio.
Per quanto riguarda i giornali di partito, in particolare, il requisito della rappresentanza parlamentare “non è richiesto per le imprese e per le testate di quotidiani o periodici che risultano essere giornali o organi di partiti o movimenti politici che, alla data del 31 dicembre 2005, abbiano già maturato il diritto ai contributi”. Viene poi abrogata la norma che escludeva i giornalisti dei periodici dai benefici degli ammortizzatori sociali.
Per quanto riguarda le crisi aziendali, è stabilito che il sostegno che si accolla lo Stato per i prepensionamenti è pari a 10 milioni di euro per il 2009. Nel caso però gli editori presentino piani di esodo con effetti finanziari superiori ai 20 milioni di euro, dovranno versare all’Inpgi uno specifico contributo per il finanziamento dell’onere eccedente. Modificata, infine, la norma sulla titolarità delle imprese: le azioni possono essere intestate a società per azioni e la partecipazione di dette società può essere intestata a persone fisiche ma anche a società direttamente o indirettamente controllate da persone fisiche.
”Nel decreto milleproroghe approvato dal Senato sono stati ripristinati gli sgravi contributivi per il cabotaggio marittimo”, annuncia il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli. ”La norma” aggiunge il ministro “mira a salvaguardare i livelli occupazionali e la competitività delle navi italiane, estendendo anche per l’anno 2009 la possibilità concessa alle imprese armatoriali di usufruire di benefici contributivi assistenziali e previdenziali per il personale”.
Contro il testo ha protestato l’associazione ecologisti democratici: “Il governo Berlusconi notte tempo sospende la norma, introdotta nella scorsa legislatura” affermano gli Ecodem “che prevedeva l’obbligo che le nuove costruzioni fossero alimentate almeno in parte da fonti rinnovabili. Nella finanziaria 2008″ sottolinea l’associazione “era stata introdotta una norma che sanciva che dal primo gennaio 2009 per ottenere permessi per le nuove costruzioni doveva essere prevista l’installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili in modo tale da garantire una produzione energetica non inferiore a 1 Kw per ogni casa e almeno 5 Kw per i fabbricati industriali. Ora Berlusconi e Scajola rinviano di un anno tale obbligo: non hanno il coraggio di cancellarlo, ma ne vanificano l’utilità con una proroga che impedirà ulteriormente lo sviluppo del settore delle fonti rinnovabili”.
Soddisfatto invece il senatore del Pd Raffaele Ranucci, primo firmatario dell’emendamento che introduce nuove misure per contrastare gli incidenti tra natanti. “Finalmente - commenta - ci saranno controlli e
sanzioni per evitare che chi guida una qualunque imbarcazione, da un gommone di pochi metri ad una nave da diporto, lo faccia in stato di ubriachezza o sotto l’effetto di sostanze inebrianti o stupefacenti”.
Un’ impresa fantasma riusciva ad aggiudicarsi contribuiti comunitari e appalti pubblici falsificando ogni sorta di documento. Una cooperativa sociale di Fermo, in provincia di Ascoli Piceno, completamente sconosciuta al fisco ma ufficialmente registrata nel settore della fabbricazione di prodotti in ceramica, è riuscita ad ottenere migliaia di euro di contributi dalla Comunità Europea nell’ambito del progetto “Equal” falsificando dichiarazioni e denunce dei redditi. Non solo. Dal 2002 al 2008 si è aggiudicata anche appalti pubblici per servizi di pulizia e sorveglianza delle spiagge della provincia marchigiana. La truffa e di conseguenza anche l’evasione fiscale è stata scoperta dalla Guardia di Finanza di Ascoli Piceno. La cooperativa, costituita formalmente in modo ineccepibile, in realtà non possedeva i requisiti per potersi definire tale e soprattutto per poter accedere alle agevolazioni economiche previste dalla legge. Ma durante i controlli i finanzieri oltre ad accertare ricavi non dichiarati al Fisco per oltre 500 mila euro, hanno scoperto, in collaborazione con il servizio ispettivo della Direzione provinciale del lavoro, che nell’impresa lavoravano in nero da circa sei anni, 41 persone.
Proprio secondo lo Statuto, la cooperativa sociale, avrebbe dovuto favorire l’inserimento di soggetti svantaggiati come ex tossicodipendenti, alcolisti, immigrati, diversamente abili che avrebbero giustificato anche l’erogazione dei contributi comunitari. In realtà utilizzava la manodopera di soggetti totalmente estranei a queste categorie che oltre a non essere in regola, venivano sottopagati. La maggior parte dei dipendenti erano ragazzi giovani, ventenni, che la cooperativa impiegava come bagnini sulle spiagge o per la manutenzione dei giardini pubblici della città di Fermo.
La rappresentante legale della cooperativa sociale, una donna di 45 anni residente nella città marchigiana, è stata denunciata dalla Procura della Repubblica di Ascoli Piceno per falsità materiale commessa dal privato e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.